Lividi e denti rotti, ragazzo di Terlizzi pestato a Ruvo: scoperto il branco. Nunzio: “Va meglio”

Siamo tornati a Terlizzi per tornare a parlare degli sviluppi della storia della famiglia presa di mira da un branco di ragazzini. Calci alla porta, lancio di pietre e minacce per diversi anni. La situazione, dopo la denuncia dei nostri servizi, al momento sembra essere migliorata.

Tutto questo mentre una settimana fa un altro ragazzo di Terlizzi è stato pestato a Ruvo, rimediando importanti lesioni. In questo caso le Istituzioni e le Forze dell’Ordine hanno agito velocemente, risalendo ai responsabili, a differenza di quanto accaduto con Nunzio e la sua famiglia.  

Terlizzi, 18enne si schianta con lo scooter contro un cavallo mentre va a scuola: è grave. Ricoverato a Bari

Un ragazzo di 18 anni è rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto ieri mattina a Terlizzi, mentre era diretto a scuola a Molfetta. Il giovane viaggiava in scooter lungo la strada provinciale 2 quando si è scontrato con un cavallo che si aggirava tra le auto.

Dopo l’impatto, il 18enne è stato soccorso e trasferito in codice rosso al Policlinico di Bari, dove si trova ricoverato nel reparto di Rianimazione.

L’animale era stato avvistato sulla carreggiata della strada che collega Terlizzi a Ruvo, creando una situazione di pericolo per gli automobilisti in transito. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri.

Preso a pugni per strada, Matteo: “Senza motivo. Solo contro tutti poi sui social fanno i leoni”

Torniamo a parlare dei branchi e lo facciamo ancora a Terlizzi. Dopo avervi parlato del gruppetto di giovani che sta tormentando la vita a Nunzio e alla sua famiglia, questa volta abbiamo incontrato Matteo, vittima di un pestaggio nei giorni scorsi. I segni sono ancora evidenti sul suo corpo, ci racconta di essere stato preso a pugni per strada senza alcun motivo.

Il maleducato non molla: “Noi bullizzati a causa del video”. Branco fa impazzire famiglia a Terlizzi

La storia del branco che ci ha preso di mira in via Amendola qualche giorno fa non si è chiusa con il chiarimento faccia a faccia avuto con Angelo, gesto tra l’altro apprezzato da gran parte della nostra community. Un suo alter ego è tornato alla carica, con modi maleducati e rivendicando la cancellazione del video. Presto vi racconteremo la storia di una famiglia presa di mira da un altro branco a Terlizzi.

Tragedia a Bitonto, oggi l’ultimo saluto al 17enne Gianvito Carelli. Fuori pericolo i due amici feriti

Saranno celebrati oggi pomeriggio, alle 16 nella chiesa del Palombaio, i funerali di Gianvito Carelli, il 17enne che ha perso la vita nella notte fra venerdì e sabato nell’incidente stradale avvenuto lungo la provinciale 22 che collega Palombaio a Terlizzi.

La vittima, secondo quanto ricostruito dalle indagini, sedeva sul sedile passeggero di una Jeep Ranegade guidata da un suo amico 19enne. La vettura è finita fuori strada e si è ribaltata, schiantandosi contro un muretto a secco e contro gli alberi.

Per il 17enne non c’è stato nulla da fare, feriti gli altri due occupanti dell’auto, entrambi di 19 anni. Sono ricoverati all’ospedale Di Venere e al Policlinico, le loro condizioni non sono gravi.

“L’intera comunità si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore – fa sapere il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci – siamo sgomenti davanti ad un’altra giovane vita spezzata troppo presto”.

Terlizzi, parroco non mette Gesù Bambino nel presepe: “Potrà mai nascere se abbiamo dichiarato guerra alla vita?”

“Potrà mai nascere il Principe della Pace se abbiamo dichiarato guerra alla vita?”. È quanto si è chiesto don Michele Stragapede, parroco della chiesa dedicata a San Gioacchino a Terlizzi (Bari) che ha, con un artista locale, deciso di lasciare vuota la mangiatoia del presepe.

“La nostra parrocchia si trova in pieno centro, nel cuore della movida, e in questi giorni c’è, come dicono i più giovani, il delirio – spiega all’ANSA don Michele -. Allora abbiamo pensato con chi fa parte della nostra comunità, che facciamo? Facciamo finta che tutto vada bene? Che non ci sono stati bambini uccisi a Gaza, in Israele, in Sudan?”, prosegue il parroco. Che sui social ha spiegato l’iniziativa realizzata con l’artista locale Paolo De Santoli. È stato lui a realizzare una culla con un lenzuolo bianco circondata da balle di fieno.

“Il mondo va sempre più in frantumi, si sfrattano popoli, si fabbricano armi, si militarizza la nostra cultura, la nostra terra, si condannano popoli alla fame e allo sterminio”, si legge sui social.

“Nella Striscia di Gaza e in Israele sono stati ammazzati o lasciati morire oltre 16 mila bambini sotto i 12 anni: una vera strage degli Innocenti ad opera di Erode”, prosegue il post evidenziando che “a quasi 4 anni dall’invasione dell’Ucraina, la vita di 2,4 milioni di bambini è sempre più a rischio, intrappolati o sfollati nel paese. Si stima che siano 20mila i minori ucraini deportati in Russia”.

“In Sudan i combattimenti hanno causato una delle peggiori crisi umanitarie a memoria d’uomo – continua -. Più di 60.000 vittime e 11 milioni di persone costrette a lasciare le proprie case”. “Il Bambinello nascerà se noi, come diceva Madre Teresa di Calcutta, lo mettiamo nella storia garantendogli pane e dignità – sottolinea don Michele – altrimenti il Natale resta un rito vuoto, solo un modo per incrementare lo scambio di auguri su WhatsApp senza alcun significato”.

Aggredisce Carabinieri e semina il panico in caserma, arrestato 28enne a Terlizzi: “Vi uccido non finisce qua”

Un 28enne è stato arrestato a Terlizzi dai Carabinieri con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane, il 19 ottobre scorso, è stato fermato ad un posto di blocco. Era alla guida di una 500X ma senza patente.

I militari hanno deciso di sottoporlo all’alcol test, il 28enne ha però sferrato un pugno in pieno volto ad un carabiniere, causandogli una ferita al labbro, per poi colpire il collega allo zigomo. Entrambi hanno rimediato 15 giorni di prognosi a testa.

“Vi uccido, non finisce qua, quando vi prenderò ve la farò pagare”, le parole proferite dal giovane una volta trasferito in caserma.

Pregiudicato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti: maxi sequestro a Terlizzi

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di confisca c.d. allargata emesso dalla Corte di Appello I^ Sezione Penale di Bari su richiesta della Procura Generale della Repubblica di Bari, a carico di noto pregiudicato, a seguito della condanna irrevocabile alla pena di anni 4 di reclusione e 20 mila euro di multa per reati in materia di stupefacenti, per fatti commessi nell’aprile del 2006 a Bari, Grumo Appula e Terlizzi.

Il valore del patrimonio sottratto alla disponibilità dell’interessato nella data odierna, formalmente intestato ai familiari, è rappresentato da una villa, tre terreni (due mandorleti-uno uliveto), due fabbricati industriali ed una azienda dedita alla compravendita di rottami ferrosi e commercio autoveicoli e pezzi di ricambio con relativo compendio aziendale.

Il provvedimento odierno emesso dalla Corte di Appello di Bari accoglie completamente la proposta della Procura Generale della Repubblica di Bari, la quale, in considerazione della condanna definitiva dell’indagato, ha formulato detta richiesta sulla base della preliminare attività eseguita dal personale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari distaccato presso la Procura Generale e dagli accertamenti patrimoniali effettuati dalla Sezione specializzata del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) che hanno ricostruito gli introiti dell’intero nucleo familiare, fornendo così un corposo quadro probatorio in ordine alla provenienza illecita della sua ricchezza e che costituirebbe il compendio soprattutto del traffico di droga.

L’operazione, eseguita sulla base della previsione normativa dell’art. 240 bis comma 1 c.p., ha colpito, per conclamata sproporzione, anche i beni che il condannato risulta possedere in misura sproporzionata ai redditi dichiarati.

L’importante risultato odierno – frutto dell’attività condivisa della magistratura e delle componenti investigative specializzate nello specifico settore delle indagini patrimoniali – rappresenta una conferma ulteriore che l’azione di contrasto alla criminalità organizzata, non solo va perseguita attraverso un’assidua opera di prevenzione e repressione ma deve avvenire soprattutto attraverso attente e scrupolose indagini di natura finanziaria e patrimoniale.

Si specifica che il provvedimento di confisca in oggetto non riveste carattere di definitività ed è suscettibile di impugnazione dinanzi alle competenti autorità giudiziarie, permanendo pertanto sub judice fino alla conclusione dell’intera procedura giurisdizionale.