La nostra incursione al Comando della Polizia Locale di Gioia del Colle ha generato panico e imbarazzo. Ci siamo recati sul posto per indagare sulla ripartizione delle indennità di funzione e nessuno ha saputo e voluto fornici spiegazioni e risposte. Siamo stati accolti e accompagnati alla porta con rispetto dal Comandante, quello che forse manca nei confronti della cittadinanza.
Slavcho imbianca casa, tensione per gli schiaffi in faccia: “Apri gli occhi cancella il video”
Siamo tornati da Sonia e Slavcho che ha imbiancato le pareti della casetta di Quinto Potere in cui sono ancora ospiti. Durante la nostra visita una vecchia conoscenza si è fatta avanti e ha chiesto, in modi poco ortodossi, di cancellare un vecchio video sul nostro canale Youtube. Abbiamo scoperto che tra lei e Sonia c’è del rancore.
“Andate via”, affronta due baby pusher e muore. Tensione sui social e nel palazzo: “Assassini”
Torniamo ad occuparci della morte di Nicola Mangione, 50enne di Gravina deceduto a Ferragosto dopo una caduta durante una lite con i due adolescenti, indagati per omicidio preterintenzionale.
Secondo le prime testimonianze raccolte dagli investigatori, Mangione avrebbe rimproverato i due giovani, che si trovavano nei pressi della sua abitazione e che avrebbero avuto con sé piccole quantità di droga. La famiglia Mangione è assistita dall’avvocato Angelo Dibenedetto.
L’uomo avrebbe chiesto loro di allontanarsi, prima di essere spinto e di cadere all’indietro, battendo la testa contro un gradino. Ci siamo recati a Gravina e sul luogo della tragedia dopo quanto accaduto in seguito alla tragica colluttazione, ascoltando le voci dei familiari dei personaggi coinvolti nella vicenda. Ecco cosa è accaduto.
Impreca, svuota i cassonetti e importuna i passanti: notte di tensione nel centro di Bari
Notte di tensione nel centro di Bari, dove un uomo ha creato momenti di apprensione tra residenti e passanti. Secondo quanto segnalato, avrebbe iniziato a imprecare, svuotare alcuni cassonetti e importunare le persone presenti nella zona.
La situazione ha attirato l’attenzione di cittadini e commercianti, preoccupati per il comportamento dell’uomo e per il clima di tensione creatosi nel cuore della città. Sono in corso accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Michele picchia Monica per strada, Antonio lo calma a caro prezzo: “Sparite tutti da qui”
Ci siamo precipitati nella casa di Quinto Potere dopo una segnalazione di Sonia. Michele si è presentato sul posto e ha picchiato per strada Monica. Siamo intervenuti e dopo alcuni momenti di tensione con lo stesso Michele, che ha colpito Antonio in volto, abbiamo ripristinato l’ordine con difficoltà cacciando Monica dalla casa e affidando Michele alla cura del 118. Sul posto sono intervenute anche le Forze dell’Ordine. E Sonia e Slavcho hanno avuto un ultimatum.
Spedizione punitiva a San Pio e risse in discoteca a Castellaneta Marina, si cercano collegamenti: sale la tensione
Sale la tensione nel quartiere San Pio di Bari, dove gli investigatori stanno monitorando con attenzione i recenti episodi di violenza e i possibili cambiamenti negli equilibri della criminalità locale. La preoccupazione è che gli attriti tra gruppi possano degenerare in una nuova escalation, con ripercussioni anche in altre zone della città.
Al centro dell’attenzione c’è la spedizione punitiva avvenuta il 10 luglio all’interno di un circolo, che potrebbe essere collegata a una lite scoppiata alcuni giorni prima in una discoteca di Castellaneta Marina. Un secondo episodio, una rissa avvenuta sempre a Castellaneta all’alba del 12 luglio, è ora al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di capire se i fatti siano tra loro collegati. Secondo le prime ricostruzioni, nei due episodi del Tarantino sarebbero rimasti coinvolti giovani provenienti da Bari.
Dietro quanto sta accadendo a San Pio, secondo gli inquirenti, potrebbe esserci un’unica regia. In questo contesto si inseriscono anche le voci su un presunto pentimento di Saverio Faccilongo, storico referente del quartiere detenuto in carcere e condannato, tra l’altro, a 20 anni per l’omicidio di Gianluca Corallo. Un’ipotesi che, tuttavia, viene smentita dalla Direzione distrettuale antimafia, che guarda invece con preoccupazione ai tentativi di alimentare tensioni e instabilità nel quartiere.
Tra gli episodi ritenuti significativi dagli investigatori figura anche il furto subito nei giorni scorsi dalla sorella di Faccilongo, alla quale sarebbero stati sottratti gioielli e oggetti di valore. Un gesto che, secondo alcune interpretazioni investigative, potrebbe rappresentare un messaggio intimidatorio rivolto proprio al capo del gruppo criminale.
Le indagini si concentrano anche sulla spedizione punitiva del 10 luglio. L’obiettivo sarebbe stato un 19enne, figlio di un uomo detenuto per omicidio e ritenuto vicino allo stesso gruppo criminale. Il giovane, però, sarebbe riuscito a fuggire, mentre al suo posto un 30enne di Carbonara, residente da qualche tempo nella zona, sarebbe stato violentemente aggredito. Nei giorni successivi, inoltre, la famiglia del 19enne avrebbe pubblicato sui social alcuni messaggi ritenuti dagli investigatori particolarmente significativi. A riportarlo è La Repubblica.
Gli inquirenti stanno verificando eventuali collegamenti tra questi episodi e la recente rissa di Castellaneta, nella quale sono rimasti feriti due ragazzi e una ragazza. L’allarme resta alto anche alla luce dei precedenti: proprio da una lite avvenuta in un locale della stessa località, tre anni fa, ebbe origine una lunga stagione di violenza culminata in diversi omicidi riconducibili ai contrasti tra i clan baresi.
In questo caso, tuttavia, l’ipotesi investigativa è diversa. Le tensioni potrebbero essere legate a una lotta interna per il controllo delle attività illecite a San Pio. La lunga detenzione dei principali referenti del gruppo dei Faccilongo avrebbe infatti aperto nuovi scenari, alimentando le ambizioni di altri soggetti intenzionati a prendere il controllo degli affari criminali nel quartiere.
Mafia garganica, torna in libertà il boss Armando Li Bergolis: sale la tensione fra i clan
Dopo una lunga detenzione, trascorsa in parte anche al regime del 41 bis, Armando Li Bergolis, 51 anni, ritenuto tra i nomi storici e più temuti della mafia garganica, è tornato in libertà. Esponente di vertice del clan Li Bergolis-Miucci, conosciuto come il gruppo dei “montanari”, lascia il carcere dopo aver scontato una lunga pena, riaccendendo l’attenzione sulle faide che hanno insanguinato il Gargano per decenni.
Il nome di Li Bergolis compare tra gli imputati del processo Iscaro-Saburo, il maxi procedimento che portò a 99 arresti e che sancì giudiziariamente l’esistenza della mafia garganica. In quell’ambito fu condannato a 27 anni di reclusione, stessa pena inflitta al fratello Matteo, mentre Franco Li Bergolis ricevette l’ergastolo.
Figlio di Pasquale Li Bergolis, ucciso durante una delle fasi più cruente della faida garganica, e nipote di “Ciccillo” Li Bergolis, considerato il patriarca del clan assassinato nel 2009, Armando Li Bergolis è stato indicato per anni dagli investigatori come una delle figure più influenti della criminalità organizzata del promontorio.
La scarcerazione viene seguita con attenzione dagli investigatori, soprattutto alla luce dei nuovi assetti criminali sul territorio e delle più recenti inchieste sulla mafia garganica.
Bugie e accuse reciproche, faccia a faccia con Fabio e Domenico: tensione prima dell’addio
Fratelli coltelli (6), alta tensione tra Orlando e Vincenzo. La mamma: “Non c’è pace si odiano”
Torniamo ad occuparci della storia di Vincenzo e Orlando, i due fratelli che ogni giorno rischiano di ammazzarsi davanti alla loro madre anziana, già finita in ospedale in seguito ad una caduta dopo aver tentato di dividerli. Vi raccontiamo gli sviluppi della vicenda.
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