Torniamo ad occuparci dell’Arca Puglia che continua a fare acqua da tutte le parti. Ci siamo recati a casa di Vincenzo che ci aveva chiamato già due anni fa per alcuni problemi nel bagno della sua abitazione a causa di una perdita dal bagno superiore. Così si è innescata la solita telenovela burocratica tra chiamate, pec e sopralluoghi. Fino alla svolta dopo mesi di attesa e all’inizio dei lavori al piano superiore. Ma indovinate un po’? La perdita in bagno si è solo spostata di un metro. Abbiamo ascoltato i protagonisti di questa incredibile vicenda, l’ennesima targata Arca Puglia.
Bimbo cade dal settimo piano, l’amministratore del palazzo: “Troppi abusivi e morosi ci serve aiuto”
Torniamo ad occuparci della morte di Giosuè, il bimbo autistico di 7 anni morto dopo essere precipitato dal balcone della sua abitazione nel quartiere San Paolo.
Secondo una prima ricostruzione, Giosuè sarebbe caduto mentre giocava con il fratellino più piccolo. Il volo dal settimo piano di una palazzina popolare in via Leotta non gli ha lasciato scampo: le ferite riportate si sono rivelate gravissime fin da subito.
Immediato l’intervento dei soccorsi, che hanno trasportato il bambino in ospedale nel più breve tempo possibile. Tuttavia, Giosuè è arrivato al Policlinico già in arresto cardiaco e i tentativi dei medici di rianimarlo si sono rivelati inutili.
Il bambino viveva con la madre e il fratello, mentre il padre è attualmente detenuto. Sul caso è stato aperto un fascicolo d’inchiesta, un atto dovuto per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Le indagini, affidate ai carabinieri, riguardano anche la posizione della madre, senza che ciò implichi automaticamente responsabilità a suo carico.
La situazione familiare era già nota ai Servizi sociali del Comune e all’Arca, poiché l’abitazione risultava occupata abusivamente. Abbiamo intervistato l’amministratore di condominio proprio del palazzo dove si è verificata la tragedia.
Operaio nell’azienda che ha messo in sicurezza il “suo” palazzo popolare Arca Puglia: “Un disastro”
Torniamo ad occuparci dell’Arca Puglia che continua a fare acqua da tutte le parti. Questa volta ci troviamo a Triggiano, in via Pietro Nenni, dove abbiamo raggiunto Vito. Non è solo un semplice residente, ma anche un operaio dell’azienda che ha effettuato i lavori per mettere in sicurezza la palazzina. Chi più di lui può sapere come sono stati fatti i lavori.
Casa abusiva bruciata e chiusa da 5 anni, salta la fogna. Palazzo Arca allagato: “Nessuno sa niente”
La storia che vi raccontiamo entra di diritto nelle tre rubriche di Quinto Potere “Povero a chi capita”, “L’Arca fa acqua da tutte le parti ” e “La burocrazia ci ammazzerà tutti”. Ci troviamo in via Leotta, nel quartiere San Paolo di Bari, al civico 17.
Qui un vano tecnico è stato trasformato in una casa popolare abusiva, 5 anni fa chi l’aveva occupata è andato via e l’abitazione è stata data alle fiamme.
Da quel momento tutto è rimasto così, solo che è saltata la colonna montante, creando disagi in tutta la palazzina. Abbiamo raggiunto i residenti, disperati e in attesa di un intervento dopo che gli scantinati si sono allagati.
Il paradosso è che l’Arca dice di non poter entrare nell’abitazione bruciata perché sotto sequestro e perché nessuno sa chi è in possesso delle chiavi.
Concorsi Arca, vincono gli “amici” di De Nicolo: “La Repubblica delle Banane” ai segretari PD
Ci siamo, Antonio e Tino come due surfisti hanno cavalcato l’onda lunga delle polemiche scatenate dalle graduatorie ai concorsi di Arca Puglia, l’ente regionale che gestisce le case popolari, amministrato da Pietro Augusto De Nicolo, dominus del partito democratico a Molfetta.
Tra i vincitori ci sono proprio iscritti al PD molfettese, dopo che proprio De Nicolo, uomo di Michele Emiliano, ha contribuito a far cadere l’amministrazione comunale. Un’operazione di bassa lega per cercare di portare sul lato riformista del lago di Molfetta Piero Mastropasqua, nome del centrodestra, ventilando addirittura la sua candidatura a Sindaco per il campo extra largo del centrosinistra.
Del resto proprio Emiliano ci ha abituati alla più becera pesca a strascico, spacciata per fine strategia politica. In una parola sola: pastificio. In queste ore si è tenuto un tavolo con tutti i componenti della coalizione che ha bocciato Mastropasqua, la quale moglie ha vinto pure lei il concorso all’Arca di De Nicolo.
Antonio e Tino hanno consegnato “La Repubblica delle Banane” ad Alberto D’amato, delfino di De Nicolo, ex consigliere comunale e segretario del PD molfettese e a Pino Giulitto, Sindaco di Bitritto e segretario del PD della Terra di Bari. Nel video le reazioni.
Palazzine evacuate a Bari, l’Arca: “A rischio gli edifici costruiti prima del 1971 senza legge sulla qualità dei materiali”
“Prima del 1971 non c’era alcuna legge sulla qualità dei materiali con i quali venivano costruiti gli edifici, la questione veniva lasciata alla buona volontà dei costruttori. Questo significa che ciò che è stato costruito prima del 1971 rischia di non essere stato realizzato bene. E dopo 60 anni i nodi vengono al pettine”.
Lo ha detto l’amministratore unico di Arca Puglia Centrale, Pietro Augusto de Nicolo, a margine della conferenza e assemblea di Eurhonet a proposito delle due palazzine evacuate ieri nel quartiere San Pasquale del capoluogo pugliese a causa di alcuni problemi strutturali.
“Negli anni Sessanta – ha aggiunto – c’è stata una fortissima azione di sviluppo nella costruzione di case e soprattutto delle case popolari. I nostri quartieri, quelli più popolosi, sono nati in quel periodo. Quando quelle case sono state costruite con materiali di qualità non sono stati rilevati problemi, ma occorre fare i conti con la circostanza che non sempre sono state realizzate bene”.
Augusto de Nicolo ha evidenziato anche di non voler “fare allarmismo, perché sono fenomeni che vanno verificati”, ma che “esiste il tema delle manutenzioni e del meccanismo che oggi non consente alle agenzie regionali per la casa di avere sufficienti fondi a disposizione”.
“Noi – ha precisato – avremmo bisogno dell’1% del valore della singola casa da spendere in manutenzione, ma percepiamo canoni da 25 euro al mese, quindi da 300 euro l’anno, a fronte del pagamento di 400 euro di Imu al Comune. E dobbiamo anche fare i conti con le morosità”.
Posti di lavoro e mazzette in cambio di case popolari, 4 indagati a Bari: nei guai ex funzionario dell’Arca Puglia
Mazzette, regali e promesse di lavoro in cambio di case popolari. La Procura di Bari indaga sull’assegnazione di alcuni alloggi di proprietà dell’Arca Puglia, le ipotesi di reato sono di corruzione e induzione indebita.
Gli episodi risalgono al 2017. Inizialmente erano indagate cinque persone, tra cui due funzionari dell’Arca. Uno di loro è deceduto e il procedimento va avanti nei confronti dei restanti quattro, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno.
Le indagini sono state chiuse, sono tre gli episodi contestati. Il primo riguarda il funzionario Arca deceduto che avrebbe indotto due componenti dell’Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio a pagare una cifra tra i 3 e i 4mila euro, oltre all’assunzione della figlia, in cambio del subentro di uno dei due in un immobile in via Orazio Flacco.
Il secondo episodio ha sempre come protagonista il funzionario deceduto, assieme ad una 86enne barese, già residente in una casa popolare nel quartiere Stanic. In questo caso l’uomo avrebbe strappato la promessa di una ricompensa in denaro per scambiare l’alloggio occupato dall’anziana con un altro.
Il terzo e ultimo episodio coinvolge un altro ex funzionario dell’Arca e una 73enne residente al quartiere San Paolo. Secondo la Procura il primo avrebbe favorita l’assegnazione dell’alloggio popolare alla donna, ricevendo in cambio tra i 10mila e i 15mila euro. L’Arca è parte offesa e potrà costituirsi parte civile nell’eventuale processo.
Disastro Arca in via Corticelli, tempi biblici e soldi buttati: “Vogliono solo i voti per gli amici”
L’Arca Puglia continua a fare acqua da tutte le parti. Siamo tornati in via Corticelli ad un anno dal crollo che per poco non causò una tragedia. Tutto ruota attorno ai lavori che sarebbero dovuti terminare nel 2023, prorogati nel corso del tempo, da 3 milioni di euro per l’efficientamento energetico.
Soldi buttati via, come denunciato dalle 80 famiglie disposte a denunciare tutto alla Procura della Repubblica. L’autunno e l’inverno sono alle porte, c’è chi ha investito nell’acquisto di condizionatori e altro e rischia di vedere sfumato ancora l’investimento.
Nessuno sa fornire spiegazioni, anche se a giugno scorso l’amministratore unico De Nicolo si è presentato sul posto con uno dei candidati alle Amministrative a caccia di voti in piena campagne elettorale. Tante promesse che però fino ad oggi non sono state mai mantenute.
Bari, paura in corso Sonnino. Palazzina Arca a rischio crollo: famiglie evacuate – FOTO
Attimi di tensione questa mattina in corso Sonnino a Bari dove alcuni residenti di una palazzina Arca sono scesi per strada dopo aver ascoltato alcuni scricchiolii. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri.
Lo stabile è stato fatto evacuare in attesa che l’Arca mandi a far puntellare il solaio dell’androne. Secondo quanto siamo riusciti a sapere, dopo l’intervento di messa in sicurezza, gli inquilini dovrebbero poter tornare nelle proprio abitazioni.
Andria, botti di Capodanno devastano palazzina dell’Arca Puglia: due arresti
Due persone sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile della questura di Andria perché considerate responsabili della forte esplosione avvenuta nella scorsa notte di San Silvestro ai danni di una palazzina dell’Arca Puglia, l’Agenzia regionale per la casa e l’abitare, del quartiere San Valentino di Andria.
Ai domiciliari con l’accusa in concorso di porto in luogo pubblico e detenzione di materiale esplosivo, sono finiti un 22enne e un uomo di 29 anni, entrambi di Andria.
I due, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla procura di Trani e basate su intercettazioni telefoniche e analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza della zona, avrebbero trasportato e posizionato davanti al portone di ingresso del palazzo, 24 petardi di categoria F4 creando una esplosione simultanea con “un effetto devastante”, hanno scritto gli agenti del reparto artificieri della polizia.
Le lesioni alla struttura portante della palazzina del determinarono l’evacuazione a scopo precauzione delle sei famiglie inquiline del condominio. Il loro rientro è stato possibile dopo i lavori di messa in sicurezza dell’immobile.










