Regione Puglia, il Tar respinge i ricorsi di altri candidati consiglieri: Vendola resta fuori

Il Tar di Bari ha respinto i ricorsi elettorali presentati da sette candidati consiglieri regionali non eletti nelle scorse elezioni di novembre. Restano fuori dal Consiglio regionale le liste di Alleanza Verdi Sinistra (l’ex governatore Nichi Vendola e l’ex assessora Annagrazia Maraschio) e Avanti Popolari con Decaro e la candidata Lucia Parchitelli, prima dei non eletti nel Partito democratico.

Lo scorso 7 maggio, il Tar aveva respinto i ricorsi presentati dai candidati non eletti Domenico Damascelli (Fratelli d’Italia), Sergio Blasi (Pd) e Francesca Bottalico (Decaro presidente). La composizione del Consiglio regionale, dunque, non cambia.

I giudici amministrativi pugliesi, nel caso di Vendola e Avs, hanno rilevato come “il legislatore regionale pugliese ha inteso, con tutta evidenza, attribuire alla soglia di sbarramento il compito di ammettere al riparto dei seggi solo liste dotate di rappresentatività complessiva superiore al 4% del totale dei voti validi, non già del totale dei voti espressi per le sole liste”. Avs ha raggiunto il 3,78%, mentre per i ricorrenti alla lista spettava il 4,86%.

Parchitelli, invece, sosteneva che alla lista del Pd nella circoscrizione di Bari sarebbero spettati 4 seggi, anziché 3, e che complessivamente la maggioranza avrebbe dovuto ottenere più dei 29 seggi effettivamente attribuiti. Anche il suo ricorso, però, è stato dichiarato infondato e respinto.

Regione Puglia, oggi la proclamazione dei 50 nuovi consiglieri: 29 seggi alla maggioranza e 21 all’opposizione

Entro la mattinata di oggi l’Ufficio centrale elettorale della Corte d’Appello di Bari, proclamerà ufficialmente i nuovi 50 consiglieri regionali. Non è prevista, come nel caso del presidente di Regione, una cerimonia di proclamazione.

Ma questa coinciderà con l’invio ufficiale, da parte della Corte d’Appello di Bari, della copia del verbale alle sei Prefetture pugliesi e al Consiglio regionale della Puglia. Da quanto si apprende, non ci saranno novità rispetto agli eletti stabiliti dalla piattaforma del Viminale ‘Eligendo’ al termine dello spoglio dello scorso 24 novembre: 29 seggi spettano alla maggioranza di centrosinistra e 21 all’opposizione di centrodestra.

Dunque, 14 seggi saranno attribuiti al Pd, 7 alla lista Decaro Presidente, 4 ciascuno a Movimento 5 Stelle e a Per la Puglia. Per il centrodestra, 11 seggi andranno a Fratelli d’Italia, 5 seggi a Forza Italia e 4 alla Lega. Il 21esimo seggio è attribuito a Luigi Lobuono, candidato presidente per l’attuale opposizione che sceglierà a quale gruppo aderire (probabilmente a Forza Italia).

La Corte d’Appello ha interpretato la legge elettorale anche sulla base delle precedenti sentenze del Tar e del Consiglio di Stato sulla materia. Solo eventuali ricorsi dei non eletti, dunque, potrebbero rimettere in discussione i seggi da oggi ufficialmente attribuiti ai consiglieri regionali. Come prevede lo Statuto della Regione Puglia, il presidente Antonio Decaro entro 10 giorni dalla sua proclamazione dovrà nominare gli assessori della giunta. Dei 10 consentiti, 8 dovranno essere eletti in Consiglio regionale.

PINQUA di San Pio, il ministro Salvini ripristina i fondi. I consiglieri baresi della Lega: “Regalo per la città”

“Questo è un regalo per la città”. Con queste parole i consiglieri comunali baresi della Lega, Giuseppe Carrieri e Fabio Romito, hanno definito il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che restituisce alla città 15 milioni di euro del Pnrr impegnati nella riqualificazione, e nella costruzione di 68 unità abitative di edilizia residenziale pubblica, del quartiere San Pio.

Il provvedimento sul Pinqua di San Pio è arrivato ieri, stamattina il decreto è stato presentato dai due consiglieri. “Questa – ha detto Romito – è la dimostrazione di come la buona politica possa aiutare la comunità. Il decreto del Mit dà evidenza degli errori commessi dal Comune, a causa dei quali è arrivato lo stop al finanziamento, adesso revocato”.

Romito ricorda che “gli errori sono stati molteplici. Lo scorso 9 luglio il ministero aveva scritto al Comune rispetto all’intendimento di procedere con la revoca del finanziamento a causa dei ritardi sull’assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti necessarie per mantenere i fondi. Il Comune ha risposto soltanto a fine settembre, quindi la revoca era legittima perché sul portale Regis non erano stati caricati per tempo i documenti. Nonostante questo il ministro Salvini ha ascoltato il territorio che gli ha rappresentato la necessità di salvare questi soldi”.

Carrieri ha ribadito che “l’intervento su San Pio risale al 2021, non erano stati rispettati i target, una cosa successa anche in altre città italiane. Qui però qualcuno si è assunto la responsabilità di fare qualcosa”.

Molfetta, 13 consiglieri si dimettono. Si chiude l’era Minervini: Armando Gradone nominato commissario

Francesco Russo, prefetto di Bari, ha nominato Armando Gradone, prefetto a riposo, commissario prefettizio per la gestione provvisoria del Comune di Molfetta dopo le dimissioni di 13 consiglieri comunali dello scorso 16 ottobre che hanno portato alla fine dell’era Minervini.

Minervini è stato arrestato il 4 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta concessione di appalti in cambio di voti ed era stato sospeso dalla carica.

Contemporaneamente è stato sospeso il consiglio comunale. “Il provvedimento si è reso necessario a seguito delle dimissioni contestuali di tredici consiglieri comunali, che hanno fatto venir meno il quorum strutturale in seno al Consiglio”, si legge nella nota ufficiale. Gradone aveva ricoperto il ruolo di prefetto di Perugia.

Terremoto politico a Minervino, si dimettono 7 consiglieri: sciolto il Comune. Sarà nominato un commissario

Terremoto politico nel piccolo comune di Minervino Murge, nel nord Barese, dove quattro consiglieri comunali di minoranza e tre di maggioranza hanno rassegnato le dimissioni di fatto provocando lo scioglimento dell’assise cittadina presieduta dalla sindaca, Lalla Mancini, eletta con la lista civica “Siamo Minervino” appoggiata dal centrodestra. Ora sarà nominato un commissario ad acta in attesa che si torni alle urne.

Puglia, via libera della Giunta al disegno di legge. Taglio delle poltrone: i consiglieri passano da 50 a 40

Come annunciato durante la riunione della maggioranza, la giunta regionale pugliese ha approvato i due disegni di legge attraverso cui modificare Statuto e legge elettorale.

Le due modifiche si sono rese necessarie per adeguare il numero dei consiglieri regionali eletti ai parametri previsti dalla normativa statale, ovvero per effetto del decremento della popolazione sotto i 4 milioni di abitanti ridurre i seggi da 50 a 40.

Per evitare di intervenire nuovamente e successivamente in caso di nuove oscillazioni del numero di abitanti, è stata preferita una “formula aperta” che non indichi espressamente il numero di consiglieri eletti ma che rimandi alla normativa nazionale: “Il Consiglio regionale è composto da un numero dei consiglieri pari al numero massimo di componenti previsto, in rapporto all’entità della popolazione regionale, dall’art. 14 del Decreto-Legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla L. 14 settembre 2011, n. 148, oltre al Presidente eletto”.

La legge elettorale, oltre a riportare il rimando alla legge nazionale sul numero complessivo di eletti, adegua l’attribuzione dei seggi in base al risultato ottenuto: maggioranza pari al 59% del numero totale dei seggi, nel caso in cui la percentuale dei voti validi raggiunta sia pari o superiore al 40 per cento (24 seggi per la maggioranza, 16 per l’opposizione); maggioranza pari al 56,5% del numero totale dei seggi nel caso in cui la percentuale dei voti validi raggiunta sia inferiore al 40 per cento ma non anche al 35 per cento (pari a 23/17 seggi); maggioranza pari al 54% del numero totale dei seggi nel caso in cui la percentuale dei voti validi raggiunta sia inferiore al 35 per cento (equivalenti ad un rapporto 22/18 seggi). I disegni di legge saranno sottoposti al voto del Consiglio regionale nella seduta già fissata per il 20 maggio prossimo.

Bari, beffa in arrivo per presidenti e consiglieri dei Municipi: rischiano di non percepire lo stipendio

Il centrosinistra è pronto a replicare a Bari l’en plein di cinque anni fa anche nei Municipi. Tre presidenti donne sono già state elette. La prima al Municipio I (Murat, Bari Vecchia, Libertà, Madonnella, Japigia, Torre a Mare) con la giornalista Annamaria Ferretti che ha ottenuto il 50,54% nel primo turno: battuti Nicolò Cassano, candidato del centrodestra e figlio di Massimo (28,74%) e Nicola Biancofiore (candidato di Laforgia con il 20,08%). Al Municipio 2, (Poggiofranco, Picone, Carrassi, San Pasquale, Mungivacca) vince Alessandra Lopez. L’avvocata civilista espressione di Con ha ottenuto il  53,13% dei voti. Battuti Virginia Ambruosi del centrodestra (25,85%) e Giacinto Lisco per Laforgia (20,47%). Nel Municipio 4 (Carbonara, Ceglie, Loseto) trionfa Maria Chiara Addabbo. La 30enne ha ottenuto il 55,65% di preferenze contro Matteo Colapietro del centrodestra (30,20%). La laforgiana Giuseppina Giannelli si è fermata al 14,15%.

Si andrà invece al ballottaggio nel Municipio 3 (San Paolo, Stanic, Marconi, San Girolamo, Fesca e Villaggio del Lavoratore): l’ex preside Luisa Verdoscia se la vedrà con il consigliere uscente di centrodestra Filippo Stefano Colonna (47-33% nel primo round). Nel Municipio 5 (Palese, San Spirito, Catino, San Pio) invece la candidata di Leccese Maristella Morisco è andata vicina alla vittoria, ottenendo il 49,17%. Krizia Colaianni del centrodestra il 35,60%.

Ma c’è un caso che riguarda i Municipi. I presidenti e i consiglieri, in virtù della nuova norma del governo Meloni entrata in vigore lo scorso marzo, rischiano di restare senza stipendio. Il provvedimento mira a limitare le spese per gli enti locali, dopo la decisione del governo Draghi di aumentare invece lo stipendio dei Sindaci al pari di quello dei presidenti di Regione. Dovrebbe toccare al Ministero dell’Interno determinare i nuovi importi dell’indennità per il presidente e per i gettoni dei consiglieri municipali, ma poi la legge impone di parametrare gli importi all’attività effettivamente prestata. Un problema che potrebbe riguardare la città di Bari dove il decentramento amministrativo è praticamente nullo.

 

Terremoto politico a Triggiano, inchiesta sul voto di scambio: si dimettono 9 consiglieri. Tra loro due indagati

Terremoto politico al Comune di Triggiano dove 9 consiglieri hanno rassegnato le proprie dimissioni sei giorni dopo l’arresto del sindaco Antonio Donatelli nell’ambito dell’inchiesta sul voto di scambio. Il primo cittadino, dopo essere stato interrogato, ha deciso di dimettersi dalla carica dopo la sospensione della Prefettura. 

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