Ammonta a 355 milioni di euro il valore dei beni sequestrati in tre anni dalla Guardia di Finanza di Bari nell’ambito delle attività di contrasto all’illegalità economica e finanziaria. Il bilancio è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dal Comando provinciale.
Una parte consistente delle indagini ha riguardato frodi fiscali, evasione dell’Iva, indebite compensazioni, crediti d’imposta e fatture false, oltre alle truffe legate ai bonus edilizi, che hanno portato a sequestri per 162,4 milioni di euro.
Tra le principali operazioni figura “Opus”, che nel 2023 ha scoperto un sistema di somministrazione illecita di manodopera nel settore della logistica, con beni sequestrati per 62 milioni di euro. Con l’operazione “Crisalide”, invece, è stata individuata una rete di ditte individuali utilizzate per emettere fatture false e ridurre il carico fiscale.
Sul fronte della criminalità economica e dei reati contro la pubblica amministrazione, tra cui corruzione, turbativa d’asta e bancarotte, sono stati disposti sequestri per 19,7 milioni di euro. Ancora più significativo il contrasto alla criminalità organizzata, con misure cautelari reali per oltre 152 milioni, di cui circa 63 milioni derivanti da misure di prevenzione patrimoniali.
Nel settore della tutela dei consumatori e del mercato sono stati sequestrati beni per circa 21 milioni di euro, compresa merce con etichette false per un valore superiore ai 9 milioni.
Il procuratore di Bari, Roberto Rossi, ha sottolineato l’importanza di colpire direttamente i patrimoni illeciti: i 355 milioni recuperati, ha spiegato, rappresentano risorse che possono tornare allo Stato e finanziare servizi pubblici come scuole, strade e asili. Un risultato ottenuto, secondo Rossi, con costi per la giustizia di poco superiori ai 2,5 milioni di euro.







