Sanità, Decaro nomina i nuovi direttori generali delle Asl pugliesi – I NOMI

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha nominato i nuovi direttori generali delle Asl, degli Irccs e delle Aziende Ospedaliero-Universitarie pugliesi.

Michelangelo Armenise nominato all’Irccs di Castellana Grotte, Tommaso Stallone all’Irccs di Bari, Yanko Tedeschi al Policlinico di Foggia, Vito Bavaro all’Asl di Taranto, Gianluca Capochiani Asl Lecce, Tiziana Di Matteo all’Asl di Foggia, Alessandro Di Bello all’Asl Bat.

Il nuovo direttore generale dell’Asl di Brindisi sarà nominato nelle prossime settimane, in quanto non è ancora scaduto il mandato dell’attuale dg Maurizio De Nuccio.

“Non li ho ancora incontrati – spiega Decaro – ma mi auguro che accettino. Abbiamo dato un mandato chiaro, con obiettivi precisi e misurabili a pena di decadenza. Abbiamo lavorato ad un contratto ad hoc per i direttori dove sono elencati gli obiettivi sui quali c’è in ballo anche una percentuale alta dello stipendio. Queste nomine sono un pezzo di lavoro di questi quattro mesi, per il quale devo ringraziare gli attuali direttori generali per il lavoro svolto e per essere riusciti a chiamare 170 mila cittadini per anticipare le prestazioni. Ai nuovi dg – aggiunge Decaro – gli chiederò di stare vicino alle persone, e quindi ai pazienti e ai loro familiari”.

Sanità Puglia, l’annuncio: “Il nuovo ospedale Monopoli-Fasano operativo entro fine giugno”

Entro la fine di giugno entrerà in funzione il nuovo ospedale Ospedale Monopoli-Fasano. Lo hanno annunciato il direttore generale della Asl Bari, Luigi Fruscio, e l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia durante la seduta congiunta delle commissioni regionali Sanità e Bilancio.

L’audizione era stata richiesta dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Antonio Scianaro e Tommaso Scatigna, che hanno chiesto chiarimenti sullo stato dei collaudi, dell’accreditamento e sull’organico destinato alla nuova struttura inaugurata lo scorso luglio.

Fruscio ha spiegato che l’opera è costata complessivamente 135 milioni di euro, ai quali si aggiungono 60 milioni per le opere di completamento, 13 milioni per la viabilità e ulteriori 480mila euro destinati al trasferimento delle unità operative dall’ospedale San Giacomo di Monopoli.

Tra i passaggi decisivi, il dg della Asl ha annunciato anche il deposito della Scia antincendio, necessario per ottenere l’agibilità e successivamente l’autorizzazione all’accreditamento.

Pentassuglia ha confermato che, parallelamente all’avvio della struttura, è in corso la riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza. L’assessore ha inoltre precisato che il nuovo ospedale Monopoli-Fasano «non è l’ospedale della Valle d’Itria» e che il presidio di Putignano non subirà alcuna chiusura.

Liste d’attesa in Puglia, la Regione: “Anticipate 65.034 prestazioni”. In quasi 37mila hanno rifiutato

A due mesi dall’avvio dei piani sperimentali di recupero delle liste d’attesa sono 127.672 le persone complessivamente contattate, 115.798 per visite ed esami e 11.874 per ricoveri ospedalieri.

Dal 5 aprile – spiega la Regione Puglia in una nota – è stato superato il target assegnato alle aziende in termini di recall. Complessivamente sono state anticipate 65.034 prestazioni, di cui 62.658 esami e visite e 2.376 interventi chirurgici. I rifiuti sono stati 36.451.

Tra le 25.818 persone contattate che hanno motivato il rifiuto il 62% (15.917) ha confermato l’appuntamento esistente, il 28% (6.980) rifiuta per aver già eseguito la prestazione, il 10% (2.796) dichiara che la prestazione non è più necessaria.

In totale, nell’ambito dei piani, sono state erogate 54.472 prestazioni di specialistica ambulatoriale: il 67% delle prestazioni anticipate riguardano codici di priorità U e B, con un anticipo mediano rispettivamente di 70 e 83 giorni. Il 38% delle prestazioni riguardano prime visite specialistiche, il 41% esami di diagnostica per immagini (radiografie, ecografie, TC e RMN). Tra le prime 5 prestazioni più frequentemente richiamate si ritrova: la prima visita cardiologica con ECG (3.169); l’ecografia addome completo (2.099); la prima visita urologica (1.617); l’ecocolordoppler cardiaca (1.432) e la prima visita ortopedica (1.348).

Le Aziende sanitarie stanno proseguendo – prosegue la nota – l’anticipo delle prestazioni prescritte nel 2026, che rappresentano circa il 29% degli esami e delle visite erogate. In particolare, sono state oggetto di recupero 4.319 prestazioni che risultavano prenotate tra il 2027 e il 2029.
Proseguono anche le attività di monitoraggio dell’andamento delle prescrizioni a partire dal mese di gennaio 2026: i dati consolidati di febbraio e marzo 2026 mostrano che le prescrizioni con codice di priorità U e B, su cui si è concentrata l’attività di recall, sono diminuiti in questi due mesi.

Sanità Puglia, piano straordinario per abbattere le liste d’attesa. La Regione: “Anticipate quasi 60mila prestazioni’

A due mesi dall’avvio dei piani sperimentali di recupero delle liste d’attesa nella sanità in Puglia sono state anticipate 59.640 prestazioni. Lo comunica in una nota la Regione Puglia.

In totale sono 118.578 le persone complessivamente contattate, 107.589 per visite ed esami e 10.989 per ricoveri ospedalieri. Entro il 29 marzo è stato raggiunto il 95% del target assegnato alle aziende.

Nello specifico sono state anticipate ed erogate 49.636 prestazioni di specialistica ambulatoriale. Le prestazioni con priorità U (urgenti) recuperate ed effettuate in totale sono state 1.850, le prestazioni B (breve) 27.809, per le prestazioni D (differibile) 9.947 e le prestazioni P (programmate) 8.040.

Circa il 28% delle prenotazioni del 2026 anticipate riguarda, viene evidenziato nella nota, la diagnostica per immagini (radiografie, ecografie, Tc e Rmn), il 32% prime visite specialistiche. Dei 747 interventi di cataratta anticipati, 305 sono stati prescritti nel 2026, con un anticipo medio di circa un anno rispetto al primo appuntamento ottenuto.

“Entro metà aprile si consolideranno anche i dati relativi alle attività di recupero delle prestazioni effettuate a marzo, ma sulla base degli elementi sin qui ottenuti sono già in corso gli approfondimenti per definire – conclude la nota – le iniziative da realizzare con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa con strategie mirate per tipo di prestazione e per azienda”.

Sanità, l’allarme di Decaro: “La Puglia spende 345 milioni per mobilità passiva bisogna mettere un freno”

“In Puglia spendiamo 345 milioni di euro di mobilità passiva: 246 milioni per i ricoveri che sono in tutto 53mila. Ricoveri di cittadini pugliesi fuori regione, che poi la Regione Puglia deve ristorare alle altre regioni del nostro Paese. Il 64% di questi ricoveri viene fatto non alle strutture pubbliche, ma alle cliniche private delle altre regioni in particolare in Emilia-Romagna, Lombardia, nel Veneto e nel Lazio”. Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, in un video sulle sue pagine social.

“Soldi spesi – spiega – non tanto per le cure salvavita e ad alta specializzazione, che continueremo a sostenere, quanto, per la maggior parte, per interventi effettuati in cliniche private fuori regione che potrebbero essere invece eseguiti in Puglia”. “Per ridurre la mobilità passiva e ridurre il deficit economico – evidenzia – dobbiamo migliorare l’offerta sanitaria nella nostra regione. Ma andando ad analizzare i dati si accorge che la stragrande maggioranza dei ricoveri e delle operazioni chirurgiche fuori regione non sono legate a patologie particolari. Non parliamo di operazioni salvavita, si tratta d’interventi che si fanno normalmente anche nella nostra regione con un elevato grado di professionalità”.

Solo per Ortopedia, ha riferito il governatore, vengono spesi “70 milioni di euro fuori regione, e l’85% verso cliniche private. Ci sono medici pugliesi che operano pazienti pugliesi in altre regioni. Questo è un sistema che non può continuare, per questo motivo abbiamo approvato una delibera che ha dato mandato al Dipartimento della Salute di fare degli accordi con le altre regioni, perché non è giusto spostare i pazienti in altre regioni e far pagare alla collettività il costo complessivo di questa mobilità passiva”. “L’obiettivo – ha concluso Decaro – è quello di recuperare le risorse della mobilità passiva e investirle nelle strutture ospedaliere della nostra regione per permettere ai cittadini pugliesi di curarsi vicino casa”.

Procede intanto il piano per la riduzione delle liste d’attesa. Sale operatorie attive anche per interventi complessi di neurochirurgia, inclusa quella pediatrica, nel weekend pre-pasquale al Policlinico di Bari. Prosegue così il piano straordinario.

Ne dà notizia il Policlinico sottolineando che “tra oggi e domani sono previste 367 prestazioni complessive tra visite, esami diagnostici e interventi chirurgici nell’ospedale universitario barese: si tratta di prestazioni che rientrano nel piano di azioni promosse dalla Regione Puglia per ampliare l’offerta assistenziale e ridurre i tempi di attesa dei pazienti con priorità urgente o breve”.

Nel dettaglio, sono programmate 329 prestazioni ambulatoriali di cui 206 prime visite, fondamentali per favorire l’ingresso dei pazienti nei percorsi assistenziali. Tra queste, visite in cardiologia pediatrica, otorinolaringoiatria, dermatologia, medicina interna, nefrologia, urologia e pneumologia. Parallelamente, sono programmate 123 prestazioni diagnostiche strumentali, tra ecografie, mammografie, esami audiometrici e Tac. Infine l’attività chirurgica, con 38 interventi programmati, in particolare nell’ambito della neurochirurgia, ginecologia, urologia e oculistica.

Sanità Puglia, entro il 2028 addio a 702 medici di famiglia: andranno in pensione. Il report di Gimbe

Entro il 2028, in Puglia mancheranno 702 medici di Medicina generale perché raggiungendo i 70 anni di età andranno in pensione. È quanto emerge da una indagine svolta dalla fondazione Gimbe e relativa alla carenza di medici di base.

Secondo la fondazione dal primo gennaio dell’anno scorso, in Puglia mancano 279 medici di famiglia mentre il numero medio di assistiti dal primo gennaio 2025 a oggi, è di un medico per 1.331 assistiti (media nazionale 1.383).

Nel report si sottolinea che tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicina generale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale che è pari 14,1%. Inoltre, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati il 27 per cento in più rispetto ai posti disponibili.

Mobilità passiva, assunzioni e spesa farmaceutica: il disavanzo della Sanità in Puglia è di 369 milioni di euro

Il disavanzo della sanità in Puglia, relativo al 2025, ammonta a 369 milioni di euro. La cifra è emersa nell’incontro di verifica tra la struttura tecnica del Dipartimento Salute della Regione Puglia e i dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero della salute che si è tenuto a Roma ieri.

Come viene comunicato in una nota dalla Regione Puglia “sull’innalzamento della spesa 2025, per gli uffici, avrebbe pesato l’aumento dei costi relativi alla sanità, stimato dello stesso Ministero nei termini di un più 4% compensato solo parzialmente da uno stanziamento statale per la Puglia aumentato solo dell’1%”.

Viene evidenziato che sull’aumento della spesa 2025 hanno inciso “prevalentemente la mobilità passiva (pazienti che vanno a curarsi in altre Regioni italiane), la spesa farmaceutica, il costo del personale per i rinnovi contrattuali e le assunzioni”.

Secondo la regione Puglia “note positive sono emerse dalla valutazione dell’erogazione delle prestazioni (Nuovo Sistema di Garanzia): i risultati preliminari 2024 confermano il raggiungimento delle soglie di adempienza in tutte le aree assistenziali, ed evidenziano per la maggior parte degli indicatori un ulteriore miglioramento rispetto all’anno precedente”.

“L’attuale governo regionale con riguardo al 2026 ha messo in campo misure di riduzione delle liste d’attesa e intende operare nell’ambito del prossimo Programma Operativo ad una riorganizzazione dei servizi sanitari che consenta di continuare a migliorare la risposta ai bisogni di salute dei cittadini”.

“Il confronto con i Ministeri affiancanti continuerà nelle prossime settimane per giungere a una valutazione definitiva del deficit sanitario del 2025, a seguito della quale – concludono dalla Regione Puglia – saranno individuate le azioni necessarie al ripianamento della spesa pregressa”.

Liste d’attesa in Puglia, anticipate 34mila prenotazioni ma in 19mila rifiutano: il report

Dal 2 febbraio al 4 marzo sono state richiamate 75.315 persone, anticipate 34.007 prenotazioni, eseguite 24.269 prestazioni nell’ambito del piano della Regione Puglia per il recupero e abbattimento delle liste d’attesa.

I dati emergono a un mese di distanza dall’avvio del progetto. In particolare per le visite e gli esami con priorità U (urgenti) e B (brevi) i recall sono stati 66.955, le prenotazioni anticipate 33.077 e quelle già erogate 21.368; per i ricoveri le persone già contattate sono 8.360, i ricoveri anticipati 930, gli interventi eseguiti 1.198. Il numero dei rifiuti relativo a esami specialistici è pari a 19.226.

Nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 4 marzo l’attività di recall è stata particolarmente intensa con 29.232 persone richiamate per visite ed esami e 2.006 per i ricoveri.

Dal report di un’azienda sanitaria – informa la Regione – è emerso che in circa il 40% delle prescrizioni il codice di priorità non appare coerente con la prestazione richiesta, indicando una potenziale inappropriatezza che andrà poi valutata nel dettaglio. Il monitoraggio partirà da alcune prestazioni sentinella (ad esempio colonscopie e RM) per poi estendersi progressivamente, con l’obiettivo di strutturare strumenti di verifica omogenei e percorsi di confronto con i prescrittori.

Riabilitazione sospesa a 17enne autistica, il dramma di Francesca. Il papà: “Non è pericolosa”

“Scusatemi per la commozione ma è dura”. Ha inizio così una chiacchierata dapprima informale e poi con le telecamere accese con Michele Marrone, papà di Francesca, una giovane affetta da autismo di livello tre.

La storia della diciassettenne era stata posta al centro dell’attenzione mediatica già qualche anno fa in seguito ad un problema legato alle cure dentarie ospedaliere successivamente risolto dopo non pochi sballottamenti della famiglia. A distanza di poco tempo la vita di Francesca parrebbe essersi complicata ancor più del dovuto in seguito ad un allontanamento dalla struttura richiesto, e sottoscritto, dall’istituto che frequentava.

La motivazione risiederebbe nella pericolosità della giovane. Papà Michele però non ci sta e decide ancora una volta, per amore di sua figlia e della verità, di andare a fondo alla vicenda. Le domande che la famiglia si pone sono legate proprio al principio di pericolo al quale l’istituto rimanda: “Se così fosse dovrei temere per la vita di mia figlia? Potrebbe compiere qualche gesto improvviso e pericoloso?”.

Interrogativi leciti che non troverebbero una valida risposta da parte degli enti preposti. Un altro problema presente è quello legato al piano terapeutico della diciassettenne che a causa di alcuni psicofarmaci somministratele in passato si è trovata a dover gestire sbalzi ormonali, aumento di peso e molti squilibri nei valori degli esami a cui è stata sottoposta.

Tra i protagonisti sanitari della vicenda un ping-pong in classico stile italiano. Responsabilità che passano da un ente ad un altro, da una pec ad una mail con il tentativo di far sbrogliare la matassa sempre ad altri. Ma quello su cui dovremmo riflettere è: chi aiuta queste famiglie se le istituzioni sanitarie non mettono a disposizione del popolo il proprio sapere?