Neanche il Comune ci crede più: il silenzio di De Laurentiis affossa il Comitato

C’è un paradosso che fotografa perfettamente il momento vissuto dalla SSC Bari: Luigi De Laurentiis è riuscito a perdere credibilità in una fase in cui di credibilità ne era rimasta ben poca. E se fino a qualche settimana fa l’istituzione comunale sembrava ancora voler concedere un’ultima possibilità al dialogo, oggi anche quella flebile linea di fiducia appare essersi spezzata.

Le parole pronunciate dal sindaco Vito Leccese al termine dell’incontro con il Comitato dei garanti rappresentano molto più di un semplice aggiornamento amministrativo. Sono, nei fatti, la certificazione del fallimento di un percorso che la stessa società aveva contribuito a costruire.

L’accordo era chiaro. Per ottenere la disponibilità dello stadio San Nicola necessaria all’iscrizione al campionato, Luigi De Laurentiis aveva assunto un impegno preciso: informare periodicamente il Comitato individuato dall’amministrazione comunale sulle iniziative intraprese per arrivare alla cessione del club. Un impegno pubblico, non una semplice promessa informale.

Eppure, la realtà ancora una volta si è presentata diversamente ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il Comitato sospende la propria attività e l’intero percorso immaginato dall’amministrazione viene congelato in attesa delle decisioni della magistratura. Il punto però è un altro.

Il sindaco Leccese, nel suo comunicato, evita volutamente toni polemici e mantiene il profilo istituzionale che il ruolo impone. Tuttavia, tra le righe emerge con chiarezza la presa d’atto di una situazione profondamente diversa rispetto a quella immaginata poche settimane fa. Quel rapporto di fiducia istituzionale sul quale si era costruito l’accordo per il San Nicola oggi appare fortemente compromesso.

Ed è probabilmente questo il danno più grande prodotto dalla gestione De Laurentiis perché il modus operandi della famiglia romana sembra ormai seguire uno schema ben preciso. Non lo scontro frontale. Non il confronto. Nemmeno la spiegazione. La strategia è un’altra: tacere.

Un silenzio sistematico che, negli anni, è diventato quasi un metodo di gestione delle crisi. Nessuna conferenza chiarificatrice, nessun confronto con la città, nessuna risposta alle domande più scomode. Si lascia semplicemente trascorrere il tempo.

L’obiettivo, almeno nella percezione di gran parte della piazza, sembra essere quello di far affievolire progressivamente ogni polemica, confidando che l’attenzione diminuisca e che la rabbia si trasformi in rassegnazione. Questa, una tattica che può funzionare nel breve periodo ma che produce un effetto devastante sul piano della credibilità.

Perché ogni silenzio non viene più interpretato come prudenza, bensì come indisponibilità al confronto e mentre Bari continua ad attendere risposte sul futuro della società, anche l’ultimo organismo nato proprio per accompagnare quel percorso verso la cessione è costretto a fermarsi.

Non per volontà propria ovviamente, ma perché, senza interlocuzione, un comitato non può svolgere alcuna funzione. Il comunicato del sindaco si chiude con una frase che merita attenzione: “L’amministrazione comunale valuterà ogni ulteriore iniziativa utile.”

Parole che lasciano intendere come Palazzo di Città stia ormai prendendo in considerazione strade differenti rispetto a quelle percorse finora. Per Luigi De Laurentiis è un ulteriore segnale d’allarme. Dopo aver incrinato il rapporto con una tifoseria ormai apertamente ostile, rischia ora di aver compromesso anche quel residuo patrimonio di fiducia istituzionale che aveva consentito di costruire un tavolo di confronto sul futuro del club.

E quando persino chi aveva scelto la via del dialogo è costretto a prendere atto dell’assenza di risposte, diventa difficile sostenere che il silenzio possa ancora rappresentare una strategia vincente. Anzi, rischia di trasformarsi nell’ennesima conferma di una distanza che, tra la proprietà e la città di Bari, appare oggi più ampia che mai.

Foto: Contropiede

Bari, nasce il Comitato di Garanzia per vigilare sul club: undici personalità seguiranno il percorso di uscita dalla multiproprietà

Il Comune di Bari compie un nuovo passo nel delicato percorso che dovrebbe condurre la SSC Bari al superamento della multiproprietà. Il sindaco Vito Leccese ha ufficializzato la composizione del Comitato di Garanzia e Trasparenza. Questo, l’organismo chiamato a verificare il rispetto degli impegni assunti dalla proprietà biancorossa nei confronti della città. L’organismo sarà composto da undici figure individuate, secondo quanto precisato da Palazzo di Città, esclusivamente per autorevolezza, competenza e rappresentatività sociale.

Il loro compito sarà quello di monitorare l’attuazione degli impegni assunti dalla società e garantire alla cittadinanza un flusso costante di informazioni sullo stato di avanzamento del percorso. Faranno parte del Comitato: Francesco Cassano, Antonello Valentini, Umberto Fratino, Nicola Favia, Don Angelo Cassano, Gaetano Sassanelli, Vincenzo Vito Chionna, Luciana Di Bisceglie, Isabella Cardone, Giuseppe Catalano ed Antonio Di Gennaro. Il Comune garantirà supporto logistico e organizzativo alle attività del Comitato, pur sottolineando che l’organismo opererà in autonomia sia rispetto all’amministrazione comunale sia rispetto alla società sportiva e alla proprietà del club.

Il Comitato si doterà di un regolamento interno che disciplinerà modalità operative, criteri di valutazione e procedure di comunicazione nel rispetto dei principi di autonomia, imparzialità, responsabilità e trasparenza. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, l’organismo dovrà rappresentare un punto di riferimento per la tifoseria e per l’intera comunità barese.

Nel ringraziare i componenti per aver accettato l’incarico a titolo gratuito, il sindaco Vito Leccese ha dichiarato che: “Abbiamo scelto persone di riconosciuta indipendenza e credibilità affinché possano accompagnare questo percorso con la massima autorevolezza, nell’interesse esclusivo di Bari e dei colori biancorossi”. La costituzione del Comitato rappresenta uno degli elementi più significativi emersi dal confronto tra Comune e proprietà nelle ultime settimane. Per la prima volta viene istituito un organismo esterno incaricato di seguire da vicino il percorso annunciato dalla famiglia De Laurentiis verso una futura cessione o apertura della compagine societaria.

Resta ora da capire quali saranno gli strumenti concreti a disposizione del Comitato e soprattutto quale sarà la capacità effettiva di incidere sul processo. Ciò che appare certo è che, da oggi, il cammino verso il superamento della multiproprietà avrà undici osservatori chiamati a riferire periodicamente alla città sugli sviluppi del futuro biancorosso.

Vannacci il 5 maggio a Bari per inaugurare la sede di Futuro Nazionale: “Sarà centro operativo in Puglia”

Il leader di Roberto Vannacci sarà a Bari il prossimo 5 maggio per inaugurare la sede del Comitato costituente “Bari 48” di Futuro Nazionale. L’evento è in programma alle ore 14.30 e segna un passaggio significativo per il radicamento del movimento sul territorio pugliese. All’iniziativa parteciperanno anche Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale del partito, e il deputato Rossano Sasso, responsabile per il Sud.

Secondo quanto comunicato dal Comitato costituente, l’appuntamento rappresenta «un momento di particolare rilevanza politica e simbolica», non solo per l’apertura della sede, ma anche per il ruolo che Bari è destinata ad assumere come centro operativo del movimento in Puglia.

L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la presenza politica attraverso una struttura «sempre più solida, concreta e organizzata». La giornata proseguirà alle 18.30 presso il Parco dei Principi Hotel Congress & SPA, dove Vannacci incontrerà sostenitori e simpatizzanti.

Bari come Gomorra, c’è paura per la festa di San Nicola: il prefetto convoca Comitato per la sicurezza

A Bari cresce la tensione in vista della festa di San Nicola, mentre una nuova ondata di violenza scuote la città. Giovani affiliati alla criminalità organizzata, la cosiddetta “paranza” dei baby boss, sono protagonisti di una faida armata per il controllo delle piazze di spaccio.

Le istituzioni – coordinate dal prefetto Francesco Russo e dalle forze dell’ordine – stanno predisponendo un imponente piano di sicurezza per evitare che gli scontri degenerino durante le celebrazioni, con il rischio concreto di nuovi agguati.

La guerra tra clan si combatte sia nelle strade sia sui social, dove minacce e promesse di vendetta alimentano il clima di tensione.  Negli ultimi giorni si sono susseguiti diversi episodi di violenza tra Bari e provincia, tra sparatorie e ferimenti, segno di un conflitto in escalation. Al centro dello scontro c’è il controllo del traffico di droga, conteso tra i clan Strisciuglio e Capriati.

Gli investigatori lavorano per identificare i responsabili e prevenire nuove azioni armate, mentre cresce il timore che la faida possa esplodere proprio nei giorni della festa patronale, trasformando un evento simbolo della città in un momento ad alto rischio.

Utilizzo improprio della legge 104, Skf licenzia operaio per la seconda volta: “Pedinato in maniera illegale”

Dopo 15 mesi dal reintegro in fabbrica di Michele Glorioso, la SKF gli ha notificato un secondo licenziamento. Il Comitato contro i licenziamenti di Bari attacca: “La cosa ancora più grave è che l’azienda ha profumatamente assoldato un’agenzia di investigazioni private”.

Continue reading

Ex Fibronit, il Parco della Rinascita a rischio dopo lo stralcio dei fondi PNRR. I cittadini: “Siamo preoccupati”

“Lo temevamo già da qualche giorno. Il susseguirsi delle notizie riguardanti lo stralcio dai fondi PNRR delle risorse destinate alla realizzazione del Parco della Rinascita sull’area della ex Fibronit di Bari, pare ormai cosa fatta. Malgrado da più parti venga la rassicurazione che questi fondi saranno sostituiti da altri di cui, peraltro, non si conosce né l’origine né i tempi della loro assegnazione, la preoccupazione resta molto alta”. Inizia così il comunicato del Comitato cittadino Fibronit-Bari.

“È difficile da accettare che, all’indomani di interventi già appaltati e aggiudicati, vengano stralciate le risorse economiche previste. Tutto questo malgrado non vi siano motivi validi se si considera che sono stati rispettati i tempi per la progettazione preliminare e la recente assegnazione della progettazione esecutiva alla quale seguiranno gli interventi per la realizzazione del parco – si legge nella nota -. E allora ci rivolgiamo a tutti i rappresentanti istituzionali della nostra città, prescindendo dal loro colore politico, affinché facciano scudo davanti a questa scelta arbitraria e illegittima da parte della compagine governativa e si attivino per evitare questa ingiustizia nei confronti della nostra città”.

“Avete una grande occasione: dimostrate ai cittadini di avere a cuore la loro salute e il loro benessere prescindendo da meri interessi partitici o, peggio, economici. Non dimenticate che quell’area porta sulle sue spalle oltre 700 morti e che il Parco della Rinascita è il risarcimento minimo nei confronti di questi uomini e di queste donne che hanno pagato con la vita la vicinanza con l’ex fabbrica di cemento amianto – aggiungono -. I cittadini baresi per oltre 25 anni si sono battuti perché quell’area non fosse ulteriore oggetto di paura e di morte. Hanno combattuto, hanno lottato con tutte le loro energie e non si fermeranno sino a quando non otterranno il loro Parco della Rinascita. È la vostra occasione di dimostrarci di cosa siete capaci. Non sprecatela”.