Barletta, uomo sequestrato e picchiato per un debito non saldato: 4 arresti. Uno è indagato per l’omicidio Diviesti

Quattro persone sono finite in carcere con l’accusa di aver sequestrato e aggredito un uomo per un debito non saldato. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato, su coordinamento della Procura della Repubblica di Trani, e ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare da parte del Gip.

Gli arrestati, tutti barlettani tra i 22 e i 59 anni, sono ritenuti responsabili – a vario titolo – di violenza privata e tentata estorsione ai danni di un 47enne della stessa città.

Le indagini sono partite da una segnalazione anonima che denunciava il sequestro di un uomo, costretto a salire in auto contro la sua volontà. Grazie alle immagini di videosorveglianza, gli investigatori hanno ricostruito l’accaduto: la vittima sarebbe stata portata in un bar e picchiata con violenza, anche utilizzando un bastone e uno sgabello.

Rintracciato dagli agenti, il 47enne ha confermato che l’aggressione era legata a un debito. La gravità dei fatti ha spinto la Procura a richiedere un intervento immediato, con l’arresto dei responsabili.

Tra gli indagati figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto nell’inchiesta sull’omicidio del 26enne Francesco Diviesti, ucciso lo scorso aprile in un delitto aggravato dal metodo mafioso.

Omicidio Diviesti a Barletta, l’indagato Igli Kamberi arrestato in Ungheria: era irreperibile da mesi

È stato arrestato su mandato europeo per detenzione in concorso di cocaina mentre viaggiava in pullman dall’Ungheria verso la Serbia. Si trova ora nel carcere romano di Rebibbia Igli Kamberi un 40enne di nazionalità albanese accusato dalla Procura di Trani di detenzione di droga, ma anche indagato insieme con altre quattro persone per l’omicidio di Francesco Diviesti, il parrucchiere di 26 anni di Barletta scomparso lo scorso 25 aprile e trovato morto quattro giorni dopo.

Il suo corpo semicarbonizzato, sul quale c’erano segni di colpi di pistola, era in un rudere delle campagne tra Canosa di Puglia e Minervino Murge, nel nord Barese. Kamberi, irreperibile dallo scorso 27 aprile, è stato rintracciato a Roske, in Ungheria.

Secondo quanto accertato dalle indagini della polizia, avrebbe stoccato in un garage della zona artigianale di Barletta 24 chili di droga suddivisa in panetti, con la complicità di altre due persone, entrambe di nazionalità italiana, finite in manette.

Per l’accusa, Kamberi sarebbe responsabile del trasferimento e della detenzione della cocaina in parte sequestrata (11 chili) nel dicembre scorso: a supporto dell’accusa, le intercettazioni ambientali e telefoniche oltre alle attività di osservazione svolte dagli agenti della squadra mobile della questura di Andria e dai colleghi del commissariato di Barletta. Gli accertamenti a suo carico del centro operativo della Dia, si inseriscono nell’inchiesta della Dda di Bari sull’assassinio di Diviesti.

Al momento dell’esecuzione del mandato di arresto europeo, il 40enne era a bordo di un bus che stava attraversando il confine con la Serbia: a individuarlo sono stati i controlli al valico della polizia.

Nell’inchiesta sull’omicidio Diviesti assieme a lui sono indagati anche un 57enne e suo figlio di 21 anni; un 25enne di Barletta e un 55enne di Minervino Murge, quest’ultimo proprietario di una villa non lontana dal rudere in cui è stato trovato il cadavere, e finita sotto sequestro. L’accusa è omicidio aggravato dal metodo mafioso.a

Cadavere semicarbonizzato trovato a Canosa, il legale: “Non è certo sia di Diviesti. Attendiamo esami”

“Non vi è alcuna certezza” che il cadavere trovato semicarbonizzato ieri mattina nella campagne di Canosa di Puglia sia quello di Francesco Diviesti, il 26enne di Barletta scomparso il 25 aprile scorso. Lo afferma in una dichiarazione il legale della famiglia Diviesti, Michele Cianci.

“Relativamente al ritrovamento di un corpo carbonizzato, ad oggi – sostiene il penalista -, non vi è stato alcun rapporto comparativo con Francesco nè, tantomeno, alcun riconoscimento da parte dei genitori. Pertanto, non vi è alcuna certezza che sia Francesco”.

Dopo il ritrovamento del corpo la Procura di Trani ha avviato un’indagine ma ha subito ceduto il fascicolo alla Direzione distrettuale antimafia di Bari che ravvisa aggravanti tipiche del metodo mafioso in quello che sembra essere un omicidio.

L’indagine della polizia è coordinata dal pm della Dda Ettore Cardinali che nelle prossime ore affiderà l’incarico per compiere l’autopsia al medico legale Sara Sablone che dovrà anche risalire con certezza all’identità della vittima.

Francesco Diviesti era uscito di casa intorno alle 20.30 dello scorso 25 aprile. Intorno alla mezzanotte dello stesso giorno era stato visto entrare nel barber shop in cui lavora col padre, così come registrato dal sistema di videosorveglianza del salone.

Le indagini sulla sua scomparsa si sono concentrate anche su una rissa avvenuta qualche giorno prima nei pressi di un bar di Barletta e proseguita altrove. Non si esclude che questo evento possa essere il movente della scomparsa e dell’ipotetica tragica fine del giovane.