Jova Beach Summer, salta l’evento a Barletta: gli organizzatori valutano Bari dopo lo stop. Ipotesi 19 settembre

Dopo lo stop al Jova Beach Summer di Barletta, previsto per accogliere circa 33mila persone e in programma il 17 agosto, gli organizzatori sono al lavoro per individuare una possibile alternativa. “Stiamo valutando se esista uno spazio a Bari che possa ospitare adeguatamente l’evento il 19 settembre”, fanno sapere.

La decisione arriva dopo le verifiche sulla presenza di amianto nell’area individuata per il concerto. Secondo gli organizzatori, le fibre disperse nell’aria sarebbero risultate pari a zero, ma l’Asl avrebbe comunque giudicato l’area non idonea.

Il sito, spiegano, era stato scelto dopo un sopralluogo e sottoposto per mesi a interventi per renderlo adatto all’accoglienza del pubblico. Le verifiche sarebbero partite circa due mesi fa, in seguito a un esposto presentato da ignoti sulla salubrità dell’area. I primi controlli, effettuati a luglio, avrebbero dato esito negativo.

Gli organizzatori hanno quindi incaricato autonomamente una società accreditata presso il ministero della Salute, che avrebbe individuato presenza di amianto dietro e ai lati della fabbrica, a circa 200 metri dal palco e comunque a distanza dal pubblico.

Il 5 agosto la documentazione è stata sottoposta alla commissione prefettizia. “Ci siamo autodenunciati e abbiamo chiesto una soluzione”, raccontano gli organizzatori, ribadendo di avere come priorità la sicurezza del pubblico e delle circa 200 persone coinvolte nell’organizzazione.

Ora, con il concerto di Barletta a rischio, si guarda dunque a Bari come possibile sede alternativa per il 19 settembre. “Il problema di fondo è che quando c’è un esposto alla Procura la posizione più comoda è annullare”, concludono gli organizzatori.

Bari, guasto all’impianto di sollevamento dei reflui fognari di AQP: stop ad una parte della spiaggia del Canalone

È stata firmata questa mattina un’ordinanza sindacale che prescrive il divieto temporaneo di utilizzo di un’area di circa 20 metri quadri circostante il chiusino Lamasinata, sulla spiaggia cittadina denominata Canalone, a causa di un guasto all’impianto di sollevamento dei reflui fognari di AQP in via Pasquale del Prete.

Il fermo dell’impianto, infatti, ha provocato la fuoriuscita di una modesta quantità di refluo da un pozzetto nel tratto terminale del “canalone”, fortunatamente senza alcun interessamento delle acque di balneazione.

Le squadre di Acquedotto Pugliese sono intervenute tempestivamente per ripristinare il regolare funzionamento dell’impianto di sollevamento e riparare il prima possibile il guasto. Contestualmente, al fine di garantire la continuità del servizio, i mezzi autospurgo di AQP stanno provvedendo al trasporto dei reflui all’impianto di depurazione Bari Ovest.

Riccio di mare, ok del Consiglio regionale: prorogato lo stop alla pesca in Puglia fino al 30 giugno 2029

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza, con due voti contrari, la legge che proroga il fermo biologico del riccio di mare fino al 30 giugno 2029, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della specie Paracentrotus lividus.

La normativa introduce un sistema permanente di monitoraggio scientifico e istituisce un Tavolo tecnico-scientifico composto da istituzioni, enti di ricerca, associazioni di categoria e organismi di controllo.

Prevista inoltre la possibilità di avviare, sulla base dei dati scientifici raccolti, programmi sperimentali di prelievo contingentato riservati esclusivamente ai pescatori professionisti autorizzati.

Il provvedimento nasce dal lavoro svolto dalla quarta Commissione consiliare dopo l’entrata in vigore della precedente legge del 5 maggio 2023, attraverso un confronto con università, enti di ricerca, forze di controllo e rappresentanti del settore della pesca professionale.

Stretta della Regione Puglia sulle Asl: stop ad assunzioni e incarichi dell’ultimo minuto

La Regione Puglia blocca assunzioni, concorsi, promozioni e riorganizzazioni nelle aziende sanitarie in vista dell’insediamento dei nuovi direttori generali. Con una direttiva firmata dal capo di Gabinetto Davide Pellegrino e diffusa dal Dipartimento Salute, i commissari straordinari uscenti sono stati invitati a sospendere tutte le procedure non urgenti.

La decisione arriva dopo alcune segnalazioni su provvedimenti adottati nelle ultime settimane da aziende prossime al cambio di vertice. Secondo la Regione, atti privi di urgenza rischiano infatti di influenzare il lavoro dei futuri manager e incidere sugli equilibri organizzativi e finanziari delle Asl.

Lo stop riguarda assunzioni, mobilità, progressioni di carriera, incarichi dirigenziali, modifiche agli organigrammi e contratti con effetti economici pluriennali. Restano invece consentiti solo gli interventi indispensabili per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza.

La direttiva richiama infine il principio dell’ordinaria amministrazione nella fase di transizione, invitando chi è in scadenza di mandato a evitare decisioni destinate a produrre effetti oltre il proprio incarico. I nuovi direttori generali entreranno in carica nei prossimi giorni.

Bari, imprevisto per la festa di San Nicola. Stop temporaneo alle giostre in piazza Diaz: “Rischi per la sicurezza”

Blocco momentaneo per le giostre installate tra Largo Adua, piazza Diaz e piazza Eroi del Mare in occasione della sagra di San Nicola. La polizia annonaria ha disposto la sospensione delle attività dopo aver riscontrato diverse violazioni alle prescrizioni di sicurezza.

Secondo quanto emerso dai controlli, alcuni gestori avrebbero utilizzato pali della pubblica illuminazione per sostenere cavi elettrici che attraversavano l’unico tratto carrabile della piazza. Inoltre, sarebbero stati effettuati ancoraggi con puntazze infisse direttamente nelle aiuole.

L’intervento degli agenti, coordinati dal dirigente Michele Cassano, è scattato dopo una segnalazione del Municipio I, che aveva raccolto le proteste dei residenti. I cittadini avevano denunciato possibili danni alle aree verdi e alle aiuole durante le operazioni di montaggio delle attrazioni.

Il sopralluogo ha confermato le criticità: cavi elettrici scoperti sul pavimento, blocchi di cemento lasciati nelle aiuole e quadri elettrici aperti e accessibili a chiunque. Particolarmente grave la rottura della serratura di un quadro Enel, con possibili componenti ancora sotto tensione.

Sono quindici le attività coinvolte dal provvedimento. I gestori dovranno ora eliminare tutte le situazioni di pericolo e adeguarsi alle norme di sicurezza per poter ottenere il via libera alla riapertura, prevista già nelle prossime ore.

Taranto, il sindaco ordina la sospensione della centrale termoelettrica dell’ex Ilva: stop di 30 giorni

Il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti, ha firmato una ordinanza che dispone la sospensione dell’esercizio della centrale termoelettrica dell’ex Ilva, gestita da Adi Energia srl in amministrazione straordinaria.

Il provvedimento impone lo stop entro 30 giorni “fino alla presentazione del piano di riduzione” delle emissioni, e alla successiva valutazione e approvazione da parte degli enti competenti. Alla base della decisione, la mancata trasmissione del piano richiesto dopo la pubblicazione del rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds) 2024 per l’area di Taranto, redatto da Arpa Puglia, Aress e Asl.

In particolare, viene contestata l’inadempienza rispetto agli interventi necessari per ridurre il rischio non cancerogeno per via inalatoria legato a sostanze come arsenico, nichel e cobalto. La Regione Puglia aveva già diffidato la società a presentare entro termini precisi le misure per il contenimento delle emissioni. “In caso di inottemperanza, l’Autorità sanitaria dispone la sospensione dell’esercizio dello stabilimento”, si richiama nell’atto.

Il Comune ha quindi deciso di intervenire applicando il principio di precauzione per la tutela della salute pubblica. La centrale è attualmente in esercizio in virtù dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente nel 2020. Il provvedimento è stato trasmesso, tra gli altri, al ministero, alla Prefettura, ad Arpa, Asl e alla Procura di Taranto.

Rebus Emiliano, nuovo stop dal Csm: salta l’ipotesi della consulenza fuori ruolo. Torna l’idea di una nomina tecnica

Nuovo stop per Michele Emiliano. La terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha bocciato per la terza volta la richiesta di collocamento “fuori ruolo” avanzata dalla Regione, che avrebbe consentito all’ex governatore di ricoprire l’incarico di consigliere giuridico della giunta.

La proposta, frutto di una mediazione con il presidente Antonio Decaro, sembrava destinata al via libera, ma è stata respinta con cinque voti contrari e uno solo favorevole. Alla base della decisione, motivazioni tecniche: secondo la commissione, l’incarico non garantirebbe un reale accrescimento professionale per Emiliano, prossimo alla pensione.

Dietro il no, però, pesa anche il fattore politico: diverse componenti del Csm non intendono sostenere una soluzione percepita come favorevole all’ex magistrato. Intanto resta aperto il problema del suo futuro, con il rischio di un ritorno in magistratura considerato complesso sul piano organizzativo.

Tra le ipotesi sul tavolo, oltre a una difficile riformulazione della richiesta, prende quota una soluzione alternativa interna alla Regione, come un incarico tecnico di alto livello. Ma quella che doveva essere una formalità si è ormai trasformata in un caso politico di primo piano.

Stop del Csm, Decaro e l’incarico su “misura” per Emiliano: ipotesi dossier specifici come rifiuti, crisi industriali o Ilva

Si complica il ritorno in un ruolo istituzionale per Michele Emiliano, che ha escluso l’ipotesi di rientrare in magistratura, giudicandola inopportuna. Anche il Consiglio superiore della magistratura (Csm) condivide le perplessità: dopo vent’anni ai vertici politici di Bari e della Puglia, il suo reintegro nei ranghi giudiziari rischierebbe di alimentare polemiche su possibili commistioni tra politica e giustizia.

Il nodo riguarda la proposta del governatore Antonio Decaro di nominare Emiliano consulente giuridico della Regione Puglia. Una figura considerata atipica nel panorama italiano e che, proprio per questa unicità, non consente di autorizzare il collocamento in aspettativa. Anche l’ipotesi del “fuori ruolo” è stata esclusa, poiché non applicabile al caso specifico secondo la normativa vigente.

Dopo settimane di valutazioni e richieste di chiarimento, la Terza commissione del Csm ha espresso un orientamento negativo. La richiesta di aspettativa — con stipendio a carico della Regione — è stata respinta per motivi tecnici, senza possibilità di deroga. La decisione è stata comunicata a Decaro, che ha avviato un confronto per individuare possibili alternative.

Tra le soluzioni allo studio, quella di ridimensionare l’incarico, limitandolo a dossier specifici come rifiuti, crisi industriali o Ilva. Tuttavia, anche questa strada presenta ostacoli: incarichi analoghi conferiti in passato dalla Regione sono stati considerati di natura politica, e quindi non compatibili con le regole applicabili ai magistrati.

Il tempo per trovare una via d’uscita è limitato. A Roma si guarda con attenzione agli sviluppi, consapevoli che un eventuale ritorno di Emiliano in aula — come pm o giudice, ma fuori dalla Puglia — rappresenterebbe comunque una soluzione delicata, che la magistratura preferirebbe evitare in un momento già sensibile per il rapporto tra giustizia e politica.

Ex Ilva, il Tribunale di Milano ordina lo stop della produzione dal 24 agosto. Il ministro Urso: “Sono preoccupato”

“La sentenza del Tribunale di Milano che spegne le aree a caldo dell’ex Ilva “cambia tutto” e “riscrive le regole del gioco”, “ha un impatto anche sulla continuità produttiva e sull’occupazione”.

Lo afferma ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a margine dell’evento “IA e Lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità” dove si dice “‘molto preoccupato”. Se la sentenza dovesse influire sul negoziato per la cessione , “non ci sarebbero le condizioni” neanche l’erogazione del prestito ponte.

Treni senza pace, dal 26 gennaio al 28 febbraio nuovo stop sulla Bari-Taranto. Corse cancellate e bus sostitutivi

Dal 26 gennaio al 28 febbraio Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) avvierà la seconda fase dei lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico sulla linea ferroviaria Bari-Taranto.

Gli interventi, avviati tra il 2024 e il 2025, sono finanziati con fondi Pnrr per un investimento complessivo di 220 milioni di euro. I lavori riguarderanno le attività propedeutiche all’attivazione del sistema Ertms nella tratta Bari Parco Nord-Gioia del Colle, il miglioramento dell’accessibilità nella stazione di Acquaviva delle Fonti, l’adeguamento del primo marciapiede e della pensilina nella stazione di Taranto, oltre al rinnovo dei binari tra Gioia del Colle e Grottalupara.

Durante il periodo dei lavori, Trenitalia effettuerà delle modifiche alla circolazione sulla linea Bari-Taranto, con cancellazioni di corse, variazioni di orari e percorsi e la conseguente attivazione di bus sostitutivi. In particolare, saranno cancellati, nella tratta tra Bari e Taranto, i Frecciarossa in partenza da Milano Centrale alle 11.35 e quello in arrivo nel capoluogo lombardo alle 18.10.

Modifiche ai treni Intercity Bari-Reggio di Calabria Villa San Giovanni e Milano-Lecce (previsti bus sostitutivi), mentre per i Regionali Trenitalia ha riprogrammato l’offerta con servizi bus e rinforzi ad hoc nelle stazioni di Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle per venire incontro alle esigenze degli studenti pendolari. Predisposto anche un servizio di assistenza ai passeggeri nelle stazioni di Taranto, Bari Centrale, Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle e Bitetto.