Omicidio Dino Carta a Foggia, caccia aperta al killer. Si cercano nuove prove: analizzati gli abiti della vittima

Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Dino Carta, il 42enne personal trainer ucciso il 13 aprile scorso. Gli investigatori stanno analizzando ogni elemento utile per risalire all’assassino, partendo dagli abiti indossati dalla vittima la sera del delitto.

Gli accertamenti puntano a chiarire dettagli cruciali: dalla distanza degli spari alla possibile presenza di segni di colluttazione, fino all’eventuale rinvenimento di tracce biologiche – come capelli o fibre – che possano condurre al responsabile.

Al momento, gli inquirenti seguono la pista di una figura ancora senza volto: una persona in bicicletta, con il capo coperto da un cappuccio, ripresa nei pressi del luogo dell’agguato poco prima degli spari. Fondamentale potrebbe essere anche il contributo di una donna avvistata nella zona circa venti secondi dopo i quattro colpi mortali: potrebbe trattarsi di una testimone chiave.

Nei giorni scorsi, inoltre, a Roma sono stati effettuati esami balistici su un caricatore che si ritiene possa essere stato perso dal killer durante la fuga. Un ulteriore tassello in un’indagine complessa, ma che gli investigatori ritengono possibile ricostruire.

Per ora viene escluso il movente legato alla criminalità organizzata. Carta, descritto come una persona tranquilla, si trovava fuori casa per una consueta passeggiata con il cane. Tra le ipotesi al vaglio emerge quella di una vendetta privata, forse collegata a un episodio avvenuto in passato nella palazzina in cui viveva, dove un giovane perse la vita cadendo da un’impalcatura.

Omicidio Carta a Foggia, caccia alla super testimone. Diffuso fermo immagine: “Era lì 20 secondi dopo fatti avanti”

Il fermo immagine che ha ripreso la presenza di una persona sul luogo e all’ora dell’omicidio di Dino Carta, il 42enne personal trainer ucciso a Foggia il 13 aprile scorso, ritrae la possibile testimone oculare 20 secondi dopo il delitto.

Nel fotogramma si vede transitare uno scooter e pochi metri dietro una donna. Sono le 21.58 e 55 secondi del 13 aprile scorso, giorno del delitto Carta il cui omicidio, a distanza di due settimane, è ancora avvolto nel mistero. Qualche secondo prima di quella immagine gli spari, quattro in sequenza, hanno ucciso il padre di famiglia incensurato e benvoluto da tutta la comunità.

“La persona ripresa dal video è verosimilmente una donna di giovane età, alla luce della postura e del passo – spiega il legale della famiglia, l’avvocato Michele Vaira, che ha diffuso il frame per permettere l’eventuale riconoscimento della persona – . È nei pressi dell’omicidio 20 secondi dopo che si odono gli spari. Può essere importante individuarla e chiederle cosa abbia visto”.

Un appello che Vaira ha già lanciato la scorsa settimana, invitando la persona, la cui immagine non è ben nitida e visibile, a farsi avanti con le forze dell’ordine o con lo stesso legale per riferire eventuali informazioni che potrebbero rivelarsi utili ai fini dell’indagine coordinata dalla procura di Foggia e condotta dai carabinieri.

Intanto sul fronte investigativo, prosegue l’analisi della registrazione audio, in cui si sentono alcune voci tra cui quella che potrebbe appartenere alla vittima. Sull’audio è stata eseguita una perizia fonica. Continua anche l’analisi delle immagini della videosorveglianza, in attesa dei risultati degli esami balistici effettuati dai carabinieri del Ris sul caricatore della pistola probabilmente perso dal killer durante la fuga.

Omicidio Carta a Foggia, possibile svolta: spunta una testimone oculare. Era sul marciapiede opposto: “Fatti viva”

Potrebbe esserci una svolta nelle indagini sull’omicidio di Dino Carta, il personal trainer ucciso lo scorso 13 aprile con quattro colpi di pistola mentre passeggiava con il cane in via Caracciolo. A catalizzare l’attenzione degli investigatori è una figura ancora senza nome: una donna ripresa dalle telecamere di videosorveglianza mentre camminava sul marciapiede opposto negli stessi istanti del delitto.

La possibile testimone, forse l’unica ad aver assistito a qualcosa di rilevante, è ora al centro degli accertamenti. Un appello diretto arriva dall’avvocato Michele Vaira, legale della famiglia della vittima: “Chiunque si riconosca nelle immagini è invitato a farsi avanti, il suo contributo potrebbe risultare decisivo per chiarire la dinamica dell’agguato”.

Intanto, proprio oggi 23 aprile, si sono svolti i funerali di Carta, mentre le indagini proseguono su più fronti. Tra questi, l’analisi delle registrazioni audio raccolte nella zona, un lavoro complesso a causa della sovrapposizione di più voci captate da una telecamera vicina al luogo dell’omicidio.

Tra le voci registrate figura anche quella di una donna che ha già chiarito di trovarsi in casa, al telefono con il marito, al momento dei fatti, confermando così la presenza di elementi estranei alla scena. Sarà la perizia fonica dei carabinieri a stabilire quali frammenti audio siano effettivamente utili alle indagini e se alcune frasi possano essere attribuite alla vittima.

In un quadro ancora frammentario, la donna ripresa dalle telecamere potrebbe rappresentare la chiave per ricostruire gli ultimi istanti di vita di Dino Carta e, soprattutto, per arrivare all’identità del suo assassino.

Omicidio Carta a Foggia, celebrati i funerali nella chiesa in cui si è sposato: “Foggia basta ribellati e alza la testa”

È arrivato in chiesta ricoperto di corone di fiori bianchi il feretro di Dino Carta il 42enne personal trainer di Foggia assassinato la sera del 13 aprile scorso a pochi metri dalla sua abitazione mentre portava il cane Maya a passeggio.

Responsabile e movente del delitto sono ancora un mistero. La bara ha fatto ingresso nella chiesa del Santissimo Salvatore dove Dino e la giovane moglie Sara si sono sposati circa due anni fa.

Ad officiare la celebrazione monsignor Giorgio Ferretti arcivescovo della diocesi Foggia Bovino. Chiesa e piazzale affollato di tantissima gente ed istituzioni. La sindaca Maria Aida Episcopo ha proclamato per la giornata il lutto cittadino. La famiglia ha chiesto alla stampa di non fare ingresso nella chiesa durante la celebrazione.

“FFoggia alza la testa! Ribellati alla violenza, all’ingiustizia, al sopruso, al pizzo, alla criminalità. Cara Foggia, non è normale che un uomo venga ucciso sulle tue strade. Non è normale che si giri armati per la città. Non è normale che i giovani abbiamo coltelli – le parole di Ferretti -. Basta mogli e figli che piangono i loro mariti. Padri e madri che piangono i figli. La scia di sangue è lunga ormai decenni. Basta sangue. Tutto questo deve finire. Lo vogliamo tutti. Lo sogniamo tutti. Alziamo la testa, con coraggio. Uniamoci, denunciamo, ribelliamoci al male. Lo dobbiamo ai nostri figli, alle prossime generazioni di questa terra. Lo dobbiamo a Dio che ci ama e piange per i peccati e le colpe di tutti”.

Omicidio Dino Carta a Foggia, domani i funerali: proclamato lutto cittadino. Attesa per i risultati degli esami

A Foggia è stato proclamato il lutto cittadino per giovedì 23 aprile, giorno dei funerali di Dino Carta, personal trainer di 42 anni ucciso il 13 aprile vicino casa. La sindaca Maria Aida Episcopo ha disposto bandiere a mezz’asta e un minuto di raccoglimento nelle sedi istituzionali, invitando i cittadini a partecipare al cordoglio.

I funerali si terranno nella chiesa del Santissimo Salvatore, officiati dall’arcivescovo Giorgio Ferretti. Intanto proseguono le indagini: si sono svolte le analisi sul caricatore della pistola trovato vicino al luogo del delitto e sugli elementi raccolti dalle telecamere di sorveglianza.

Nei giorni scorsi circa mille persone hanno partecipato a un corteo per ricordare Carta, descritto come una persona benvoluta e senza nemici apparenti. La moglie ha chiesto collaborazione per fare luce sull’omicidio, mentre la comunità attende risposte su movente e responsabili.

Omicidio Dino Carta, corteo silenzioso a Foggia. Amici portano croce di legno in spalla: “È il suo sacrificio”

Foggia è scesa in piazza ieri sera per un corteo silenzioso in ricordo di Dino Carta, il 42enne personal trainer assassinato una settimana fa, la sera del 13 aprile in via Caracciolo, mentre era in strada a pochi passi dalla sua abitazione.

Centinaia di persone si sono riunite sul luogo dell’agguato da dove il corteo è partito per giungere davanti alla parrocchia di San Francesco Saverio dove il 42enne era impegnato in attività di volontariato e come ministrante. Presenti i familiari, la giovane moglie Sara, parenti e tanti cittadini.

Un gruppo di amici porta in spalla una croce di legno. “Siamo molto credenti. È il sacrificio di Dino, la sua sofferenza”, ha detto all’ANSA il suocero Antonio Traisci. La sua morte, tutt’ora è avvolta nel mistero. Dino, che aveva una bimba di 10 mesi e un’altra figlia di 12 anni, era benvoluto da tutti.

“Dino vive nel cuore della sua città sempre con noi”, recita uno dei tanti striscioni in suo ricordo. Il suo funerale si terrà giovedì alle ore 10 nella parrocchia del Santissimo Salvatore.