Turismo in Puglia, controlli nel Salento: 18 strutture irregolari. Scoperti 5 lavoratori in nero due sono minorenni

Giro di vite dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce nel settore turistico-alberghiero del Salento. Su 20 strutture controllate, 18 sono risultate irregolari, con la scoperta di cinque lavoratori in nero, tra cui due minorenni di 16 anni che non avevano assolto l’obbligo scolastico.

Le ispezioni, effettuate tra Melendugno, Otranto, Tricase, Castrignano del Capo, Salve, Ugento, Nardò e Porto Cesareo, hanno evidenziato anche numerose violazioni in materia di sicurezza, formazione, sorveglianza sanitaria e igiene. Contestate, tra le altre, l’assenza del Documento di valutazione dei rischi e la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale.

Sono sette le attività sospese: tre per l’impiego di lavoratori irregolari e quattro per gravi carenze in materia di salute e sicurezza. Complessivamente sono state contestate sanzioni per circa 41.200 euro e ammende per 172mila euro, per un totale superiore ai 200mila euro.

Caporalato dei bagnini, Ficco (Cigl) attacca: “A Bari il turismo non può crescere sullo sfruttamento”

“Quando insistiamo nel parlare delle due Bari, l’esempio dei bagnini pagati anche 2 euro l’ora da una società che aveva in gestione il lido dell’Aqp è paradigmatico di come da una parte c’è chi si sta arricchendo sulla forte crescita del brand turistico della città, dall’altra – quasi sempre i lavoratori e le lavoratrici – c’è chi paga un prezzo al sistema distorto di fare impresa, come ripetiamo da tempo molto più diffuso del perimetro del settore primario, che comprime diritti, salari, norme sulla sicurezza”. È il commento del segretario generale della CGIL metropolitana di Bari, Domenico Ficco, sulla vicenda portata alla luce dalle indagini della Guardia di Finanza.

“Leggiamo gli impegni di esponenti istituzionali sulla sfida di rendere democratico il mare, che condividiamo, ma non è con gli spot sul consumo critico che si ostacola il caporalato in agricoltura, così come non è il semplice accesso alle spiagge che possiamo vincere la sfida di una gestione oculata e rispettosa della dignità di chi lavora da parte dei gestori delle nostre coste. Allo stesso modo esponenti di associazioni datoriali si affannano a proporre tavoli di confronto sullo sviluppo del brand Puglia e Bari, su come sostenere un settore sicuramente fondamentale per la nostra economia. Ma vorremmo che se confronto vi deve essere che questo parta dalla condizione di chi rende possibile l’accesso a ogni tipo di servizio legato all’accoglienza e all’esperienza turistica. Perché il caso del lido dell’Aqp – tra l’altro una società a controllo pubblico – non è purtroppo l’unico in un settore segnato da altissimi tassi di evasione contrattuale, previdenziale, fiscale. Basta leggersi i report dell’Ispettorato nazionale del lavoro, i cui controlli però interessano percentuali molto basse di imprese rispetto al numero totale. Questo accade quando si disinveste sugli organismi ispettivi, si taglia risorse alle Asl e alle strutture preposte al controllo di prevenzione, quando nel discorso pubblico caro alle destre il lavoro è mero strumento al servizio del profitto, e non mezzo per uomini e donne per emanciparsi, costruire percorsi di vita dignitosi, autonomi e indipendenti”.

“Il brand turistico Bari – conclude Ficco – dai lidi ai Bed and breakfast passando per ristoranti e ogni altro servizio accessorio, non è una cartolina della quale vantarsi se costruito sullo sfruttamento del lavoro. Basta fingere che tutto questo sia episodico e allora si: avviamo un confronto serio e serrato sullo sviluppo e sulla qualità del lavoro in questo territorio: nel turismo, come nei trasporti, nella logistica, nell’edilizia, in ogni settore. Perché parlare di crescita e ricchezza quando c’è chi per lavorare prende 2 euro l’ora dovrebbe far vergognare tutti. Perché il livello di sviluppo di una città non si misura sulla ricchezza di pochi ma dal benessere di tutti e questo non può che passare dalla qualità del lavoro”.

Prenotazioni in calo tra luglio e agosto, estate in salita per Bari: “Mancano grandi eventi e spiagge inadeguate”

Le prenotazioni turistiche per i mesi di luglio e agosto a Bari e in provincia registrano un calo rispetto alle attese. A lanciare l’allarme è Giovanna Castrovilli, presidente dell’Associazione Extralberghiero Terra di Bari Confcommercio Bari-BAT, che segnala una diminuzione delle richieste per l’alta stagione, pur invitando ad attendere i dati definitivi.

L’assessore al Turismo Pietro Petruzzelli invita però alla prudenza, ricordando che luglio e agosto non sono tradizionalmente i mesi con il maggior numero di presenze nel capoluogo e che il 2026 ha fatto registrare oltre un milione di pernottamenti nei primi sei mesi dell’anno.

Secondo gli operatori, a incidere sul rallentamento sarebbero la mancanza di grandi eventi estivi e le criticità legate alle spiagge cittadine. Alla chiusura di Torre Quetta per i lavori di Costasud si aggiungono le frequenti interruzioni della balneazione a Pane e Pomodoro, situazione che penalizza l’offerta turistica. Tra le proposte, l’istituzione di navette tra il centro e le spiagge, ipotesi che il Comune sta valutando in vista della prossima estate.

L’assessora Starace si dimette, il presidente Decaro tiene la delega al Turismo: “Tranquilli ho fatto crescere Bari”

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, rassicura sul futuro dell’assessorato al Turismo dopo le dimissioni di Grazia Maria Starace. A margine di un evento a Lecce, Decaro ha annunciato che manterrà personalmente la delega, sottolineando la propria esperienza amministrativa e i risultati ottenuti in passato nel settore turistico.

«Dico ai pugliesi di stare tranquilli: sono stato il sindaco della città che ha registrato la maggiore crescita del turismo in Italia», ha dichiarato il governatore, spiegando di voler continuare a seguire direttamente il comparto almeno in questa fase.

Decaro ha ricordato che tutte le deleghe fanno capo al presidente della Regione, il quale può affidarle agli assessori pur continuando a occuparsene. Ha inoltre evidenziato come i principali interventi recenti, dalla legge sugli affitti brevi alle risorse destinate al turismo nelle aree interne, siano stati sviluppati attraverso una collaborazione tra la presidenza e la giunta.

Il presidente ha escluso che la scelta del futuro assessore sia legata a equilibri politici o partitici. Per il momento è stato nominato il nuovo direttore del dipartimento, mentre la delega al Turismo resterà nelle sue mani. Solo in un secondo momento, ha concluso Decaro, verrà individuata la persona a cui affidare ufficialmente l’incarico, seguendo lo stesso percorso adottato per gli altri assessorati.

Indagata per concussione l’assessora regionale Starace: pressioni per togliere la concessione del lido all’ex marito

La Procura di Foggia ha iscritto nel registro degli indagati Graziamaria Starace, assessora regionale al Turismo ed ex assessora comunale di Vieste, con l’accusa di concussione. L’inchiesta riguarda presunte pressioni esercitate per ottenere la revoca di una concessione comunale intestata all’ex marito Alessandro Corso. Secondo gli investigatori, l’iniziativa sarebbe stata motivata da contrasti legati al mancato pagamento degli alimenti.

Nell’indagine risultano coinvolti anche il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e un dirigente comunale. La vicenda è emersa dopo la notifica di un decreto per accertamenti tecnici irripetibili sui telefoni sequestrati agli indagati.

Tra le persone coinvolte figura anche Gaetano Antonio Paglialonga, ex assessore ai Grandi eventi, revocato dall’incarico dal sindaco dopo la scoperta di alcune registrazioni effettuate di nascosto durante conversazioni riguardanti il caso. Paglialonga, fratello dell’attuale compagna di Corso, avrebbe poi denunciato quanto appreso agli inquirenti.

La concessione oggetto della vicenda sarebbe stata successivamente ripristinata. Nobiletti respinge le accuse e sostiene che la revoca fosse stata adottata sulla base di verifiche che avevano evidenziato irregolarità.

Sul fronte politico non mancano le polemiche. Paglialonga ha dichiarato che la revoca del suo incarico non sarebbe legata a divergenze amministrative, ma al fatto di essere diventato testimone di un procedimento penale che coinvolgerebbe il sindaco. L’ex assessore ha inoltre sottolineato che le registrazioni sono già agli atti degli organi competenti e oggetto di approfondimenti investigativi.

L’assessora Starace, attualmente assente per motivi personali, non ha rilasciato dichiarazioni. Dalla Regione fanno sapere che la vicenda sarà valutata nei prossimi giorni.

Turismo a Bari, sanzionate 8 strutture ricettive abusive: “Massima attenzione a ospiti, regole e sicurezza”

Nell’ambito delle attività svolte dal settore della polizia Annona impegnato nel contrasto all’abusivismo nel settore dell’ospitalità e della ricettività, si rende noto il bilancio dei primi cinque mesi del 2026. Sul portale Pay tourist risultano attualmente censite 4343 strutture ricettive, con 250 nuove iscrizioni da gennaio ad oggi: dall’inizio dell’anno nella città di Bari sono stati registrati oltre un milione di pernottamenti, il 22.9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

All’aumento della capacità ricettiva e dell’attrattività turistica di Bari, si affianca l’azione costante di controllo della Polizia Locale, che, grazie al gruppo ispettivo costituito presso il Nucleo Annona, garantisce il rispetto della normativa nazionale e regionale.

Da gennaio a maggio 2026, sono state effettuate 43 ispezioni, in seguito a segnalazioni dei cittadini o a difformità riscontrate incrociando le informazioni contenute nelle diverse banche dati istituzionali. A esito delle verifiche svolte in loco, sono state elevate 24 contestazioni nei confronti di 8 strutture ricettive. Nello specifico, le sanzioni sono state disposte per assenza di autorizzazione a effettuare attività di tipo alberghiero, mancata esposizione del C.I.N. mediante targa identificativa, mancata iscrizione al portale Pay tourist, omessa esposizione in ogni camera del cartello del percorso di emergenza anti incendio.

I controlli hanno riguardato strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere. Nel corso di una ispezione nel quartiere Madonnella, gli agenti hanno sanzionato il titolare di quattro locazioni turistiche, che, secondo normativa nazionale, avrebbe dovuto gestire le stesse in forma “imprenditoriale”, e invece è stato trovato in assenza della relativa Segnalazione certificata di inizio attività.

Negli scorsi giorni, invece, a seguito delle attività di controllo nel territorio del Municipio V, il personale della Polizia Locale ha ispezionato una struttura ricettiva. Il controllo è stato effettuato perché, dall’incrocio delle banche dati del Comune di Bari (Sportello Unico per le Attività Produttive e Pay tourist) e della Regione Puglia (il sistema digitale DMS) erano emerse evidenti discrasie. L’ispezione ha confermato i dubbi rilevati in fase di analisi dei dati, in quanto gli ispettori dell’Annona hanno verificato discordanze tra quanto dichiarato nella SCIA presentata al Suap del Comune e quanto comunicato su portale DMS e su PayTourist.

Nello specifico si è accertato il superamento della capacità ricettiva del numero di posti letto e del numero di camere: le 24 camere dichiarate come singole, infatti, erano utilizzate come doppie o triple. La struttura, inoltre, non possedeva la prevista copertura assicurativa per gli ospiti e il C.I.N. non era esposto; in sede di ispezione, è stata accertata la tardiva comunicazione dei prezzi su portale DMS Puglia e la mancanza all’interno delle stanze del riferimento obbligatorio al Regolamento comunale sull’imposta di soggiorno.

Dai successivi controlli d’ufficio si è potuto accertare, infine, che non sono mai state effettuate le comunicazioni di pubblica sicurezza degli ospiti sul portale del Ministero dell’Interno “Alloggiati web” (al momento del controllo nella struttura erano registrate 40 persone) ed è stato omesso il versamento dell’imposta di soggiorno al Comune di Bari per tutto l’anno in corso. Per la mancata comunicazione degli ospiti si procederà con la denuncia all’autorità giudiziaria per la violazione dell’articolo 109 del TULPS, mentre per il mancato pagamento dell’imposta di soggiorno saranno elevate sanzioni amministrative pecuniarie che raggiungono sino al 200% di quanto non versato.

“L’accoglienza turistica rappresenta, ormai, un settore di grande vitalità e importanza per la nostra città, come dimostra il milione di pernottamenti raggiunti a Bari nei primi cinque mesi del 2026 – sottolinea l’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione civile Carla Palone -. A fronte di questa crescita, si conferma la presenza e l’efficacia del lavoro svolto degli agenti di Polizia locale e del settore della Polizia annonaria, che sostengono le politiche di contrasto ad ogni forma di abusivismo condotte dall’amministrazione comunale. L’obiettivo, è bene ricordarlo, non è mai punitivo, ma è assicurare la qualità dell’accoglienza e, soprattutto, la sicurezza degli ospiti. A beneficio, innanzitutto, di tutti quelli operatori che rispettano scrupolosamente le regole e contribuiscono a mantenere alti gli standard dell’ospitalità a Bari”.

“Il lavoro svolto negli ultimi anni in tema di controlli sulle strutture ricettive della città ha determinato un’importante emersione di posizioni non dichiarate – spiega l’assessore allo Sviluppo locale e alla Blue economy con delega al Turismo Pietro Petruzzelli -. Emersione che, con l’introduzione dell’imposta di soggiorno, ha contribuito a incrementare le risorse, investite anche sul miglioramento dei servizi a beneficio di tutti i cittadini. L’attività di monitoraggio e verifica costante ha permesso, inoltre, di migliorare moltissimo il livello dell’offerta ricettiva, uno degli ingredienti fondamentali per stimolare la crescita del turismo della nostra città, come ci viene da più parti riconosciuto. Siamo certi che il turismo rappresenta sempre di più una grande opportunità per lo sviluppo di Bari, ma questo non può prescindere dal rispetto delle regole”

Turismo a Bari, superato il milione di pernottamenti nel 2026: +22% rispetto al 2025. Aumentano gli stranieri

Dall’inizio del 2026 ad oggi sono più di 1 milione i pernottamenti registrati nella città di Bari, secondo quanto riportato dal portale Pay tourist. Un dato in crescita del 22.9% rispetto allo scorso anno, che conferma il capoluogo pugliese come la principale destinazione turistica regionale.

Nel dettaglio, dal 1° gennaio al 28 maggio 2026 sono stati registrati 1.005.321 pernottamenti (265.907 italiani e 739.414 stranieri), a fronte dei 817.974 nello stesso periodo del 2025 (261.915 italiani e 556.059 stranieri).

Quanto al profilo dei turisti, per il 40.7% si tratta di gruppi, seguiti da famiglie (37.92%) e singoli (21.38%). Le fasce d’età più rappresentate sono quelle comprese tra 49-53 anni (10.11%), 44-48 anni (9.32%), 39-43 anni (9.31%), 34-38 anni (9.16%), 54-58 anni (9.07%), 29-33 anni (8.89%), 24-28 anni (8.25%), 59-63 anni (8.05%), 64-68 anni (6.36%), 19-23 anni (5.49%) e 0-13 anni (5.26%).

Di seguito l’elenco dei principali Paesi di provenienza dei turisti:

· Italia 26.45%

· Polonia 15.3%

· Romania 6.42%

· Francia 4.63%

· Bulgaria 4.22%

· Germania 3.85%

· Stati Uniti d’America 3.54%

· Ungheria 3.4%

· Spagna 2.49%

· Argentina 2.19%

· Regno Unito 1.95%

· Brasile 1.94%

· Repubblica Ceca 1.83%

· Austria 1.67%

“Oggi abbiamo raggiunto e superato un milione di pernottamenti di turisti nella nostra città, con una crescita di oltre il 22% rispetto allo scorso anno – ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo locale e alle Blue economy con delega al Turismo Pietro Petruzzelli -. Analizzando i dati, crescono moltissimo gli stranieri che scelgono di scoprire Bari, sia in valore assoluto che in proporzione al numero complessivo dei turisti. Questo risultato, merito anche della professionalità degli operatori del settore, conferma che i flussi non sono concentrati solo nei classici mesi ‘caldi’, ma si distribuiscono nell’intero arco dell’anno. Bari, d’altronde, si consolida come location ambita per i grandi eventi e per i congressi, favorita dal settore business. Per potenziare ulteriormente la destagionalizzazione, grazie al protocollo d’intesa siglato con Aeroporti di Puglia, estenderemo anche al prossimo inverno alcuni voli stagionali che agevolano gli arrivi nei periodi tradizionalmente meno affollati.

I numeri raggiunti oggi descrivono, ancora una volta, quanto Bari sia una città sempre più attrattiva, ma abbiamo ben chiaro che il turismo deve crescere in maniera sostenibile, soprattutto per i residenti. In questa direzione va la scelta dell’amministrazione comunale di utilizzare una parte dell’imposta di soggiorno sull’efficientamento dei servizi relativi all’igiene urbana, con particolare attenzione al potenziamento della raccolta dei rifiuti delle utenze commerciali nelle aree che affrontano il maggiore carico dovuto alla presenza di turisti.

Nell’ottica, invece, di valorizzare il patrimonio artistico e culturale dei quartieri decentrati, anche per l’estate 2026 proporremo visite guidate gratuite al Castello di Ceglie con la sua cisterna di epoca romana, al Quartiere museale del San Paolo con i murales realizzati da artisti di fama internazionale e, ancora, i tour verso le linee del mare, per raggiungere i quartieri costieri di San Girolamo, Palese Santo Spirito, San Giorgio e Torre a Mare.

Aspettiamo, infine, l’approvazione da parte del Consiglio regionale della nuova legge in tema di affitti brevi, che consentirà alle amministrazioni comunali di intervenire sulla regolamentazione del settore, con l’obiettivo di contenere le locazioni turistiche nei quartieri che registrano già oggi i maggiori numeri, pur riconoscendo l’importanza del ruolo svolto in passato nell’assorbire la domanda di posti letto che ha raggiunto da qualche anno la nostra città. Nelle more, stiamo già lavorando all’elaborazione di una strategia complessiva, che ci permetta di utilizzare al meglio i nuovi strumenti normativi”.

Turismo in Puglia, il 2026 inizia bene: +3,1% di arrivi e +8% di presenze da gennaio a marzo. Tanti gli stranieri

Nel primo trimestre del 2026 i primi dati provvisori Istat/Spot ed elaborati dall’Osservatorio di Pugliapromozione evidenziano una crescita complessiva rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento degli arrivi pari al +3,1% e una crescita più marcata delle presenze pari al +8%. Tale dinamica è sostenuta principalmente dal turismo internazionale, che registra un incremento significativo sia negli arrivi (+12%) sia nelle presenze (+18%).

Al contrario, il turismo domestico mostra una lieve flessione degli arrivi (-1,5%), ma un aumento delle presenze (+3%), indicando periodi di permanenza più lunghi. Analizzando l’andamento mensile, gennaio e febbraio mostrano un aumento significativo degli arrivi rispetto al 2025, rispettivamente del +5,8% e del +8,5%, mentre marzo registra una lieve contrazione pari al -2,3%.

Le presenze risultano invece in crescita in tutti i mesi del trimestre, con incrementi a doppia cifra a gennaio (+10%) e febbraio (+15%) e un ulteriore aumento a marzo (+2%), consolidando il trend positivo complessivo. Il turismo internazionale si distingue per una crescita sostenuta e continua in tutto il trimestre. Gli arrivi di turisti stranieri aumentano del +19,2% a gennaio, del +14% a febbraio e del +9% a marzo.

Per quanto riguarda i dati complessivi delle presenze in arrivo dai mercati internazionali, si osserva la crescita della Polonia (+39%), che supera la Germania, affiancata da performance particolarmente elevate di Austria (+48,9%), Repubblica Ceca (+47,4%) e Romania (+40,3%). I mercati del Nord Europa consolidano la loro presenza con Germania (+8,1%), Svizzera (+15,2%) e Regno Unito (+9,5%), mentre Stati Uniti e Francia mantengono livelli sostanzialmente stabili rispetto al 2025.

Bari si conferma il principale gateway turistico con oltre 188.000 arrivi e quasi 400.000 presenze. Lecce consolida il proprio ruolo nel turismo culturale, mentre Gallipoli, a fronte di circa 9.800 arrivi, genera oltre 55.310 presenze, evidenziando una permanenza media elevata. Località come Ostuni, Monopoli e Polignano a Mare continuano a registrare un’attrattività costante, soprattutto sui mercati internazionali.

Barivecchia, centro storico nel degrado. Residenti e associazioni lanciano l’allarme: “Preoccupa la stagione turistica”

Il centro storico della città di Bari torna al centro del dibattito pubblico, travolto da una crescente situazione di degrado che nelle ultime settimane è stata denunciata da associazioni del territorio, residenti e operatori commerciali. Un quadro preoccupante che, secondo molti, rischia di compromettere non solo la qualità della vita quotidiana, ma anche l’immagine complessiva della città.

Con l’avvicinarsi della stagione turistica, aumentano infatti le preoccupazioni. Il centro storico rappresenta da sempre un biglietto da visita fondamentale per visitatori e turisti, e le attuali criticità rischiano di incidere negativamente sull’attrattività del territorio. Nel frattempo, i residenti continuano a convivere con disagi concreti e persistenti, che rendono sempre più difficile la vivibilità della zona.

Le richieste sono chiare: interventi immediati e mirati per affrontare le problematiche più urgenti e restituire decoro e funzionalità agli spazi urbani. L’obiettivo è migliorare la percezione e la fruibilità del centro storico, sia per chi lo vive ogni giorno sia per chi lo visita.

In questo contesto, emerge con forza il ruolo della cittadinanza attiva e il principio di sussidiarietà orizzontale, considerati strumenti fondamentali per affrontare le criticità. Chi vive quotidianamente il territorio chiede di essere parte integrante delle soluzioni.

Un primo segnale di apertura arriva dall’amministrazione comunale. Gli assessori alla Cura del territorio, all’Ambiente, allo Sviluppo economico e al Turismo, insieme alla Presidenza del Municipio I, hanno accolto l’appello e convocato un incontro pubblico.

L’appuntamento è fissato per lunedì 23 alle ore 14.30, presso la sede del Municipio I in via Trevisani 206. Un momento di confronto aperto tra istituzioni e cittadinanza, promosso dalle associazioni “We Are in Bari Vecchia”, Circolo Acli Dalfino, “I Custodi della Bellezza” e dai rappresentanti dei residenti.

Turismo in Puglia, 22 milioni di presenze e 6,7 milioni di arrivi nel 2025. Decaro: “C’è una parte ancora inesplorata”

“I dati che presentiamo oggi raccontano una Puglia che, negli ultimi anni, ha compiuto una crescita complessiva a doppia cifra. Nel solco di questo lavoro vogliamo continuare. Ma non basta dire quante persone vengono a visitarci. Dobbiamo capire come vivono la Puglia, quali esperienze cercano, che tipo di relazione instaurano con i territori che attraversano”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro presentando nel padiglione della Regione alla Bit di Milano il report del turismo nel 2025 che parla di un aumento degli arrivi del 13%.

“Accanto a Bari e Lecce – ha proseguito Decaro – crescono Foggia, Taranto, Brindisi, la BAT. E crescono molti comuni dell’entroterra. Anche la stagionalità ci restituisce un’indicazione interessante: la crescita più forte avviene nei mesi primaverili e in autunno inoltrato, mentre l’estate si consolida”.

“Oggi – ha aggiunto Decaro – convivono due Puglie turistiche. C’è una Puglia che in alcuni periodi dell’anno è satura e soffre il peso del turismo. E c’è una Puglia ancora inesplorata che può strategicamente incrociare tutte le leve che i dati ci mostrano. Ed è qui che si apre la Puglia dei prossimi anni, qui comincia la nostra visione sul turismo che vogliamo.
Un turismo che distribuisca i flussi, che accompagni le persone fuori dai luoghi saturi, che rafforzi servizi, economie e comunità locali. Una Puglia inattesa, la Puglia dell’entroterra, dei cammini, della montagna, dei borghi. Perché questo si trova in Puglia: una dimensione che ha il sapore della casa, dei legami, dell’accoglienza.”

I dati Istat/SPOT dell’Osservatorio turistico di Pugliapromozione, ancora provvisori mostrano una forte crescita: oltre 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze. Rispetto al 2024 gli arrivi crescono del +13% e le presenze del +10%, mentre la componente internazionale traina i risultati con arrivi dall’estero in aumento del +25%. Le presenze straniere crescono del +23%, raggiungendo 8,6 milioni nel 2025, mentre il turismo domestico resta solido, con +5% di arrivi e +4% di presenze. Tra aprile e maggio gli incrementi arrivano fino al +30%, mentre in estate si attestano intorno al +10%. A dicembre le presenze superano le 500mila unità.

Per l’assessora al Turismo Graziamaria Starace “la nostra azione si fonda su due leve complementari: infrastrutture e comunicazione. Rendere questi luoghi raggiungibili e fruibili, e al tempo stesso trasformare cammini, borghi, cooperative di comunità e integrazione tra turismo, agricoltura e cultura in narrazioni riconoscibili e competitive tutto l’anno.”