Crac ex Banca Popolare di Bari: la Regione Puglia chiede un milione di euro di danni ai Jacobini

La Regione Puglia si costituisce parte civile nel processo sul crac della Banca Popolare di Bari e chiede un milione di euro di risarcimento danni, oltre a una provvisionale di 100mila euro, nei confronti di Marco e Gianluca Jacobini, ex vertici dell’istituto oggi Banca del Mezzogiorno.

I due imputati rispondono di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza in relazione al dissesto della banca, commissariata dalla Banca d’Italia nel 2019. Nel corso dell’udienza hanno concluso le parti civili, tra cui centinaia di piccoli risparmiatori che chiedono il rimborso degli investimenti perduti.

Secondo i legali della Regione, gli imputati avrebbero gestito la banca con modalità opache, ricorrendo sistematicamente a pratiche di falsificazione e concessioni di credito prive di adeguate garanzie.

Il prossimo 30 giugno inizieranno le arringhe difensive. La Procura ha chiesto condanne a nove anni e sei mesi per Marco Jacobini e a otto anni e tre mesi per Gianluca Jacobini.

Crac Banca Popolare di Bari: chieste condanne per Gianluca e Marco Jacobini fino a 9 anni

La Procura di Bari ha chiesto condanne severe nel processo sul crac della Banca Popolare di Bari. Il procuratore Roberto Rossi ha sollecitato nove anni e sei mesi di reclusione per Marco Jacobini e otto anni e tre mesi per Gianluca Jacobini, imputati per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza.

I fatti risalgono al dissesto dell’istituto di credito, commissariato nel 2019 dalla Banca d’Italia. Secondo l’accusa, i due avrebbero ignorato segnali evidenti della crisi pur di mantenere il controllo della banca. La requisitoria, avviata lo scorso 27 febbraio, si è conclusa oggi davanti al tribunale.

Nel procedimento, sostenuto anche dai pm Savina Toscani, Luisiana Di Vittorio e Federico Perrone Capano, si sono costituiti parte civile centinaia di risparmiatori e azionisti, molti dei quali avrebbero perso ingenti somme a causa della gestione dell’istituto. Il prossimo 19 maggio prenderanno il via le discussioni delle parti civili, seguite dalle arringhe difensive.

Durante l’udienza, il procuratore ha richiamato anche testimonianze dirette dei danneggiati, tra cui la lettera di una risparmiatrice che ha perso 20mila euro, l’intera eredità del padre. Un episodio emblematico, secondo l’accusa, di un dissesto che avrebbe coinvolto circa 70mila azionisti.

“Il buco è stato coperto con oltre un miliardo di euro pagato dagli azionisti e dall’Erario”, ha sottolineato Rossi, evidenziando l’impatto sociale ed economico della vicenda. Il processo rappresenta uno dei capitoli più rilevanti della crisi bancaria che ha colpito il Mezzogiorno negli ultimi anni.

L’ex Banca Popolare di Bari condannata a risarcire 300mila euro a investitrice: “Informazioni sui rischi insufficienti”

La Corte d’Appello di Bari ha condannato l’ex Banca Popolare di Bari, oggi Banca del Mezzogiorno, a restituire circa 300mila euro a una risparmiatrice che aveva investito in azioni e obbligazioni rivelatesi ad alto rischio. I giudici hanno confermato la sentenza di primo grado, respingendo il ricorso presentato dall’istituto.

Secondo quanto reso noto da Konsumer Italia, la banca non avrebbe fornito un’adeguata informativa sui rischi legati ai prodotti finanziari proposti, definiti “illiquidi e particolarmente rischiosi”.

La vicenda riguarda una donna che, dopo un grave incidente che le aveva causato importanti disabilità motorie, aveva investito parte dell’indennizzo ricevuto su consiglio del direttore di una filiale in provincia di Foggia. Assistita dall’avvocato Massimo Melpignano, responsabile banca e finanza dell’associazione, la risparmiatrice ha contestato la mancanza di informazioni chiare e comprensibili.

Per la Corte, la semplice firma di moduli prestampati non è sufficiente a dimostrare l’adempimento degli obblighi informativi, soprattutto nei confronti di un cliente privo di esperienza finanziaria e in condizioni di particolare fragilità.

I giudici hanno inoltre ribadito che gli intermediari devono fornire informazioni personalizzate e dettagliate, adeguate al profilo del cliente e alla rischiosità degli strumenti offerti, evidenziando anche il possibile conflitto di interessi nella vendita di prodotti emessi dalla stessa banca.

“La sentenza rappresenta un precedente di grande rilievo per i risparmiatori vittime di collocamenti inappropriati”, ha commentato il legale, sottolineando che la trasparenza e la consulenza personalizzata sono elementi imprescindibili nella tutela degli investitori.

Ex Banca Popolare di Bari, azionisti in protesta: “Soci ancora fuori da assemblea svolta in modalità virtuale”

Le associazioni dei soci della ex Banca Popolare di Bari, oggi BdM, sono tornate a protestare questa mattina davanti ad una delle filiali baresi dell’istituto di credito in occasione dell’assemblea sociale convocata e svolta “per l’ennesima volta – dicono – in modalità virtuale, cioè in assenza dei soci, sostituiti dal cosiddetto rappresentante unico designato”.

“A noi e a 70mila altri soci della Banca del Mezzogiorno ancora una volta e per l’ennesima volta è stato impedito di partecipare personalmente all’assemblea ordinaria annuale per l’approvazione del bilancio di esercizio e per l’esame di altri 8 importanti punti all’ordine del giorno – dichiarano Giuseppe Carrieri (presidente di AssoAzionisti BPB) e Saverio Daddario (presidente Comitato Indipendente Soci Popolare Bari) -. Chiediamo inoltre che Mediocredito Centrale, proprietario insieme a noi 70mila azionisti della BdM, condivida con i soci di minoranza le ipotesi di vendita a terzi di Banca del Mezzogiorno anche al fine di conoscere il progetto industriale sotteso a questa acquisizione. E soprattutto al fine di conoscere la destinazione dei proventi di questa vendita, si parla di 600 milioni. Questi proventi – secondo gli azionisti – sono solo formalmente di Mcc e devono essere destinati al ristoro delle perdite patrimoniali dei 70mila soci”.

“Chiediamo infine – concludono – che la giustizia penale definisca celermente i tanti procedimenti giudiziari da anni in corso contro gli ex amministratori della Banca Popolare di Bari, in modo che anche processualmente possa essere accertato che 70.000 soci sono stati vittime di gravi reati finanziari”.

Consumatori e azionisti scrivono alla Banca d’Italia: “Fateci sapere capitale e proprietari di BdM”

Abbiamo incontrato il dottor Riccardo Figliolia (Confimi Industria) e il dottor Canio Trione (Comitato per la tutela degli utenti bancari) all’esterno della Banca d’Italia, dopo la lettera scritta e presentata con l’obiettivo di fare chiarezza sulla BdM, l’ex popolare di Bari. Consumatori e azionisti chiedono trasparenza e di avere tutte le informazioni possibili su capitale e proprietari.

Crac BPB, il procuratore Rossi: “Governata come una masseria oltre 1 miliardo pagato da azionisti col sangue”

“L’intervento dei commissari della Banca d’Italia ha mostrato l’esistenza di un bilancio fasullo e di una situazione finanziaria ripagata per un miliardo e 144 milioni di euro dagli azionisti, da 70mila azionisti che hanno perso le azioni con la loro carne e il loro sangue, e dall’Erario”.

Lo ha detto nel corso della sua requisitoria il Procuratore di Bari, Roberto Rossi, nel processo per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza in cui sono imputati Marco e Gianluca Jaconini, rispettivamente ex presidente ed ex vicedirettore generale della Banca popolare di Bari.

Oggi, in tribunale, è iniziata la discussione: la requisitoria della Procura (presente, oltre che con Rossi, con i pm Savina Toscani, Luisiana Di Vittorio e Federico Perrone Capano) dovrebbe durare per più udienze.

Il processo nasce dall’indagine principale sul crac dell’istituto (oggi Banca del Mezzogiorno) nell’ambito della quale la posizione dei due Jacobini fu stralciata, relativamente ai reati oggi contestati, e i due finirono a giudizio immediato.

“Il bilancio – ha aggiunto Rossi – è stato falsificato in maniera costante almeno dal 2014. È stata creata un’apparenza di buona salute di fronte a una situazione di sfascio che ha ingannato tutti quanti, per primi tutti i cittadini che hanno versato le somme alla banca perdendole all’interno delle azioni. Dai documenti interni emergeva un tipo di realtà, da dieci anni la banca era in default; dall’altro lato c’era la comunicazione falsa e ambigua”.

“La banca – ha detto ancora – non riusciva a contenere i costi perché non era governata con l’idea di essere efficiente, era governata come una masseria, come ha detto un ispettore della Banca d’Italia. Loro dovevano governare e tenere tutto il resto sotto il tappeto”.

Ex Banca Popolare di Bari, parere sfavorevole del Mef ai ristori. Gli azionisti tornano in piazza: “Siamo delusi”

Gli azionisti della ex Banca popolare di Bari sono nuovamente tornati in piazza stamattina per chiedere i ristori dopo il fallimento dell’istituto di credito. Circa cento persone, secondo gli organizzatori del presidio, hanno manifestato davanti alla Prefettura del capoluogo pugliese.

Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto, Francesco Russo. I presidenti delle associazioni dei soci della ex BpB, Giuseppe Carrieri e Saverio Daddario, spiegano che le richieste sono state due: “Costituire un tavolo politico-istituzionale con tutti i parlamentari baresi per coinvolgerli direttamente nella questione ristori” e inviare “una nota formale al ministero dell’Economia per conoscere le motivazioni del parere sfavorevole dato all’emendamento alla Finanziaria depositato in favore dei soci della Popolare di Bari e del parere favorevole dato invece a un analogo emendamento formulato per consentire ulteriori ristori economici ai soci delle banche venete”.

I due presidenti si dicono “molto amareggiati” per quanto accaduto, “l’emendamento alla Finanziaria a firma dei senatori Paganella e Marti presentato a favore dei soci ex Bbp – dicono – ha ricevuto parere sfavorevole dal Mef ed è stato di fatto respinto”.

Si tratta, aggiungono, di una “inaccettabile disparità di trattamento tra risparmiatori italiani, che fa ancora più male perché dimentica i soci di una banca del Sud, che incolpevolmente hanno perso gran parte dei loro risparmi”. La richiesta al prefetto è stata, dunque, di “sapere il perché di questa inaccettabile difformità e di costituire un tavolo con tutti i parlamentari baresi”.

Ex Banca Popolare di Bari, azionisti in protesta: “Estromessi da assemblea interlocuzioni interrotte con noi”

Stamattina una delegazione di azionisti della ex Banca popolare di Bari, ora Banca del Mezzogiorno, ha protestato davanti alla sede dell’istituto di credito, nel centro del capoluogo pugliese.

Le associazioni AssoAzionisti Bpb e Comitato indipendente azionisti Bpb spiegano in una nota che “in grave violazione delle prerogative di circa 70mila soci, si è svolta oggi l’assemblea sociale di Banca del Mezzogiorno in modalità telematica, per l’approvazione del bilancio 2024”. Il motivo della protesta è, dunque, l’impossibilità della “presenza fisica in assemblea” da parte dei soci.

“Non solo la Banca del Mezzogiorno ha praticamente interrotto tutte le interlocuzioni con i soci – proseguono le associazioni – ma oggi continua a pregiudicare gli azionisti impedendo anche la partecipazione all’assemblea sociale, evidentemente timorosa e spaventata dalle legittime proteste che potrebbero registrarsi”.

Giuseppe Carrieri e Saverio Daddario, in rappresentanza delle due associazioni, si riservano “di valutare le opportune azioni legali per l’impugnazione della odierna delibera assembleare, in ragione delle gravi violazioni dei diritti dei soci consumatesi con lo svolgimento dell’assemblea a porte chiuse”, prendendo atto “del rifiuto a ricevere anche solo una delegazione degli azionisti, che con apposita richiesta scritta hanno chiesto di essere auditi”.

Ex Banca Popolare di Bari, buone notizie per azionisti e risparmiatori. Zanettin: “Focus della commissione inchiesta”

“AssoAzionistiBPB e Comitato IndipendenteBPB esprimono soddisfazione per le affermazioni del senatore Zanettin ( presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario) secondo il quale, sul tema della ex Banca Popolare di Bari, la Commissione Banche potrà ritornare, perché è una questione molto sentita”.

Inizia così il comunicato di AssoAzionistiBPB e Comitato Indipendente BPB. “Ringraziamo il senatore barese Melchiorre che oggi, nel corso dell’audizione in Commissione del capo del dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, Giuseppe Siani, ha posto il tema delle perdite finanziaria degli incolpevoli soci BPB e sollecitato un serio approfondimento del tema a opera della Commissione”.

“Ribadiamo – dichiarano Carrieri e Daddario portavoce dei soci – che è giunto il tempo (dopo 6 anni dal default di BPB) che ci si occupi anche dei soci che senza colpe hanno perso tutti i loro risparmi. E tanto dopo che lo Stato è diventato il proprietario della Banca e la Banca pare abbia ripreso il suo cammino aziendale”. 

Ristoro per azionisti e risparmiatori dell’ex Banca Popolare di Bari: il sindaco Leccese scrive al ministro Giorgietti

Come da impegni presi a seguito dell’incontro svoltosi lo scorso 29 marzo tra il sindaco di Bari Vito Leccese e numerosi piccoli azionisti della ex Banca popolare di Bari, che hanno visto annullarsi o ridursi significativamente il valore di propri investimenti, a causa delle note vicende, anche giudiziarie, che hanno travolto la banca, il sindaco ha inviato una nota ufficiale al ministro dell’Economia Giorgetti per rappresentare la richiesta di gran parte dei 70.000 soci ex BPB, di poter disporre, come avvenuto in altre situazioni simili, di una misura di ristoro.

“Alla luce del comprensibile disagio che sta vivendo la comunità metropolitana, a cui gran parte dei piccoli soci appartiene. – si legge nella nota – Le sarei grato se potessimo incontrarci per rappresentarLe personalmente le ragioni di un intervento necessario da parte del Governo e Parlamento, anche perché si tratta di cittadini che hanno investito i risparmi di una vita non per fini speculativi ma previdenziali, ”.

I Presidenti di AssoAzionisti BPB, Giuseppe Carrieri, e del Comitato Indipendente BPB, Saverio Daddario, nel prendere atto dell’ ulteriore nota inviata quest’oggi al Ministro Giorgetti, ringraziano il sindaco Leccese per il rispetto degli impegni assunti e chiedono, con forza, ai parlamentari baresi e pugliesi di agevolare l’incontro richiesto. “Siamo pronti a mobilitarci a sostegno dell’ulteriore iniziativa assunta dal sindaco di Bari”.