Rsa Casa Caterina, Melaccio il solito bluff. Annuncia le dimissioni: vanno via anche i dipendenti

Rsa Casa Caterina, siamo ai titoli di coda. Il 18 giugno scorso c’è stato l’ennesimo tentativo di sfratto. Solo due dei 24 ospiti hanno lasciato la struttura. In quell’occasione, facendo male i conti, l’amministratore della Nicolas, Gianni Melaccio, di fatto ancora legata a Michele Schettino e a una società che fa capo alla compagna dell’imprenditore ai domiciliari, ha spinto i parenti a presenziare.

Scelta dimostratasi infelice, perché forse questa volta hanno compreso fino in fondo il rischio che corrono, loro e i congiunti rimasti nella Rsa. Senza rette non ci sono alternative, perché non ci sono investitori.

Così in queste ore Melaccio è andato dal Sindaco di Adelfia, Giuseppe Cosola, a dire di voler abbandonare la barca insieme ai dipendenti. Questi ultimi andranno via per primi, poi toccherà a lui. L’amministratore della Nicolas avrebbe chiesto le Pec degli enti ai quali comunicare la decisione.

Il primo cittadino, dal canto suo, avrebbe già avvisato la Asl, che resta in attesa degli eventi. Insomma, l’esperienza Melaccio potrebbe finire col rischio di lasciare gli ospiti senza cibo, esattamente com’era iniziata. Manca l’ufficialità, ma questo dovrebbe essere l’epilogo già scritto in partenza.

Indagata per concussione e imputata per abusi edilizi, l’assessora Starace si dimette: “Ora libera di difendermi”

L’assessora pugliese al Turismo Grazia Maria Starace si è dimessa ieri sera. Starace, indagata per concussione ai danni dell’ex marito e imputata per abusi edilizi, ha rimesso le deleghe nelle mani del presidente della Regione Antonio Decaro.

“Ringrazio il presidente per la fiducia nei miei confronti, tuttavia ritengo oggi sia giusto rimettere nelle sue mani le mie deleghe assessorili, con l’impegno di continuare a lavorare per la mia terra dai banchi del Consiglio regionale, per l’estremo valore che io ho sempre attribuito alle istituzioni e che riconosco in questo momento all’istituzione di cui faccio parte, la Regione Puglia”.

“Ho sempre vissuto il mio impegno politico ispirandomi ai principi di legalità, trasparenza e rispetto delle regole. E sono certa – prosegue Starace – di essermi sempre comportata correttamente nello svolgimento delle mie funzioni pubbliche. Tuttavia, in questo momento devo essere libera di raccontare le mie verità e di tutelare la mia famiglia dall’ esposizione mediatica che ha assunto la vicenda, che mio malgrado mi vede coinvolta. Oggi sento il dovere di difendere il mio nome, la mia storia e la storia della mia famiglia, e posso farlo solo avendo la possibilità di dimostrare la correttezza del mio operato”.

Nel motivare la decisione di rimettere le deleghe assessorili, Starace spiega che “sento come mia priorità ora proteggere i miei figli, che sono il mio bene
più prezioso. Resto serena e ho immensa fiducia nella magistratura”.

“Grazia Maria Starace ha rimesso il mandato di assessora al Turismo consegnando nelle mie mani la gestione delle deleghe assegnatele. Comprendo il suo stato d’animo e la sua necessità di essere libera di fare chiarezza e nel contempo di proteggere la sua famiglia. La ringrazio per il lavoro fatto e sono certo che potrà nelle sedi opportune far valere le sue ragioni e dimostrare la correttezza del suo operato”, il commento di Decaro.

Terremoto politico a Foggia: si dimette la sindaca Episcopo dopo lo strappo in giunta

La sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, ha rassegnato le dimissioni al termine della seduta del consiglio comunale, aprendo una fase di incertezza politica per l’amministrazione cittadina.

La decisione arriva all’indomani della revoca di due assessori della giunta di centrosinistra: Lorenzo Frattarolo, delegato alle Attività produttive, e Daniela Patano, assessora al Personale, entrambi esponenti di Azione. Episcopo avrà ora 20 giorni di tempo per confermare o ritirare le dimissioni.

Molfetta, 13 consiglieri si dimettono. Si chiude l’era Minervini: Armando Gradone nominato commissario

Francesco Russo, prefetto di Bari, ha nominato Armando Gradone, prefetto a riposo, commissario prefettizio per la gestione provvisoria del Comune di Molfetta dopo le dimissioni di 13 consiglieri comunali dello scorso 16 ottobre che hanno portato alla fine dell’era Minervini.

Minervini è stato arrestato il 4 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta concessione di appalti in cambio di voti ed era stato sospeso dalla carica.

Contemporaneamente è stato sospeso il consiglio comunale. “Il provvedimento si è reso necessario a seguito delle dimissioni contestuali di tredici consiglieri comunali, che hanno fatto venir meno il quorum strutturale in seno al Consiglio”, si legge nella nota ufficiale. Gradone aveva ricoperto il ruolo di prefetto di Perugia.

Si è dimesso il presidente di Confindustria Puglia: Sergio Fontana lascia per motivi personali

“Per motivi personali”, Sergio Fontana si è dimesso da presidente di Confindustria Puglia. “Ho deciso così perché – spiega all’ANSA – penso sia la cosa migliore.

Il mandato (cominciato nel 2020, ndr) era di quattro anni ed è stato prorogato a causa della pandemia da coronavirus. Penso sia la cosa migliore lasciare spazio ad altri”, conclude.

Corruzione a Sannicola, Piccione non risponde alle domande del gip: annunciate le dimissioni da vice sindaco

Cosimo Piccione, il vice sindaco di Sannicola arrestato mercoledì scorso dalla Guardia di Finanza assieme ad altre 12 persone con l’accusa a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla manipolazione di concorsi e gare pubbliche, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto questa mattina dinanzi al gip del Tribunale di Lecce. Nel corso dell’interrogatorio ha comunque annunciato le immediate dimissioni dalle cariche di vice sindaco, assessore e consigliere comunale.

Truffa delle orecchiette, Home Restaurant presenta esposto in Procura: chieste le dimissioni di Petruzzelli

“L’esposto sarà presentato nelle prossime ore, ma per ragioni di trasparenza e tutela – sia della piattaforma che dell’informazione corretta – scegliamo di pubblicarlo in anteprima. In un momento in cui a Bari l’informazione è in lutto, oscurata da narrazioni parziali e omissive, è doveroso offrire una versione completa dei fatti. Tanto più che, come già accaduto, le notizie escono comunque dalla Procura e finiscono sui media senza contraddittorio. La nostra scelta vuole anche rispondere con chiarezza a chi ci segue e ci scrive, chiedendo verità e rigore”.

Inizia così il comunicato a firma di Gaetano Campolo, CEO del network Home Restaurant Hotel, pronto a presentare nelle prossime ore un esposto alla Procura della Repubblica di Bari e ad altre autorità competenti, in merito alla vicenda nota come “Truffa delle Orecchiette”, che ha investito le pastaie di Arco Basso.

Le Accuse: Abusivismo, Evasione e Truffa Commerciale

Nell’esposto si denunciano violazioni sistematiche da parte di nove pastaie sanzionate per attività abusiva: assenza di scontrini, occupazione del suolo pubblico senza autorizzazione, uso di abitazioni private come esercizi commerciali, e la vendita di orecchiette industriali spacciate per artigianali, ipotizzando una truffa commerciale penalmente rilevante.

Il Comportamento Contraddittorio delle Agenzie Stampa

A rendere il caso ancor più paradossale è, secondo Campolo, la condotta delle stesse agenzie di stampa. ANSA, ad esempio, lo scorso dicembre pubblicò con enfasi la notizia di una multa per “attività abusiva” a Nunzia Caputo pastaia finanziata da Molino Casillo, prima ancora della notifica ufficiale, con il titolo “Home Restaurant illegale”. Ora però, a fronte delle sanzioni alle pastaie dell’Arco Basso, nessuna notizia, nessun titolo, solo interviste pietiste e lacrime, senza spazio per la realtà giuridica delle sanzioni.

L’Assessore Petruzzelli nel Mirino – Chieste le Dimissioni

L’esposto prende di mira anche l’assessore Pietro Petruzzelli, che ha dichiarato pubblicamente a TG Norba e TeleBari che le pastaie possono continuare a produrre “se lo fanno in modo artigianale”. Campolo definisce queste affermazioni gravissime e fuorvianti, perché sembrano giustificare l’illegalità, travisando la distinzione tra illecito penale e semplice irregolarità amministrativa. Alla luce di ciò, Campolo chiede le dimissioni dell’assessore Petruzzelli, ritenendolo responsabile di un danno istituzionale e comunicativo che ha contribuito a confondere i cittadini e delegittimare l’operato della Procura.

Media, Tour Operator e Silenzi Pericolosi

Nell’esposto sono coinvolti anche Paola Laforgia (ANSA Puglia), Luigi Contu (direttore ANSA), RAI Puglia, La Repubblica Bari, Corriere della Sera Bari, accusati di aver negato il diritto di replica e di aver diffuso una narrazione a senso unico. Accuse anche ai tour operator locali, che continuano a portare turisti presso le pastaie, alimentando quella che viene definita una truffa commerciale aggravata.

Conclusione

Quella delle orecchiette di Arco Basso non è una favola popolare da proteggere, ma – secondo Campolo – un caso emblematico di illegalità normalizzata e informazione distorta. L’esposto che sarà presentato a breve punta a ripristinare la legalità e il diritto a un’informazione completa, chiedendo che anche la stampa e le istituzioni tornino ad assumersi le proprie responsabilità.

Lo scandalo di Lady Caracciolo, Aeroporti di Puglia apre inchiesta interna. Verifiche sulla laurea presentata

Il caso di Carmela Fiorella continua a far discutere. La moglie del consigliere regionale ed ex capogruppo pd Filippo Caracciolo nella giornata di ieri si è dimessa con una Pec dalla carica di dirigente delle risorse umane in Aeroporti di Puglia.

Era entrata in servizio il 1° aprile 2025 dopo aver vinto un bando contestato a causa di alcune stranezze. La 38enne di Barletta era da subito finita al centro delle polemiche.

Gli altri due candidati, come riportato dall’inchiesta de La Gazzetta del Mezzogiorno, sono infatti stati esclusi per precisazioni discutibili. Entrambi erano riusciti a presentare domanda nonostante il tempo limitato: il bando infatti è stato pubblicato per appena 15 giorni, di cui solo 10 lavorativi.

Altri dubbi sono stati sollevati in merito anche alla pergamena di laurea e al curriculum presentato dalla dottoressa Fiorella nella domanda di partecipazione. Titoli che la commissione scelta non avrebbe verificato.

Aeroporti di Puglia ha annunciato che verificherà con un audit interno lo “scandalo” di Lady Caracciolo. “Per me è una tragedia, in quanto noi corriamo e andiamo a testa alta per il lavoro che facciamo, ma notizie di questo tipo distruggono tutto – le parole di Antonio Vasile, presidente del consiglio di amministrazione della società -. Ora è mio dovere attivare il sistema di controlli, come prevede la legge, per capire cosa non ha funzionato”.

L’Università di Bari ha fatto sapere di aver avviato verifiche e controlli sull’esistenza effettiva della laurea specialistica in economia e management presentata e conseguita con 110 e lode il 26 settembre 2012, attestata da una pergamena con la firma di un rettore che sarebbe entrato in carica soltanto 14 mesi dopo. E anche il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, è pronto ad entrare in scena e a denunciare qualora fosse falsa.

Favori e appalti truccati nel Salento: il sindaco di Ruffano si dimette e punta alla scarcerazione

Il sindaco di Ruffano, Antonio Rocco Cavallo, si è dimesso dalla carica. L’ex primo cittadino è stato arrestato la scorsa settimana, con i colleghi di Sanarica (Salvatore Sales) e di Maglie (Ernesto Toma) nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza su un presunto sistema corruttivo finalizzato all’aggiudicazione di appalti pubblici in alcuni comuni del Salento.

Le dimissioni servono a far cessare le esigenze cautelari e puntare alla scarcerazione. La Prefettura di Lecce aveva disposto la sospensione dalle cariche per i tre sindaci e gli amministratori arrestati.

Socio della clinica privata di Bitonto che evita i tempi delle liste d’attesa, Gemmato nella bufera: chieste dimissioni

Scoppia la bufera attorno al barese Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute del governo Meloni, dopo la pubblicazione di un’inchiesta de “Il fatto quotidiano”. Il deputato alla Camera per Fratelli d’Italia è socio della società Therapia Srl che gestisce tre poliambulatori a Bitonto. Sul loro sito ufficiale l’invito ai navigatori è quello di ricorrere alle cure private “senza dover attendere i lunghi tempi del Servizio sanitario pubblico”.

Dallo schieramento di opposizione sono arrivate già le richieste di dimissioni dal ruolo ricoperto nel governo Meloni, seppure Gemmato abbia già fatto sapere di essere pronto a lasciare le quote della società. “Ora è in palese conflitto di interessi – le parole della capogruppo alla Camera di Alleanza Verdi Sinistra (Avs) Luana Zanella -. Avrebbe dovuto lasciare le sue quote dal momento del suo giuramento davanti al presidente Mattarella e deve farlo ma la questione politica è: può rappresentare degnamente la tutela della salute pubblica un sottosegretario che ha o ha avuto interessi in quella privata?”

“Mentre il Sistema sanitario nazionale cade a pezzi, mentre la spesa sanitaria privata aumenta a dismisura con 4,5 milioni di italiani che non riescono a curarsi e siamo ancora in attesa dei decreti attuativi del decreto liste d’attesa, chi si dovrebbe occupare di far funzionare le cose, fa affari con gli ambulatori privati – aggiunge Ileana Malvasi, onorevole del Partito democratico e componente della commissione Affari sociali che annuncia un’interrogazione urgent -. Peraltro, il sottosegretario Gemmato non è nuovo a palesi conflitti d’interesse visto che è titolare di una farmacia. Chiediamo al ministro Schillaci se ritenga legittimo che il suo vice faccia gli affari suoi e non quelli dei cittadini alle prese con la crisi del sistema sanitario nazionale, se trovi accettabile che nelle comunicazioni dei poliambulatori di cui Gemmato è socio, si irrida il Servizio sanitario pubblico, di cui Gemmato è sottosegretario”.