Choc a Manfredonia: entra a scuola per incontrare una ragazza e picchia un collaboratore scolastico

Avrebbe preteso di entrare in una scuola, di cui non è un alunno, per incontrare una giovane studentessa, e al rifiuto di un collaboratore scolastico lo avrebbe colpito con un pugno in pieno volto.

E’ la ricostruzione di quanto accaduto ieri mattina all’ingresso dell’istituto superiore Roncalli-Fermi-Rotundi-Euclide di Manfredonia (Foggia), dove un collaboratore di 63 anni (da circa 20 anni in servizio nell’istituto) è stato aggredito da un giovane, quasi maggiorenne, riportando lesioni giudicate guaribili in otto giorni.

Stando a quanto si apprende, il presunto aggressore avrebbe preteso di incontrare all’interno della scuola e durante l’orario di lezione un’alunna del terzo anno, probabilmente un’amica.

Sdegno e solidarietà al collaboratore scolastico, che ha sporto una denuncia, è stata espressa dal dirigente Roberto Menga: “Un gesto simile – ha sottolineato – non è soltanto un attacco alla persona, ma rappresenta una ferita inferta all’intera istituzione scolastica e ai valori che essa quotidianamente incarna: il rispetto delle regole, la convivenza civile, la responsabilità individuale e collettiva.

Quanto accaduto impone una riflessione profonda e non più rinviabile sul clima educativo e sul ruolo di tutte le componenti della comunità”. “Questo episodio – ha sottolineato il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca – ci pone nuovamente di fronte ad una situazione di degrado, povertà educativa, brutalità e illegalità diffusa che ferisce e colpisce anche la nostra comunità. Non solo le istituzioni sono chiamate a essere più presenti e a fare la loro parte ma, insieme alle famiglie, alle associazioni e alle scuole, siamo tutti chiamati a fare rete ed essere una vera comunità educativa”.

Bari, picchia l’ex convivente e la stalkerizza dopo la fine della relazione: 48enne condannato a 6 anni e 2 mesi

Un 48enne barese è stato condannato a 6 anni e 2 mesi per aver picchiato, offeso, maltrattato e minacciato di morte la convivente 51enne per 8 anni. Dopo essere stata colpita con schiaffi, calci e pugni per tutto questo tempo, la donna ha trovato il coraggio a luglio scorso di interrompere la relazione. L’uomo non si è fermato e ha dato il via a comportamenti persecutori fino all’arresto.

“Ti porteranno i fiori al cimitero”, picchia la compagna e la figlia minorenne: 38enne condannato a Bari

La Corte di Appello ha dimezzato la condanna a 7 anni inflitta in primo grado ad un 38enne barese per aver maltrattato la convivente e per aver offeso e percosso la figlia minorenne che prendeva le difese della madre.

L’uomo è stato così condannato a 4 anni di reclusione, gli abusi sono andati avanti dal 2020 al 2024. La vittima, una 36enne, ha poi trovato coraggio di denunciare. Il 38enne è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale, per questo la pena è stata dimezzata in Appello.

“Ti devo uccidere, ti devo impiccare, ti devo mettere due dita in gola, io andrò in carcere ma a te porteranno i fiori al cimitero”, queste alcune delle frasi pronunciate nei confronti della donna da parte dell’uomo. La vittima sarebbe stata colpita anche con calci, schiaffi e pugni. In un’occasione la donna ha rimediato la frattura di una costola, in un’altra occasione il 38enne le avrebbe stretto le mani intorno al collo fino quasi a soffocarla.

Nei confronti della figlia 16enne invece l’uomo avrebbe riservato “umiliazioni con frasi scurrili, offensive e denigratorie, accusandola di prendere le difese ed essere complice della madre, picchiandola in modo violento e senza motivo”, fino a cacciarla di casa e farla andare a vivere con la nonna materna dopo averla colpita con un cellulare in testa.

Nota alla figlia ribelle, papà fa irruzione al Majorana e picchia professore: chiesti 2 anni e 6 mesi di condanna

La Procura di Bari ha chiesto una condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione per il 35enne del quartiere San Paolo, papà di una studentessa dell’istituto Ettore Majorana di Bari, imputato per aver aggredito il professore Enzo Amorese. Stessa richiesta avanzata per l’amico di famiglia che lo ha accompagnato a scuola.

L’episodio risale al settembre 2022. Il professore, che si è costituito parte civile nel processo celebrato con rito abbreviato, fu schiaffeggiato per aver messo una nota alla studentessa dopo che questa aveva istigato i compagni contro di lui. La giovane era stata rimproverata per essere entrata tardi a scuola.