Carabiniere ucciso a Francavilla, il medico legale in aula: “Legrottaglie ucciso con un solo colpo d’arma da fuoco”

Un solo colpo di arma da fuoco, esploso da una distanza superiore ai 50 centimetri. È quanto riferito dal medico legale Domenico Urso durante l’udienza davanti alla Corte d’assise di Brindisi nel processo per l’omicidio del brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie.

Il militare fu ucciso il 12 giugno scorso nelle campagne di contrada Tiberio, a Francavilla Fontana. In aula, il medico ha ricostruito gli esiti dell’ispezione cadaverica e dell’autopsia, ripercorrendo le circostanze della morte.

Secondo l’accusa, a sparare sarebbe stato il rapinatore Michele Mastropietro, poi deceduto, mentre il ferramenta Camillo Giannattasio, unico imputato, avrebbe avuto un ruolo di istigazione.

Nel corso dell’udienza è stata respinta un’eccezione sollevata dalla difesa dell’imputato. Presenti in aula la vedova del militare, Eugenia, e il collega Costanzo Garibaldi, in servizio con lui il giorno dell’omicidio. Il processo riprenderà il prossimo 26 maggio.

Aesthetic Franco, convenzione col medico legale: “Capisco il dramma. Visita e perizia a 100 euro”

La nostra inchiesta non si ferma e va avanti. Come sempre facciamo, oltre a denunciare quello che non va, proviamo anche a trovare soluzioni concrete. Pasquale Bacco e Dike Medicina si sono proposti di seguire il caso e di aiutare le vittime dell’allegro chirurgo.

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Santeramo, 55enne ritrovata carbonizzata. Il medico legale: “Si è accoltellata e poi data fuoco”

Michelle Baldassarre, la 55enne trovata carbonizzata nelle campagne di Santeramo in Colle, in provincia di Bari, lo scorso 9 febbraio, si sarebbe tolta la vita prima ferendosi al torace con un coltello, e poi dandosi fuoco con un accendino dopo essersi cosparsa di benzina. È quanto emerge dall’autopsia effettuata dal professor Francesco Vinci e parzialmente contenuta nella richiesta di archiviazione dell’indagine per istigazione al suicidio coordinata dalla procura di Bari. A dicembre 2022 la donna denunciò il marito Vito Passalacqua per maltrattamenti, fatto per il quale l’uomo è tuttora a processo in abbreviato.

“È opinione della medicina legale – si legge nel rapporto – che la lesività da punta e taglio a livello toracico fu antecedente a quella indotta poi dal calore”. Pur non essendoci elementi di “assoluta certezza a riguardo”, il medico legale sottolinea come la ferita da arma bianca “sarebbe stata comunque difficoltosa ove la combustione fosse stata già avviata, tenuto conto dell’estrema rapidità dello sviluppo dell’incendio in rapporto al mezzo utilizzato”, cioè la benzina.

“Non può essere esclusa la possibilità che il soggetto – scrive il medico legale -, a seguito delle prime lesioni toracico-polmonari, possa aver dato adito alla combustione, essendosi precedentemente già cosparsa di natura infiammabile”.