Paura a Barletta, studente 14enne con disabilità minaccia collaboratore scolastico con coltello: fermato dai docenti

Momenti di tensione questa mattina, 31 marzo, nella succursale dell’Istituto “Léontine e Giuseppe De Nittis” di Barletta, dove uno studente 14enne del primo anno, con una patologia dichiarata, ha estratto un coltellino minacciando un collaboratore scolastico.

L’episodio si è verificato all’interno del plesso e ha richiesto l’immediato intervento del personale docente: tre insegnanti presenti sono riuscite a calmare il ragazzo, evitando che la situazione degenerasse.

Dalla sede centrale è stato poi inviato un membro dello staff per l’inclusione, affiancato da un docente che aveva già instaurato un rapporto positivo con lo studente. Grazie a questo intervento mirato, il giovane ha consegnato spontaneamente l’arma.

Nel frattempo sono stati allertati i carabinieri, intervenuti per il sequestro del coltellino. Il ragazzo, che presenta una patologia certificata, è stato successivamente affidato ai genitori e ha fatto rientro a casa.

Non si registrano feriti né ulteriori criticità. Determinante la prontezza del personale scolastico, che ha gestito con lucidità una situazione potenzialmente pericolosa.

L’ascensore è piccolo, paradosso a Foggia: ospiti in carrozzina esclusi dal convegno sulla disabilità

Un gruppo di disabili in carrozzina sarebbe stato costretto a rimanere fuori dalla sala rosa del palazzetto dell’arte di Foggia, dove nei giorni scorsi si teneva un convegno dedicato al tema della disabilità, perché l’ascensore era troppo stretto per accogliere chi si muoveva sulla sedie a rotelle.

A denunciarlo è l’associazione Solidea con una lettera aperta pubblicata sui social. L’associazione evidenzia “l’impossibilità a partecipare all’evento” in quanto “l’ascensore che conduce alla sala non è compatibile con molte sedie a rotelle”.

Nella lettera è spiegato che “la cabina, larga 75 cm e profonda 100, non rispetta infatti gli standard minimi previsti dalla normativa. La situazione è apparsa ancora più paradossale – dice l’associazione – quando un nostro amico, tenace attivista per i diritti civili delle persone con disabilità, è riuscito ad accedere alla sala solo dopo che sono state smontate le pedane poggiapiedi alla sua sedia a rotelle a spinta”.

La lunga lettera si conclude con un invito all’amministrazione comunale “ad avviare le necessarie verifiche e di intervenire per rendere pienamente accessibile la sala rosa. E, fino al completamento dei lavori, riteniamo opportuno evitare di utilizzarla per incontri dedicati alla disabilità, per una questione di coerenza e responsabilità istituzionale”, ribadendo comunque che con l’amministrazione comunale – spiega Stefania Gramazio, componente del consiglio direttivo dell’associazione – è in corso ampia collaborazione e dialogo”.

“Il nostro auspicio – conclude l’associazione – è che questa segnalazione contribuisca a migliorare la qualità degli spazi pubblici e a costruire una città che non si limita a parlare di inclusione, ma la rende concreta, ogni giorno”.