Castellaneta, tensione al Cup dell’ospedale: operatrice finisce in pronto soccorso dopo insulti e malore

Nuova aggressione verbale al Cup dell’ospedale San Pio di Castellaneta. A denunciarla è l’Usb Sanità di Taranto, secondo cui un rappresentante del Tribunale del Malato si sarebbe presentato agli sportelli insultando le operatrici davanti agli utenti e attribuendo loro la responsabilità dei disservizi. A seguito dell’episodio, una dipendente avrebbe accusato un malore ed è stata accompagnata al pronto soccorso.

Il sindacato ribadisce che le lavoratrici del Cup non sono responsabili delle lunghe liste d’attesa e delle criticità del sistema sanitario, chiedendo a Sanitaservice interventi immediati e un confronto con la direzione strategica della Asl Taranto. L’Usb ha inoltre annunciato che valuterà eventuali iniziative legali a tutela delle dipendenti coinvolte.

Caos al pronto soccorso dell’ospedale di Castellaneta, aggredisce infermiera e carabinieri: arrestato 47enne

Un 47enne di Laterza è stato arrestato dai Carabinieri con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali a esercente una professione sanitaria dopo aver aggredito un’infermiera al Pronto soccorso dell’ospedale “San Pio” di Castellaneta.

L’episodio è avvenuto tra la notte e la mattinata di giovedì 16 luglio. Secondo la ricostruzione dei militari, l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, era stato accompagnato in ospedale in un forte stato di alterazione psicofisica, probabilmente dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti. Una volta giunto nel reparto, avrebbe strattonato un’infermiera, creando momenti di forte tensione tra il personale sanitario.

Per consentire le cure, i medici hanno dovuto sedarlo. Al risveglio, però, il 47enne ha rimosso gli accessi venosi e ha tentato di fuggire dal reparto, venendo però rapidamente raggiunto e bloccato dai Carabinieri, ai quali avrebbe opposto ulteriore resistenza.

Terminati gli accertamenti sanitari, l’uomo è stato dimesso, condotto in caserma e arrestato. Su disposizione del pubblico ministero di turno è stato trasferito nel carcere di Taranto, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Spedizione punitiva a San Pio e risse in discoteca a Castellaneta Marina, si cercano collegamenti: sale la tensione

Sale la tensione nel quartiere San Pio di Bari, dove gli investigatori stanno monitorando con attenzione i recenti episodi di violenza e i possibili cambiamenti negli equilibri della criminalità locale. La preoccupazione è che gli attriti tra gruppi possano degenerare in una nuova escalation, con ripercussioni anche in altre zone della città.

Al centro dell’attenzione c’è la spedizione punitiva avvenuta il 10 luglio all’interno di un circolo, che potrebbe essere collegata a una lite scoppiata alcuni giorni prima in una discoteca di Castellaneta Marina. Un secondo episodio, una rissa avvenuta sempre a Castellaneta all’alba del 12 luglio, è ora al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di capire se i fatti siano tra loro collegati. Secondo le prime ricostruzioni, nei due episodi del Tarantino sarebbero rimasti coinvolti giovani provenienti da Bari.

Dietro quanto sta accadendo a San Pio, secondo gli inquirenti, potrebbe esserci un’unica regia. In questo contesto si inseriscono anche le voci su un presunto pentimento di Saverio Faccilongo, storico referente del quartiere detenuto in carcere e condannato, tra l’altro, a 20 anni per l’omicidio di Gianluca Corallo. Un’ipotesi che, tuttavia, viene smentita dalla Direzione distrettuale antimafia, che guarda invece con preoccupazione ai tentativi di alimentare tensioni e instabilità nel quartiere.

Tra gli episodi ritenuti significativi dagli investigatori figura anche il furto subito nei giorni scorsi dalla sorella di Faccilongo, alla quale sarebbero stati sottratti gioielli e oggetti di valore. Un gesto che, secondo alcune interpretazioni investigative, potrebbe rappresentare un messaggio intimidatorio rivolto proprio al capo del gruppo criminale.

Le indagini si concentrano anche sulla spedizione punitiva del 10 luglio. L’obiettivo sarebbe stato un 19enne, figlio di un uomo detenuto per omicidio e ritenuto vicino allo stesso gruppo criminale. Il giovane, però, sarebbe riuscito a fuggire, mentre al suo posto un 30enne di Carbonara, residente da qualche tempo nella zona, sarebbe stato violentemente aggredito. Nei giorni successivi, inoltre, la famiglia del 19enne avrebbe pubblicato sui social alcuni messaggi ritenuti dagli investigatori particolarmente significativi. A riportarlo è La Repubblica.

Gli inquirenti stanno verificando eventuali collegamenti tra questi episodi e la recente rissa di Castellaneta, nella quale sono rimasti feriti due ragazzi e una ragazza. L’allarme resta alto anche alla luce dei precedenti: proprio da una lite avvenuta in un locale della stessa località, tre anni fa, ebbe origine una lunga stagione di violenza culminata in diversi omicidi riconducibili ai contrasti tra i clan baresi.

In questo caso, tuttavia, l’ipotesi investigativa è diversa. Le tensioni potrebbero essere legate a una lotta interna per il controllo delle attività illecite a San Pio. La lunga detenzione dei principali referenti del gruppo dei Faccilongo avrebbe infatti aperto nuovi scenari, alimentando le ambizioni di altri soggetti intenzionati a prendere il controllo degli affari criminali nel quartiere.

Tragedia sull’A1, tir si schianta dopo lo scoppio di uno pneumatico: Castellaneta piange il 37enne Danilo Rizzi

Si chiamava Danilo Rizzi, aveva 37 anni ed era di Castellaneta il camionista morto ieri in un incidente stradale avvenuto sull’autostrada A1, nel tratto tra San Vittore del Lazio e Caianello, in direzione Napoli.

Secondo una prima ricostruzione, il mezzo pesante sarebbe finito fuori controllo a causa dello scoppio di uno pneumatico. Nell’incidente è rimasta coinvolta anche un’auto, il cui conducente ha riportato lievi ferite.

Il 37enne sarebbe stato sbalzato fuori dall’abitacolo del camion. Inutili i soccorsi: per lui non c’è stato nulla da fare.

Castellaneta, il 20enne Giulio Razzano trovato morto nella gravina: la Procura indaga per istigazione al suicidio

La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio dopo il ritrovamento del corpo di Giulio Razzano, il ventenne di Castellaneta scomparso nel pomeriggio di martedì e trovato senza vita sul fondo della gravina.

L’indagine, coordinata dalla procuratrice Eugenia Pontassuglia e affidata al pm Marco Colascilla Narducci, punta a chiarire le ragioni del gesto e a verificare l’eventuale esistenza di pressioni o episodi di bullismo.

Gli investigatori stanno analizzando il cellulare del giovane e ascoltando amici e conoscenti per ricostruire le sue relazioni e gli ultimi contatti. Secondo quanto emerso, Giulio, descritto da chi lo conosceva come un ragazzo solare, sensibile e appassionato di teatro, avrebbe manifestato il desiderio di intraprendere un percorso artistico.

La scomparsa aveva mobilitato l’intera comunità di Castellaneta. Il ragazzo era uscito di casa dicendo di andare in palestra, ma aveva lasciato il borsone e il portafogli. Le immagini delle telecamere e il segnale del suo telefono hanno indirizzato le ricerche verso il Belvedere Caporlando, nei pressi della gravina dove è stato poi trovato il corpo. Il sindaco Gianni Di Pippa ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali.

Castellaneta piange il 20enne Giulio Razzano, trovato morto nella gravina: l’ipotesi del bullismo

È il giorno del dolore e delle domande a Castellaneta dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Giulio Razzano, il 20enne scomparso martedì scorso e rinvenuto ieri pomeriggio nella gravina, nei pressi del Belvedere Caporlando. Mentre la comunità si stringe attorno alla famiglia del giovane, gli investigatori stanno cercando di fare luce sulle ragioni che lo avrebbero spinto ad allontanarsi da casa.

Tra le piste al vaglio dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Taranto, c’è anche quella del possibile bullismo. L’ipotesi è emersa nelle ultime ore attraverso numerosi messaggi comparsi sui social network, dove amici e conoscenti hanno parlato di presunti episodi che avrebbero coinvolto il ragazzo. Al momento non vi sono conferme ufficiali, ma gli inquirenti intendono verificare ogni elemento utile per ricostruire il contesto in cui viveva Giulio.

Il giovane era uscito di casa nel pomeriggio di martedì, senza portare con sé il borsone della palestra e il portafoglio, particolare che aveva subito destato preoccupazione nei familiari. Le ricerche, condotte senza sosta da carabinieri, polizia locale, Protezione civile, Soccorso alpino e numerosi volontari, si erano concentrate nell’area della gravina dopo che il suo cellulare aveva agganciato una cella telefonica nella zona del Belvedere Caporlando.

Il ritrovamento del corpo ha posto fine a oltre 24 ore di speranza, ma ha aperto una delicata fase investigativa. Gli accertamenti dovranno chiarire cosa sia accaduto nelle ultime ore di vita del ventenne e verificare se eventuali episodi di bullismo possano aver avuto un ruolo nella tragedia. Nel frattempo, Castellaneta resta sotto shock per una vicenda che ha profondamente colpito l’intera comunità.

Castellaneta, trovato morto il 20enne scomparso Giulio Rozzano: il corpo in fondo alla gravina

Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche di Giulio Razzano, il 20enne di Castellaneta di cui si erano perse le tracce nel pomeriggio di ieri. Dopo quasi 24 ore di ricerche, il corpo del giovane è stato ritrovato in fondo alla gravina.

Le operazioni, coordinate dai carabinieri con il supporto di Protezione civile, Soccorso alpino e numerosi volontari, si erano concentrate nell’area dopo il ritrovamento del cellulare del ragazzo nei pressi della chiesa dell’Assunta. Proprio da quel punto erano ripartite le attività di ricerca che hanno portato alla tragica scoperta.

Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori si fa strada quella del suicidio.

Castellaneta, scomparso il 20enne Giulio Razzano: non si hanno notizie da ieri. Ritrovato il suo cellulare

Sono ore di forte apprensione a Castellaneta per la scomparsa di Giulio Razzano, 20 anni, allontanatosi da casa nel pomeriggio di ieri e mai più rientrato. Il giovane è alto 1,73 metri, ha capelli castani e occhi verdi; al momento della scomparsa indossava pantaloncini di jeans e una maglietta bianca.

I carabinieri hanno immediatamente avviato le ricerche, supportati dalla Protezione civile, dal Soccorso alpino e da numerosi volontari. Un elemento importante è emerso questa mattina con il ritrovamento del cellulare del ragazzo nei pressi della chiesa dell’Assunta, non lontano dalla gravina.

Già nella serata di ieri, 23 giugno, erano state localizzate le celle telefoniche del dispositivo. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta nell’area e nelle zone circostanti, con l’obiettivo di ritrovare il giovane e riportarlo al più presto a casa.

Spaccio a Castellaneta, Carabinieri trovano dosi di cocaina in una botola nel bagno: arrestato 63enne

Nella giornata di ieri i Carabinieri a Castellaneta hanno arrestato in flagranza di reato un 63enne del posto, ritenuto presunto responsabile di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

I militari hanno concentrato l’attenzione sull’uomo, gestore di un locale pubblico del centro cittadino, procedendo a una perquisizione domiciliare. Nel corso delle operazioni, sono stati trovati cinque involucri contenenti complessivamente circa 60 grammi di cocaina, occultati all’interno di una botola realizzata nel vano bagno. Un sistema di nascondiglio studiato, secondo quanto emerso, per eludere eventuali controlli.

La sostanza è stata immediatamente sequestrata e sarà trasmessa al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto per gli accertamenti tecnici necessari a determinarne qualità e quantità. In base alle prime stime, lo stupefacente avrebbe potuto generare un profitto di diverse migliaia di euro se immesso sul mercato illecito.

Al termine delle formalità di rito, e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, il 63enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa delle determinazioni dell’autorità procedente.

 

Castellaneta, colpito alla testa e alla spalla in campagna: bracciante agricolo rischia di perdere le gambe

Un bracciante agricolo di 30 anni rischia di perdere l’uso delle gambe dopo un grave incidente sul lavoro avvenuto domenica nelle campagne di Castellaneta, nel Tarantino.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, di origini bengalesi, era impegnato in attività all’interno di una vigna quando, durante la sistemazione di un tubo, è stato colpito violentemente alla testa e alla spalla. Il forte impatto gli avrebbe causato lesioni a una vertebra e al midollo spinale, con conseguenze anche sul sistema nervoso.

Trasportato d’urgenza all’ospedale “San Pio”, il 30enne è stato sottoposto a diversi accertamenti: non è in pericolo di vita, ma la prognosi resta riservata. I medici stanno monitorando attentamente le sue condizioni nel tentativo di evitare danni permanenti.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli ispettori dello Spesal, che hanno sequestrato il mezzo utilizzato durante il lavoro e avviato verifiche sulla dinamica dei fatti e sul rispetto delle norme di sicurezza.

Il lavoratore, richiedente asilo con regolare permesso di soggiorno e contratto in scadenza, è al centro di un’indagine aperta dalla Procura di Taranto per lesioni gravi. Nel registro degli indagati è stato iscritto, al momento, il titolare dell’azienda agricola.