Soldi facili in Albania, Labianca chiede d’urgenza la cancellazione dei video: ricorso inammissibile

Il Tribunale di Bari ha dichiarato inammissibile il ricorso cautelare presentato da Cesare Labianca, insieme a Ceaser’s Group Shpk e Ceasar Foundation, nei confronti della nostra testata giornalistica.

I ricorrenti sostenevano di essere vittime di una campagna mediatica diffamatoria attraverso articoli, video e contenuti pubblicati dalla testata a partire dal dicembre 2025. Per questo avevano chiesto al giudice un provvedimento d’urgenza che imponesse la rimozione immediata dei contenuti contestati, il divieto di pubblicarne altri analoghi, il sequestro del materiale audiovisivo e l’applicazione di misure coercitive.

Il giudice Emanuele Pinto ha però dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando in particolare la tutela costituzionale della libertà di stampa. Il Tribunale ha riconosciuto Quinto Potere come una testata giornalistica online a tutti gli effetti, evidenziando che è regolarmente registrata, iscritta al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC), dotata di direttore responsabile e organizzata come una struttura editoriale professionale.

Per questo motivo, secondo il giudice, ai contenuti pubblicati si applicano le stesse garanzie previste dall’articolo 21 della Costituzione per la stampa tradizionale. Ne consegue che non è possibile disporre, attraverso un ricorso cautelare d’urgenza, provvedimenti di rimozione, sequestro o inibizione preventiva dei contenuti editoriali.

Il Tribunale ha poi ritenuto irrilevante, ai fini della decisione, la contestazione relativa alla qualifica professionale di Antonio, osservando che la tutela costituzionale riguarda il prodotto editoriale della testata giornalistica nel suo complesso. Con il provvedimento, il Tribunale di Bari ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato Cesare Labianca, Ceaser’s Group Shpk e Ceasar Foundation, in solido tra loro, al pagamento delle spese legali.

Soldi facili in Albania, insorgono gli “amici” di Polignano: “Valutiamo denuncia a Labianca”

Dopo l’ultimo incontro epico con Cesare Labianca, l’uomo che promette linee di credito, finanziamenti e agevolazioni per l’apertura di aziende in Albania e che si è recato all’Ordine dei giornalisti per denunciare il nostro operato, siamo tornati sul luogo del delitto, seppure Antonio ancora non riesce a darsi pace.

Questa volta non parliamo del pass disabili in bella mostra sulla macchina del ragioniere Labianca, ma della reazione dei suoi “amici” di Polignano. Qualche settimana fa beccammo infatti casualmente Labianca in compagnia di alcuni signori, spacciati per “amici”, ma in realtà la situazione è ben diversa.

Soldi facili in Albania, il sistema del “dottor” Labianca: nessun titolo e pass disabili aumma aumma

L’ultimo incontro avvenuto nelle scorse ore con Cesare Labianca, l’uomo che promette linee di credito, finanziamenti e agevolazioni per l’apertura di aziende in Albania, è diventato epico.

Il ragioniere Labianca, dopo essere scappato e dopo aver offeso Antonio, si è recato all’Ordine dei giornalisti per denunciare il nostro operato. Torniamo però all’incontro epico perché non è sfuggito, alla telecamera di Tino, il pass disabili in bella mostra sulla macchina parcheggiata nello stallo riservato ai disabili prima della fuga del ragioniere Labianca.

Sistema Labianca, la truffa dei soldi facili approda in Svizzera: “Denunciato alla Procura di Roma”

Le sirene albanesi continuano ad attrarre sempre più investitori italiani. Le linee di credito e i finanziamenti facili facili promessi da alcuni “facilitatori”, però, si rivelano presto delle truffe vere e proprie. Non solo raggiri milionari, ma anche nel caso si voglia aprire un’azienda di qualunque tipo.

Negli ultimi anni, il fenomeno ha assunto connotati mostruosi. In virtù dell’alto tasso di corruzione presente nel Paese, questi pseudo consulenti, con tanto di profili social accattivanti, trovano spesso professionisti locali o dipendenti di banca disposti a reggere il gioco in cambio di poche centinaia di euro.

Abbiamo dato il via alla nostra inchiesta in sordina, cercando di restare sul generale senza fare nomi, ma dopo la messa in onda del primo servizio siamo stati inondati di segnalazioni. Tutte riconducono a Cesare Labianca, riferimento di Caesar’ Group. Torniamo ad occuparci della nostra inchiesta con un’altra testimonianza, la truffa a quanto pare è approdata anche in Svizzera.

I soldi facili di Labianca, tentata truffa da 150mila euro: perizia svela le carte false

Le sirene albanesi continuano ad attrarre sempre più investitori italiani. Le linee di credito e i finanziamenti facili facili promessi da alcuni “facilitatori”, però, si rivelano presto delle truffe vere e proprie. Non solo raggiri milionari, ma anche nel caso si voglia aprire un’azienda di qualunque tipo.

Negli ultimi anni, il fenomeno ha assunto connotati mostruosi. In virtù dell’alto tasso di corruzione presente nel Paese, questi pseudo consulenti, con tanto di profili social accattivanti, trovano spesso professionisti locali o dipendenti di banca disposti a reggere il gioco in cambio di poche centinaia di euro.

Abbiamo dato il via alla nostra inchiesta in sordina, cercando di restare sul generale senza fare nomi, ma dopo la messa in onda del primo servizio siamo stati inondati di segnalazioni. Tutte riconducono a Cesare Labianca, riferimento di Caesar’ Group. Torniamo ad occuparci della nostra inchiesta con la prima testimonianza.

Soldi facili in Albania, denunciato il sistema Labianca: “Stategli lontano è un truffattore”

Le sirene albanesi continuano ad attrarre sempre più investitori italiani. Le linee di credito e i finanziamenti facili facili promessi da alcuni “facilitatori”, però, si rivelano presto delle truffe vere e proprie. Non solo raggiri milionari, ma anche nel caso si voglia aprire un’azienda di qualunque tipo.

Negli ultimi anni, il fenomeno ha assunto connotati mostruosi. In virtù dell’alto tasso di corruzione presente nel Paese, questi pseudo consulenti, con tanto di profili social accattivanti, trovano spesso professionisti locali o dipendenti di banca disposti a reggere il gioco in cambio di poche centinaia di euro.

Abbiamo dato il via alla nostra inchiesta in sordina, cercando di restare sul generale senza fare nomi, ma dopo la messa in onda del primo servizio siamo stati inondati di segnalazioni. Tutte riconducono a Cesare Labianca, riferimento di Caesar’ Group. Lo abbiamo già incontrato e intervistato, presto vi documenteremo tutto questo. Ma prima vi racconteremo alcune storie.