Bari, sparatoria al San Paolo per sfottò su TikTok: confermate due condanne e un’assoluzione in Appello – NOMI

La Corte d’Appello di Bari ha confermato l’assoluzione di Giovanni Montani dall’accusa di aver preso parte all’agguato mafioso avvenuto il 19 marzo 2022 nel quartiere San Paolo, durante il quale rimasero feriti Nicola Cassano e la sua fidanzata, allora sedicenne. I giudici hanno respinto il ricorso della Procura, confermando la sentenza di primo grado che aveva escluso la presenza di Montani nel commando.

È stata invece confermata la condanna a quattro anni di reclusione per Nicola Cassano, ritenuto responsabile di detenzione e porto illegale di arma da fuoco ed esplosione di colpi aggravati dal metodo mafioso. Per il duplice ferimento erano già stati condannati a otto anni Michele Minella e Davide Pascazio, esecutori materiali dell’agguato.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, i fatti sarebbero maturati nell’ambito delle tensioni tra i clan Strisciuglio e Misceo-Montani. La sparatoria contro Cassano sarebbe stata una ritorsione dopo un precedente episodio in cui lo stesso Cassano avrebbe esploso colpi di pistola contro l’abitazione di Minella, in risposta ad alcuni video di scherno pubblicati sui social.

Tuttavia, per i giudici d’appello non vi sono prove della partecipazione di Montani all’azione armata, anche sulla base delle dichiarazioni degli stessi responsabili e delle vittime, che hanno ricondotto il commando a due sole persone.

Bari, sparatoria al San Paolo per sfottò su Tik Tok: condannato il 26enne Nicola Cassano. Assolto il boss Montani

Una condanna e un’assoluzione per le due sparatorie avvenute il 19 marzo 2022, nel quartiere San Paolo di Bari, riconducibili a contrasti tra membri dei clan Strisciuglio e Misceo-Montani. Il tribunale di Bari ha infatti condannato a 4 anni di reclusione Nicola Cassano, 26enne riconosciuto colpevole dei reati di detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo ed esplosione di colpi d’arma da fuoco con l’aggravante del metodo mafioso, e ha assolto ‘per non aver commesso il fatto’ Giovanni Montani, 47enne considerato membro di spicco dell’omonimo clan.

Per Montani, difeso dagli avvocati Raffaele Quarta e Gaetano Sassanelli, la Dda di Bari aveva chiesto la condanna a 24 anni. A lui era contestato il reato di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, da oggi è tornato in libertà. Quel pomeriggio Cassano, per rispondere ad alcuni “video di scherno” (si legge negli atti) pubblicati su TikTok e rivolti nei suoi confronti e verso il “gruppo delinquenziale di sua appartenenza”, avrebbe esploso alcuni colpi d’arma da fuoco all’esterno dell’abitazione di Michele Minella, 50enne cognato di Giovanni Montani e genero di Giuseppe Misceo, entrambi ai vertici del clan. In risposta, qualche ore dopo, Cassano sarebbe stato ferito a colpi di pistola mentre si trovava in auto con la sua ragazza (all’epoca 16enne) nel quartiere San Paolo. I colpi esplosi furono almeno sette, Cassano riportò ferite all’anca e alla coscia, la giovane alla gamba sinistra e alla caviglia destra. Per quell’agguato a novembre 2023 sono stati condannati in abbreviato, a otto anni di reclusione, lo stesso Michele Minella e il 30enne Davide Pascazio.

Bari, sparatoria al San Paolo per meme e sfottò su Tik Tok: condannati Davide Pascazio e Michele Minella

L’episodio risale al 19 marzo 2022 quando furono esplosi al quartiere San Paolo sette colpi di pistola contro la Suzuki Ignis dove era a bordo il 24enne Nicola Cassano, soprannominato “Lo sciacallo” e vicino al clan Strisciuglio, assieme alla sua giovanissima fidanzata di 15 anni.

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