Scoperta maxi frode nella BAT, carburante per la pesca usato per altri mezzi: 6 denunciati

Sei persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza di Margherita di Savoia con l’accusa di falso in atto pubblico nell’ambito di un’indagine su presunti utilizzi illeciti di carburante destinato alla pesca professionale.

Secondo gli accertamenti, i responsabili di alcuni pescherecci avrebbero utilizzato complessivamente oltre 15 tonnellate di gasolio acquistato senza il pagamento delle accise previste, sfruttando indebitamente le agevolazioni fiscali riservate al settore.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, hanno preso in esame i tracciati delle uscite in mare confrontando i dati informatici delle dotazioni obbligatorie di bordo con le dichiarazioni fornite dai comandanti delle imbarcazioni. Dagli approfondimenti sarebbero emerse ripetute discrepanze tra le ore realmente trascorse in attività di pesca e quelle ufficialmente dichiarate.

Ora sarà l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a quantificare le sanzioni amministrative, che potrebbero raggiungere un importo massimo di circa 130mila euro.

Taranto, truffa aggravata per i fondi europei destinati alla pesca: sequestrati 290mila a impresa

Sequestrati oltre 290mila euro a una società di Taranto e al suo rappresentante legale nell’ambito di un’inchiesta su presunte frodi legate ai fondi europei per la pesca e l’acquacoltura. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Taranto su disposizione del gip del Tribunale, su richiesta della Procura europea – ufficio di Bari.

Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero ottenuto indebitamente finanziamenti del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca attraverso la produzione di documenti e dichiarazioni false. In particolare, avrebbero attestato la realizzazione e l’avvio di un’attività economica per la trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura entro i termini previsti dalla normativa, quando in realtà ciò non sarebbe avvenuto.

L’inchiesta, coordinata dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari e sviluppata dal Reparto Navale di Taranto, ipotizza il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Stop di 3 anni alla pesca dei ricci di mare: dalla Regione Puglia via libera dei ristori ai pescatori con licenza

“L’attesa è finita: la Giunta regionale ha approvato i criteri e le modalità di assegnazione dei ristori ai pescatori con licenza, fermi da maggio 2023 per lo stop triennale alla pesca dei ricci di mare stabilito con legge regionale. Un provvedimento a mia firma, che ha trovato unanime condivisione non solo in Consiglio regionale ma a che nel mondo scientifico e da parte di tutti gli attori della filiera ittica: pescatori autorizzati, distributori e ristoratori”.

Inizia così la nota del capogruppo La Puglia Domani verso Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro. “Il fermo pesca è stato un atto coraggioso ma necessario, per concedere ai ricci di mare ormai in estinzione il tempo di ripopolarsi. I risultati stanno superando le aspettative, e dunque faccio appello soprattutto ai pescatori amatoriali perché rispettino lo stop fino a quando il divieto sarà in vigore, e cioè maggio 2026. È un atto di responsabilità che deve vederci tutti coinvolti per collaborare al ripopolamento di una specie indispensabile per l’equilibrio dell’ecosistema marino, senza dimenticare le sanzioni salate a cui vanno incontro i trasgressori. Gli amanti dei ricci di mare possono comunque continuare a mangiarli, chiedendo la certificazione di provenienza che attesti che non sono stati prelevati dai fondali delle acque pugliesi”, si legge.

“Intanto, per i pescatori professionali con licenza di tipo A si apre finalmente la possibilità di accedere ai ristori messi a bando dalla Regione dopo nostre insistenti sollecitazioni – aggiunge Pagliaro -.Ma, per dare piena applicazione alla legge, resta ancora un aspetto a cui dare seguito: la campagna di comunicazione e sensibilizzazione per informare tutti i cittadini e contrastare la pesca abusiva. Non basta l’azione forte ed efficace messa in campo da Capitanerie di porto, Guardia di finanza e forze dell’ordine, di cui li ringrazio”.

“Tocca a tutti noi vigilare perché non si faccia razzia di ricci, denunciando chi trasgredisce la legge, perciò è importante l’opera di sensibilizzazione istituzionale, che sollecito la Regione a finanziare e attuare con urgenza visto che la stagione estiva è alle porte – conclude -. Siamo stati i primi ad approvare una legge tanto importante a cui altre Regioni guardano come modello, e possiamo dirci davvero orgogliosi di essere d’esempio per la tutela del riccio e dell’intero patrimonio marino che abbiamo il dovere di preservare”.

Pesca illegale al porto di Bari, beccato con 1 chilo di taratuffi: sequestro e multa da 1000 euro

Il personale della motovedetta CP 262 della Guardia Costiera ha individuato e sanzionato un pescatore subacqueo intento a praticare pesca illegale nelle acque del porto di Bari durante le verifiche di una piccola imbarcazione con una persona a bordo.

I militari hanno infatti notato la presenza di un sub in immersione nelle vicinanze. Dopo aver accertato l’attività di pesca, il personale ha sequestrato l’autorespiratore bibombola e un chilogrammo di taratuffi di mare. La pesca della specie di mollusco, per commercializzazione e somministrazione, è vietata. Per lui anche una sanzione amministrativa di 1.000 euro. Le violazioni contestate riguardano la pesca non autorizzata in una zona portuale, l’utilizzo di attrezzature non consentite e il prelievo di una specie protetta.

Fermo pesca ricci in Puglia, approvata mozione in Regione: via libera per ristori a pescatori con licenza

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la mozione presentata dal consigliere Paolo Pagliaro (Puglia Domani), con cui si impegna la Giunta regionale a stanziare subito le risorse necessarie per ristorare i pescatori pugliesi durante il periodo di fermo pesca previsto dalla legge regionale.

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Ricci di mare a rischio estinzione, stop alla pesca in Puglia per tre anni: via libera della Regione

“Il Consiglio regionale ha detto sì alla mia proposta di legge che dispone lo stop alla pesca dei ricci di mare nei mari pugliesi per tre anni. È un fermo necessario, anzi indispensabile, per non perdere definitivamente questa specie ormai decimata e a rischio estinzione, e per darle il tempo di riprodursi. La proposta di legge è stata sottoscritta da 49 consiglieri su 51, incluso il presidente Emiliano, e il voto unanime di oggi è un segnale di coerenza importante”. Ad annunciarlo è il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.

“Il fermo pesca è un passo decisivo per bloccare il prelievo massiccio dei ricci di mare, anche al di sotto della misura minima consentita per legge di sette centimetri di diametro. Non c’è più tempo da perdere: se cinquant’anni fa si potevano contare fino a dieci esemplari per metro quadrato nelle secche marine, oggi sono rarissimi e spesso di dimensioni inferiori a quelle consentite per il prelievo – si legge nella nota -. Già in questi giorni è ripresa la razzia di ricci di mare, e bisogna intervenire con uno stop. Resta il rammarico per l’assenza di finanziamento per la seconda parte della legge, che prevede azioni di monitoraggio del rinascimento dei fondali e il risarcimento dei pescatori autorizzati con patentino per la durata del fermo pesca. Un vero paradosso, visto il plebiscito di firmatari della pdl. Eppure si tratta di un provvedimento che riguarda l’intera regione e che avrebbe dovuto avere una corsia preferenziale in bilancio. Confidiamo che siano stanziati almeno i fondi per la campagna di comunicazione e sensibilizzazione necessaria per informare i cittadini sullo stop alla pesca. Fondi assicurati oggi in aula dal presidente Emiliano”.

“Intanto incassiamo un primo risultato importante, per impedire fin da subito l’ulteriore accaparramento. Già da diversi anni i ricci e la polpa di riccio serviti nei ristoranti salentini e pugliesi non provengono dai nostri mari ma da quelli di altri Paesi, anche extra mediterranei: Spagna, Grecia, Portogallo, Croazia e Albania, addirittura Cile. E i nostri ristoratori potranno continuare a servire prodotto di importazione, regolarmente certificato – conclude Pagliaro -. Intanto salvaguardiamo il nostro mare, per evitare di dilapidare irrimediabilmente una risorsa preziosa non solo dal punto di vista commerciale e gastronomico ma anche ambientale, visto che i ricci svolgono un’insostituibile azione di pulizia dei fondali rocciosi. Quindi cominciamo dal fermo pesca, ma rinnoviamo con forza la richiesta di fondi per finanziare le attività di monitoraggio e i ristori ai pescatori autorizzati, che abbiamo concordato nella lunga fase di gestazione della proposta di legge con il mondo accademico e le associazioni ambientaliste e della pesca”.