Omicidio Magellano a Bari, processo al via a settembre: giudizio immediato per il 42enne Maurizio Pastore

La Procura di Bari ha ottenuto il giudizio immediato per Maurizio Pastore, il 42enne accusato dell’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà di Amleto Magellano, il 39enne ucciso il 17 gennaio scorso a Bari. Il processo davanti alla Corte d’Assise inizierà l’8 settembre. L’imputato è detenuto dal 22 gennaio, cinque giorni dopo il delitto.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, basata sulle testimonianze di familiari e vicini di casa e sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, il 42enne avrebbe raggiunto la vittima a piedi, colpendola con undici coltellate all’addome e al torace, due delle quali risultate mortali perché dirette a cuore e polmone.

La moglie della vittima ha inoltre riferito agli inquirenti che già un anno prima l’uomo avrebbe aggredito il marito con un martello, presumibilmente per una richiesta di denaro rimasta senza risposta. Secondo l’accusa, questo sarebbe il movente alla base dell’omicidio.

Bari, tentata strage nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova: chiesto il giudizio immediato per il 39enne Cuoccio

Prove ritenute evidenti e richiesta di giudizio immediato: è questa la posizione della Procura di Bari nei confronti di Francesco Cuoccio, 39enne incensurato, accusato di aver pianificato un attacco incendiario all’interno di un luogo di culto.

Secondo il procuratore aggiunto Marcello Quercia, gli elementi raccolti dagli inquirenti sarebbero sufficienti a evitare la fase dell’udienza preliminare e procedere direttamente al processo. I fatti risalgono al 1° marzo scorso, quando l’uomo si è introdotto nel tempio dei Testimoni di Geova nel rione Carrassi, dove erano presenti circa 70 fedeli, tra cui anche alcuni bambini.

Cuoccio si era presentato con occhiali da vista e una busta azzurra. All’interno, come accertato successivamente, erano nascosti una tanica di benzina e un innesco artigianale, configurando un potenziale ordigno incendiario.

L’uomo è stato arrestato pochi giorni dopo dagli agenti della Digos di Bari nel suo appartamento. Le indagini hanno ricostruito i suoi movimenti: era arrivato sul posto con una bicicletta a noleggio ed era stato ripreso dalle telecamere di un distributore di carburante mentre riempiva la tanica.

Le accuse nei suoi confronti sono gravi: fabbricazione o detenzione di materie esplodenti, fabbricazione e porto di ordigno incendiario e turbamento di funzioni religiose. Durante gli interrogatori, Cuoccio non avrebbe fornito alcuna spiegazione plausibile sul movente del gesto.

Pompiere foggiano pestato in discoteca a Rimini: chiesto giudizio immediato per il buttafuori albanese

La Procura di Rimini ha chiesto il rinvio a giudizio immediato per Klajdi Mjeshtri, il buttafuori 28enne di origini albanesi detenuto in carcere e accusato dell’omicidio del 34enne Giuseppe Tucci, vigile del fuoco foggiano in servizio a Rimini morto a giugno scorso dopo essere stato picchiato dall’esterno della discoteca Frontemare in seguito ad un litigio per una ragazza. Secondo la tesi accusatoria ci sono anche due aggravanti. La prima relativa al fatto che il 34enne pugliese è stato colpito mentre era trattenuto da altri due buttafuori, la seconda legata all’abuso di prestazione d’opera. Tucci ha lasciato una compagna e un figlio.