Omicidio a Foggia, a Roma analisi sul caricatore della pistola recuperata: Garofano consulente della famiglia Carta

Proseguono le indagini sull’omicidio di Dino Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso a colpi di arma da fuoco lo scorso 13 aprile a Foggia. Nella sede del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma sono in corso accertamenti tecnici sul caricatore di una pistola recuperato dai carabinieri a pochi passi dal luogo dell’agguato.

Secondo gli investigatori, il caricatore potrebbe essere stato perso dal killer durante la fuga. Su di esso si stanno svolgendo analisi balistiche e genetiche nel tentativo di individuare tracce utili all’identificazione dell’assassino. I risultati degli esami non saranno immediati e potrebbero richiedere diversi giorni. Alle operazioni partecipano anche il legale della famiglia, l’avvocato Michele Vaira, e il consulente Luciano Garofano.

Nel frattempo, proseguono nel massimo riserbo le indagini coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri per chiarire dinamica e movente dell’omicidio. Attesi nei prossimi giorni anche gli esiti delle analisi sui filmati di videosorveglianza, che mostrerebbero una persona con il volto coperto, in bicicletta, allontanarsi dalla scena del crimine.

Al vaglio degli inquirenti anche alcune tracce audio registrate da una telecamera nelle vicinanze, in cui si sentirebbe un litigio tra più persone, tra le quali potrebbe esserci la stessa vittima. Dino Carta, padre di due figlie di 10 mesi e 12 anni, è stato colpito da quattro proiettili in un agguato ancora avvolto da molti interrogativi.

Carabiniere ucciso a Francavilla, dubbi sull’azione di Giannattasio nelle sparatorie: attesa per gli esami del Ris

Sono in programma venerdì 4 luglio, presso i laboratori del Ris di Roma, gli accertamenti sugli stub effettuati dalla Polizia su Camillo Giannattasio, il 57enne di San Giorgio Jonico arrestato e indagato per concorso in omicidio nell’inchiesta sulla morte di Carlo Legrottaglie, il carabiniere ucciso a Francavilla Fontana.

Si dovrà stabilire se Giannattasio, che si trova in carcere, abbia o meno aperto il fuoco nei confronti di Legrottaglie durante la prima fuga e durante il secondo conflitto a fuoco con la Polizia a Grottaglie. Il suo complice, Michele Mastropietro, è morto a seguito dell’ultimo scontro.

Giannattasio ha affermato di non aver sparato, ma nella sua auto e nel suo negozio di ferramenta sono state ritrovate altre armi. I poliziotti sono allo stesso tempo indagati per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa (nei confronti di Mastropietro) e parti offese per l’ipotesi di tentato omicidio e lesioni.