Spaccio a Castellaneta, Carabinieri trovano dosi di cocaina in una botola nel bagno: arrestato 63enne

Nella giornata di ieri i Carabinieri a Castellaneta hanno arrestato in flagranza di reato un 63enne del posto, ritenuto presunto responsabile di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

I militari hanno concentrato l’attenzione sull’uomo, gestore di un locale pubblico del centro cittadino, procedendo a una perquisizione domiciliare. Nel corso delle operazioni, sono stati trovati cinque involucri contenenti complessivamente circa 60 grammi di cocaina, occultati all’interno di una botola realizzata nel vano bagno. Un sistema di nascondiglio studiato, secondo quanto emerso, per eludere eventuali controlli.

La sostanza è stata immediatamente sequestrata e sarà trasmessa al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto per gli accertamenti tecnici necessari a determinarne qualità e quantità. In base alle prime stime, lo stupefacente avrebbe potuto generare un profitto di diverse migliaia di euro se immesso sul mercato illecito.

Al termine delle formalità di rito, e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, il 63enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa delle determinazioni dell’autorità procedente.

 

Castellaneta, colpito alla testa e alla spalla in campagna: bracciante agricolo rischia di perdere le gambe

Un bracciante agricolo di 30 anni rischia di perdere l’uso delle gambe dopo un grave incidente sul lavoro avvenuto domenica nelle campagne di Castellaneta, nel Tarantino.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, di origini bengalesi, era impegnato in attività all’interno di una vigna quando, durante la sistemazione di un tubo, è stato colpito violentemente alla testa e alla spalla. Il forte impatto gli avrebbe causato lesioni a una vertebra e al midollo spinale, con conseguenze anche sul sistema nervoso.

Trasportato d’urgenza all’ospedale “San Pio”, il 30enne è stato sottoposto a diversi accertamenti: non è in pericolo di vita, ma la prognosi resta riservata. I medici stanno monitorando attentamente le sue condizioni nel tentativo di evitare danni permanenti.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli ispettori dello Spesal, che hanno sequestrato il mezzo utilizzato durante il lavoro e avviato verifiche sulla dinamica dei fatti e sul rispetto delle norme di sicurezza.

Il lavoratore, richiedente asilo con regolare permesso di soggiorno e contratto in scadenza, è al centro di un’indagine aperta dalla Procura di Taranto per lesioni gravi. Nel registro degli indagati è stato iscritto, al momento, il titolare dell’azienda agricola.

Muore a 3 anni dopo un malore, Castellaneta sotto choc per la morte del piccolo Davide: disposta l’autopsia

La morte di Davide, il bimbo che ha perso la vita nella notte tra l’11 e il 12 marzo all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, dopo un malore improvviso avuto in casa, ha scosso l’intera comunità di Castellaneta Marina.

Trasportato d’urgenza in ambulanza, i medici hanno tentato di rianimarlo per oltre due ore, ma senza successo: il piccolo è deceduto alle 2:40 nel reparto di Rianimazione.

Non ci sono indagini in corso, il bambino aveva alcune patologie pregresse e l’autopsia disposta dalla Asl dovrà chiarire la causa esatta della morte. L’esame presumibilmente sarà eseguito nelle prossime ore, intanto la salma è nell’obitorio del Santissima Annunziata.

Incendio nella notte a Castellaneta, in fiamme l’auto del rivale in amore: arrestato giovane. Incastrato dai filmati

Un giovane è stato arrestato dai Carabinieri a Castellaneta con l’accusa di aver appiccato nella notte un incendio doloso nel centro cittadino. In fiamme l’auto del rivale d’amore, il rogo ha annerito la facciata di un’abitazione. Solo l’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato il peggio.

A incastrarlo le telecamere di videosorveglianza della zona hanno avuto un ruolo decisivo. Il giovane, come emerge dai filmati, poco prima dell’incendio si aggirava intorno al veicolo con fare sospetto avendo con sé una bottiglia piena di liquido infiammabile per appiccare il fuoco.

Il giovane è stato rintracciato presso la casa di un familiare e portato in caserma. È stato posto agli arresti domiciliari in attesa di ulteriori accertamenti. Le indagini proseguono per chiarire con precisione il movente e verificare se altre persone possano essere coinvolte.

Castellaneta, si finge Carabiniere e porta via gioielli da 25mila euro: arrestato 20enne. Denunciati i complici

Una donna è stata vittima di una rapina aggravata messa in atto con l’inganno di una chiamata da parte di un finto maresciallo dei carabinieri. L’episodio, avvenuto a Castellaneta, in provincia di Taranto, si è concluso con l’arresto di un 20enne e la denuncia in stato di libertà di altri due presunti complici.

Secondo la ricostruzione dei militari della Compagnia di Castellaneta, la donna era stata contattata da un uomo che, fingendosi carabiniere, le aveva chiesto di descrivere i gioielli di famiglia per verifiche su una presunta rapina commessa con l’auto di un parente.

Poco dopo, un giovane si è presentato a casa qualificandosi come funzionario incaricato dei controlli, ma, una volta entrato, si è impossessato dei preziosi – dal valore stimato in 25mila euro – spingendo la vittima prima di fuggire con altri complici su un’auto di grossa cilindrata. Grazie alle indagini immediate, i Carabinieri sono risaliti alla targa del veicolo, noleggiato presso una società.

Coordinandosi con i colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sala Consilina e con la Polizia Stradale, i militari hanno intercettato e bloccato l’auto sull’A2 del Mediterraneo, nei pressi di Sicignano degli Alburni (Salerno).

Il 20enne, ritenuto autore materiale della rapina, è stato arrestato e condotto nel carcere di Salerno, mentre i due presunti complici sono stati denunciati a piede libero. Una di loro aveva con sé i gioielli, poi restituiti alla legittima proprietaria. La donna, trasportata all’ospedale San Pio di Castellaneta, ha riportato lievi ferite.

Ragazzi minacciati, aggrediti e rapinati a Castellaneta fuori dal locale: arrestato 19enne. Denunciati due coetanei

Un ragazzo di 19 anni è stato arrestato e posto ai domiciliari ed altri due sono stati denunciati dai carabinieri a Castellaneta perché accusati di aver aggredito e picchiato tre giovani, di età compresa tra i 20 e i 23 anni, nei pressi di un locale notturno della marina del comune jonico.

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma giunti sul posto, le tre vittime, provenienti dalla provincia di Matera, sarebbero stati avvicinati da un gruppo di coetanei che, dopo averli minacciati e aggrediti, si sarebbero impossessati di alcuni oggetti in oro e due orologi.

L’azione, degenerata in un pestaggio, ha provocato serie lesioni alle vittime. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che, dopo aver acquisito le immagini di videosorveglianza e sentito alcuni testimoni, sono riusciti ad identificare alcuni dei presunti responsabili dell’aggressione.

Un ragazzo di 19 anni, trovato in possesso di uno degli orologi rubati, è stato arrestato per rapina aggravata e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, posto ai domiciliari. Altri due giovani residenti ad Altamura sono stati denunciati per rissa e lesioni personali aggravate, poiché ritenuti coinvolti nella fase successiva dell’aggressione. Le tre vittime, soccorse dal personale del servizio 118, sono state trasportate all’ ospedale San Pio di Castellaneta.

Castellaneta, ordinanza del Sindaco: dal 1 luglio divieto di fumo su tutte le spiagge. Multe fino a 500 euro

“Una scelta coraggiosa, di civiltà e di responsabilità verso le future generazioni”. Così Luigi Schifano, referente regionale per la Puglia di Plastic Free Onlus, commenta l’ordinanza emanata dal Sindaco di Castellaneta, Comune in provincia di Taranto, Giambattista Di Pippa, che introduce dal 1° luglio al 30 settembre 2025 il divieto di fumo su tutte le spiagge comunali, comprese le acque entro i 20 metri dalla riva.

Il provvedimento, volto a tutelare la salute pubblica e l’ambiente costiero, prevede sanzioni fino a 500 euro per chi viola il divieto e punta anche a contrastare il fenomeno dell’abbandono dei mozziconi di sigaretta, altamente inquinanti e dannosi per gli ecosistemi marini.

“Da anni ci battiamo su questo fronte e abbiamo presentato anche una proposta parlamentare in tal senso – spiega Schifano – per promuovere l’istituzione di smoking area nei luoghi pubblici, spiagge comprese, senza criminalizzare nessuno, ma ribadendo un principio fondamentale: la libertà di fumare non deve ricadere sulla salute altrui e sull’ambiente”.

Secondo Plastic Free, ogni anno in Italia finiscono nell’ambiente circa 14 miliardi di mozziconi, contenenti oltre 4.000 sostanze chimiche, tra cui arsenico, formaldeide e nicotina, molte delle quali tossiche o cancerogene.

“Una sola cicca può contaminare fino a 1.000 litri d’acqua – sottolinea Schifano – e spesso viene scambiata per cibo da uccelli, pesci e tartarughe, con conseguenze letali”.

L’associazione ambientalista, che dal 2019 è impegnata a sensibilizzare e intervenire concretamente contro l’inquinamento da plastica e mozziconi, organizza regolarmente raccolte dedicate esclusivamente alla rimozione delle cicche. “In Puglia, solo nell’ultimo anno e mezzo – rende noto Schifano – abbiamo realizzato 29 clean up specifici per i mozziconi, coinvolgendo circa 500 volontari. In totale, abbiamo rimosso 293 chili di sole cicche, equivalenti a quasi un milione di mozziconi sottratti all’ambiente”.

Castellaneta, non si ferma all’alt e tenta la fuga: 50enne arrestato. In auto e nel garage 4 chili di cocaina

Un 50enne è stato arrestato dai Carabinieri di Castellaneta dopo un inseguimento sulla strada statale 7. L’uomo, dopo aver ignorato l’alt, ha tentato la fuga, lanciando dal finestrino anche un involucro con droga.

Nell’auto è stato poi ritrovato un chilo di cocaina. La perquisizione è stata poi estesa in due garage a Laterza, qui sono stati trovati oltre 3 chili di cocaina, un chilo di hashish, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

Trovate anche munizioni per una pistola illegalmente detenute e denaro provento dell’attività di spaccio. La droga sequestrata avrebbe potuto fruttare sul mercato oltre 300mila euro.

Castellaneta, 73enne muore cadendo da barella mentre lo dimettono. L’Asl: “Le spondine erano sollevate”

“Esprimiamo vicinanza e cordoglio alla famiglia e invitiamo alla cautela e alla prudenza nel giudizio fino a quando non emergerà la verità oggettiva su questa triste vicenda”. Inizia così la nota dell’Asl di Taranto in seguito alla morte del paziente di 73 anni, deceduto nei giorni scorsi dopo una caduta dalla barella nell’ospedale San Pio di Castellaneta. 

La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesto, nel registro degli indagati sono iscritti tre medici e un infermiere. L’episodio è avvenuto lo scorso 15 gennaio. “Alle ore 17.04 il paziente giungeva con ambulanza 118 in codice arancione. Al triage il paziente, cardiopatico rivascolarizzato, diabetico, affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva in ossigenoterapia domiciliare, riferiva edema periorbitario (gonfiore dei tessuti intorno agli occhi, ndr) ed edema diffuso del viso, negando allergia ai farmaci”, ricostruisce l’Asl.

“Alle 20.46 il paziente è stato sottoposto a un’attenta visita medica con un esame obiettivo negativo sia per la patologia cardiaca-respiratoria sia neurologica, parametri vitali nella norma – aggiunge -. In attesa di completare la terapia e avere il risultato degli esami, il paziente, disteso su una barella con spondine sollevate, è stato collocato temporaneamente nel corridoio che conduce all’osservazione breve. Durante l’attesa l’anziano ha telefonato due volte al figlio chiedendogli di andarlo a prendere perché in attesa di dimissioni”.

“All’improvviso il vigilante in servizio presso il pronto soccorso, accortosi della caduta del paziente, ha allertato i medici e gli infermieri che lo hanno prontamente soccorso, constatando che il paziente era sceso dalla parte finale della barella, riservata ai piedi, e appariva in posizione prona, con le braccia distese lungo il corpo (senza quindi alcun tentativo di ripararsi dalla caduta) – conclude l’Asl -. Il 73enne ha avuto un primo arresto cardiocircolatorio ed è stato rianimato. Poi è stato intubato dall’anestesista, giunto con il cardiologo, e “condotto con urgenza in Radiologia – puntualizza l’Asl – per eseguire una Tac al cranio. Al rientro il paziente è andato in arresto cardiaco irreversibile”.