Andria, saltano in aria mentre maneggiano esplosivo per assalto ai bancomat: identificati i due morti

Sarebbero stati identificati i due uomini i cui corpi, dilaniati da una violenta esplosione, sono stati trovati sul retro di una villa nelle campagne di Andria, lungo la strada provinciale 155, in direzione del bivio per Montegrosso, Minervino Murge e Castel del Monte.

Si tratterebbe di due quarantenni: un cittadino italiano, originario di un comune del Sud Foggiano, la cui scomparsa era stata denunciata dai familiari, e un uomo di origine rumena. L’identificazione sarebbe avvenuta attraverso alcuni elementi, tra cui le impronte digitali e, a quanto si apprende, anche un particolare riconducibile a uno dei due, come un orecchino.

La prima ricostruzione degli investigatori porta a ritenere che i due siano morti mentre stavano maneggiando dell’esplosivo, probabilmente destinato alla preparazione di ordigni utilizzati negli assalti agli sportelli automatici di banche e uffici postali. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che stessero lavorando a una cosiddetta “marmotta”, un ordigno artigianale impiegato proprio per far esplodere i bancomat e accedere al denaro contenuto all’interno.

La dinamica esatta dell’incidente, tuttavia, dovrà essere ricostruita dagli investigatori. Lunedì è prevista l’autopsia sui corpi al Policlinico di Bari, un accertamento che potrebbe fornire ulteriori elementi sulle cause e sulle modalità della morte.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, si stanno concentrando anche sulla provenienza dell’esplosivo e sull’eventuale presenza di altre persone coinvolte. Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo gli spostamenti di una Ford Kuga rubata, rinvenuta all’interno della villetta.

Il proprietario dell’immobile, un 77enne, non risulterebbe coinvolto nella vicenda. La Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti e sono in corso tutti gli accertamenti per capire perché i due uomini si trovassero nella villa e quale fosse la loro destinazione finale dell’esplosivo.

L’ipotesi investigativa è dunque quella di un’esplosione accidentale avvenuta durante la preparazione dell’ordigno, ma saranno gli accertamenti tecnici e l’autopsia a chiarire definitivamente cosa sia accaduto.

Preparano bombe per assalti ai bancomat e saltano in aria: due morti ad Andria. I corpi trovati in campagna

Due persone sono morte in seguito a una violenta esplosione avvenuta alla periferia di Andria, lungo la provinciale 155. Secondo una prima ipotesi, i due potrebbero essere rimasti vittime dello scoppio mentre maneggiavano materiale esplosivo destinato alle cosiddette marmotte, le cariche utilizzate dalle bande criminali per far saltare in aria gli sportelli bancomat.

I corpi sono stati rinvenuti dai carabinieri nelle vicinanze di una villetta. Poco distante è stata trovata anche un’automobile risultata rubata, elemento che potrebbe fornire ulteriori elementi agli investigatori per ricostruire quanto accaduto.

A lanciare l’allarme è stato il proprietario dell’immobile. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli artificieri dell’Arma, impegnati nei rilievi e negli accertamenti per chiarire la dinamica dell’esplosione e stabilire l’origine del materiale utilizzato.

Assalto ai bancomat, in Puglia si scrive la storia. Nella stessa notte tre colpi tra Trani, Andria e Corato

Tre bancomat assaltati nel giro di pochi minuti hanno scosso la notte tra Trani, Corato e Andria. La vicinanza temporale e le modalità degli attacchi fanno ipotizzare un possibile collegamento tra i tre episodi, sul quale sono ora al lavoro gli investigatori.

A Trani, in via Malcangi, è stato preso di mira lo sportello UniCredit. I malviventi avrebbero provocato due esplosioni, senza però riuscire a portare via il denaro. Sul posto sono intervenuti la Polizia di Stato e le guardie giurate della Sicuritalia.

Ad Andria, l’obiettivo è stata la BCC di via Don Luigi Sturzo. La deflagrazione ha causato ingenti danni alla filiale e ad alcune auto parcheggiate. I malviventi sarebbero riusciti a fuggire con del denaro, mentre il bottino è ancora da quantificare.

A Corato, infine, è stato assaltato lo sportello BdM di viale Vittorio Veneto. L’esplosione ha scagliato detriti a decine di metri, danneggiando anche una saracinesca e alcune vetture. Sono in corso accertamenti per stabilire se sia stato sottratto denaro.

In tutti e tre i casi sarebbe stata utilizzata la cosiddetta tecnica della “marmotta”. Fortunatamente non si registrano feriti. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo la sequenza degli assalti per verificare se dietro i tre colpi possa esserci la stessa banda.

Omicidio a Trani, dalla grigliata alla rissa fatale: così è morto il 18enne Cosimo Quagliarella. Andria in lutto

Una serata trascorsa insieme agli amici, una grigliata, poi il caos. È il tragico epilogo della notte di violenza che ha sconvolto Trani e Andria e che è costato la vita a Cosimo Quagliarella, 18 anni, residente ad Andria, morto dopo essere stato colpito con tre fendenti alla schiena.

L’omicidio è avvenuto in piazza Giovanni Paolo II, la cosiddetta «pinetina» di via Andria. Il giovane si trovava con alcuni amici per una grigliata quando, secondo la prima ricostruzione degli investigatori, sarebbe arrivato un altro gruppo di ragazzi. In pochi istanti la situazione sarebbe degenerata, trasformando un diverbio in una violenta aggressione fatta di calci e pugni, anche davanti a famiglie e bambini presenti nella zona.

Le testimonianze raccolte finora parlano anche di presunti colpi di pistola, un elemento che dovrà essere verificato dagli investigatori. La rissa si sarebbe poi spostata nelle strade circostanti, lasciando dietro di sé anche danni ad alcuni portoni condominiali.

Al centro delle indagini dei carabinieri ci sarebbe uno scontro tra due gruppi di giovani, uno proveniente da Trani e l’altro da Andria. Proprio al gruppo andriese apparteneva la vittima. Gli investigatori stanno ascoltando numerosi testimoni e avrebbero già individuato alcuni dei giovani coinvolti. Tra loro potrebbe esserci anche chi ha materialmente sferrato i colpi mortali.

Cosimo è stato soccorso e trasportato inizialmente al presidio territoriale di Trani. Le sue condizioni erano però gravissime ed è stato successivamente trasferito all’ospedale di Bisceglie, dove è morto a causa delle ferite riportate alla schiena.

Una tragedia che ha lasciato sgomenta anche la comunità di Andria. La sindaca Giovanna Bruno ha espresso il proprio dolore per la morte del 18enne, sottolineando quanto sia difficile commentare una vicenda simile.

«Siamo genitori e abbiamo figli, commentare una tragedia simile è oltremodo difficile», ha dichiarato la prima cittadina, definendo quanto accaduto «un episodio che rasenta l’inverosimile, se non fosse simile a tanti altri avvenimenti che denotano un imbarbarimento sociale».

Bruno ha poi sottolineato come, al di là degli elementi ancora da chiarire, le notizie emerse siano «raccapriccianti». E ha affidato a una frase il dolore per una giovane vita spezzata: «Un giovane figlio di madre non c’è più perché ucciso da follia omicida».

Ora saranno le indagini a ricostruire con precisione la dinamica della rissa, chiarire chi abbia partecipato all’aggressione e individuare le responsabilità per la morte di Cosimo. Sullo sfondo resta una domanda difficile da cancellare: come sia stato possibile che una serata apparentemente normale si trasformasse, in pochi minuti, in una tragedia costata la vita a un ragazzo di appena 18 anni.

L’odore insospettisce i vicini: 58enne trovato morto in casa ad Andria. Il decesso risalirebbe a quattro giorni fa

Macabra scoperta questa mattina, 4 agosto, in un appartamento di via Vittoria, nel centro di Andria, dove un uomo di 58 anni è stato trovato senza vita. A far scattare l’allarme sono stati i vicini, preoccupati per il forte odore proveniente dall’abitazione e dall’assenza di notizie dell’uomo da venerdì scorso.

Sul posto sono intervenuti Polizia di Stato, Polizia Locale e due équipe del 118, provenienti da Andria e Barletta, che hanno potuto soltanto constatare il decesso. Secondo una prima valutazione medica, la morte risalirebbe ad almeno quattro giorni fa.

Durante il sopralluogo è emerso che la porta d’ingresso dell’appartamento non era chiusa, elemento ora al vaglio degli investigatori insieme agli altri rilievi eseguiti nell’abitazione. Le cause del decesso sono in fase di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria, anche se al momento l’ipotesi prevalente è quella di una morte per cause naturali.

Ad Alliste invece il corpo di un 34enne senza vita è stato trovato questa mattina in un appartamento dai carabinieri. Secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di un tossicodipendente deceduto forse da un paio di giorni. Il corpo è stato portato all’ospedale di Lecce.

Mattarella telefona a una bambina di Andria affetta da Sma dopo una sua lettera: “Grande umanità”

Una telefonata inaspettata ha regalato un momento di grande emozione a Giulia, una bambina di Andria affetta da Sma, che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A renderlo noto è stata la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, con un post pubblicato sui social in occasione del compleanno del Capo dello Stato.

La piccola non aveva potuto partecipare, lo scorso 12 luglio, alla cerimonia per il decennale del disastro ferroviario alla presenza del presidente. Per questo aveva deciso di affidargli una lettera, consegnata tramite la sindaca.

Bruno ha raccontato che Mattarella ha poi telefonato personalmente a Giulia, sorprendendo la madre Giusy. “Lo spessore di un uomo non è il suo ruolo, ma il suo stile. La sua umanità”, ha scritto la prima cittadina, ringraziando il presidente per il gesto.

Infine, un pensiero rivolto alla bambina, attualmente ricoverata a Roma per le cure. “Un grandissimo abbraccio, più forte della tua infinita forza, disarmante come il sorriso e la positività dei tuoi fantastici genitori”, ha concluso la sindaca.

Femminicidio ad Andria, Vincenza Angrisano uccisa davanti ai figli: ergastolo confermato per il marito Luigi Leonetti

La Corte d’Assise d’Appello di Bari ha confermato la condanna all’ergastolo per Luigi Leonetti, riconosciuto colpevole dell’omicidio della moglie Vincenza Angrisano, avvenuto il 28 novembre 2023 in un’abitazione alla periferia di Andria, alla presenza dei due figli minori.

La sentenza conferma la decisione emessa dal Tribunale di Trani l’11 luglio 2025. Leonetti aveva confessato subito il delitto, chiedendo scusa ai figli, alla moglie e ai familiari.

Durante il processo ha sostenuto di aver agito al culmine dell’ennesimo litigio, incapace di accettare la relazione extraconiugale della moglie e la sua decisione di lasciare l’abitazione familiare. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Andria, scoperto centro estetico abusivo. Blitz della Finanza: sequestrati locale e attrezzature

Uno studio estetico completamente attrezzato, ma privo di qualsiasi autorizzazione amministrativa e fiscale. È quanto hanno scoperto i finanzieri della Compagnia di Andria durante un controllo del territorio, insospettiti dal continuo via vai di clienti davanti a un locale senza insegne commerciali.

Gli accertamenti hanno rivelato che l’attività era totalmente abusiva e sconosciuta al fisco. All’interno del salone, suddiviso in tre stanze, erano presenti lettini per trattamenti, postazioni per trucco e parrucchiere e numerose attrezzature professionali, oltre a diplomi esposti, sulla cui autenticità sono in corso verifiche.

La Guardia di Finanza ha sequestrato strumenti e attrezzature, apponendo i sigilli al locale per impedirne la prosecuzione dell’attività. La titolare è stata segnalata alle competenti autorità amministrative.

Schianto in auto, Andria piange Simone Beneloucif: tre anni fa la stessa sorte al fratello Alessio

Si chiamava Simone Beneloucif, aveva 21 anni, il giovane morto nella notte nel tragico incidente avvenuto sulla tangenziale di Andria, in direzione Corato. Una tragedia che riporta alla memoria un dolore già vissuto dalla famiglia: appena tre anni fa, infatti, aveva perso la vita anche il fratello maggiore Alessio, morto a 29 anni in un incidente sulla strada provinciale 1 alle porte della città.

L’ultimo schianto ha coinvolto tre veicoli. Simone era alla guida di una piccola utilitaria ed è stato estratto senza vita dall’abitacolo dai vigili del fuoco. Nell’impatto sono rimasti coinvolti anche un uomo di 44 anni e una donna di 30 anni che viaggiava a bordo di una Fiat 500. Quest’ultima ha riportato contusioni e una frattura ed è stata trasportata in ospedale dal personale del 118.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per ricostruire la dinamica dello schianto. I tre veicoli sono stati posti sotto sequestro.

La comunità di Andria si è stretta ancora una volta attorno alla famiglia Beneloucif, colpita da un secondo lutto devastante. Due figli, due giovani vite spezzate sulla strada nel giro di appena tre anni: una drammatica coincidenza che ha profondamente scosso l’intera città.

Mattarella ad Andria per il decennale della strage ferroviaria: strette di mano e baci ai familiari delle vittime

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lasciato il luogo della cerimonia organizzata in occasione del decennale della strage ferroviaria avvenuta sulla linea Andria-Corato che provocò, il 12 luglio 2016, 23 morti e 51 feriti. Il Capo dello Stato ha salutato con strette di mano e qualche bacio i famigliari delle vittime, ai quali ha rivolto parole di conforto.

Poi si è fermato davanti alla statua scultorea dal titolo ‘La Comunità’ del maestro Cosimo Giuliano, che viene inaugurata oggi, che rappresenta la forza che emerge quando le persone si stringono le une alle altre di fronte al dolore. Il presidente è poi ripartito salutato da un applauso della folla in strada.

Prima dell’arrivo di Mattarella, alle 11.05, è stato osservato un minuto di silenzio seguito da 23 rintocchi di campana e dalla lettura dei 23 nomi delle vittime dello scontro tra i due treni della Ferrotramviaria.

Intervenendo alla cerimonia di commemorazione, il governatore Antonio Decaro ha sottolineato come il disastro abbia provocato “una ferita profonda che non si rimarginerà mai e che ha segnato per sempre la storia della Puglia e dei pugliesi”. “Da quel giorno – ha aggiunto – sono passati dieci anni, ma l’atrocità di quel disastro resterà impressa nei nostri occhi e nei nostri cuori. Perché una vita spezzata lo è per sempre. E mentre tutto intorno a noi, seppur a fatica, ha inseguito disperatamente il tentativo di tornare alla normalità, a voi, familiari delle vittime, nessuno restituirà i vostri figli, le vostre sorelle, i vostri fratelli, le vostre madri e i vostri padri. A voi, superstiti e custodi di questa tragedia, resta il compito più duro: fare i conti con il dolore. A noi resta il dovere della memoria e la speranza, in occasioni come questa, di saper trovare parole di conforto capaci di testimoniare che il vostro dolore è anche il nostro”.

La sindaca di Andria Giovanna Bruno, ha voluto ricordare i 10 anni di “giusta rabbia”: “Ventitré nomi: un vuoto infinito. Reso ancor più violento da questi 10 anni trascorsi. Rabbia, tanta. Giusta, necessaria. Perché 23 – ha chiarito la prima cittadina – non è un numero, sono le case spente all’improvviso con lo stesso accecante buio. Gli oltre 50 feriti non sono figurine dell’album dell’orrore: sono persone in carne e ossa che i segni della tragedia ce li hanno ormai perennemente tatuati sul corpo”.