Vigilante pugliese morto nel cantiere delle Olimpiadi invernali: autopsia esclude l’ipotesi ipotermia

Pietro Zantonini, il brindisino di 55 anni deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina D’Ampezzo mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni, è morto per un evento cardiaco acuto non direttamente riconducibile al gelo.

Questo è l’esito preliminare dell’autopsia disposta dalla Procura di Belluno. Al momento non sono esclusi ulteriori accertamenti. L’inchiesta per omicidio colposo, aperta dopo l’esposto presentato dalla famiglia della vittima, vede indagato il legale rappresentante della società per cui l’uomo lavorava.

Sotto esame turni, condizioni climatiche e misure di sicurezza. Nella giornata di domani è in programma a Brindisi un sit-in di protesta promosso dal sindacato Cobas.

Vigilante pugliese morto per il freddo nel cantiere delle Olimpiadi invernali: affidata l’autopsia. C’è un indagato

“La morte di Pietro è il risultato dei tanti ricatti di cui il mondo del lavoro è ormai pieno, portati avanti in modo criminale dai datori di lavoro. Spesso con il silenzio che equivale ad una collaborazione di chi all’interno dei luoghi di lavoro dovrebbe sostenere l’applicazione delle leggi, salvo poi successivamente piangere lacrime di coccodrillo in caso di incidenti”.

A dichiararlo è il sindacato Cobas annunciando per venerdì 16 gennaio a Brindisi un sit-in per la morte di Pietro Zantonini, il vigilante brindisino di 55 anni, deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina D’Ampezzo, mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni.

“L’iniziativa del 16 a Brindisi, in Piazza Santa Teresa, serve a «denunciare che la morte di Pietro Zantonini, come tante altre, non è un fatto casuale”, evidenzia il sindacato. Il 55enne di Brindisi, secondo la denuncia presentata dalla famiglia, sarebbe deceduto la notte dello scorso 8 gennaio in seguito a un malore dovuto al grande freddo e allo stress per una lunga serie di turni notturni nell’arco di due settimane.

Le indagini vanno avanti. Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Belluno, Claudio Fabris, ha affidato al medico legale Andrea Porzionato, l’incarico di eseguire l’autopsia sulla salma della vittima. Al momento risulta indagato il legale rappresentante della società a cui era stato appaltato il servizio di sorveglianza del cantiere, presso la quale Zantonini aveva un contratto a tempo determinato e si era recentemente trasferito dalla Puglia al Bellunese.

Tragedia a Presicce, muore durante il blitz antidroga. L’autopsia: “Stefano Urso è morto per un malore fatale”

Questa mattina è stata effettuata l’autopsia sul corpo di Stefano Urso, il 48enne deceduto durante il blitz antidroga avvenuto lo scorso 11 in un’abitazione a Presicce-Acquarica.

Secondo quanto emerso dall’esame, il decesso è avvenuto a causa di un arresto cardiaco. Per conoscere le cause che lo hanno provocato, serviranno ulteriori accertamenti e i risultati si conosceranno nei prossimi 60 giorni. Esclusa al momento l’ipotesi di morte violenta.

Sono indagati, per atto dovuto, i tre poliziotti presenti al blitz, difesi dall’avvocato Antonio Maria La Scala e accusati del reato di omicidio preterintenzionale (uno dei primi casi in Italia). Con loro anche i pusher Antonio Viola, proprietario dell’immobile, e Alessia Potenza, entrambi del posto, finiti in arresto per detenzione e spaccio di droga.

Secondo quanto ricostruito, Stefano Urso si sarebbe scagliato contro i poliziotti dopo il blitz con pugni e calci. Gli agenti sono riusciti ad ammanettarlo, ma Urso avrebbe perso i sensi. I poliziotti hanno sbloccato le manette e iniziato il massaggio cardiaco, poi sul posto è intervenuto il 118, ma l’uomo è poi morto.

“Tranquilli la dimettiamo”, 39enne muore al Pronto Soccorso. Disposta autopsia: “Giustizia per Lea”

La storia di Lea, la 39enne barese affetta dalla sindrome di Turner deceduta al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari dopo diverse ore di attesa, ha colpito e scosso la nostra community.

Ve ne abbiamo dato notizia ieri. La donna ha accusato il 7 dicembre scorso dolori toracici mentre si trovava a casa con la sua famiglia. Prontamente è stato allertato il 118, Lea così è stata trasportata al pronto Soccorso di Policlinico di Bari in codice rosso, con problemi cardiaci accertati.

È arrivata alle 15.40, prima di essere declassata in codice verde e poi nuovamente classificata come codice rosso a causa dell’insistenza dei familiari e dei continui dolori. Ha atteso diverse ore prima di essere visitata e presa in cura. Alle ore 22 la 39enne è deceduta. Il personale sanitario-medico è stato subito messo a conoscenza della patologia, ma questo non è bastato.

Ci siamo recati dalla sorella Sabina e dalla zia di Lea per raccogliere la loro disperata testimonianza e la ricostruzione della tragica dinamica. È stata disposta l’autopsia, bisognerà accertare la causa del decesso ed eventuali responsabilità mediche. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. La pm Luisiana Di Vittorio ha iscritto nel registro degli indagati la dottoressa del pronto soccorso che avrebbe preso in carico la paziente nelle prime ore e ha acquisito la documentazione clinica. Ieri è stata eseguita l’autopsia dal medico legale Liliana Innamorato e dal cardiochirurgo Massimo Villani. Anche la famiglia, assistita dall’avvocato Felice Petruzzella, e l’indagata, difesa da Pino Giulitto, hanno incaricato propri consulenti.

Precipita nella vasca per acqua piovana, 5 indagati per la morte dell’operaio Antonio Marsano: disposta l’autopsia

Sono 5 le persone iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonio Marsano, l’operaio 58enne precipitato in una vasca per la raccolta dell’acqua piovana a Corsano.

Si tratta del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, del coordinatore della progettazione, del direttore dei lavori, del titolare della ditta affidataria e quello della ditta subappaltatrice. Nella giornata di domani sarà effettuata l’autopsia sul corpo della vittima.

Manduria, 71enne viene dimessa dall’ospedale e muore poco dopo. Aperta inchiesta: disposta l’autopsia

La Procura di Taranto indaga sulla morte di una 71enne, avvenuta venerdì scorso all’ospedale Giannuzzi di Manduria. L’anziana è arrivata in condizioni disperate dopo essere stata ricoverata per qualche giorno al Santissima Annunziata.

Venerdì è stata dimessa, nonostante le perplessità dei familiari. La 71enne è stata così trasferita in una rsa di Manduria, le condizioni si sono aggravate ed è stato necessario il trasferimento all’ospedale Giannuzzi di Manduria dove poi è morta.

I familiari hanno presentato un esposto ai Carabinieri, sul caso è stato aperto un fascicolo. Sarà effettuata l’autopsia per chiarire se ci sono eventuali responsabilità nel decesso della donna.

Manduria, si masturba davanti a minorenni e viene picchiato: 62enne muore in ospedale. Autopsia effettuata

È stata effettuata nella giornata di ieri l’autopsia sul corpo di Luciano Limongelli, il 62enne napoletano deceduto all’ospedale Giannuzzi di Manduria dopo essere stato picchiato da un minorenne intervenuto in difesa della fidanzatina e di altre ragazze.

L’uomo avrebbe compiuto atti osceni davanti a loro. L’aggressione avrebbe aggravato ancora di più le condizioni precarie del 62enne senzatetto con problemi di alcol, affetto da una grave polmonite.

La scena dell’aggressione sarebbe stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza. L’esito dell’autopsia si conoscerà tra 90 giorni. Il medico legale vuole aspettare gli esami biologici per depositare la relazione definitiva.

Bitonto, effettuata l’autopsia sul corpo di Arcangelo Barbone: fatale la caduta dalla bici elettrica

Arcangelo Barbone, il 53enne trovato senza vita il 27 agosto scorso nelle campagne di Bitonto, sarebbe morto a causa di un trauma in seguito alla caduta dalla bici elettrica che avrebbe causato una profonda ferita alla testa.

Questo il risultato dell’autopsia effettuata nella giornata di ieri nell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. Nei prossimi giorni saranno svolti altri accertamenti mentre la salma è stata restituita ai familiari. Domani mattina saranno celebrati i funerali.

Bitonto, s’indaga sulla morte del 53enne Arcangelo Barbone: ipotesi incidente o aggressione. Fissata l’autopsia

Sarà effettuata venerdì l’autopsia sul cadavere di Arcangelo Barbone, il contadino 53enne trovato senza vita a Bitonto, in contrada Cagnano. Sul corpo, trovato davanti all’ingresso della ditta per cui lavorava dai suoi datori di lavoro, è presente una profonda ferita alla testa e una più lieve sopra l’orecchio sinistro.

I tentativi di soccorso sono stati inutili, il 118 al suo arrivo non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, la Polizia Scientifica e la Polizia Locale. Le indagini sono in corso, si ipotizza una caduta accidentale e fatale dalla bici.

Ma non si esclude ancora che il 53enne possa essere stato aggredito con un oggetto pesante e che quindi possa trattarsi di omicidio. La bicicletta è stata sequestrata, l’uomo era divorziato e aveva due figli di 23 e 30 anni.

Sono stati ascoltati i titolari dell’azienda, i compagni di lavoro, parenti e amici. Si indaga nella vita privata di Barbone, nelle sue frequentazioni e in eventuali problemi sorti negli ultimi mesi.

Tragedia nel villaggio a Carovigno, smette di respirare nel sonno: muore bimbo di 5 mesi. Giovedì l’autopsia

Sarà effettuata giovedì 17 luglio l’autopsia disposta sul bimbo di 5 mesi deceduto al pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi lunedì. Il piccolo dormiva nel letto con i genitori, protetto da alcuni cuscini.

Durante la notte il papà si è accorto che il neonato non respirava più e ha chiamato i soccorsi. Vano, però, è stato ogni tentativo di rianimarlo anche in pronto soccorso.

Dai primi accertamenti l’ipotesi sembrerebbe quella della morte naturale. La famiglia, della provincia di Frosinone, era in vacanza in un villaggio turistico a Carovigno.