Flotilla, detenuto per un mese in Libia. Domenico Centrone è tornato a Molfetta: “Se tornassi indietro lo rifarei”

È tornato a casa, a Molfetta, Domenico Centrone, il docente 33enne e attivista della carovana umanitaria di terra della Global Sumud Flotilla per Gaza, rimasto trattenuto per un mese in Libia insieme ad altri nove attivisti, tra cui la foggiana Dina Alberizia.

Dopo l’atterraggio a Fiumicino nella mattinata del 24 giugno, in serata è stato accolto nella sua città dall’affetto di familiari, amici e compagni di attivismo.

“Se dovessi tornare indietro lo rifarei”, ha dichiarato Centrone ai cronisti, spiegando però che fino a poche ore prima della liberazione temeva di dover restare in Libia fino ad agosto.

Il 33enne ha poi ribadito il valore dell’impegno umanitario a sostegno della Palestina: “Anche persone comuni possono contribuire a cambiare le cose, mettendosi a rischio e dimostrando che le proprie azioni possono avere un impatto concreto”.

Flotilla, attivisti detenuti in Libia per un mese: i pugliesi Centrone e Alberizia sono rientrati in Italia

Sono rientrati in Italia Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, gli attivisti pugliesi della carovana umanitaria Global Sumud Flotilla per Gaza detenuti per circa un mese a Bengasi con l’accusa di ingresso illegale in Libia. I due sono atterrati all’aeroporto di Roma Fiumicino con un volo proveniente da Tunisi, insieme all’italo-uruguaiano Matias Alvarez Rodriguez.

La liberazione, avvenuta il 23 giugno, è stata resa possibile grazie a un’intensa attività diplomatica coordinata dal Ministero degli Esteri e da Palazzo Chigi. Ad accoglierli, sostenitori e attivisti della rete Global Sumud Italia.

L’organizzazione ha però criticato il governo e in particolare il ministro degli Esteri Antonio Tajani, accusandolo di non aver condannato formalmente le presunte violazioni dei diritti subite dagli attivisti durante la detenzione. Contestualmente prosegue la campagna “Free Them All”, con iniziative e presidi in diverse città italiane.

Tajani ha respinto le accuse, sottolineando che gli attivisti sono stati costantemente seguiti dalle autorità italiane e riportati in sicurezza nel Paese. “Mi interessa più il ringraziamento delle famiglie che dichiarazioni politiche prive di senso”, ha affermato il ministro a margine di un evento a Foggia.

Flotilla, liberati i due attivisti pugliesi detenuti in Libia: Domenico Centrone e Dina Alberizia tornano a casa

Dopo circa un mese di detenzione in Libia, sono stati liberati gli attivisti italiani della Flotilla Domenico Centrone, di Molfetta, e Leonarda Alberizia, originaria di Foggia. L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha comunicato la notizia attraverso un messaggio pubblicato sui social.

Il rientro è previsto nella tarda mattinata di oggi, l’arrivo del volo che da Tunisi li porterà all’aeroporto di Fiumicino è previsto per le 12.50. A renderlo noto è la Globul Sumud Italia.

Insieme ai due pugliesi è stato affidato al console italiano a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, cittadino uruguaiano con cittadinanza italiana. Secondo il ministro, la liberazione è stata resa possibile grazie a un intenso lavoro diplomatico coordinato tra la Farnesina e Palazzo Chigi, con il supporto dei servizi di intelligence.

Grande la gioia dei familiari e dei rappresentanti della Flotilla. «Da 30 giorni aspettavamo questo momento», ha dichiarato la portavoce italiana del movimento, Maria Elena Delia, ringraziando tutte le persone che hanno sostenuto la campagna per la loro liberazione.

Soddisfazione anche da parte delle istituzioni pugliesi. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e l’assessora Silvia Miglietta hanno accolto con sollievo la notizia, sottolineando come nelle scorse settimane fosse stato chiesto al Governo di attivare ogni canale diplomatico per riportare a casa i due attivisti. «La Puglia è con voi», hanno dichiarato, dando il bentornato a Centrone e Alberizia.

Flotilla, il barese Domenico Centrone detenuto in Libia da un mese: a Bari fiaccolata il 24 giugno

“Un mese. Trenta giorni di silenzio, di attesa, di ingiustizia e di preoccupazione”. Mercoledì 24 giugno, alle ore 18.30, Bari si ritroverà in Piazza Gaza (ex Piazza Prefettura, altezza Cavallo) per una grande fiaccolata statica promossa da Global Sumud Puglia insieme alla circoscrizione Puglia-Matera di Amnesty International e al gruppo di Bari per chiedere la liberazione di Domenico Centrone e Dina Alberizia e di tutti e tutte le attiviste detenute in Libia.

“Il Global Sumud Convoy è la missione internazionale di solidarietà partita per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Il convoglio era partito il 15 maggio con oltre 200 partecipanti provenienti da più di 25 Paesi, 7 ambulanze, 20 case mobili e 10 camion di aiuti umanitari destinati a Gaza – si legge nella nota -. Da un mese i nostri compagni e le nostre compagne non sono libere. Da un mese le loro famiglie attendono risposte e il loro ritorno in sicurezza. Un mese dopo il loro arresto, la nostra richiesta resta la stessa e diventa ancora più forte: libertà per tutti gli attivisti e le attiviste detenute”.

“Sarà una serata di testimonianza, di memoria e di impegno civile. Una piazza illuminata dalle fiaccole per far arrivare fino a Domenico, Dina, Alicia, Laura, Jenelle, Maria, Lucas, Matias, Ana e Ashraf un messaggio chiaro: non siete soli, le vostre compagne e compagni continuano a chiedere il vostro ritorno – aggiungono gli organizzatori -. Alla manifestazione sarà presente Mariarosaria Centrone, sorella di Domenico, che porterà la voce della famiglia e il dolore di chi da un mese vive nell’angoscia dell’attesa chiedendo verità, giustizia e libertà per tutti gli attivisti detenuti, nonché Tony La Piccirella, componente dello Steering Committee della Global Sumud”.

“Chiediamo al Governo italiano, alle istituzioni europee e alla Regione Puglia di moltiplicare ogni sforzo diplomatico e politico affinché questa ingiusta detenzione abbia fine e i nostri concittadini possano tornare a casa – concludono -. In un tempo in cui la solidarietà è ostacolata e chi sceglie la strada della pace è criminalizzato, abbiamo il dovere di non voltare lo sguardo. Per questo invitiamo tutta la cittadinanza, le associazioni, i movimenti, le comunità religiose, il mondo della cultura, dell’università e dell’informazione a partecipare alla fiaccolata di mercoledì 24 giugno, dalle ore 18.30 a Piazza Gaza”.

Flotilla, attivisti detenuti in Libia: tra loro Domenico Centrone di Molfetta. La denuncia: “Non sappiamo dove sono”

Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani fermati in Libia lo scorso 24 maggio e tuttora trattenuti, “per nove giorni non hanno visto nessun giudice e ad oggi, passati 18 giorni, non hanno ancora mai parlato con un avvocato. Nessuna accusa è stata loro formalizzata”.

A dirlo è Enrica Rigo, avvocata del team legale della Global Sumud Flotilla, nel corso di una conferenza stampa alla Camera organizzata per chiedere la liberazione immediata dei dieci attivisti internazionali, tra cui i due italiani, fermati in Libia.

Nel corso della conferenza stampa è stato spiegato che l’udienza prevista ieri per i dieci attivisti è stata annullata “senza preavviso” e che il procuratore di Bengasi ha disposto il prolungamento “delle indagini, e di conseguenza della detenzione, per altri 30 giorni per disporre ulteriori accertamenti”.

Rigo ha aggiunto che “ieri due avvocate incaricate si sono recate al centro di detenzione in cui dovevano essere detenuti i due italiani, ma non li hanno trovati. Di fatto il luogo di detenzione non è noto. Questa è una detenzione arbitraria e segreta, tecnicamente siamo vicini alle sparizione forzata”.

La portavoce italiana di Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, ha ricordato che Centrone e Alberizia hanno ricevuto oggi la visita del console italiano Francesco Colombo: “Ci hanno spiegato che sono in condizioni dignitose, e noi aggiungiamo che ci mancherebbe altro, dato che non hanno commesso alcun reato”.

Flotilla, attivisti detenuti in Libia: tra loro Domenico Centrone di Molfetta. La portavoce pugliese: “Preoccupati”

“Gli attivisti della carovana di terra della Global Sumud Flotilla, tra cui i due italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia “al momento sono detenuti dall’autorità della Libia est, perché privi di permesso di sicurezza speciale, quindi ritenuti clandestini. Dalle informazioni che abbiamo un giudice deciderà nelle prossime ore per l’espulsione”.

Lo dichiara Amina Tridente, portavoce Global Sumud Flotilla Puglia. “Siamo preoccupati per i nostri compagni in Libia. L’importante ora è che tutti tornino a casa” dice.

Il resto del convoglio, composto da circa 400 persone di diverse nazionalità, tra cui 12 italiani, “è accampato a un chilometro dal check point dove sono stati fermati i dieci compagni di cui abbiamo perso i contatti ieri, in attesa di capire cosa accadrà”, conclude.

Flotilla, l’attivista Simona Losito torna a Bari: “Legati e picchiati. Ci sono stati anche abusi sessuali”

“Sono saliti sulle barche, ci hanno perquisiti, ci hanno legati e portati sulla nave prigione, con violenza ci hanno spogliati di qualsiasi avere, vestiti, non avevamo vestiti sufficienti per tenerci al caldo durante la notte. In carcere non ci hanno dato né acqua né cibo, continuavano a tenerci la testa bassa, non volevano che riuscissimo a guardare le persone intorno a noi, ci hanno legati mani e piedi, trattati come fossimo criminali, hanno sparato, lanciato granate sonore, ci buttavano acqua a terra per non farci stare caldi, alcuni di noi sono stati picchiati, usavano il taser sui corpi bagnati, ci sono state violenze sessuali”.

Sono le parole di Simona Losito, la giornalista 29enne freelance barese che era a bordo della Global Sumud Flotilla e che è tornata in Italia dopo l’abbordaggio da parte della marina israeliana e alcuni giorni di detenzione.

“Quando è arrivato il ministro della Sicurezza israeliano Ben-Gvir – racconta – io ero nel tendone, ero a terra con la faccia sul pavimento e non mi sono resa conto di quello che stava accadendo intorno, perché quello che in quel momento cercavamo di fare tutte era cercare di mantenere la calma e assicurarci che le persone intorno a noi stessero il meglio possibile, quindi la mia attenzione era rivolta alle persone che avevo intorno. Sentivo l’inno israeliano in loop, i militari che ci schernivano e cantavano – racconta – e noi cercavamo in qualche modo di mantenere la calma ed evitare qualsiasi escalation”.

Flotilla, persi i contatti con 10 dieci attivisti: tra loro c’è anche Domenico Centrone di Molfetta

Tra le dieci persone che fanno parte del Global Sumud Convoy, la carovana umanitaria civile e non-violenta che intende raggiungere Gaza attraverso l’Egitto e che ora si trova in Libia, con cui si sono persi i contatti, ci sono anche due italiani: si tratta di Domenico Centrone, 33 anni originario di Molfetta (Bari) e della piemontese Dina Alberizia.

È quanto si è appreso da un’altra pugliese, Sara Suriano di 33 anni di Andria, che si trova lì. “Tutto il convoglio si è diretto subito al confine di Sirte con la Libia est per cercare di attraversare il confine e procedere verso l’Egitto ma, nel momento in cui è stato superato il confine e una nostra delegazione è entrata nella Libia est, noi abbiamo perso ogni contatto”, racconta Sara, spiegando che il gruppo era diviso “tra un’ambulanza e una macchina e nel gruppo ci sono sia Domenico che Dina Alberizia”.

Flotilla per Gaza intercettata da Israele, c’è anche la barese Simona Losito. Leccese: “C’è apprensione”

C’è anche una giornalista barese tra i 29 attivisti italiani fermati dall’esercito israeliano dopo l’intercettazione delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza. Si tratta di Simona Losito, 29 anni, freelance, già impegnata in una precedente missione via mare lo scorso 30 aprile a bordo della nave Alcyone, riuscita allora a evitare l’abbordaggio. Questa volta, invece, l’imbarcazione Sirius è stata bloccata.

La vicenda ha mobilitato Bari, dove nel pomeriggio si è svolto un presidio davanti alla prefettura organizzato dalla sezione pugliese della Flotilla per chiedere la liberazione degli attivisti fermati. Gli organizzatori hanno denunciato precedenti sequestri di volontari e chiesto un intervento della comunità internazionale.

Sulla situazione è intervenuto anche il sindaco di Bari Vito Leccese, che ha espresso vicinanza alla famiglia della giovane giornalista e sollecitato il rispetto delle tutele istituzionali e consolari per tutti i fermati, auspicando “il prevalere del diritto umanitario e della pace”.

Parallelamente alla missione via mare, prosegue anche la Global Sumud Convoy, carovana umanitaria diretta al valico di Rafah tra Egitto e Gaza. Nel convoglio, fermo nei pressi di Sirte in Libia in attesa di un corridoio sicuro, ci sono anche due pugliesi: Sara Suriano, docente 33enne di Andria, e Domenico Centrone, professore universitario di Molfetta. Il gruppo trasporta medicinali, case mobili e aiuti umanitari destinati alla popolazione civile di Gaza.

La Flotilla bloccata da Israele, tra gli attivisti il barese Lapiccirella. Dalla Puglia: “Chiudere consolato di Israele a Bari”

“Chiediamo al Sindaco di Bari, al Presidente della Provincia e al Presidente della Regione Puglia di dichiarare il consolato israeliano a Bari una presenza di guerra e procedere alla sua immediata chiusura, dato i suoi legami con il complesso economico e militar-industriale in Puglia”.

Questo è quanto si legge in un comunicato diffuso da Global Sumud Flotilla Puglia che precisa di essere “componente integrante dell’Assemblea unitaria per il Primo Maggio a Bari”.

Global Sumud Flotilla Puglia rilancia “con urgenza la mobilitazione contro l’aggressione subita stanotte ad opera della marina israeliana in acque internazionali vicino a Creta”.

“La nostra solidarietà va a tutte le persone sequestrate e ora – da quel che sappiamo – in viaggio forzato verso il porto di Ashdod, tra cui Tony la Piccirella, componente dello Steering Committee della Global Sumud Flotilla, cittadino italiano e barese”.

“Lanciamo la mobilitazione permanente We Rise – sottolineano – per monitorare la navigazione, esigere l’embargo immediato a Israele e sostenere la nostra missione umanitaria. Come equipaggio di terra, ci vediamo oggi per il presidio d’urgenza in piazza Umberto dalle ore 18”.

In questo contesto, aggiungono, “il Primo Maggio a Bari, e in tutta Italia, diventa una giornata di lotta contro chi trasforma il pianeta in scenario di guerra, con corteo alle 10 da Piazza della Libertà fino al consolato onorario israeliano in via Calefati. Siamo pronti a scendere in piazza con lo slogan ‘Insorgiamo, Resistiamo, Blocchiamo tutto – Per la Palestina e contro ogni guerra’”.

“Denunciamo – si legge infine nella nota – le complici posizioni del governo Meloni che dopo aver seguito in silenzio le avventure di Trump e Netanyahu, sembra essersi svegliata solo di fronte a una crisi internazionale che ormai l’ha travolta. Non ci fermeremo di fronte all’illegalità e alla violenza. Insisteremo, resisteremo, bloccheremo tutto fino alla liberazione di Gaza e di tutti i popoli oppressi”.