Torniamo ad occuparci della sp84 che collega Adelfia e Rutigliano e delle buche killer che hanno causato una strage di ruote. Decine le segnalazioni in questi giorni di maltempo che non hanno dato tregua al Barese e alla Puglia. Nella stazione di servizio, situata a pochi metri di distanza da una grande voragine, lo scenario è apocalittico.
Bari, tentata strage nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova: arrestato il 39enne Francesco Cuoccio
È Francesco Cuoccio, 39 anni, residente a Bari, l’uomo arrestato con l’accusa di fabbricazione e porto abusivo di ordigni e turbamento di funzioni religiose dopo aver tentato di introdurre un ordigno incendiario nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova in via Buccari, nel quartiere Carrassi.
Secondo il gip Nicola Bonante, che ha disposto la custodia cautelare in carcere su richiesta del pm Marcello Quercia, l’uomo aveva preparato un congegno artigianale composto da una tanica con benzina, fiammiferi e una sigaretta, con cui avrebbe potuto provocare un incendio durante una cerimonia religiosa. Nella sala erano presenti circa 78 fedeli, tra cui anche bambini.
Il piano è stato sventato grazie ai volontari della comunità, che hanno avvertito odore di benzina e hanno allontanato l’uomo prima che l’ordigno potesse essere attivato. Le indagini hanno ricostruito i suoi movimenti: prima l’acquisto della benzina in una stazione di servizio nel sottopassaggio di piazza Sant’Antonio, poi il trasporto del contenitore fino al luogo di culto in una busta blu utilizzando una bicicletta a noleggio. Telecamere e testimonianze hanno confermato la sua responsabilità.
Il giudice ha evidenziato la pericolosità sociale dell’indagato e il rischio di reiterazione del reato, ritenendo il carcere l’unica misura adeguata. I motivi del gesto non sono ancora chiari, ma non si esclude una possibile matrice teologica o fanatismo religioso. Cuoccio è ora detenuto in attesa dell’interrogatorio di garanzia, mentre proseguono le indagini.
Strage di telefoni nei taxi, scoperto il ladro: “Un tossico egiziano. Sta in piazza Umberto”
Strage di telefoni nei taxi di Bari, al peggio non c’è mai fine. Ci siamo recati in piazza Moro per raccogliere la denuncia dei tassisti dopo gli ultimi colpi messi a segno, uno di questi è stato immortalato dalla dash cam di uno dei mezzi. Il ladro è stato identificato, è un tossico egiziano che staziona in piazza Umberto.
Molfetta, l’ex carabiniere che ha fermato il ladro col kalashnikov: “Ho evitato una strage ma non sono un eroe”
“Tutto sommato bene. Ho una frattura della tibia e la rotula è completamente andata”. Inizia così il racconto di Carlo Piazzolla, il carabiniere in pensione di 65 anni che ieri ha fermato nel parcheggio il rapinatore che ha seminato il panico al Gran Shopping di Molfetta.
L’uomo, che è stato arrestato con le accusa di rapina, lesioni e porto d’arma da guerra, ha svaligiato indisturbato una gioielleria. Era armato e sono stati esplosi alcuni colpi di kalashnikov all’esterno. Piazzola è ricoverato al Policlinico.
“Mi trovavo al centro commerciale per caso. Stavo prendendo un caffè con mia sorella e ho iniziato a sentire un po’ di trambusto – le parole di Piazzolla a La Repubblica -. Volevo capire cosa stesse succedendo e mi hanno detto che c’era un uomo armato che stava facendo una rapina. Sono andato a vedere nonostante mia sorella mi dicesse di lasciar perdere. Ero in una zona defilata e l’ho visto riempire i due sacchi di merce. Così l’ho seguito nel parcheggio. Poi è successo quello che tutti hanno visto nei video. Ho visto subito che era un kalashnikov AK-47, l’ho riconosciuto”.
“Non mi aspettavo che sparasse. Io però sono andato subito diretto verso di lui. Lui ha capito le mie intenzioni e ha alzato subito l’arma contro di me. Ho pensato: ‘Se non reagisco, mi spara nello stomaco’. Volevo immobilizzarlo. Il mio scopo era quello di saltargli addosso e renderlo innocuo. Poi ha sparato. Fortunatamente sono riuscito ad abbassare la canna della mitragliatrice. I colpi mi hanno preso la gamba. Nell’attimo in cui ha sparato ho subito spostata l’arma. Avrebbe potuto colpire i passanti e tutti quelli che erano lì intorno. E intanto mi avrebbe preso, perché aveva l’arma rivolta verso di me.
“Mi sono tappato i buchi fatti dai proiettili, da cui ha cominciato a uscire il sangue – ha aggiunto -. Sono anche cardiopatico, per cui ho chiesto subito di chiamare un’ambulanza perché temevo un’emorragia. Non ho pensato di morire. Ho fatto il carabiniere per quarant’anni, ero luogotenente. Queste cose o ce le hai o non ce le hai. Ora sono in pensione, non l’ho fatto per qualche ricompensa o avanzamento di carriera. Lui era a terra e ho pensato: finalmente l’incubo è finito. Poi mi sono preoccupato dalle mie ferite. Non mi sento un eroe, assolutamente no”.
La strage dei ciclisti di Andria a Terlizzi, eseguite le autopsie: “Gravi traumi, fratture e lesioni agli organi interni”
Sono state eseguite nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari le autopsie sui corpi di Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, i ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un’auto mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino a Terlizzi.
Sui corpi sono stati rilevati gravi traumatismi, fratture e lesioni agli organi interni. Sono in corso altri accertamenti che riguardano anche le divise indossate delle vittime che erano tutte di Andria e componenti di CicloAvis, la sezione cittadina degli amanti della bici dell’Avis. Le salme saranno riconsegnate domani alle famiglie.
La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio stradale plurimo per fare chiarezza ed ha iscritto nel registro degli indagati il conducente dell’auto che ha investito i tre. Si tratta di un 30enne del Barese.
La strage dei ciclisti di Andria a Terlizzi, al via le autopsie: il 30enne di Ruvo indagato per omicidio non ricorda nulla
Al via le autopsie sui corpi del 70enne Antonio Porro, del 50enne Vincenzo Mantovani e del 30enne Sandro Abruzzese, i tre ciclisti tutti andriesi del gruppo sportivo Avis di Andria deceduti domenica mattina sulla provinciale 231 all’altezza di Terlizzi dall’auto guidata da un 30enne di Ruvo.
Il gruppo era composto da 5 ciclisti, i due in coda sono stati solo sfiorati, mentre i tre davanti colpiti in pieno e morti sul colpo. L’automobilista è sceso dall’auto (schiantata sullo spartitraffico centrale della provinciale) dopo l’impatto e ha chiamato i soccorsi, prima di buttarsi disperato sull’asfalto, disperato.
È rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale in stato di choc, continua ad affermare di non ricordare nulla dell’accaduto e di non averli visti a causa del sole. Ora risulta indagato per omicidio stradale plurimo.
Le indagini dei carabinieri sono coordinate dalla Procura di Trani, dalle prime ricostruzioni l’auto andava a 150 chilometri all’ora quando il limite è di 90. È stato sequestrato il suo telefonino, così come i mezzi coinvolti nel tragico schianto, e si stanno passando a setaccio le chat e i tabulati telefonici. Si attende l’esito dei test su droga e alcol eseguiti sul 30enne.
La violenza dell’impatto è impressa nelle condizioni delle tre bici. Una ruota posteriore piegata in due, l’altra spezzata a metà, mentre una delle tre bici è volata oltre il guardrail fino al margine esterno della carreggiata complanare.
I tre ciclisti, dopo un volo di diversi metri, sono caduti sanguinanti e immobili sull’asfalto. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto per i tre non c’era più nulla da fare. Una volta concluse le autopsie, le salme saranno riconsegnate alle famiglie per i funerali. Ad Andria è già annunciato il lutto cittadino per quel giorno.
Bari, decine di gomme forate fuori dal Municipio 1: sulle tracce dello psicopatico di via Garruba
Un altro mistero avvolge la città di Bari. Questa volta ci troviamo in via Garruba dove uno psicopatico ha forato una decina di gomme fuori dal Municipio I sabato scorso.
Un’altra vicenda su cui Quinto Potere accende inevitabilmente i suoi riflettori, alla ricerca del responsabile. Chissà che un aiuto non possa arrivare dalle diverse telecamere di videosorveglianza posizionate nella zona.
Mega discarica al deposito Amiu di San Pio, rifiuti e bidoni in fiamme: “Poteva essere una strage”
Giocattoli, diplomi, camere da letto intere, mobili di ogni tipo, pezzi di aiuto e tanto altro. Siamo tornati per l’ennesima volta alle spalle del deposito Amiu di San Pio dove puntualmente si formano cumuli d’immondizia.
Continue readingStrage di via D’Amelio, Bari ricorda Borsellino e gli agenti della scorta. Emiliano: “Persone straordinarie”
Questa mattina, nell’Aula Magna della Corte di Appello di Bari, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha preso parte alla cerimonia di commemorazione del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli, vittime della strage mafiosa di via D’Amelio, a Palermo.
“Il 19 luglio del 1992 – ha dichiarato Emiliano – è una data indimenticabile. Era domenica, ero al mare e avevo mio figlio sulle spalle. Mia cognata mi venne incontro e mi disse solo queste parole: “Michele… Borsellino”. Ed io capii che avevamo perso anche lui. In questa giornata, le parole si moltiplicano e io non vorrei aggiungerne ancora. So solo che da tanti anni, persino da prima della strage di via D’Amelio, viviamo la malinconia delle occasioni perdute e di persone straordinarie che abbiamo perso e che sarebbero state utili all’Italia anche oggi. E quindi ricordiamo così anche Paolo Borsellino e tutti i suoi angeli custodi”.
Musica oltre la mezzanotte e tavolini all’esterno, strage a Bari: 6 locali chiusi per diversi giorni
Dal quartiere Umbertino a corso Vittorio Emanuele, locali chiusi da 3 a 5 giorni. Il neo sindaco di Bari, Vito Leccese, ha parlato della delega del “sindaco di notte” che dovrà occuparsi principalmente dei problemi legati alla movida.
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