La promessa di una mensa scolastica per i bambini del quartiere San Pio. Fin qui non mantenuta. A sollevare la questione è una mamma del quartiere, che ha scritto alla redazione per chiedere chiarezza sul servizio mensa nelle scuole dell’infanzia e primarie della zona.
La vicenda parte da un episodio avvenuto durante una recita organizzata all’esterno della chiesa, alla quale partecipavano le classi della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. In quell’occasione era presente anche il sindaco di Bari, che si rivolse direttamente ai bambini chiedendo loro che cosa desiderassero per il quartiere. La risposta arrivò spontanea e corale: “La mensa a scuola”.
Una richiesta semplice, legata alla quotidianità scolastica. Secondo quanto racconta la mamma, proprio in quell’occasione il sindaco avrebbe promesso che la mensa sarebbe arrivata.Oggi, però, le famiglie sostengono di aver appreso dal sito del Comune di Bari che per il prossimo anno scolastico il servizio mensa nel quartiere non sarà disponibile. Da qui la domanda: che fine ha fatto quella promessa?
La lettera precisa che l’obiettivo non è alimentare una polemica politica né attaccare l’amministrazione. Le famiglie chiedono piuttosto di conoscere le ragioni della mancata attivazione del servizio e di ricevere spiegazioni chiare, soprattutto perché quella promessa era stata rivolta direttamente ai bambini.
“Per un bambino – scrive la mamma – se un sindaco gli chiede cosa desidera per il proprio quartiere e poi gli dice che quella cosa verrà realizzata, quella diventa una promessa vera”. Il tema, secondo le famiglie, va quindi oltre la semplice presenza o assenza della mensa. Il servizio rappresenta infatti un elemento importante per l’organizzazione della giornata scolastica, ma anche per le famiglie che lavorano e per garantire ai bambini le stesse opportunità degli altri coetanei.
“Non chiediamo privilegi – sottolinea la mamma – chiediamo semplicemente parità di trattamento”. Nella lettera viene affrontato anche il rapporto tra il quartiere e le istituzioni. San Pio è spesso associato a problematiche sociali, edilizie e di degrado, ma i genitori chiedono che queste difficoltà non finiscano per ricadere sui bambini.
“I nostri figli non sono responsabili delle condizioni in cui versa San Pio. Non hanno scelto dove nascere, né le difficoltà del quartiere. Sono bambini che frequentano regolarmente la scuola e che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri bambini di Bari”. Ed è proprio questo il punto centrale della protesta: quale messaggio viene trasmesso ai più piccoli quando una promessa fatta direttamente a loro non viene mantenuta?
I genitori chiedono quindi che eventuali problemi economici, organizzativi o di altra natura vengano spiegati pubblicamente alle famiglie. Ma soprattutto chiedono che venga data una risposta a quei bambini che, quel giorno, avevano espresso tutti insieme un desiderio molto semplice.
“San Pio ha bisogno di investire sui suoi bambini – si legge ancora nella lettera – dalla scuola, dai servizi, dalle opportunità e dalla possibilità di sentirsi parte della stessa città degli altri”.
Le famiglie si dicono disponibili al confronto con le istituzioni e chiedono all’amministrazione comunale di ascoltare le loro ragioni. La richiesta, ribadiscono, non è quella di ottenere un trattamento di favore, ma di garantire ai bambini del quartiere gli stessi servizi e la stessa attenzione riservati agli altri.










