Castellana Grotte, smontano auto di lusso per rivendere i pezzi all’estero: 4 arresti

Nell’ambito dei servizi pianificati dal Comando Compagnia Carabinieri di Monopoli per la prevenzione e repressione dei reati predatori, sono stati arrestati, nella flagranza, per “riciclaggio, furto aggravato e utilizzo di dispositivi atti a impedire le comunicazioni” – fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, quattro cittadini fasanesi di età compresa tra i 25 e i 51 anni.

Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Castellana Grotte e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Monopoli, hanno portato a termine un’importante operazione di contrasto al riciclaggio dei pezzi di ricambio di autovetture prestigiose di varie case automobilistiche. Le autovetture di provenienza furtiva venivano trasportate in un’officina non autorizzata e improvvisata in un’area parcheggio alla periferia del comune di Castellana Grotte, dove venivano parcellizzate per il recupero dei pezzi di ricambio, pronti per essere esportati con dei Tir all’estero, ove la richiesta di mercato dei componenti automobilistici è molto alta. Gli arrestati erano in possesso di alcuni Jammer, disturbatori elettronici di frequenze che, attivati durante la cannibalizzazione delle autovetture, ne impediscono l’intercettazione, compresa la geo-localizzazione delle black-box ivi installate.

L’Autorità Giudiziaria ha disposto per tutti la traduzione in Carcere, misura che è stata confermata anche all’esito dell’udienza di convalida. Va sottolineato che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Tumore del pancreas asportato a paziente trapianto di fegato: intervento raro al De Bellis di Castellana

Un tumore del pancreas asportato con successo su un paziente con fegato trapiantato. L’intervento chirurgico di pancreasectomia subtotale, di particolare complessità, è stato eseguito giovedì scorso 31 agosto all’Istituto Nazionale di Gastroenterologia “S. De Bellis” di Castellana Grotte dall’equipe del dottor Leonardo Vincenti, direttore del dipartimento di scienze chirurgiche. 69 anni, pugliese, il paziente era stato sottoposto 15 anni fa a trapianto di fegato a Modena dove, nel corso dell’ultimo controllo, gli era stato riscontrato un tumore al pancreas. Sono stati gli stessi sanitari modenesi ad indicare l’Irccs “De Bellis” come centro di riferimento idoneo a trattare questo caso. Le due più prestigiose istituzioni trapiantologiche statunitensi hanno pubblicato solo 9 casi nel mondo di pazienti con trapianto di fegato sottoposti poi a intervento per tumore del pancreas e non tutti con esito favorevole. In questo caso, per rimuovere completamente la neoplasia, è stato necessario asportare i 3/4 del pancreas. Il paziente è tuttora ricoverato in osservazione ed è in buone condizioni.

“Si tratta – spiega il dottor Vincenti – di un intervento di straordinaria difficoltà tecnica in quanto un trapiantato di fegato ha una anatomia completamente stravolta con la ricostruzione di arterie e vene del fegato che passano all’interno del pancreas, quindi basta un danno millimetrico per chiudere i vasi che portano il sangue al fegato e si compromette la vita stessa del paziente”.

L’attività chirurgica del “De Bellis” non si è fermata nemmeno ad agosto, anzi, per andare incontro alle esigenze dei pazienti, è continuata a ritmi tali da consentire, nel solo mese clou del periodo estivo caratterizzato dalle ferie, ben 92 interventi per l’asportazione di tumori tra cui esofago (2), colon (24), retto (7), pancreas (9), fegato (3), 4 gastrectomie, una resezione della via biliare principale, 2 resezioni del tenue e 2 nefrectomie, sempre per neoplasie. Più della metà di queste procedure è stata eseguita con approccio mininvasivo. Nei primi 8 mesi dell’anno al “De Bellis” sono stati eseguiti circa 750 interventi, quasi tutti di chirurgia maggiore: numeri record da primato nazionale. “Tutto questo – sottolinea il dottor Vincenti – è stato possibile grazie al sacrificio, all’abnegazione e al contributo di tutte le componenti dell’istituto: equipe chirurgiche, anestesiologiche, di gastroenterologia, radiologia, anatomia patologica, laboratorio analisi, personale infermieristico e il supporto della direzione strategica”.