Taranto, la 25enne Francesca Basile muore pochi giorni dal parto: l’autopsia rivela una grave patologia all’aorta

Francesca Basile, la 25enne tarantina deceduta tra l’8 e il 9 gennaio nella sua casa a Lama a pochi giorni dal parto, sarebbe morta per una patologia grave all’aorta.

Questo è quanto emerso dall’autopsia effettuata dal medico legale nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Scongiurato al momento il collegamento con il parto dopo la denuncia presentata dalla famiglia contro ignoti per fare chiarezza sulle cause della morte.

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dai familiari della giovane mamma che aveva partorito il 24 dicembre all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, prima di essere dimessa qualche giorno dopo.

Durante la degenza ci sarebbe stata solo una trasfusione per un’anemia, ma nessuna criticità rilevante. La 25enne, il 3 gennaio, aveva chiesto l’intervento del 118 dopo aver accusato dolori nella zona toracica accompagnati da alcune linee di febbre.

Cinque giorni dopo un’altra richiesta per un malore simile, la ragazza ha perso i sensi prima dell’arrivo dei medici e le operazioni di rianimazione non erano riuscite a salvarle la vita. Non si esclude che il decesso possa essere connesso a una complicanza post partum.

Omicidio a Bari, accoltellato in via Montegrappa: oggi l’autopsia sul corpo di Amleto Magellano. Caccia al killer

È in programma oggi, martedì 20 gennaio, l’autopsia sul corpo di Amleto Magellano, il 39enne pregiudicato accoltellato sabato pomeriggio nel quartiere Carrassi di Bari. L’uomo è poi deceduto in ospedale.

L’esame, affidato al professor Biagio Solarino, sarà eseguito nell’istituto di medicina legale del Policlinico e dovrà stabilire le cause del decesso. Da stabilire anche se l’arma del delitto, ancora non trovata, ha colpito gli organi vitali.

Magellano, noto alle Forze dell’Ordine, era un dipendente Amiu. Aveva preso le distanze dal suo passato e si sta scavando nella sua vita privata per risalire al killer e al movente. Non viene al momento esclusa nessuna ipotesi dagli inquirenti.

 

Taranto, la 25enne Francesca Basile muore in casa: aveva partorito da pochi giorni. Disposta l’autopsia

La Procura di Taranto ha disposto l’autopsia sul corpo di Francesca Basile, la 25enne deceduta nel Tarantino a pochi giorni dal parto. Sul caso è stata aperta un’inchiesta con le ipotesi di lesioni personali colpose e omicidio colposo a carico di ignoti.

Nella giornata di mercoledì 21 gennaio sarà conferito l’incarico al medico legale. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dai familiari della giovane mamma che aveva partorito il 24 dicembre all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, prima di essere dimessa qualche giorno dopo.

Durante la degenza ci sarebbe stata solo una trasfusione per un’anemia, ma nessuna criticità rilevante. La 25enne, il 3 gennaio, aveva chiesto l’intervento del 118 dopo aver accusato dolori nella zona toracica accompagnati da alcune linee di febbre.

Cinque giorni dopo un’altra richiesta per un malore simile, la ragazza ha perso i sensi prima dell’arrivo dei medici e le operazioni di rianimazione non erano riuscite a salvarle la vita. Non si esclude che il decesso possa essere connesso a una complicanza post partum.

Omicidio a Bari, il 39enne Amleto Magellano ucciso a coltellate: disposta l’autopsia. Il delitto dopo una lite

La Procura di Bari ha disposto l’autopsia per risalire alla dinamica dei fatti e per accertare le cause della morte di Amleto Magellano, il pregiudicato di 40 anni ucciso ieri a coltellate a Bari, in via Montegrappa.

Ad eseguire gli accertamenti sarà il professore Biagio Solarino dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari a cui il magistrato, Cristina De Tommasi che coordina le indagini dei carabinieri, ha conferito l’incarico. Gli esami saranno forse svolti martedì prossimo.

Secondo quanto emerso finora la vittima, che aveva precedenti penali, è stata colpita più volte al torace forse al culmine di una accesa discussione. Soccorsa dal personale del 118, è deceduta poco dopo il suo arrivo nel Pronto soccorso del Policlinico.

Le indagini vanno avanti e nelle scorse ore gli investigatori hanno ascoltato parenti, amici e conoscenti del 40enne. Utili potrebbero essere le immagini registrate delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Vigilante pugliese morto nel cantiere delle Olimpiadi invernali: autopsia esclude l’ipotesi ipotermia

Pietro Zantonini, il brindisino di 55 anni deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina D’Ampezzo mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni, è morto per un evento cardiaco acuto non direttamente riconducibile al gelo.

Questo è l’esito preliminare dell’autopsia disposta dalla Procura di Belluno. Al momento non sono esclusi ulteriori accertamenti. L’inchiesta per omicidio colposo, aperta dopo l’esposto presentato dalla famiglia della vittima, vede indagato il legale rappresentante della società per cui l’uomo lavorava.

Sotto esame turni, condizioni climatiche e misure di sicurezza. Nella giornata di domani è in programma a Brindisi un sit-in di protesta promosso dal sindacato Cobas.

Vigilante pugliese morto per il freddo nel cantiere delle Olimpiadi invernali: affidata l’autopsia. C’è un indagato

“La morte di Pietro è il risultato dei tanti ricatti di cui il mondo del lavoro è ormai pieno, portati avanti in modo criminale dai datori di lavoro. Spesso con il silenzio che equivale ad una collaborazione di chi all’interno dei luoghi di lavoro dovrebbe sostenere l’applicazione delle leggi, salvo poi successivamente piangere lacrime di coccodrillo in caso di incidenti”.

A dichiararlo è il sindacato Cobas annunciando per venerdì 16 gennaio a Brindisi un sit-in per la morte di Pietro Zantonini, il vigilante brindisino di 55 anni, deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina D’Ampezzo, mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni.

“L’iniziativa del 16 a Brindisi, in Piazza Santa Teresa, serve a «denunciare che la morte di Pietro Zantonini, come tante altre, non è un fatto casuale”, evidenzia il sindacato. Il 55enne di Brindisi, secondo la denuncia presentata dalla famiglia, sarebbe deceduto la notte dello scorso 8 gennaio in seguito a un malore dovuto al grande freddo e allo stress per una lunga serie di turni notturni nell’arco di due settimane.

Le indagini vanno avanti. Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Belluno, Claudio Fabris, ha affidato al medico legale Andrea Porzionato, l’incarico di eseguire l’autopsia sulla salma della vittima. Al momento risulta indagato il legale rappresentante della società a cui era stato appaltato il servizio di sorveglianza del cantiere, presso la quale Zantonini aveva un contratto a tempo determinato e si era recentemente trasferito dalla Puglia al Bellunese.

Tragedia a Presicce, muore durante il blitz antidroga. L’autopsia: “Stefano Urso è morto per un malore fatale”

Questa mattina è stata effettuata l’autopsia sul corpo di Stefano Urso, il 48enne deceduto durante il blitz antidroga avvenuto lo scorso 11 in un’abitazione a Presicce-Acquarica.

Secondo quanto emerso dall’esame, il decesso è avvenuto a causa di un arresto cardiaco. Per conoscere le cause che lo hanno provocato, serviranno ulteriori accertamenti e i risultati si conosceranno nei prossimi 60 giorni. Esclusa al momento l’ipotesi di morte violenta.

Sono indagati, per atto dovuto, i tre poliziotti presenti al blitz, difesi dall’avvocato Antonio Maria La Scala e accusati del reato di omicidio preterintenzionale (uno dei primi casi in Italia). Con loro anche i pusher Antonio Viola, proprietario dell’immobile, e Alessia Potenza, entrambi del posto, finiti in arresto per detenzione e spaccio di droga.

Secondo quanto ricostruito, Stefano Urso si sarebbe scagliato contro i poliziotti dopo il blitz con pugni e calci. Gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo, ma Urso avrebbe perso i sensi. I poliziotti hanno sbloccato le manette e iniziato il massaggio cardiaco, poi sul posto è intervenuto il 118, ma l’uomo è poi morto.

“Tranquilli la dimettiamo”, 39enne muore al Pronto Soccorso. Disposta autopsia: “Giustizia per Lea”

La storia di Lea, la 39enne barese affetta dalla sindrome di Turner deceduta al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari dopo diverse ore di attesa, ha colpito e scosso la nostra community.

Ve ne abbiamo dato notizia ieri. La donna ha accusato il 7 dicembre scorso dolori toracici mentre si trovava a casa con la sua famiglia. Prontamente è stato allertato il 118, Lea così è stata trasportata al pronto Soccorso di Policlinico di Bari in codice rosso, con problemi cardiaci accertati.

È arrivata alle 15.40, prima di essere declassata in codice verde e poi nuovamente classificata come codice rosso a causa dell’insistenza dei familiari e dei continui dolori. Ha atteso diverse ore prima di essere visitata e presa in cura. Alle ore 22 la 39enne è deceduta. Il personale sanitario-medico è stato subito messo a conoscenza della patologia, ma questo non è bastato.

Ci siamo recati dalla sorella Sabina e dalla zia di Lea per raccogliere la loro disperata testimonianza e la ricostruzione della tragica dinamica. È stata disposta l’autopsia, bisognerà accertare la causa del decesso ed eventuali responsabilità mediche. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. La pm Luisiana Di Vittorio ha iscritto nel registro degli indagati la dottoressa del pronto soccorso che avrebbe preso in carico la paziente nelle prime ore e ha acquisito la documentazione clinica. Ieri è stata eseguita l’autopsia dal medico legale Liliana Innamorato e dal cardiochirurgo Massimo Villani. Anche la famiglia, assistita dall’avvocato Felice Petruzzella, e l’indagata, difesa da Pino Giulitto, hanno incaricato propri consulenti.

Precipita nella vasca per acqua piovana, 5 indagati per la morte dell’operaio Antonio Marsano: disposta l’autopsia

Sono 5 le persone iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonio Marsano, l’operaio 58enne precipitato in una vasca per la raccolta dell’acqua piovana a Corsano.

Si tratta del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, del coordinatore della progettazione, del direttore dei lavori, del titolare della ditta affidataria e quello della ditta subappaltatrice. Nella giornata di domani sarà effettuata l’autopsia sul corpo della vittima.

Manduria, 71enne viene dimessa dall’ospedale e muore poco dopo. Aperta inchiesta: disposta l’autopsia

La Procura di Taranto indaga sulla morte di una 71enne, avvenuta venerdì scorso all’ospedale Giannuzzi di Manduria. L’anziana è arrivata in condizioni disperate dopo essere stata ricoverata per qualche giorno al Santissima Annunziata.

Venerdì è stata dimessa, nonostante le perplessità dei familiari. La 71enne è stata così trasferita in una rsa di Manduria, le condizioni si sono aggravate ed è stato necessario il trasferimento all’ospedale Giannuzzi di Manduria dove poi è morta.

I familiari hanno presentato un esposto ai Carabinieri, sul caso è stato aperto un fascicolo. Sarà effettuata l’autopsia per chiarire se ci sono eventuali responsabilità nel decesso della donna.