San Severo, immobili abusivi su suolo pubblico: 23 sequestri e 11 persone denunciate

Ventitré immobili abusivi realizzati nel rione San Bernardino di San Severo (Foggia) sono stati sequestrati nel corso di un’operazione congiunta della Polizia di Stato e della Polizia locale, nell’ambito della quale sono state denunciate anche undici persone.

Il sequestro è stato disposto dal gip del Tribunale di Foggia. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 450 grammi di eroina, trovati nella disponibilità di una 22enne del posto posta agli arresti domiciliari.

Si tratta – spiega in una nota la Questura – del tredicesimo step di sequestri e scaturisce da un’ampia attività investigativa che vede coinvolte numerose persone ritenute responsabili di occupazione abusiva e abuso edilizio.

Dalle attività di accertamento, è spiegato, sarebbe emerso che le persone denunciate, con la realizzazione delle opere ritenute abusive, avrebbero invaso i terreni pubblici, continuando ad occuparli traendone profitto.

Gli accertamenti svolti avrebbero permesso di evidenziare una possibile trasformazione urbanistica dell’area con una alterazione della originaria destinazione d’uso poiché sarebbero stati occupati, di fatto, spazi pubblici per fini privati che potevano essere destinati a strade e marciapiedi o aree di pubblica utilità. 136 in totale le persone indagate e 216 gli immobili abusivi sequestrati dei quali alcune decine già demoliti.

Spaccio di cocaina a Trani e Bisceglie gestito anche dal carcere: 7 misure cautelari. Sequestri da 130mila euro

Una rete di spaccio gestita anche da chi era in carcere. Cocaina distribuita in diverse zone di Trani e Bisceglie e chiamata da fornitori e pusher ricci di mare, vaschette di alici o datteri per evitare di essere scoperti dai finanzieri che però erano già sulle loro tracce.

Per questa ragione cinque persone sono state arrestate, un altro degli indagati è stato raggiunto da obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e la settima persona coinvolta da misura interdittiva: per i prossimi 5 anni non potrà esercitare attività imprenditoriale né ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del Tribunale di Trani su richiesta della procura. Gli indagati hanno tra i 20 e i 50 anni, e in gran parte hanno precedenti penali.

Per tutti le accuse, contestate a vario titolo, sono produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope, trasferimento fraudolento di valori, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, favoreggiamento personale.

L’inchiesta, denominata Ricci di mare e coordinata dalla procura di Trani, ha portato anche al sequestro preventivo di 130mila euro e di un’attività commerciale di Trani che per gli investigatori era “fittiziamente intestata per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali”.

Le indagini sono iniziate dopo che ad un posto di blocco sono stati sequestrati un chilo di cocaina e 60mila euro in contanti. Così, i militari sono risaliti, grazie anche a intercettazioni ambientali e telefoniche, alle piazze dello smercio di droga e ai nomi criptici utilizzati dagli indagati.

Nei mesi durante i quali sono stati svolti gli accertamenti, sono state arrestate due persone in flagranza di reati e sottoposto a sequestro più di un chilo di droga.

Fiumi di droga dall’Albania alla Puglia, maxi operazione all’alba: 52 arresti e sequestri milionari

Dalle prime luci dell’alba è in corso una maxi operazione contro il traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari e dalle Autorità Albanesi, con l’ausilio di Interpol, dell’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza di Tirana e della Polizia Albanese , su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana , con il Coordinamento di Eurojust (L’Aja) e della Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo di Roma.

L’operazione, denominata “ URA ”, prevede l’esecuzione di decreti di sequestro patrimoniali in Albania ed in Italia, relativamente a beni mobili e immobili, per un valore di diversi milioni di euro e di due ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari e dal Giudice presso il Tribunale Speciale di Primo Grado Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana nei confronti di 52 persone responsabili a vario titolo, di traffico internazionale di ingentissimi quantitativi di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio .

L’attività investigativa si incardina nel più ampio progetto investigativo della DDA di Bari e della SPAK di Tirana volto a contrastare l’incessante traffico internazionale di cocaina ed eroina, gestito dalle organizzazioni criminali albanesi, che movimentano ingentissimi quantitativi di eroina e cocaina tra i Balcani, il Nord Europa e la Puglia.

Bari, officina abusiva e discarica di rifiuti a Palese. Scattano multe e sequestri: nei guai titolare 60enne

Un’officina di meccatronica abusiva, in piena attività ma senza autorizzazioni, è stata scoperta dagli agenti della Polizia locale a Palese. Durante alcuni controlli, gli agenti  hanno individuato l’esercizio di autoriparazione privo di qualsiasi autorizzazione.

In un’area esterna, il titolare ultra 60enne ha depositato nel corso tempo in maniera incontrollata rifiuti speciali pericolosi e non. Tra questi pezzi metallici fuori uso, materiale ferroso, cisterne con olio esausto, filtri olio di autoveicoli da smaltire, batterie esauste.

Per questo è stato segnalato all’autorità giudiziaria per il reato previsto e punito dai relativi articoli Testo Unico Ambientale, mentre l’area è stata sottoposta a sequestro giudiziario. A carico dell’autoriparatore elevate anche una serie di violazioni che prevedono sanzioni pecuniarie amministrative: registro di carico e scarico dei rifiuti incompleto (l’ultima registrazione risaliva al 2023) per circa 2mila euro; esercizio dell’attività senza Scia e iscrizione al Registro delle Imprese Artigiane con una sanzione di 5.164 euro; mancata comunicazione al Comune per l’attività insalubre con emissione di fumi con sanzione da 500 a 2.500 euro.

A carico dei proprietari dei veicoli presenti in officina è stata contestata una sanzione pecuniaria pari a 86 euro ciascuno in quanto si avvalevano per la riparazione del proprio veicolo di una impresa non iscritta nell’apposito Registro. Sequestrata anche tutta l’attrezzatura utilizzata e presente nell’officina, per la quale è prevista la confisca dopo l’iter amministrativo previsto dalla legge.

Fatture false, riciclaggio e associazione a delinquere. Blitz a Bari: 15 misure cautelari e sequestri per 10 milioni

La guardia di Finanza e i Carabinieri hanno effettuato alle prime luci dell’alba un blitz con l’esecuzione di 15 misure cautelari personali. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, emissione di fatture false, riciclaggio e autoriciclaggio.

Sono stati eseguiti sequestri per complessivi 10 milioni di euro. Numerose le perquisizioni nei confronti dei soggetti coinvolti. Ulteriori particolari saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10.30, a Palazzo di Giustizia, alla presenza del procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi.

Estorsioni e droga, maxi operazione all’alba contro la mafia garganica: arresti e sequestri

Maxi operazione all’alba contro la mafia garganica. Polizia, carabinieri e Guardia di Finanza stanno eseguendo numerosi arresti e ingenti sequestri a Foggia e in altre località in tutto il paese. L’operazione è stata definita “Mari e Monti” e l’indagine è diretta dalla Dda di Bari, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia. Le accuse sono di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e altro.

Fatture inesistenti per 52 milioni, sequestri a 20 imprenditori: blitz della Finanza anche in Puglia

Sequestro preventivo per un valore di oltre 15,5 milioni di euro (fra cui auto di lusso come Ferrari) e divieto di esercitare attività di direzione per 20 imprenditori – del settore della produzione e commercio, al dettaglio e all’ingrosso, di pane, pasticceria e generi alimentari – operanti nelle province di Potenza, Foggia e Barletta-Andria-Trani. Li ha eseguiti oggi la Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza, cominciata dall’individuazione, in Basilicata, di tre società che hanno emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 52 milioni di euro.

Le società, però, erano “totalmente prive di personale, mezzi e qualsivoglia capacità imprenditoriale” ma, dal 2019 al 2022, hanno fornito servizi e cessione di beni a 18 aziende pugliesi. Il sistema ha prodotto “una ingente frode all’Iva e alle imposte sui redditi”. Le società emittenti – secondo l’accusa – hanno “puntualmente e sistematicamente disatteso tutti gli obblighi derivanti dalla vigente normativa tributaria” ed erano prive anche di un conto corrente. Le imprese “che hanno ricevuto i documenti fittizi hanno giustificato i relativi pagamenti con imprecisate compensazioni, facendo anche ricorso allo strumento del ‘baratto'”. In tal modo, si è registrato “un complessivo e indebito risparmio d’imposta, tra Iva e Ires, di oltre 15,5 milioni di euro”. Il sequestro preventivo per equivalente riguarda beni immobili, autoveicoli (tra cui Ferrari, Range Rover, Mercedes e Alfa Romeo) e rapporto finanziari.