Natuzzi, lo stipendio di agosto viene pagato in due tranche: “Tasso alto di assenteismo”. È scontro con i sindacati

Niente stipendio pieno a settembre per i dipendenti Natuzzi. L’azienda ha comunicato che la mensilità di agosto 2026 sarà pagata in due tranche: un acconto il 17 settembre e il saldo il 24 settembre.

La decisione è stata motivata dal rallentamento della produzione legato alle ferie collettive e a un “elevato tasso di assenteismo”, rimasto superiore alle previsioni.

Una spiegazione contestata duramente da Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil di Puglia e Basilicata, che hanno definito la situazione “grave e inaccettabile”. Secondo i sindacati, le ferie erano programmate da tempo e il ritardo nei pagamenti sarebbe riconducibile esclusivamente a scelte di gestione e organizzazione aziendale.

Le sigle chiedono il ritiro della comunicazione, l’eliminazione di ogni riferimento all’assenteismo, scuse ufficiali, una nuova comunicazione ai lavoratori e garanzie sulla puntualità degli stipendi nei prossimi mesi.

I sindacati evidenziano inoltre una presunta contraddizione nella posizione dell’azienda, che da una parte parla di esuberi e dall’altra attribuisce il rallentamento produttivo all’assenza dei lavoratori. Tra le criticità vengono citati anche gli spazi limitati nei due stabilimenti di Matera e Laterza, la carenza di mezzi e problemi di gestione e posizionamento sul mercato.

Intanto, i sindacati hanno annunciato un nuovo incontro con i vertici Natuzzi per affrontare la situazione e chiedere maggiore chiarezza sul futuro dei lavoratori.

Prenotazioni in calo tra luglio e agosto, estate in salita per Bari: “Mancano grandi eventi e spiagge inadeguate”

Le prenotazioni turistiche per i mesi di luglio e agosto a Bari e in provincia registrano un calo rispetto alle attese. A lanciare l’allarme è Giovanna Castrovilli, presidente dell’Associazione Extralberghiero Terra di Bari Confcommercio Bari-BAT, che segnala una diminuzione delle richieste per l’alta stagione, pur invitando ad attendere i dati definitivi.

L’assessore al Turismo Pietro Petruzzelli invita però alla prudenza, ricordando che luglio e agosto non sono tradizionalmente i mesi con il maggior numero di presenze nel capoluogo e che il 2026 ha fatto registrare oltre un milione di pernottamenti nei primi sei mesi dell’anno.

Secondo gli operatori, a incidere sul rallentamento sarebbero la mancanza di grandi eventi estivi e le criticità legate alle spiagge cittadine. Alla chiusura di Torre Quetta per i lavori di Costasud si aggiungono le frequenti interruzioni della balneazione a Pane e Pomodoro, situazione che penalizza l’offerta turistica. Tra le proposte, l’istituzione di navette tra il centro e le spiagge, ipotesi che il Comune sta valutando in vista della prossima estate.

Masseria salentina chiusa tutto il mese di agosto, i titolari sui social: “Il territorio ha bisogno di riposo”

Chiusi per riposo nel mese di agosto e nel clou dell’estate. La scelta dei titolari della masseria Le Stanzie (situata a Supersano nel Salento), annunciata sui social, ha fatto il giro dell’Italia. Una decisione anomala ma ben accolta sul web, maturata a causa dello stress che coinvolge tutto il territorio. “Ti accorgi all’improvviso, o solo per caso, di doverti fermare, perché fingere che tutto vada bene, sempre e comunque, non renderebbe onore a questa terra e a noi che ne siamo i depositari – si legge nel post -. Certi uomini sono proprio come quei luoghi, sono come le piante, gli alberi o gli animali e chissà se pure loro osservano, magari guardano e poi ripensano. E quando pensano e ripensano, decidono, così di colpo, di fermarsi, all’improvviso! Noi abbiamo deciso di farlo, proprio nel mese più atteso, ad agosto, proprio quando tutti vorrebbero distendersi e rilassarsi, come quei campi a maggese che si lasciano dormire e, nell’attesa, riposare”.

“Si, proprio ora, perché ora non siamo più noi ad avere bisogno della Masseria ma è Lei che ha bisogno di noi e abbiamo il dovere di prendercene cura – continuano i titolari -. Si, perché accogliere non è solo far entrare qualcuno ma farlo restare e stare bene, renderlo responsabilmente partecipe di un’esperienza fatta di crescita e di arricchimento reciproco nel rispetto di questi luoghi, della loro storia e della loro identità. Perchè, anche noi, proprio come quei campi, abbiamo bisogno di riflettere, pensare e, magari, ragionare su come meglio ripartire, prendendoci ancor di più cura di Voi e di Noi, nel rispetto dei valori della nostra amata terra. Abbiamo dovuto, abbiamo voluto farlo”.