Rifiuti, atti molesti, locali non in regola: pioggia di multe a Bari. Colpiti anche ambulanti, NCC e b&b abusivi

Un’attività di controllo capillare, articolata su diversi ambiti e distribuita sul territorio cittadino, con l’obiettivo di tutelare la legalità, la sicurezza e la vivibilità urbana. È quanto emerge dal report delle attività svolte dalla Polizia Locale di Bari dal 1° al 31 agosto. Nel mese estivo per eccellenza, in cui la città è stata interessata da una presenza particolarmente significativa di residenti, lavoratori e visitatori, gli agenti hanno intensificato i controlli sul corretto conferimento dei rifiuti, sulle attività commerciali e di somministrazione, sul commercio ambulante, sui servizi rivolti ai turisti e sulle strutture extra-ricettive, oltre che sulle condizioni di sicurezza di terreni e aree private.

Particolarmente significativa l’attività sul fronte della tutela dell’ambiente e del decoro urbano. Sono state 74 le sanzioni per conferimento dei rifiuti fuori orario, 15 quelle per mancata raccolta differenziata, 11 per l’utilizzo di sacchi neri e 34 quelle per abbandono di rifiuti sulla pubblica via. In 11 di questi casi è stato disposto anche il fermo amministrativo del veicolo. Per l’abbandono di rifiuti sulla pubblica via, in base all’ordinanza sindacale, è prevista una sanzione di 1.000 euro. Sono inoltre 3 le sanzioni per abbandono di piccoli rifiuti su strada e 2 quelle per conferimento erroneo di rifiuti speciali.

A queste si aggiungono 22 sanzioni per la cosiddetta “migrazione dei rifiuti”, contestate a cittadini non residenti a Bari sorpresi a conferire rifiuti nei cassonetti della città.

I controlli hanno riguardato anche le attività commerciali, con 3 sanzioni per il mancato svolgimento della raccolta differenziata, 8 per l’abbandono sulla sede stradale dei carrellati assegnati per la raccolta differenziata, 16 per il mancato corretto recupero degli imballaggi e 3 per il mancato posizionamento dei posacenere all’ingresso dei locali.

Sul fronte della vivibilità e del rispetto delle regole negli spazi pubblici, sono state 21 le sanzioni elevate nei confronti di persone sorprese a compiere atti suscettibili di arrecare disgusto o configurarsi come molestie in luogo pubblico.

Un capitolo importante riguarda inoltre la prevenzione del rischio incendi: sono 63 le sanzioni elevate nei confronti di proprietari di terreni che non hanno provveduto alle prescritte attività di manutenzione, quali la rimozione delle sterpaglie e il taglio dell’erba secca.

Attenzione anche ai pubblici esercizi: su 25 attività controllate, 9 sono state sanzionate per occupazione abusiva di suolo pubblico, 2 per somministrazione di alimenti e bevande in assenza della prescritta SCIA, 2 per attività di pubblico spettacolo non autorizzate, una per diffusione di musica oltre le ore 24 e una per pubblicità non autorizzata.

I controlli sul commercio ambulante su aree pubbliche hanno interessato 26 operatori e hanno portato a 12 sequestri amministrativi di merce varia, oltre a sanzioni per occupazione abusiva di suolo pubblico, occupazione di spazi superiori a quelli assegnati, assenza del titolo autorizzativo e ingombro degli spazi destinati al transito pedonale.

Non è mancata l’attenzione al comparto turistico, particolarmente rilevante nel mese di agosto. Il monitoraggio di NCC, taxi e trenini turistici ha interessato 12 attività, con un fermo amministrativo di un veicolo e contestuale ritiro della carta di circolazione, un verbale nei confronti di un NCC privo di licenza e una sanzione per pubblicità non autorizzata. Sono state inoltre controllate 16 strutture extra-ricettive: 4 sono state sanzionate per aver esercitato l’attività in forma imprenditoriale senza la prescritta SCIA, 3 per aver superato il numero di stanze o posti letto autorizzati e 2 per la mancata esposizione della cartellonistica prevista.

“Il dato che più ci interessa leggere in questo report non è soltanto il numero delle sanzioni, ma l’ampiezza del lavoro svolto sul territorio – commenta l’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone -. Anche nel mese di agosto, accanto all’impegno quotidiano a tutela della sicurezza stradale, gli agenti della Polizia Locale sono stati impegnati su molti fronti: rifiuti e decoro, commercio, pubblici esercizi, occupazione del suolo pubblico, prevenzione degli incendi, controlli di attività turistiche e strutture ricettive, con un’attività di presidio che riguarda concretamente la qualità della vita di tuti noi.

Come dico spesso, controllare e sanzionare chi non rispetta le regole non significa voler fare cassa ma, al contrario, tutelare prima di tutto chi le regole le rispetta: i residenti che hanno diritto a vivere in una città ordinata e sicura, gli operatori economici che lavorano correttamente e i tanti visitatori che hanno diritto a trovare una città accogliente e rispettosa delle regole. La sanzione è uno strumento, mai il fine dell’attività di controllo.

In una città che in questi anni è cresciuta molto anche sotto il profilo turistico, garantire la vivibilità significa trovare ogni giorno il giusto equilibrio tra le diverse esigenze che attraversano lo spazio urbano: per questo continueremo a lavorare perché la presenza della Polizia Locale rappresenti sempre più un presidio quotidiano di legalità, prevenzione e sicurezza, capace di intervenire dove necessario ma anche di accompagnare la crescita della città nel rispetto delle regole”.

Esplosione nel B&B di Mileto, la piccola Ema non ce l’ha fatta: è morta a 10 anni. La tragedia a Bari

È morta questa mattina al Centro grandi ustioni di Bari Ema, la bambina slovena di 10 anni rimasta gravemente ustionata nell’esplosione avvenuta il 25 agosto all’interno del B&B Villa Mary, a Mileto, nel Vibonese. La piccola era stata trasferita d’urgenza in Puglia, ma le sue condizioni erano apparse fin da subito disperate.

Ema è la terza vittima della tragedia. Nei giorni scorsi erano morti il padre, Izidor Yamnik, 46 anni, ricoverato a Palermo, e la madre, Petra Kobolt, 44 anni, deceduta ieri a Catania. Tutti e tre erano rimasti gravemente ustionati nella deflagrazione, che aveva provocato anche un incendio all’interno della struttura.

Dopo le prime cure all’ospedale di Vibo Valentia, i tre componenti della famiglia erano stati trasferiti in centri specializzati: il padre a Palermo, la madre a Catania e la bambina a Bari. Nonostante gli sforzi dei medici, Ema non è riuscita a sopravvivere.

Intanto la Procura di Vibo Valentia prosegue le indagini per ricostruire la dinamica dell’esplosione e accertarne le cause.

Incendio scoppia in un b&b a San Pietro in Bevagna: due turiste ferite. Ustioni al volto e sul corpo

Paura questa mattina a San Pietro in Bevagna, marina di Manduria, dove un incendio è divampato all’interno di un B&B. Due turiste, di 40 e 60 anni, sono rimaste ferite riportando ustioni al volto e in diverse parti del corpo.

Le due donne sono state soccorse dal personale del 118 e trasportate all’ospedale Giannuzzi di Manduria, dove sono attualmente ricoverate. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di soccorso e messa in sicurezza. Sono in corso gli accertamenti per chiarire le cause dell’incendio e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Esplosione in un B&B a Mileto, gravi una bambina e i genitori: la piccola di 10 anni trasferita a Bari

Sono stati trasferiti in tre diversi centri specializzati la bambina di 10 anni e i suoi genitori, rimasti gravemente feriti nell’esplosione avvenuta ieri sera in un B&B di Mileto, in provincia di Vibo Valentia. Tutti e tre hanno riportato ustioni di secondo e terzo grado su oltre il 30% del corpo e sono ricoverati in prognosi riservata.

La bambina è stata trasferita a Bari, il padre a Palermo e la madre a Catania. I tre pazienti, intubati, sono stati trasportati prima al Pronto soccorso di Vibo Valentia e poi all’aeroporto di Lamezia Terme, da dove sono partiti i voli verso i centri specializzati. Per i trasferimenti sono stati impiegati mezzi dell’Aeronautica militare e del 118 di Calabria e Sicilia.

L’esplosione, avvenuta tra le 20.30 e le 20.40, ha interessato l’alloggio occupato dalla famiglia slovena, che si stava preparando a cenare. Dopo la deflagrazione è divampato un incendio, rapidamente domato dai Vigili del fuoco. Il solaio ha riportato danni, con il distacco di alcuni blocchi laterizi e il crollo di una parete in cartongesso.

La struttura ricettiva è stata posta sotto sequestro. La Procura di Vibo Valentia ha affidato a Carabinieri e Vigili del fuoco gli accertamenti per ricostruire la dinamica e individuare le cause dell’esplosione. Tra gli elementi sotto esame anche una bombola di gas, l’impianto e le condizioni di sicurezza dell’alloggio.

Paura a Rutigliano, principio di incendio in un B&B: intossicate due persone intrappolate nell’ascensore

Momenti di paura questa mattina in via De Bellis, nel centro storico di Rutigliano, dove si è verificato un principio di incendio all’interno di un bed and breakfast. A prendere fuoco sarebbe stato il quadro elettrico della struttura, provocando un blocco dell’ascensore con due persone all’interno.

I due occupanti sono stati raggiunti e tratti in salvo dai Vigili del Fuoco, intervenuti con le squadre della prima partenza e del distaccamento di Carrassi. Affidati alle cure dei sanitari del 118, arrivati con ambulanze da Noicattaro e Mola, sono stati assistiti per una lieve intossicazione da fumo e successivamente trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Di Venere per accertamenti.

Il fumo ha invaso l’intero stabile, rendendo necessario l’intervento degli aspiratori dei Vigili del Fuoco per consentire la completa evacuazione dei fumi e mettere in sicurezza gli ambienti.

Sul posto sono intervenuti anche la Polizia Locale, i Carabinieri e il personale dell’Enel, impegnato nelle operazioni per la messa in sicurezza della rete elettrica. Non poche le difficoltà incontrate dai soccorritori per raggiungere il luogo dell’intervento, situato nel cuore del centro storico di Rutigliano. Le cause esatte dell’incendio e l’entità dei danni sono in fase di accertamento

Bari, Comune e Prefettura firmano il patto antimafia: controlli rafforzati su appalti, B&B e locali

Comune di Bari e Prefettura rafforzano la lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata con un nuovo protocollo d’intesa volto a tutelare il tessuto economico e sociale della città. L’accordo, sottoscritto alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine, arriva a due anni dall’operazione “Codice Interno”, che portò all’arresto di 130 persone.

Cinque i punti principali del protocollo: estensione dei controlli antimafia a subappalti e concessioni, obbligo di iscrizione alle White List nei bandi pubblici, monitoraggio dei flussi di manodopera attraverso un tavolo interforze in Prefettura, vigilanza su locali notturni e bed and breakfast, considerati settori a rischio riciclaggio, e maggiori verifiche sulle società partecipate, con controlli sui carichi pendenti e piena applicazione del codice dei contratti pubblici. Il sindaco Vito Leccese ha inoltre annunciato la conclusione del monitoraggio esterno sulle società partecipate Multiservizi e Amiu Puglia.

Tra le principali novità figura l’estensione dell’obbligo del Comune di acquisire l’informazione antimafia anche per gli affidamenti esclusi dal codice antimafia. In particolare, anche per gli affidamenti di importo inferiore al 20% delle soglie previste dalla legge, il Comune dovrà richiedere tale documentazione, aumentando drasticamente il livello dei controlli. Viene inoltre anticipato l’obbligo di iscrizione nelle White List della Prefettura – gli elenchi delle imprese che hanno superato gli specifici controlli antimafia – rendendolo necessario già al momento della partecipazione alle gare e applicandolo anche ai subcontraenti.

Il Protocollo introduce, inoltre, l’obbligo di inserire negli atti di gara specifiche clausole risolutive espresse nei contratti pubblici. In caso di emissione di un’informazione interdittiva antimafia nei confronti dell’impresa affidataria o di un subcontraente, oltre agli obblighi già previsti dalla normativa, la risoluzione del contratto scatterà automaticamente in forza della clausola contrattuale, con l’applicazione delle relative penali. Analoga clausola è prevista anche nei casi di gravi e reiterate violazioni delle norme sul collocamento, sull’igiene e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, estendendo gli effetti anche ai subappalti e rafforzando così le tutele per i lavoratori lungo tutta la filiera degli appalti.

Il Protocollo prevede inoltre controlli rafforzati nei settori del commercio e del turismo, il monitoraggio dei servizi sociali e delle società partecipate, la completa tracciabilità dei flussi finanziari e la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici, con un tavolo permanente di monitoraggio coordinato dalla Prefettura.

“Con la sottoscrizione di questo Protocollo – dichiara il sindaco Vito Leccese – compiamo un ulteriore passo avanti nel percorso di rafforzamento delle azioni di contrasto all’illegalità e di tutela dell’economia sana della nostra città. Come ci ha ricordato tempo fa l’ex presidente della Corte d’Appello Franco Cassano, è proprio in quella zona grigia dell’economia che si annidano pericolosamente gli intrecci con la criminalità: per questo abbiamo il dovere di rendere i controlli sempre più efficaci e stringenti. Questo Protocollo va esattamente in questa direzione.

Dal febbraio del 2025 la città ha seguito con attenzione e puntualità le indicazioni del Ministero dell’Interno per elevare i presidi di contrasto a ogni forma di illegalità. Dopo più di dodici mesi dall’avvio di quel percorso si è concluso anche il monitoraggio disposto dalla Prefettura nei confronti delle società partecipate Multiservizi e AMIU”.

Più turisti e b&b al Libertà, sulle strade spettacolo indecoroso: “Be careful of dog poop”

Bari continua ad essere una delle mete più gettonate per i turisti di tutto il mondo, ma alcuni scorci della città offrono ancora oggi alcune cartoline deprimenti e vergognose. In particolare al Libertà, dove crescono sempre di più i b&b. Ma le strade e i marciapiedi sono invasi da rifiuti, escrementi vari e macchine abbandonate. L’inciviltà, come sempre, rischia di mettere a serio rischio la “reputazione” di Bari.

Vacanza a Bari si trasforma in incubo, ladri nel b&b di una coppia tedesca: rubata la fede nuziale. Appello sui social

Prima vacanza in Italia trasformata in un incubo per i coniugi Brodmann, una coppia tedesca che soggiornava in un b&b di corso Vittorio Emanuele, nel centro di Bari. Nell’ultima sera del viaggio, ignoti si sono introdotti nell’appartamento portando via diversi oggetti, tra cui la fede nuziale del marito Jan, alla quale la coppia è particolarmente legata.

La signora Mila Brodmann ha lanciato un appello sui social, chiedendo aiuto per ritrovare l’anello, inciso con la scritta “Mila&Jan 24.08.02”, e alcuni orecchini anch’essi rubati. Tra gli oggetti sottratti anche numerosi souvenir acquistati durante il soggiorno in Puglia.

I due coniugi hanno promesso una ricompensa a chi contribuirà alla restituzione dei preziosi e sperano che la solidarietà delle persone conosciute durante la loro permanenza possa aiutarli a recuperare quanto perso, dopo una vacanza segnata dall’amarezza per il furto subito.