Flotilla, attivisti detenuti in Libia: tra loro Domenico Centrone di Molfetta. La portavoce pugliese: “Preoccupati”

“Gli attivisti della carovana di terra della Global Sumud Flotilla, tra cui i due italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia “al momento sono detenuti dall’autorità della Libia est, perché privi di permesso di sicurezza speciale, quindi ritenuti clandestini. Dalle informazioni che abbiamo un giudice deciderà nelle prossime ore per l’espulsione”.

Lo dichiara Amina Tridente, portavoce Global Sumud Flotilla Puglia. “Siamo preoccupati per i nostri compagni in Libia. L’importante ora è che tutti tornino a casa” dice.

Il resto del convoglio, composto da circa 400 persone di diverse nazionalità, tra cui 12 italiani, “è accampato a un chilometro dal check point dove sono stati fermati i dieci compagni di cui abbiamo perso i contatti ieri, in attesa di capire cosa accadrà”, conclude.

Flotilla, l’attivista Simona Losito torna a Bari: “Legati e picchiati. Ci sono stati anche abusi sessuali”

“Sono saliti sulle barche, ci hanno perquisiti, ci hanno legati e portati sulla nave prigione, con violenza ci hanno spogliati di qualsiasi avere, vestiti, non avevamo vestiti sufficienti per tenerci al caldo durante la notte. In carcere non ci hanno dato né acqua né cibo, continuavano a tenerci la testa bassa, non volevano che riuscissimo a guardare le persone intorno a noi, ci hanno legati mani e piedi, trattati come fossimo criminali, hanno sparato, lanciato granate sonore, ci buttavano acqua a terra per non farci stare caldi, alcuni di noi sono stati picchiati, usavano il taser sui corpi bagnati, ci sono state violenze sessuali”.

Sono le parole di Simona Losito, la giornalista 29enne freelance barese che era a bordo della Global Sumud Flotilla e che è tornata in Italia dopo l’abbordaggio da parte della marina israeliana e alcuni giorni di detenzione.

“Quando è arrivato il ministro della Sicurezza israeliano Ben-Gvir – racconta – io ero nel tendone, ero a terra con la faccia sul pavimento e non mi sono resa conto di quello che stava accadendo intorno, perché quello che in quel momento cercavamo di fare tutte era cercare di mantenere la calma e assicurarci che le persone intorno a noi stessero il meglio possibile, quindi la mia attenzione era rivolta alle persone che avevo intorno. Sentivo l’inno israeliano in loop, i militari che ci schernivano e cantavano – racconta – e noi cercavamo in qualche modo di mantenere la calma ed evitare qualsiasi escalation”.

Flotilla, persi i contatti con 10 dieci attivisti: tra loro c’è anche Domenico Centrone di Molfetta

Tra le dieci persone che fanno parte del Global Sumud Convoy, la carovana umanitaria civile e non-violenta che intende raggiungere Gaza attraverso l’Egitto e che ora si trova in Libia, con cui si sono persi i contatti, ci sono anche due italiani: si tratta di Domenico Centrone, 33 anni originario di Molfetta (Bari) e della piemontese Dina Alberizia.

È quanto si è appreso da un’altra pugliese, Sara Suriano di 33 anni di Andria, che si trova lì. “Tutto il convoglio si è diretto subito al confine di Sirte con la Libia est per cercare di attraversare il confine e procedere verso l’Egitto ma, nel momento in cui è stato superato il confine e una nostra delegazione è entrata nella Libia est, noi abbiamo perso ogni contatto”, racconta Sara, spiegando che il gruppo era diviso “tra un’ambulanza e una macchina e nel gruppo ci sono sia Domenico che Dina Alberizia”.

Flotilla per Gaza intercettata da Israele, c’è anche la barese Simona Losito. Leccese: “C’è apprensione”

C’è anche una giornalista barese tra i 29 attivisti italiani fermati dall’esercito israeliano dopo l’intercettazione delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza. Si tratta di Simona Losito, 29 anni, freelance, già impegnata in una precedente missione via mare lo scorso 30 aprile a bordo della nave Alcyone, riuscita allora a evitare l’abbordaggio. Questa volta, invece, l’imbarcazione Sirius è stata bloccata.

La vicenda ha mobilitato Bari, dove nel pomeriggio si è svolto un presidio davanti alla prefettura organizzato dalla sezione pugliese della Flotilla per chiedere la liberazione degli attivisti fermati. Gli organizzatori hanno denunciato precedenti sequestri di volontari e chiesto un intervento della comunità internazionale.

Sulla situazione è intervenuto anche il sindaco di Bari Vito Leccese, che ha espresso vicinanza alla famiglia della giovane giornalista e sollecitato il rispetto delle tutele istituzionali e consolari per tutti i fermati, auspicando “il prevalere del diritto umanitario e della pace”.

Parallelamente alla missione via mare, prosegue anche la Global Sumud Convoy, carovana umanitaria diretta al valico di Rafah tra Egitto e Gaza. Nel convoglio, fermo nei pressi di Sirte in Libia in attesa di un corridoio sicuro, ci sono anche due pugliesi: Sara Suriano, docente 33enne di Andria, e Domenico Centrone, professore universitario di Molfetta. Il gruppo trasporta medicinali, case mobili e aiuti umanitari destinati alla popolazione civile di Gaza.

La Flotilla bloccata da Israele, tra gli attivisti il barese Lapiccirella. Dalla Puglia: “Chiudere consolato di Israele a Bari”

“Chiediamo al Sindaco di Bari, al Presidente della Provincia e al Presidente della Regione Puglia di dichiarare il consolato israeliano a Bari una presenza di guerra e procedere alla sua immediata chiusura, dato i suoi legami con il complesso economico e militar-industriale in Puglia”.

Questo è quanto si legge in un comunicato diffuso da Global Sumud Flotilla Puglia che precisa di essere “componente integrante dell’Assemblea unitaria per il Primo Maggio a Bari”.

Global Sumud Flotilla Puglia rilancia “con urgenza la mobilitazione contro l’aggressione subita stanotte ad opera della marina israeliana in acque internazionali vicino a Creta”.

“La nostra solidarietà va a tutte le persone sequestrate e ora – da quel che sappiamo – in viaggio forzato verso il porto di Ashdod, tra cui Tony la Piccirella, componente dello Steering Committee della Global Sumud Flotilla, cittadino italiano e barese”.

“Lanciamo la mobilitazione permanente We Rise – sottolineano – per monitorare la navigazione, esigere l’embargo immediato a Israele e sostenere la nostra missione umanitaria. Come equipaggio di terra, ci vediamo oggi per il presidio d’urgenza in piazza Umberto dalle ore 18”.

In questo contesto, aggiungono, “il Primo Maggio a Bari, e in tutta Italia, diventa una giornata di lotta contro chi trasforma il pianeta in scenario di guerra, con corteo alle 10 da Piazza della Libertà fino al consolato onorario israeliano in via Calefati. Siamo pronti a scendere in piazza con lo slogan ‘Insorgiamo, Resistiamo, Blocchiamo tutto – Per la Palestina e contro ogni guerra’”.

“Denunciamo – si legge infine nella nota – le complici posizioni del governo Meloni che dopo aver seguito in silenzio le avventure di Trump e Netanyahu, sembra essersi svegliata solo di fronte a una crisi internazionale che ormai l’ha travolta. Non ci fermeremo di fronte all’illegalità e alla violenza. Insisteremo, resisteremo, bloccheremo tutto fino alla liberazione di Gaza e di tutti i popoli oppressi”.

“Bari città operatrice di pace”, partita dal porto l’imbarcazione che si unirà a Flotilla per Gaza: a bordo sei volontari

È partita questa mattina dal porto di Bari l’imbarcazione con a bordo sei volontari che si uniranno alla Global Sumud Flotilla, che salperà dalla Sicilia verso Gaza a fine mese.

La partenza della barca a vela è stata preceduta da una conferenza stampa, che si è tenuta nei pressi del faro di San Cataldo di Bari, alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei collettivi Global Sumud Flotilla, Gaza Freestyle e Global Movent for Gaza Puglia.

“Bari è città operatrice di pace. Questa seconda missione della flottiglia è ancora più importante perché il contesto internazionale si è ancor di più aggravato, quindi io sono qui per augurare buon vento alla flottiglia” ha detto il sindaco di Bari, Vito Leccese, presente insieme all’assessore alla Legalità Nicola Grasso.

“Queste azioni – ha aggiunto il sindaco – non sono solo dimostrative, ma sono azioni concrete di solidarietà verso un popolo che sta soffrendo e per il quale non si intravedono le prospettive di pace che i signori della terra hanno indicato qualche mese fa”.

“Con questo viaggio vogliamo arrivare a Gaza non soltanto fisicamente, ma anche politicamente e umanamente. Vogliamo dare visibilità al fatto che il popolo italiano, anche quello pugliese, non ha nessuna intenzione di essere coinvolto in una guerra guidata dagli interessi di Israele e Stati Uniti che ci mette a rischio e che è costruita sulla morte e sul genocidio”, ha detto l’attivista barese Tony Lapiccirella della Global Sumud Flotilla.

“Il board of peace – ha continuato – è un progetto di speculazione che non ha nulla a che vedere con la volontà del popolo palestinese e che intende la ricostruzione come debito, come furto di terra, furto di risorse. Noi invece – ha concluso Lapiccirella – vogliamo che la ricostruzione sia una ricostruzione solidale che non chiede nulla in cambio, se non il rispetto della volontà e della dignità di un popolo intero”.

Bari si mobilita per la Flotilla a Gaza, evento il 4 aprile a Pane e Pomodoro: “Musica, parole e solidarietà” – INFO

Si rafforza e si amplia Sumud – In rotta verso la Palestina, la grande giornata di mobilitazione, musica e parole in programma sabato 4 aprile a Pane e Pomodoro. L’iniziativa, che accompagna la partenza della Global Sumud Flotilla verso Gaza, nasce dalla collaborazione tra il coordinamento pugliese della Global Sumud Flotilla- Global Movement To Gaza, Thousand Madleens To Gaza, ACS ONG e il supporto del collettivo milanese Gaza FreeStyle.

L’evento, patrocinato dal Comune di Bari, è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo della Città, alla presenza degli assessori alle Culture, Paola Romano, e alla Legalità e Antimafia sociale, Nicola Grasso.

Una giornata di musica, parole e solidarietà

“Sumud” è la parola araba che significa resistenza, per questo è stata scelta come nome della maratona collettiva di 13 ore. Sono previste performance musicali, dj set, talk, collegamenti e interventi pubblici, per sostenere la missione umanitaria e mantenere alta l’attenzione su Gaza.

Sul palco si alterneranno artisti della scena musicale e culturale locale e nazionale, tra cui Assalti Frontali, Gio Sada, Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori), Tonino 3000, Faraualla, Bogo & The Swindlers, Peppe Leone & Orchestra Agricola. Durante la giornata sono previsti anche gli interventi, testimonianze e collegamenti con realtà impegnate da tempo, sul fronte della solidarietà e della denuncia, tra cui: Emergency, Amnesty, Antonio Mazzeo, Francesca Amoruso, Romana Recchia Luciani, Luigi Cazzato, Maya Issa, Lorenzo D’Agostino, Tony La Piccirella, Antonio Stornaiolo e Mohammed Afaneh, oltre ai contributi e dirette dai Territori Palestinesi Occupati. La giornata sarà condotta da Claudia Attimonelli e Mario Pulito.

Gli artisti presenti

Tutti gli artisti e le artiste presenti hanno scelto di rinunciare al proprio cachet, aderendo al carattere solidale dell’iniziativa e contribuendo direttamente alla raccolta fondi a sostegno della missione.

Assalti Frontali Vez, Misspia, Tuppi, il collettivo musicale Resistenza Sonora – Cava’Tone, Andrea Fiorito + Alessio Damanti, Carlo Chicco, Mayor T, Alessandro Diroma, Al Verde, Giò Sada, Mòmò Murga, Wontanarafolí, Las Petronas, Nidoja, Tonino 3000, Via Bovio, Vito Topputo, Gea + Giuliano Logos, Faraualla, Non chiamateci muse, Doremixed, Peppe Leone & Orchestra Agricola, Rhomanife, Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori), RATAHUTTA, Magpies, Bogo & The Swindlers.

Interventi e talk

Accanto alla musica, spazio alle parole e alle testimonianze: durante la giornata si alterneranno interventi, talk e collegamenti con attivisti/e, giornalisti/e, accademici e realtà impegnate, per approfondire il contesto, dare voce a chi vive e racconta il conflitto e mantenere alta l’attenzione pubblica.

Gaza Freestyle, Mohammed Afaneh, Donne in Nero, Digiuno x Gaza, Emergency, Amnesty, Tony La Piccirella, Lorenzo D’Agostino, Thousand Madleens To Gaza, Antonio Stornaiolo, Antonio Mazzeo, Francesca Amoruso, Nabil Bay, Francesca Romana Recchia Luciani, Luigi Cazzato, Balsam Asfur, José Nivoi (CALP), Maya Issa, Brindisi per la Palestina, Sabina Guzzanti, Global Movement To Gaza, Global Sumud Flotilla.

Una comunità che lavora incessantemente

Dietro Sumud – In rotta verso la Palestina c’è un lavoro incessante, quotidiano e collettivo. Decine e decine di volontarie e volontari stanno lavorando senza sosta per rendere possibile, anche in Puglia, un’iniziativa di questa portata.

Perché una nave umanitaria non salpa mai da sola: parte insieme a una comunità che si stringe attorno alla missione.

Raccolta fondi

Durante l’evento sarà attiva una raccolta fondi a sostegno della missione. Resta inoltre attiva la campagna già avviata: https://buonacausa.org/cause/sumud-in-rotta-verso-lapalestina.

Food & Bevarage solidale e attività per bambini/e e famiglie

Saranno presenti punti di ristoro locali che doneranno parte dalla vendita alla missione.

Diverse attività saranno dedicate anche a bambine/i e famiglie, con uno spazio pensato per l’incontro, il gioco e la condivisione di attività e laboratori gratuiti, a cura di associazioni e realtà del territorio. Lo scopo è rendere l’evento accessibile e partecipato da tutte le età:

Fighting Seeds, Pigment, Tou Play, Un Clown per Amico A.P.S., Compagnia dei Birbanti, Spine Libreria, Kuziba, Gaza Freestyle, Ludoscuola BimBumBam, serigrafia live a cura di Pigment Workroom, Kiné la cinegiocoteca, Spine, Zic Zic.

Il sostegno del Comune di Bari e della Regione Puglia

“Siamo molto orgogliosi che per la prossima missione, che vede 80 Paesi partecipare attivamente, la Global Sumud Flottilla parta anche da Bari – commenta l’assessora alle Culture del Comune di Bari Paola Romano -. Da sempre questa città ha espresso solidarietà con il popolo palestinese, contro un’aggressione ancora in corso che sta distruggendo vite e il futuro di intere generazioni e riguarda tutti.

Bari è città di pace e da qui esprimiamo la nostra solidarietà e sostegno con questo evento che sabato accompagnerà tutta la giornata a Pane e pomodoro, sul nostro mare, che vogliamo che torni a unire Paesi e che non sia più palcoscenico di conflitti e violenza. Vogliamo ringraziare e sostenere tutti gli spazi sociali e i movimenti che curano la questione palestinese, convinti che come dimostrano le piccole imbarcazioni, uniti anche se piccoli, possiamo fare molto”.

“Di fronte al dolore di un popolo, alla distruzione, alla morte di civili, di bambini, di famiglie intere, abbiamo scelto da tempo di non restare in silenzio. Lo diciamo da mesi, con chiarezza e responsabilità: quello che sta accadendo in Palestina – dichiara l’assessora della Regione Puglia con delega alla Pace Silvia Miglietta – non può essere normalizzato né rimosso. Per questo consideriamo importante e necessaria un’iniziativa come Sumud – In rotta verso la Palestina. Per questo oggi conta sostenere chi si mobilita, tenere alta l’attenzione pubblica e ribadire con forza che chiedere protezione per i civili, sostegno per la ricostruzione, accesso agli aiuti umanitari e libertà per il popolo palestinese significa stare dalla parte dell’umanità. La pace è una scelta politica, morale e umana. Ringrazio tutti i volontari e le volontarie che si stanno attivando per questa iniziativa e auguro buon vento a chi salperà verso Gaza”.

Il coordinamento regionale del Global Movement to Gaza dichiara che quello del 4 aprile è il più grande evento di solidarietà mai organizzato dal basso in Puglia . Tutte le artiste e gli artisti che parteciperanno hanno rinunciato ad ogni forma di compenso. Sumud – in rotta vero la Palestina ad oggi è il più grande evento di pre-lancio della missione a livello nazionale.

Per questo motivo la città di Bari si ritrova ad essere protagonista, in continuità con le scelte fatte durante i mesi passati, come la consegna delle chiavi a Francesca Albanese, le mobilitazioni dello scorso autunno e la sua storia, fatta di solidarietà e supporto tra i popoli.

Per aggiornamenti e comunicazioni in tempo reale si invita a seguire i canali social di Global Movement to Gaza Puglia – Global Sumud Flotilla Puglia.

Adesioni

USB Bari, Rifondazione Comunista – Circolo K. Marx, Valle d’Itria per la Palestina, Grottaglie per la Palestina, Brindisi per la Palestina, Rete dei Comunisti, Cambiare Rotta, OSA, Potere al Popolo, Art. 11 L’Italia ripudia la guerra, FGC Bari, Partito dei Carc Bari, Zona Franka, Udu Bari, Uds Bari, Rete Puglia, Officine San Domenico, RiseUp! Triggiano, Ackt, DigiunoGaza Puglia, Fasano per la Palestina, Donne in Nero Bari, Costruttori di Pace – Putignano.

Flotilla, l’attivista barese Tony La Piccirella denuncia Israele per tortura: “Diritti umani violati”

Una nuova denuncia è stata presentata alla Procura di Roma da Antonio La Piccirella, appartenente alla Global Sumud Flotilla, in cui si ipotizza, tra gli altri, il reato di tortura da parte delle autorità israeliane dopo l’abbordaggio e il trasferimento degli attivisti nel porto di Ashold. Nell’incartamento, redatto dall’avvocato Flavio Rossi Albertini, si ricostruiscono le fasi successive al «fermo».

«Al porto si è perpetrata una completa violazione dei diritti umani – si legge-. I militari, armati, hanno identificato gli attivisti, circa 300, poi li hanno privati di tutti gli effetti personali, dopodiché li hanno perquisiti imprimendo gratuita violenza fisica, motivo per cui ad alcuni attivisti è stato rotto un braccio».

Alcuni giorni fa anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, aveva denunciato Israele «per il sequestro e l’arresto di cittadini italiani e pugliesi impegnati nella missione di pace denominata “Global Sumud Flotilla”».

Nella denuncia di 17 pagine si afferma che «i militari hanno ammanettato gli attivisti dietro la schiena con delle fascette di plastica molto strette e li hanno obbligato gli stessi a stare piegati, faccia a terra» per poi portarli «verso un piazzale assolato» e «costringendo gli equipaggi a stare in ginocchio con i bagagli dietro le spalle e a guardare sempre in basso, impedendogli di muoversi e di parlare, dando dei colpi sulla testa a chi si rifiutava». Nell’atto si fa riferimento anche al trasferimento nelle celle dove gli è stato dato «cibo rancido» con «pezzi di metallo nel pane».

La Piccirella afferma di essere stato portato assieme ad altre 11 persone in una stanza in cui erano presenti «solo sei letti». «Durante la prima notte – scrive il legale – è stato privato del sonno, e sottoposto a pratiche della deprivazione sensoriale. Verso le 3 del mattino, il La Piccirella è stato nuovamente chiamato fuori la cella dove una donna, verosimilmente un funzionario dell’Ambasciata italiana, gli ha nuovamente proposto, al cospetto anche di funzionari israeliani, che se avesse firmato il foglio che gli era stato sottoposto all’Ufficio Immigrazione, sarebbe stato rimpatriato la mattina seguente».

La Piccirella ha nuovamente rifiutato di sottoscrivere il documento «in considerazione del fatto che la firma avrebbe significato una legittimazione a posteriore dei gravi reati di cui era stato vittima, perpetrati in acque internazionali per di più prospicienti la costa di Gaza, e quindi acque territoriali palestinesi, e non quella israeliana».

Nella denuncia, che integra quella presentata nelle scorse settimane, La Piccirella chiede ai pm di Roma di accertare anche «eventuali responsabilità del governo italiano per essersi sottratto all’obbligo giuridico di proteggere i propri cittadini, nella misura in cui già a Tunisi e a sud di Creta c’erano stati attacchi con i droni in conseguenza dei quali il governo aveva inviato a protezione una fregata – si legge-, e poi senza alcuna giustificazione, ovvero senza nemmeno arrivare in prossimità delle acque territoriali su cui Israele esercita illegalmente il blocco navale, lo stesso è venuto meno alla posizione di garanzia assunta, quando era ormai noto che Israele avrebbe agito nonostante le imbarcazioni fossero a 70/80 miglia marittime dalla costa».

Flotilla, cori e applausi in stazione a Bari per il rientro di Tony La Piccirella: “Dal governo italiano nessun sostegno”

È arrivato ieri pomeriggio in treno a Bari, proveniente da Roma, Antonio La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla fermato nei giorni scorsi a largo di Gaza e trattenuto in Israele.

Ad accoglierlo i genitori, il fratello, una delegazione del Comune e diversi sostenitori della causa di Gaza. All’arrivo del treno sono partiti applausi e cori come “Palestina libera”.

“Non sono ancora riuscito a riposare – le primissime parole -. Abbiamo ancora delle persone lì quindi stiamo facendo pressione perché vengono rilasciate il prima possibile. Questo è anche uno dei motivi per cui non abbiamo firmato il rimpatrio. Volevamo rimanere e avere un occhio su quello che accadeva, soprattutto alle persone provenienti dai Paesi più a sud che molto spesso non riconoscono Israele o hanno tagliato ogni rapporto economico”.

“Siamo nelle fasi conclusive di questo genocidio, della svendita totale della Palestina agli Stati Uniti. Queste condizioni di resa spaventano molto e quindi c’è da stare attenti, c’è da dare rilievo a come oggi vengono trattati dei diritti che dovrebbero essere inalienabili e invece vengono usati come merce di scambio per sottomettere popolazioni e vendere le loro terre – ha aggiunto – Con noi c’erano anche molti europarlamentari e parlamentari di Portogallo, Spagna e Francia che adesso attiveranno tutte le procedure per denunciare quello che è successo lì”.

“Dal governo italiano «non abbiamo avuto sostegno. Non ci hanno pagato neanche il volo di ritorno – ha concluso -. Ne sono contento perché non avrei voluto che si lavassero la coscienza pagando cento euro. Non è questa la protezione che chiedevamo, ma la protezione del diritto internazionale. Non vogliamo essere strumentalizzati e paternalizzati da un governo irresponsabile”.

Flotilla, il Consiglio della Regione Puglia denuncia il governo israeliano: “Atti di violenza e reati gravissimi”

La Regione Puglia denuncia il Governo israeliano per il sequestro e l’arresto di cittadini italiani e pugliesi impegnati nella missione di pace denominata “Global Sumud Flotilla” in seguito all’illegale sequestro e arresto da parte della forze armate israeliane di cittadini italiani, fra i quali almeno tre pugliesi, impegnati a portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza su piccole barche battenti bandiera italiana in acque internazionali.

“La consumazione di atti di violenza a bordo di imbarcazioni italiane e in danno di concittadini inermi, arbitrariamente sequestrati e condotti nelle carceri israeliane, assieme al sequestro e successivo affondamento delle stesse imbarcazioni, configurano reati gravissimi che ledono i valori e i principi fondamentali dello Statuto della Regione Puglia che è persona offesa e danneggiata dalle azioni criminali del governo di Israele”, le parole di Emiliano.