Flotilla, l’attivista Tony La Piccirella torna a Bari. Arrivo alle 19.10 in stazione: “Molto presto vi dirò tutto”

“Ieri ho fumato tante sigarette e abbracciato compagni e cuori fino a tardi. Mi fa male la gola, ma mi stanno prendendo cura. Stasera alle 19:10 arrivo alla stazione di Bari. Domani proverò a cercare un nuovo telefono”.

Inizia così il post pubblicato sui social da Tony La Piccirella, l’attivista barese accolto ieri con applausi, bandiere e cori pro Pal all’aeroporto di Fiumicino, assieme ad altri quattro attivisti della Global Sumud Flotilla.

“Siamo stati deportati con la forza e non potevamo restare per assicurarci che tutti uscissero, ma secondo le trattative, chiunque fosse ancora dentro dovrebbe essere portato al confine con l’autobus entro questa mattina. Con loro ci sono Thiago, Suayb e Mandela. Fate rumore a canone più giorni, e poi riorganizziamoci per la prossima irresponsabile provocazione globale”, aggiunge.

“Eravamo in una prigione al confine con Gaza — nell’ala accanto a noi c’erano i nostri fratelli e sorelle palestinesi, e il nostro avvocato ci ha detto che potevano sentire le canzoni, i canti, il casino che stavamo facendo. E che ha rotto il loro isolamento e ha portato un po’ di speranza – racconta -. Non potevamo sentirli perché non gli è permesso cantare. Abbiamo sentito solo i caccia volare sopra le nostre teste, mentre andavano a bombardare la loro terra. Molto presto vi dirò tutto. Palestina libera. Liberate tutti”.

Flotilla, l’attivista barese Tony La Piccirella presto in Italia. L’annuncio del sindaco Leccese: “Ho sentito Tajani”

Tony La Piccirella, attivista barese della Global Sumud Flotilla, rientrerà via Atene in tempi rapidissimi. Lo ha annunciato il sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo aver sentito direttamente il ministro Antonio Tajani e il suo capo di Gabinetto.

“Ho incontrato il padre di La Piccirella -che fa parte del secondo gruppo di persone fermate. Era molto preoccupato perché non aveva notizie da nessuna delle nostre autorità. Poi ho sentito direttamente io il ministro. Certamente lo incontrerò come ho fatto anche la scorsa volta. Questo perché Antonio La Piccirella è una persona molto impegnata nel campo sociale, a favore della pace e delle missioni umanitarie”, ha poi aggiunto il primo cittadino barese.

Quanto alle manifestazioni degli scorsi giorni, il sindaco ha detto che “dobbiamo pensare all’essenza stessa di quella manifestazione, come atto di solidarietà nei confronti del popolo palestinese che continua a essere sottoposto a un annientamento sistematico da parte del governo di Netanyahu”. Quanto ai negoziati per la pace in Egitto, Leccese ha concluso che “tutti abbiamo il cuore pieno di speranza”

Flotilla, il papà dell’attivista barese La Piccirella dal sindaco Leccese: “Non ho notizie di Tony da giorni”

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha ricevuto ieri nella sede del Comune Matteo La Piccirella, il padre di Antonio, uno degli attivisti parte dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla, trattenuto in Israele dopo l’abbordaggio da parte della marina militare.

La Piccirella ha manifestato al sindaco preoccupazione «non avendo da giorni notizie di suo figlio», spiega una nota del Comune. Il sindaco, prosegue l’amministrazione, «ha già sentito la Farnesina, ricevendo rassicurazioni sul fatto che si sta lavorando per far rientrare gli italiani, al momento trattenuti in una struttura detentiva, il più presto possibile in Italia. Tra questi anche Tony».

Antonio La Piccirella è uno dei tre baresi impegnati nella missione. Gli altri sono Lorenzo D’Agostino, anche lui fermato, e Francesca Amoruso, che ieri ha annunciato il ritiro per problemi con la nave madre.

“Siamo costretti a fermarci, lo facciamo con rammarico. Ci abbiamo provato in tutti i modi, ma non potremmo proseguire in sicurezza il nostro viaggio e questo significherebbe mettere a rischio la nostra barca e la nostra vita, coinvolgendo moltissime altre persone. Siamo responsabili e riteniamo di doverci fermare”, le parole sui social dell’attivista Francesca Amoruso, a bordo di Al-Awda, una delle imbarcazioni della Freedom Flotilla Italia in rotta verso Gaza.

“Ci fermiamo in mare – prosegue – consapevoli di aver sollevato un moto di sdegno e indignazione nei confronti dell’azione del governo di Israele, ma torniamo convinti di non fermarci. Vogliamo ricongiungerci a tutti gli equipaggi di terra per continuare a lottare per una Palestina libera e per la fine di questo genocidio”. Amoruso era partita da Otranto (Lecce) lo scorso 25 settembre.

“La nostra nave di appoggio Ghassan Kanafani ha subito due avarie – racconta – ed è stata sottoposta a fermo dalla polizia portuale greca, adesso è a Heraklion (a Creta, ndr) sotto sequestro”.

“Noi – prosegue – eravamo più avanti come rotta, ma siamo stati abbordati dalla Capitaneria di porto greca in assetto antisommossa e siamo stati sottoposti a un controllo molto lungo. In questo modo abbiamo perso la possibilità di ricongiungerci con le altre navi della Flotilla e siamo stati costretti a fermarci per poi decidere di tornare a prestare soccorso alla nostra nave madre”.

“Questo – conclude l’attivista – ci ha fatto capire che non è possibile proseguire. Responsabilmente, senza nave di appoggio, abbiamo capito che in solitaria non è possibile andare avanti verso l’obiettivo ultimo, che è Gaza”.

Sciopero generale, a Bari corteo per Gaza e la Flotilla: tra i manifestanti Caparezza. Cgil: “In piazza 8mila persone”

Si è conclusa in largo Sorrentino, alle spalle della stazione centrale, la manifestazione organizzata a Bari nella giornata dello sciopero generale per Gaza e per la Global Sumud Flotilla.

Secondo la Cgil i manifestanti sono stati circa 8mila. Il corteo dei sindacati di base e degli studenti, dopo essersi fermati  ha attraversato il sottopasso Sant’Antonio dove sono stati accesi alcuni fumogeni e intonati colori per la Palestina. Non sono mancati i momenti di tensione davanti al consolato di Israele. I manifestanti hanno poi proseguito pacificamente lungo il percorso autorizzato fino alla conclusione.

Tra i manifestanti anche Caparezza. “Manifestiamo perché ci sia giustizia a Gaza. Ognuno di noi può fare la propria parte – le sue parole -. L’importante è che non si spengano i riflettori e che non si ceda a queste continue demonizzazioni politiche su azioni che invece sono necessarie. Oggi c’è una grande partecipazione qua a Bari, come anche la scorsa volta e spero sempre ci sia”.

Sciopero generale, in 4mila in piazza per Gaza e la Flotilla. Il sindaco Leccese: “Bari c’è ancora una volta” – FOTO

“Bari c’è, ancora una volta, e lo ha dimostrato in tutti questi mesi e lo fa anche oggi”. Queste le parole del sindaco di Bari, Vito Leccese, in occasione del corteo organizzato nel giorno dello sciopero generale per la Global Sumud Flotilla e il popolo palestinese.

“Anche oggi Bari si è mobilitata per essere accanto al popolo palestinese e chiedere a gran voce il cessate il fuoco, la pace e il riconoscimento dello Stato di Palestina”, ha aggiunto il primo cittadino.

Sono migliaia le persone, fra le quali tantissimi studenti, che si sono riuniti questa mattina davanti al centralissimo molo San Nicola, a Bari, per la manifestazione. In tantissimi indossano la kefiah e issano bandiere della Palestina.

Presenti anche l’eurodeputato e candidato per il centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro, la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, e una delegazione di consiglieri comunali, assessori e rappresentanti del Municipi. Il corteo sta attraversando il centro della città. Fra gli slogan urlati dalla folla ‘Palestina libera’ e ‘chi non salta è sionista’. Il corteo passerà anche da via Calefati, dove si trova la sede del Consolato di Israele. Secondo gli organizzatori al momento ci sono circa quattromila persone.

Flotilla, il papà dell’attivista barese La Piccirella: “Grazie ai manifestanti non vedevo da anni una partecipazione così”

“A questi ragazzi”, che manifestano in favore della Flotilla, “non posso fare altro che che dirgli grazie, veramente grazie, perché finalmente vedo una partecipazione, un prendersi carico di una situazione: non vedevo da anni qualcosa del genere, quindi mi sento supportato, lo devo dire ad alta voce. Sono contento che i ragazzi non si girano dall’altra parte e non vanno solo a fare solo l’apericena come diceva qualcuno”.

Lo ha detto conversando con l’ANSA Matteo La Piccirella, padre di Tony, l’attivista barese a bordo di una delle navi della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza e abbordate ieri da Israele. La Piccirella a luglio fu già arrestato dagli israeliani mentre tentava di raggiungere la Striscia via mare. Quanto al rientro di Tony, il papà spiega che “le uniche notizie che ho sono quelle che mi hanno dato all’unità di crisi della Farnesina: sembra che il rientro avverrà tra lunedì e martedì, il rientro di tutti”.

Sulla possibilità che Tony possa ritentare per la terza volta di raggiungere Gaza, Matteo La Piccirella dice: “Come padre pero proprio di no: penso che comunque abbiano fatto già tanto e spero che non ci sia più bisogno, che si aprano dei canali. Penso che la gente abbia capito diverse cose”.

Flotilla abbordata da Israele, arrestati 22 italiani: tra loro due baresi. Saranno espulsi rientro tra 72 ore

Sono 19 le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla che risultano intercettate dalla marina israeliana a meno di 70 miglia dalla costa. Questo è quanto è emerso da questa mattina dal sito della Flotilla che dà le rotte in tempo reale. Tra le navi che risultano intercettate c’è anche la ‘Morgana’, sulla quale, sempre secondo gli attivisti, viaggiavano il senatore M5s Marco Croatti e la europarlamentare Avs Benedetta Scuderi.

Sono 22 gli italiani che risultano a bordo delle navi intercettate e che sono stati arrestati e bloccati. Tra loro potrebbero esserci anche due baresi, il giornalista Lorenzo D’Agostino e l’attivista Tony La Piccirella.

Saranno tutti trasferiti nel porto di Ashdod ed espulsi. Dovrebbero far rientro in Italia nel giro di 2-3 giorni. Su 44 barche della missione, 23 risultano tuttora in navigazione verso la Striscia di Gaza, mentre 2 sembrano aver cambiato rotta puntando verso nord, apparentemente in direzione Cipro.

“Al momento sarebbero 22 gli italiani fermati. Continuiamo a monitorare la situazione. Su mie istruzioni, il Consolato a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme assisteranno tutti gli italiani, sia al porto sia nelle procedure di rimpatrio. Già da questa notte i due Consolati sono in contatto con i legali dei cittadini italiani imbarcati. Secondo le informazioni disponibili, raccolte attraverso l’Unità di Crisi, che sta seguendo passo dopo passo la situazione, tutti i nostri connazionali sono in buone condizioni”, le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera parlando degli attivisti italiani della Flotilla.

“Avevo ripetutamente parlato con il Ministro israeliano Sa’ar, chiedendo di evitare azioni aggressive. Sono sollevato dal constatare che le regole di ingaggio siano state rispettate e che fino a questo momento non si registrino atti di violenza o complicazioni nelle operazioni delle forze israeliane. Già da venerdì potrebbero avvenire prime partenze, soprattutto per chi accetterà di lasciare volontariamente Israele. Per chi rifiuterà l’espulsione immediata, sarà necessario attendere il provvedimento di respingimento dell’Autorità giudiziaria israeliana, che potrebbe richiedere 48-72 ore”, ha aggiunto Tajani.

Flotilla, imbarcazioni attaccate da droni e bombe: i 41 sindaci del Barese invocano protezione alla premier Meloni

I 41 sindaci della Città metropolitana di Bari, guidati dal sindaco metropolitano Vito Leccese, hanno inviato una lettera alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprimendo preoccupazione per la situazione della Global Sumud Flotilla, attualmente impegnata in acque internazionali in una missione umanitaria di pace.

Le imbarcazioni della Flotilla sono state ripetutamente prese di mira da droni e ordigni, con esplosioni vicino alle navi e danni causati da bombe sonore e sostanze urticanti. La vita dei partecipanti è a serio rischio.

Viene chiesta “una ferma e immediata presa di posizione pubblica per condannare questi attacchi illegali” e l’attivazione di canali diplomatici e internazionali per garantire la sicurezza della missione.

I sindaci sollecitano inoltre “una forte pressione politica e diplomatica sui responsabili” per fermare queste azioni ostili. Nella parte finale viene chiesto “un intervento immediato per garantire che la missione umanitaria possa proseguire in sicurezza”.

Flotilla, l’attivista pugliese La Piccirella: “Attaccati dai droni fino a 13 esplosioni”. Crosetto invia fregata italiana

“Alcuni di noi hanno riportato danni all’udito, non gravi, per le esplosioni. Due imbarcazioni hanno riportato danni alle vele che però stiamo assestando, e tutti sono in grado di continuare la navigazione. A parte questo stiamo tutti bene. Ovviamente fa parte di una strategia intimidatoria, una guerra psicologica. Può essere che continueranno nei prossimi giorni. A noi mancano cinque giorni di navigazione più o meno”.

Lo ha detto all’ANSA Tony La Piccirella che si trova a bordo della nave Family, coordinatrice della Global Sumud Flotilla che sta portando aiuti umanitari a Gaza, parlando degli attacchi subiti la scorsa notte.

“Da mezzanotte e mezza fino alle tre e mezza / quattro – spiega – ci sono stati attacchi da parte di due droni che si erano avvicinati all’Alma che era in coda alla flotta. Poi sono spariti, hanno spento le luci di segnalazione e si sono messi a lanciare questi ordigni, che erano appesi a delle specie di corde: l’obiettivo sembravano le imbarcazioni con la vela aperta. Ci sono state dalle 11 alle 13 esplosioni”.

“Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla Flotilla questa notte ho autorizzato l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan della Marina militare che era in navigazione a nord di Creta nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro. La fregata si sta già dirigendo verso l’area per eventuali attività di soccorso”. Lo comunica il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il ministro, che ha valutato la decisione sentendosi con la Presidente del Consiglio, precisa che “sono stati informati l’addetto militare israeliano in Italia, il nostro ambasciatore e l’addetto militare a Tel Aviv e l’unità di crisi della Farnesina”. L’invio della fregata è stato deciso dal ministro mentre si trovava in Estonia. “Alle 3.50 della scorsa notte – spiega Crosetto – pur essendo in Estonia, dopo un confronto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e dopo avere condotto una valutazione dell’accaduto, mi sono sentito col presidente del Consiglio e ho autorizzato l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan”.