Forte boato nella notte, ladri fanno esplodere bancomat a Torremaggiore: il colpo fallisce

Un forte boato è stato avvertito intorno alle 3 della notte scorsa a Torremaggiore, in provincia di Foggia, dove ignoti hanno fatto saltare in aria lo sportello bancomat della filiale Bper in via Gobetti.

Il colpo, a quanto si apprende, non sarebbe andato a buon fine e i malviventi sarebbero fuggiti a mani vuote. Ignoti hanno posizionato la classica ‘marmotta’ (ordigno esplosivo rudimentale) all’interno della fessura dello sportello che eroga denaro che è stato divelto. Il boato è stato avvertito in gran parte del Comune di oltre 16mila abitanti nell’Alto Tavoliere.

Sul posto hanno operato i carabinieri, che stanno cercando di risalire alla banda attraverso le telecamere di sorveglianza, e i vigili del fuoco. “Sono episodi che accadono troppo spesso nei nostri territori della provincia – ha sottolinea il sindaco Emilio Di Pumpo -, soprattutto in prossimità delle festività. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e ci auguriamo che la filiale dell’istituto di credito possa al più presto ripristinare il servizio per la cittadinanza”.

Esplosi due bancomat a Torre San Giovanni, il colpo riesce: ladri in fuga con bottino da 5mila euro

I due sportelli bancomat della Banca Popolare Pugliese sono esplosi nella notte a Torre San Giovanni. In azione verso le 3.30 una banda di quattro o cinque malviventi, utilizzata ancora una volta la tecnica della marmotta.

Il colpo è riuscito e a quanto pare i ladri sono riusciti a scappare via con un bottino di 5mila euro a bordo di una Fiat Panda bianca. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, al vaglio le immagini di videosorveglianza per ricostruire il percorso di fuga. Non si esclude che si tratti della stessa banda che ha colpito anche a Presicce-Acquarica.

Tragedia di Verona, tra i feriti anche un carabiniere di Bisceglie. Il sindaco: “Giuseppe scosso per la morte dei colleghi”

C’è un carabiniere 45enne originario di Bisceglie, Giuseppe Benso della Squadra operativa di supporto di Mestre, tra i 17 feriti dell’esplosione del casolare avvenuta ieri a Castel D’Azzano, dove tre fratelli avevano saturato i locali con il gas per evitare di venire sfrattati, in cui sono morti tre Carabinieri. Tra le vittime  il 56enne Luogotenente Marco Piffari, originario di Taranto. Oltre a lui hanno perso la vita il Carabiniere Scelto Davide Bernardello e il Brigadiere Capo Valerio Daprà.

Il carabiniere di Bisceglie ha riportato ustioni a viso e mani ed è ricoverato nell’ospedale di Mestre. Il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha incontrato la sua famiglia. “Nel pomeriggio ho portato il nostro affettuoso saluto, l’abbraccio corale e la vicinanza della città ai genitori di Giuseppe – si legge sui social -. Il nostro concittadino non è in pericolo di vita ma è comprensibilmente molto scosso per la morte dei suoi colleghi”.

“Ancora sgomenti e increduli per la follia del gesto che ha provocato così tanto dolore, ci stringiamo attorno a Giuseppe, augurandogli una pronta guarigione e di poterlo abbracciare presto qui a Bisceglie – conclude Angarano-. Il nostro commosso pensiero va anche ai tre carabinieri che hanno perso la vita e alle loro famiglie”.

La tragedia ha scosso l’Italia intera. Nell’esplosione sono rimasti feriti altri 11 carabinieri, tre poliziotti e un vigile del fuoco, tutti ricoverati nei vari ospedali della provincia scaligera, per ustioni e ferite ma non in pericolo di vita. Le vittime, assieme alle squadre speciali dell’Arma stavano intervenendo per sgomberare l’edificio, pignorato da anni e dal quale dovevano venire evacuati i tre, Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, agricoltori e allevatori da tempo alle prese con problemi finanziari e ipotecari.

Lo sgombero era stato programmato da giorni dopo vari tentativi negli ultimi anni mai andati a buon fine, anzi con precedenti minacce di farsi saltare in aria. Così sono stati fatti arrivare sul posto carabinieri dei Reparti speciali e agenti dell’Uopi, specializzati in azione antiterrorismo. La casa era però già satura di gas e l’esplosione è stata innescata all’apertura della porta d’ingresso, che ha investito le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che stavano facendo irruzione. L’intero casolare, di due piani, è crollato travolgendo i militari e gli agenti. Sul posto erano presenti anche i Vigili del fuoco che sono intervenuti immediatamente, ma per i tre carabinieri non c’è stato nulla da fare.

Dei tre fratelli Franco è scappato ed è stato poi trovato e fermato poco lontano, Maria Luisa e Dino sono ricoverati ma non in pericolo di vita, e sono piantonati in stato di fermo all’ospedale.

 

Tragedia di Verona, casolare esplode durante lo sgombero: morti 3 carabinieri. Tra loro il pugliese Marco Piffari

Il 56enne Luogotenente Marco Piffari, uno dei tre carabinieri morti a Castel D’Azzano, era originario di Taranto. La tragedia ha scosso l’Italia intera, oltre a lui hanno perso la vita il Carabiniere Scelto Davide Bernardello e il Brigadiere Capo Valerio Daprà.

Nell’esplosione sono rimasti feriti altri 11 carabinieri, tre poliziotti e un vigile del fuoco, tutti ricoverati nei vari ospedali della provincia scaligera, per ustioni e ferite ma non in pericolo di vita. Questo è il bilancio totale dell’esplosione del casolare avvenuta nelle prime ore di oggi nel piccolo comune a sud di Verona, dove tre fratelli avevano saturato i locali con il gas per evitare di venire sfrattati.

Le vittime, assieme alle squadre speciali dell’Arma stavano intervenendo per sgomberare l’edificio, pignorato da anni e dal quale dovevano venire evacuati i tre, Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, agricoltori e allevatori da tempo alle prese con problemi finanziari e ipotecari.

Lo sgombero era stato programmato da giorni dopo vari tentativi negli ultimi anni mai andati a buon fine, anzi con precedenti minacce di farsi saltare in aria. Così sono stati fatti arrivare sul posto carabinieri dei Reparti speciali e agenti dell’Uopi, specializzati in azione antiterrorismo.

La casa era però già satura di gas e l’esplosione è stata innescata all’apertura della porta d’ingresso, che ha investito le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che stavano facendo irruzione. L’intero casolare, di due piani, è crollato travolgendo i militari e gli agenti. Sul posto erano presenti anche i Vigili del fuoco che sono intervenuti immediatamente, ma per i tre carabinieri non c’è stato nulla da fare.

Dei tre fratelli Franco è scappato ed è stato poi trovato e fermato poco lontano, Maria Luisa e Dino sono ricoverati ma non in pericolo di vita, e sono piantonati in stato di fermo all’ospedale.

“Stiamo valutando se effettivamente c’è strage, valuteranno i carabinieri, sicuramente è un omicidio premeditato e volontario. Secondo noi, secondo i carabinieri, non c’è dubbio”. Lo ha detto il procuratore di Verona, Raffaele Tito, parlando con i cronisti a Castel d’Azzano. “L’unica cosa che possiamo dire è che l’esplosione probabilmente è venuta al piano sopra, non al piano sotto”, spiega Tito, sottolineando che sono state trovate 5-6 bombole. “Abbiamo le bodycam, aspettiamo di avere qualche dettaglio”, aggiunge. Prima dell’esplosione “gli operatori hanno sentito un fischio, probabilmente delle bombole che venivano aperte”.

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha decretato tre giorni di lutto regionale per la morte dei tre carabinieri nell’esplosione di Castel D’Azzano (Verona). Un’ulteriore giornata di lutto è prevista nella giornata in cui si svolgeranno i funerali dei militari. Zaia ha dato disposizione di esporre bandiere a mezz’asta in tutte le sedi istituzionali della Regione, agli uffici e alle scuole.

“Ho appreso con sconcerto e profondo dolore la notizia della morte dei tre militari dell’Arma dei Carabinieri, Luogotenente Carica Speciale Marco Piffari, Carabiniere Scelto Davide Bernardello e Brigadiere Capo Qualifica Speciale Valerio Daprà, travolti da un’esplosione durante un’operazione di sgombero in provincia di Verona, nella quale sono rimasti feriti anche altri operatori delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco. In questa drammatica circostanza, esprimo la mia solidale vicinanza all’Arma dei Carabinieri e sentimenti di partecipe cordoglio ai familiari, insieme all’augurio di pronta guarigione agli operatori feriti”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo.

Postamat esploso all’alba nel Foggiano, ladri in fuga a mani vuote: indagano i Carabinieri

Con un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere intorno alle 5 del mattino lo sportello automatico dell’ufficio postale di Stornarella, piccolo comune nel Foggiano.

L’ordigno sarebbe stato posizionato nella fessura in cui si inserisce la tessera bancomat. Il boato è stato avvertito da gran parte della cittadinanza. Il colpo non sarebbe riuscito e i malviventi sono fuggiti a mani vuote.

Sul posto sono giunti i carabinieri che hanno avviato le indagini avvalendosi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Corato, esplode bombola di gas in casa: 42enne muore dopo quattro giorni. Bimba di 11 anni torna in Svizzera

È morta dopo quattro giorni a causa della gravità delle ustioni riportate, la donna di 42 anni rimasta coinvolta nell’incendio di un’abitazione al piano terreno a Corato (Bari) avvenuto lo scorso primo agosto.

La vittima aveva ustioni su tutto il corpo ed era ricoverata nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari dove è deceduta nelle scorse ore.

Con lei, è rimasta ustionata in modo molto grave anche una bambina di 11 anni di origini svizzere che nelle prossime ore sarà rimpatriata per proseguire le cure in Svizzera.

La piccola ha ustioni sul 50 per cento del corpo. Le indagini affidate alla polizia, dovranno accertare se le fiamme siano state provocate dallo scoppio di una bombola contenente del Gpl come riferito dai vigili del fuoco.

Esplosione a Corato, gravissime donna e bimba di 11 anni. Video diventa virale: l’ira del sindaco

Un video è diventato virale sui social e nelle chat con protagoniste la donna e la bimba rimaste gravemente ferite ieri dopo l’incendio divampato a Corato, in via San Vito, a causa dell’esplosione di una bombola contenente del Gpl.

Entrambe hanno riportato ustioni sul corpo e le loro condizioni sono gravi. Sono ricoverate nel reparto di Rianimazione del Policlinico. Il sindaco di Corato, Corrado De Benedittis, ha condannato chi ha diffuso il video e le immagini.

“Spettacolarizzare lo spavento, il dramma degli attimi dell’esplosione, che coinvolge e ferisce due persone, non è né interessante, né informazione, è un alimentare il gusto macabro di una curiosità perversa – le sue parole -. Questo non genera compassione, quanto piuttosto un certo sadismo, che diventa paradossalmente forma di consumo e di spettacolo, al limite di un piacere perverso. È la bulimia della rete social, che non ha bussola e né senso del limite, tanto meno rispetto verso l’altro”.

Corato, esplode bombola di gas in casa: gravi donna e bimba di 11 anni. Ustioni sul 50 per cento del corpo – FOTO

Una bambina di 11 anni è rimasta ferita in un incendio divampato in una abitazione al piano terra di via San Vito a Corato, in provincia di Bari.

Con la piccola, è stata soccorsa e ricoverata al Policlinico di Bari, anche una 42enne. Entrambe hanno riportato ustioni sul 50 per cento del corpo.

Sono in corso le attività di messa in sicurezza dello stabile. Le indagini sono affidate alla polizia che sta verificando se le fiamme siano state provocate dallo scoppio di una bombola contenente del Gpl come riferito dai vigili del fuoco.

“L’ufficio tecnico del Comune ci rassicurano che le abitazioni al piano superiore non hanno riportato danni strutturali”, spiega il sindaco di Corato, Corrado Debenedittis che augura “le persone rimaste ferite possano riprendersi quanto prima”

Paura a Corato, esplode una bombola di gas in casa nel centro storico: due persone ustionate

Un incendio provocato con ogni probabilità, dalla esplosione di una bombola del gas, è divampato in una abitazione a piano terra di via San Vito, nel centro abitato di Corato, in provincia di Bari.

Secondo quanto si apprende ci sarebbero due donne ustionate (una quarantenne e un’altra più giovane che avrebbero riportato ustioni sul 50 per cento del corpo) e due feriti. Sul posto ci sono i vigili del fuoco e forze dell’ordine.

Le due ustionate, soccorse dal personale del 118 e classificate come codici rossi, sono state trasportate al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Sono in corso le operazioni di messa in sicurezza dell’immobile.