Trovato agonizzante in centro a San Severo, il 31enne Alessio Leccese muore in ospedale: aperta inchiesta

È avvolta nel mistero la morte di Alessio Leccese, il 31enne di Termoli deceduto a San Severo in circostanze ancora da chiarire. Secondo quanto ricostruito, il giovane sarebbe stato trovato in gravi condizioni nel centro abitato di San Severo lo scorso 9 maggio. Trasportato d’urgenza in ospedale, è morto nonostante i tentativi dei medici di salvarlo.

Sul caso indagano gli agenti del Commissariato di San Severo e la Procura di Foggia, che ha disposto il sequestro della salma. Il corpo del 31enne si trova nell’obitorio di Foggia e nelle prossime ore potrebbe essere eseguita l’autopsia per chiarire le cause del decesso.

La morte di Alessio Leccese ha profondamente colpito la comunità di Termoli. I funerali saranno celebrati solo dopo il completamento degli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.

Assalto ai bancomat in Puglia, nuovo colpo nella notte a San Severo: è il 13esimo del 2026 nel Foggiano

Notte di tensione a San Severo, dove intorno alle 4 un violento boato ha scosso la città: nel mirino lo sportello bancomat della Banca Popolare di Milano in via Alessandro Minuziano, fatto esplodere con materiale esplosivo.

La deflagrazione ha causato ingenti danni alla filiale e alle strutture circostanti, svegliando numerosi residenti della zona, molti dei quali si sono affacciati alle finestre per capire cosa stesse accadendo. Non è ancora chiaro se il colpo sia andato a segno.

Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato, impegnata nei rilievi e nelle operazioni di messa in sicurezza dell’area.   Si tratta del secondo assalto agli ATM in meno di quattro giorni e del tredicesimo colpo dall’inizio dell’anno tra bancomat e postamat in provincia di Provincia di Foggia, segnale di un fenomeno in preoccupante escalation.

San Severo, sacerdote di 57 anni aggredito in sacrestia da parrocchiano: “Colpito con una raffica di schiaffi”

Il parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano a San Severo in provincia di Foggia, don Dino d’Aloia, di 57 anni, è stato aggredito in sacrestia da un parrocchiano 60enne che lo ha preso a schiaffi.

Il fatto, accaduto ieri pomeriggio, è stato denunciato dallo stesso sacerdote che si è fatto medicare al pronto soccorso dove lo hanno dimesso con una prognosi di pochi giorni.

“Un parrocchiano di circa 60 anni – racconta don Dino – che frequenta la chiesa mi ha colpito con una raffica di schiaffi mentre ci trovavamo nella sacrestia della chiesa. Mi ha accusato di averlo estromesso da una funzione religiosa, la celebrazione di un funerale, non avendolo avvertito in tempo e non avendogli concesso la possibilità di aprire il portone d’ingresso della chiesa. Ma è evidente che così non è”.

“Siamo impegnati su tanti fronti, dal carcere alle disabilità – ha continuato don Dino che è parroco dal gennaio 2022 – Ma oltre l’accoglienza abbiamo necessità di confrontarci anche con le fragilità umane che vanno aiutate e tutelate per evitare che le conseguenze possano ricevere su altre persone. E poi mi rivolgo a chiunque subisca aggressioni e violenza. Alle donne. Denunciate. Come ho fatto io. Non esitate. Rivolgetevi alla giustizia”.

Tragedia in A14, schianto a San Severo: muore un uomo. La moglie grave trasferita in ospedale con l’elisoccorso

Tragico incidente stradale questa mattina, poco dopo l’alba, sull’autostrada A14 nei pressi dello svincolo di San Severo, in direzione sud. Una vettura, probabilmente una Volkswagen T-Roc, con a bordo una coppia di coniugi è rimasta coinvolta in un violento impatto.

Secondo le prime ricostruzioni l’auto è finita contro la cuspide in cemento armato di una deviazione autostradale. L’uomo, un 69enne, è deceduto sul colpo, mentre la donna 54enne ha riportato ferite ed è stata soccorsa e trasportata in ospedale tramite elisoccorso.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118 e le forze dell’ordine, che hanno effettuato i rilievi necessari e avviato le indagini per chiarire le cause del sinistro e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Omicidio a San Severo, scoppia lite nel centro di accoglienza: migrante ucciso a colpi di martello

Nel tardo pomeriggio del 13 marzo si è verificato un omicidio a San Severo, all’interno dell’Arena, il centro di accoglienza per migranti situato nella zona periferica della città. Un ospite della struttura sarebbe stato ucciso a colpi di martello al termine di una lite con un’altra persona. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Polizia e i carabinieri di San Severo. Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Omicidio Lucia Salcone a San Severo, in carcere il marito Ciro Caliendo: nuova perizia su tre dispositivi

La Procura di Foggia ha disposto una nuova perizia su tre dispositivi utilizzati da Ciro Caliendo, l’imprenditore di San Severo attualmente detenuto con l’accusa di aver ucciso la moglie, Lucia Salcone.

Si tratta di telefoni cellulari e computer sequestrati la mattina dell’arresto. L’incarico è stato affidato a Davide Carnevale, perito informatico e consulente tecnico con studio a Bari, che ha richiesto un mese di tempo per completare le analisi.

Caliendo è stato arrestato lo scorso 23 febbraio: secondo l’accusa, avrebbe simulato un incidente stradale per coprire il femminicidio.

Lucia Salcone morta in un incidente stradale simulato, arrestato il marito Ciro Caliendo: la ricostruzione del delitto

Un presunto tradimento, il timore di essere scoperto, e un piano che – secondo gli inquirenti – sarebbe stato studiato nei dettagli per simulare un incidente mortale. È questa l’ipotesi investigativa che ha portato all’arresto di Ciro Caliendo, 48 anni, accusato di aver ucciso la moglie, Lucia Salcone, 47 anni, deceduta il 27 settembre 2024 in un rogo seguito a quello che inizialmente era apparso come un sinistro stradale.

L’uomo è stato fermato questa mattina con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal legame coniugale, su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Foggia, Mario De Simone. Per la Procura, l’incidente sarebbe stato in realtà una messinscena orchestrata per eliminare la donna.

I fatti risalgono alla sera del 27 settembre, lungo la strada provinciale 13, nelle campagne di San Severo, dove la coppia risiedeva. L’auto su cui viaggiavano i coniugi uscì di strada e prese fuoco. Il corpo della donna fu ritrovato carbonizzato all’interno dell’abitacolo. Fin dalle prime fasi, tuttavia, la dinamica aveva sollevato dubbi tra gli investigatori.

Le indagini, protrattesi per nove mesi, hanno ricostruito – secondo l’accusa – non solo ciò che sarebbe accaduto quella sera, ma anche le fasi preparatorie e i possibili moventi. Alla base del delitto, spiegano gli inquirenti, vi sarebbe un intreccio tra ragioni sentimentali ed economiche. Non un gesto improvviso, ma una decisione maturata nel tempo, portata avanti senza esitazioni.

Determinanti sarebbero state le intercettazioni e le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza dell’abitazione dei coniugi. In uno dei filmati, la sera precedente all’incendio, Caliendo appare con una tanica e un accendino in mano. Secondo i consulenti della Procura, emergerebbero evidenti discrepanze tra lo stato dei luoghi e la versione fornita dall’uomo. Le registrazioni si interrompono bruscamente: un dettaglio che farebbe pensare a un tentativo di cancellare prove compromettenti.

In alcune conversazioni intercettate con il figlio, l’indagato avrebbe mostrato preoccupazione per l’evolversi delle indagini. Inoltre, pochi giorni prima della tragedia, avrebbe scritto a una parente della moglie residente all’estero manifestando l’intenzione di separarsi perché innamorato di un’altra donna. Anche la figlia sarebbe stata al corrente della relazione extraconiugale, e – secondo quanto riferito da un familiare – l’amante avrebbe valutato di rivelare tutto alla moglie.

Subito dopo l’accaduto, Caliendo – unico sopravvissuto e alla guida del veicolo – raccontò agli investigatori che l’auto era finita fuori strada nel tentativo di evitare un mezzo proveniente in senso opposto. L’impatto contro un albero avrebbe provocato la perdita di coscienza di entrambi e l’incendio del veicolo, che si sarebbe rapidamente propagato all’interno, intrappolando la donna, rimasta bloccata dalla cintura di sicurezza.

Una ricostruzione che, però, non avrebbe retto alle perizie tecniche. “Le verifiche hanno evidenziato un’assoluta incompatibilità tra il racconto dell’uomo e gli esiti degli accertamenti”, ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile di Foggia, Marco Mastrangelo. In particolare, le lesioni riscontrate alla testa della vittima non sarebbero compatibili con un incidente stradale, bensì con colpi inferti con un oggetto contundente.

Ulteriori incongruenze riguardano il carburante: le telecamere avrebbero ripreso l’uomo mentre rientrava a casa per prendere una bottiglia contenente benzina, tracce della quale sarebbero state rinvenute nell’auto, nonostante il veicolo fosse alimentato a diesel. Anche la circostanza secondo cui non sarebbe riuscito a liberare la moglie dalla cintura di sicurezza sarebbe stata smentita dagli accertamenti tecnici.

Un quadro indiziario fatto di contraddizioni, riscontri scientifici e intercettazioni che, secondo la Procura di Foggia, ha portato all’arresto del 48enne, al termine di un’indagine condotta con l’obiettivo di fare piena luce su una vicenda che, fin dall’inizio, era apparsa tutt’altro che accidentale.

San Severo, trovata con 9 chili di eroina e 58mila euro in contanti: arrestata 41enne

È stata trovata in possesso di circa 9 chili di eroina e quasi 60 mila euro in contanti e per questo è stata arrestata una quarantunenne di San Severo, nell’ambito di un’operazione dei carabinieri della Compagnia di Montesilvano che da tempo seguivano un canale diretto di collegamento fra la cittadina abruzzese e quella pugliese.

Dopo numerose perquisizioni finalizzate alla ricerca di droga, a San Severo i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Montesilvano, in collaborazione con l’Arma locale, hanno trovato i nove chili di eroina confezionata in buste, ancora in fase di lavorazione.

I militari hanno sequestrato anche una grossa pressa che sarebbe servita a realizzare i panetti. Nel corso dell’attività è stata rinvenuta anche una notevole somma di denaro, poco più di 58.000 mila euro, in banconote di vario taglio, nascosti in una coperta riposta in una lavatrice.

La donna è stata rinchiusa nella Casa Circondariale di Foggia e dovrà rispondere di detenzione a fine di spaccio di stupefacente.

San Severo, Mercedes di lusso rubata in pieno giorno. Il proprietario rincorre i ladri: “Fermatelo” – VIDEO

Martedì 27 gennaio, in pieno centro a San Severo, alle 10.25 si sente urlare un uomo: “Fermatelo, fermatelo”. Disperato, rincorre una Mercedes Amg Gt dal valore di 190mila euro, rubata da un ladro e bloccata da altre vetture in mezzo alla strada.

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Nonostante questo, la vittima, non riesce a raggiungerla e il ladro sfreccia via con l’auto. Tutto è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza della zona e il video è diventato virale sui social.

Poco dopo, una volante della Polizia di Stato, ha ritrovato la vettura in un casolare tra Pietramontercorvino e Lucera, a circa 30 chilometri da San Severo. L’auto è stata stata restituita al proprietario.

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Sul tettuccio i ladri avevano piazzato un Jammer, un disturbatore di frequenze. Nello stesso casolare c’era anche un’altra Mercedes rubata, anche questa restituita al legittimo proprietario

Tragedia a San Severo, trovato migrante senza vita nell’ex ghetto: aveva 38 anni. Il decesso per cause naturali

Il corpo senza vita di un cittadino gambiano di 38 anni, regolare sul territorio italiano, è stato ritrovato ieri pomeriggio a Torretta Antonacci, nelle campagne di San Severo.

Il decesso, secondo le prime ricostruzioni, è avvenuto per cause naturali. Sul corpo non sono emersi segni di violenza.

Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia allertati dagli altri ospiti migranti. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.