Bari, pentito Sabino Pace dei Parisi. Era il reggente del clan a Sannicandro: “Ho sempre venduto droga all’ingrosso”

“Sono sempre stato un venditore all’ingrosso di stupefacenti” Con queste parole Sabino Pace, 42 anni, detto “Bino”, ha esordito davanti al Tribunale di Bari, confermando la sua decisione di collaborare con la giustizia. Considerato il reggente del clan Parisi a Sannicandro di Bari, l’uomo è ritenuto uno dei principali responsabili della gestione dello spaccio nella zona.

Comparso in videoconferenza, Pace ha ribadito le accuse nei confronti degli ex sodali, iniziando a ricostruire le dinamiche del traffico di droga. Il suo pentimento è maturato nell’ambito di un procedimento legato a un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Bari, che lo indica come capo di un gruppo criminale operativo sul territorio. Le indagini hanno rivelato anche l’uso della piattaforma Telegram per organizzare gli ordini di stupefacenti.

Pace era già stato arrestato in una maxi operazione antidroga tra Bari e provincia, che aveva coinvolto complessivamente 38 persone. In precedenza era finito in manette anche per altri reati, tra cui estorsione, minacce a pubblico ufficiale e incendio doloso: nel 2014 aggredì un dipendente comunale e diede alle fiamme l’auto di un gioielliere.

Dopo la scelta di collaborare, è stato trasferito in una struttura carceraria lontana dalla Puglia. Secondo indiscrezioni, anche i suoi familiari sarebbero stati spostati in una località protetta.

Sulle tracce di “Beauty” Perrone, Antonio non si dà pace: “Ludovico eravamo amici non scappare”

Torniamo a parlare di Ludovico Perrone. È sparito nel nulla e Antonio non si dà pace perché non riesce a rintracciarlo. Eppure la conoscenza era partita nel migliore dei modi. Perrone, nonostante il clamore mediatico, continua a fare la “bella vita”, come testimoniato anche sui social al fianco della compagna. Qualcosa inizia però a muoversi e le prime persone sono state ascoltate dalla Finanza.

Polemica a Cisternino: sulla facciata del Comune le bandiere della Palestina e della pace al posto di quella italiana

Sulla facciata del Comune di Cisternino, in provincia di Brindisi, le bandiere dell’Italia e dell’Europa sono state, sostituite da quelle della Palestina e della pace. A segnalare la vicenda è il consigliere regionale e coordinatore provinciale per Brindisi di Fratelli d’Italia, Luigi Caroli, per il quale è necessario che “il Prefetto di Brindisi intervenga immediatamente. Quella Europea e quella Italiana per legge sono le uniche bandiere istituzionali che possono essere esposte sulle facciate di istituzioni ed enti pubblici. Il Dpr 121/2000 è chiaro: altre bandiere non possono essere esposte, tutto questo per garantire la neutralità delle sedi istituzionali e il rispetto della bandiera nazionale”.

Secondo il rappresentante di FdI nel comune della Valle D’Itria, “la posizione filo-palestinese, del resto, è stata fin troppo sposata istituzionalmente anche utilizzando risorse pubbliche, circa 2mila ero per un evento politico su ‘Palestina Libera – Stop al genocidio in Terra Santa’.

“Sia ben chiaro, le posizioni politiche sono legittime, contestiamo che vengano tirate in ballo le istituzioni che dovrebbero rimanere neutrali e rappresentare tutti i cittadini, anzi dovrebbero agevolare il dialogo e l’incontro fra posizioni diverse, non acuire gli scontri e, in qualche caso, gli odii che potrebbero generale violenza. Per questo motivo – conclude Caroli – ho personalmente sollecitato non solo il Prefetto di Brindisi, ma anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Interno e il Ministro della Funzione Pubblica a intervenire prontamente”.

Oltre all’iniziativa del coordinatore provinciale di FdI, a Cisternino il gruppo politico ‘Innovazione’, ha presentato un ordine del giorno in Consiglio per chiedere “il ripristino immediato della corretta esposizione delle bandiere ufficiali (Italia e Ue)”.

Corteo per la pace a Bari, in campo studenti con Cgil e Anpi: “Fermiamo tutte le guerre”. Fischi contro il governo

È partito da piazza Massari ed è arrivato in piazza Prefettura il corteo per la giornata di mobilitazione nazionale per la pace, una manifestazione che coinvolge oggi sette città italiane per dire ‘no’ a tutte le guerre. Oltre alla Cgil è presente anche l’Anpi insieme ad altre associazioni, anche studentesche.

Durante il corteo ci sono stati cori contro l’Esecutivo (“governo attento, ancora fischia il vento”, frase ripresa da una famosa canzone partigiana) e a sostegno dei palestinesi (“siamo tutti antisionisti”). “Non basta dire che siamo contrari alle guerre, bisogna costruire la pace con la politica e con le scelte economiche e finanziarie. Siamo in un’economia di guerra, le piazze di oggi sono un grido di dolore ma anche di speranza”, ha detto Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia.

L’assessora alla Cultura di Bari, Paola Romano, ha sottolineato come “oggi più che mai Bari è una città operatrice di pace, nel solco di una grande tradizione pacifista che nasce con don Tonino Bello. Siamo qui in piazza – ha aggiunto – per ribadire il ruolo della città di Bari come costruttrice di pace”.