Inchiesta Pugliapromozione, revocato il sequestro al dg Luca Scandale: “Nessun dolo nei pagamenti”

Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione ormai a fine mandato, esce dall’inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dei fondi dell’agenzia regionale del turismo. Il sostituto procuratore Baldo Pisani ha infatti revocato il sequestro preventivo di 77mila euro disposto due mesi fa, ritenendo insussistente il dolo nell’autorizzazione di alcuni pagamenti destinati all’ex direttore Matteo Minchillo.

Secondo quanto emerso dalle indagini difensive dei legali di Scandale, le procedure contestate non rientravano nelle competenze del direttore generale, ma erano gestite dall’ufficio paghe. Scandale si sarebbe limitato a inserire il codice OTP necessario per autorizzare le operazioni bancarie, senza alcuna possibilità di verificare nel dettaglio le spese.

Revocato anche il sequestro di 81mila euro nei confronti di Nicola Lattarulo, responsabile dell’ufficio paghe, dopo che il Tribunale del Riesame ha riconosciuto come si fosse limitato a eseguire disposizioni impartite dai dirigenti, senza margini di controllo sul loro contenuto.

L’inchiesta della Procura coinvolge complessivamente 13 persone, indagate a vario titolo per concorso in peculato e reimpiego di beni o denaro di illecita provenienza, nell’ambito delle presunte distrazioni di fondi pubblici riconducibili all’ex direttore Matteo Minchillo. Gli inquirenti dovranno ora decidere per quali posizioni chiedere il rinvio a giudizio e per quali, invece, l’archiviazione.

Fondi di PugliaPromozione per usi personali, 11 indagati: nuovi sequestri per 1,3 milioni – NOMI

Un sequestro preventivo del valore di oltre 1,3 milioni di euro per peculato è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Bari nelle province di Bari e Foggia nei confronti di tre persone: il direttore generale di Pugliapromozione Luca Scandale, l’ex responsabile dell’ufficio paghe e pagamenti dell’Agenzia del Turismo della Regione Puglia, Vito Mastrorosa e l’addetto allo stesso ufficio Nicola Lattarulo.

Nell’ambito della stessa inchiesta, nel 2024 e nel 2025, era già stati eseguiti altri tre sequestri del valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro nei confronti di ulteriori indagati, tra lui l’ex dg Matteo Minchillo (poi deceduto) e suo figlio Michele, chef stellato foggiano, ex titolare del ristorante di Crema, il Vitium, chiuso nel giugno 2024.

La guardia di finanza ha ricostruito emolumenti stipendiali e “fuori busta” corrisposti all’ex dg Minchillo “totalmente ingiustificati e macroscopicamente eccedenti quelli dovuti per le mansioni ricoperte e l’inquadramento contrattuale”.

I fatti contestati risalgono al periodo comprese tra il 2017 e il 2023. Gli indagati, secondo l’accusa, “avrebbero sistematicamente dirottato denaro pubblico per oltre 2,5 milioni di euro, di cui avevano il possesso per motivi inerenti al proprio ufficio, appropriandosene per finalità di natura esclusivamente personale”.

Complessivamente gli indagati sono tredici, di cui 4 pubblici ufficiali, tutti destinatari di sequestri, compresi familiari e privati, i quali, “nella consapevolezza della provenienza illecita del denaro, – spiegano gli investigatori – avrebbero contribuito a ripulire le somme a loro accreditate, nonché a reimpiegare i beni strumentali acquistati con i soldi pubblici in attività economiche”.

Secondo il gip che ha firmato il provvedimento di sequestro Antonella Cafagna, “il meccanismo appariva connotato da un modus operandi consolidato, di cui gli indagati erano protagonisti consapevoli: essi, tutti dotati di credenziali dispositive del conto di tesoreria dell’ente, disponevano materialmente i pagamenti, inserivano le voci indebite nelle buste paga e autorizzavano i bonifici”.

Pugliapromozione, i soldi pubblici per le spese di amici e parenti: 9 indagati. Altro sequestro da 800mila euro

La Guardia di Finanza ha eseguito altri due decreti di sequestro preventivo, per un totale di 800mila euro tra beni mobili, beni immobili e denaro, nell’ambito dell’inchiesta che vede protagonista Matteo Minchillo, l’ex direttore generale di Pugliapromozione deceduto nel 2023. Lo scorso anno erano già stati sequestrati altri 400mila euro agli eredi (moglie e figli) di Minchillo. I destinatari dei sequestri di oggi sono 9 e sono indagati a vario titolo per peculato, riciclaggio e autoriciclaggio.

Secondo l’accusa l’ex dg, insieme all’allora Responsabile dell’Ufficio pagamenti, avrebbe escogitato un modus operandi per appropriarsi sistematicamente di risorse pubbliche per fini personali, tra cui viaggi e acquisti, tramite emolumenti stipendiali e “fuori busta” corrisposti tra il 2017 e il 2022 al responsabile dell’ufficio pagamenti e a quello di un altro ufficio, tutti ingiustificati rispetto al rispettivo inquadramento contrattuale.

Sono emerse diverse operazioni messe a segno da parte dei familiari dei principali indagati, consapevoli della provenienza illecita del denaro. Lo chef Michlee Minchillo, figlio di Matteo, ad esempio avrebbe comprato parte dell’attrezzatura per il suo ristorante stellato a Crema, il Vitium, successivamente chiuso, con i soldi pubblici di Pugliapromozione. Tra questi una cucina a gas, frigoriferi e un forno professionale, scaffalature e attrezzatura per la ristorazione.

Va precisato che l’indagine non riguarda gli attuali vertici e dirigenti dell’agenzia per il turismo, che ha invece collaborato alle indagini. Pugliapromozione resta parte lesa nel procedimento.

Dal papà dirigente i soldi pubblici di Pugliapromozione per il ristorante stellato: indagato lo chef Minchillo

Avrebbe comprato parte dell’attrezzatura per il suo ristorante stellato a Crema, il Vitium, chiuso lo scorso giugno, con i soldi pubblici di Pugliapromozione che gli avrebbe fornito suo padre Matteo quando era alla guida dell’agenzia per il turismo.

Per questo lo chef 31enne Michele Minchillo è tra gli indagati nell’inchiesta di Bari – che oggi ha portato al sequestro di beni per 400mila euro – con le accuse, a vario titolo e in concorso con suo padre (morto nel 2023), di peculato, falso, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita, autoriciclaggio.
Matteo Minchillo, ex direttore generale di Pugliapromozione, dal 2017 al 2021 – secondo le indagini della Guardia di finanza – avrebbe “sistematicamente distratto denaro” di cui aveva la disponibilità “appropriandosene per finalità di natura esclusivamente personale”.

Tra i beni sequestrato dai finanzieri, ci sono anche una cucina a gas, frigoriferi e un forno professionale, scaffalature e attrezzatura per la ristorazione che Michele Minchillo avrebbe acquistato per il suo ristorante che, nel 2024, ha chiuso i battenti nonostante una stella Michelin. Tra i motivi del mancato successo, lo chef aveva spiegato in recenti interviste di non essere stato capito.