Ex Banca Popolare di Bari, azionisti in protesta: “Soci ancora fuori da assemblea svolta in modalità virtuale”

Le associazioni dei soci della ex Banca Popolare di Bari, oggi BdM, sono tornate a protestare questa mattina davanti ad una delle filiali baresi dell’istituto di credito in occasione dell’assemblea sociale convocata e svolta “per l’ennesima volta – dicono – in modalità virtuale, cioè in assenza dei soci, sostituiti dal cosiddetto rappresentante unico designato”.

“A noi e a 70mila altri soci della Banca del Mezzogiorno ancora una volta e per l’ennesima volta è stato impedito di partecipare personalmente all’assemblea ordinaria annuale per l’approvazione del bilancio di esercizio e per l’esame di altri 8 importanti punti all’ordine del giorno – dichiarano Giuseppe Carrieri (presidente di AssoAzionisti BPB) e Saverio Daddario (presidente Comitato Indipendente Soci Popolare Bari) -. Chiediamo inoltre che Mediocredito Centrale, proprietario insieme a noi 70mila azionisti della BdM, condivida con i soci di minoranza le ipotesi di vendita a terzi di Banca del Mezzogiorno anche al fine di conoscere il progetto industriale sotteso a questa acquisizione. E soprattutto al fine di conoscere la destinazione dei proventi di questa vendita, si parla di 600 milioni. Questi proventi – secondo gli azionisti – sono solo formalmente di Mcc e devono essere destinati al ristoro delle perdite patrimoniali dei 70mila soci”.

“Chiediamo infine – concludono – che la giustizia penale definisca celermente i tanti procedimenti giudiziari da anni in corso contro gli ex amministratori della Banca Popolare di Bari, in modo che anche processualmente possa essere accertato che 70.000 soci sono stati vittime di gravi reati finanziari”.

Consumatori e azionisti scrivono alla Banca d’Italia: “Fateci sapere capitale e proprietari di BdM”

Abbiamo incontrato il dottor Riccardo Figliolia (Confimi Industria) e il dottor Canio Trione (Comitato per la tutela degli utenti bancari) all’esterno della Banca d’Italia, dopo la lettera scritta e presentata con l’obiettivo di fare chiarezza sulla BdM, l’ex popolare di Bari. Consumatori e azionisti chiedono trasparenza e di avere tutte le informazioni possibili su capitale e proprietari.

Crac BPB, il procuratore Rossi: “Governata come una masseria oltre 1 miliardo pagato da azionisti col sangue”

“L’intervento dei commissari della Banca d’Italia ha mostrato l’esistenza di un bilancio fasullo e di una situazione finanziaria ripagata per un miliardo e 144 milioni di euro dagli azionisti, da 70mila azionisti che hanno perso le azioni con la loro carne e il loro sangue, e dall’Erario”.

Lo ha detto nel corso della sua requisitoria il Procuratore di Bari, Roberto Rossi, nel processo per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza in cui sono imputati Marco e Gianluca Jaconini, rispettivamente ex presidente ed ex vicedirettore generale della Banca popolare di Bari.

Oggi, in tribunale, è iniziata la discussione: la requisitoria della Procura (presente, oltre che con Rossi, con i pm Savina Toscani, Luisiana Di Vittorio e Federico Perrone Capano) dovrebbe durare per più udienze.

Il processo nasce dall’indagine principale sul crac dell’istituto (oggi Banca del Mezzogiorno) nell’ambito della quale la posizione dei due Jacobini fu stralciata, relativamente ai reati oggi contestati, e i due finirono a giudizio immediato.

“Il bilancio – ha aggiunto Rossi – è stato falsificato in maniera costante almeno dal 2014. È stata creata un’apparenza di buona salute di fronte a una situazione di sfascio che ha ingannato tutti quanti, per primi tutti i cittadini che hanno versato le somme alla banca perdendole all’interno delle azioni. Dai documenti interni emergeva un tipo di realtà, da dieci anni la banca era in default; dall’altro lato c’era la comunicazione falsa e ambigua”.

“La banca – ha detto ancora – non riusciva a contenere i costi perché non era governata con l’idea di essere efficiente, era governata come una masseria, come ha detto un ispettore della Banca d’Italia. Loro dovevano governare e tenere tutto il resto sotto il tappeto”.

Ex Banca Popolare di Bari, parere sfavorevole del Mef ai ristori. Gli azionisti tornano in piazza: “Siamo delusi”

Gli azionisti della ex Banca popolare di Bari sono nuovamente tornati in piazza stamattina per chiedere i ristori dopo il fallimento dell’istituto di credito. Circa cento persone, secondo gli organizzatori del presidio, hanno manifestato davanti alla Prefettura del capoluogo pugliese.

Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto, Francesco Russo. I presidenti delle associazioni dei soci della ex BpB, Giuseppe Carrieri e Saverio Daddario, spiegano che le richieste sono state due: “Costituire un tavolo politico-istituzionale con tutti i parlamentari baresi per coinvolgerli direttamente nella questione ristori” e inviare “una nota formale al ministero dell’Economia per conoscere le motivazioni del parere sfavorevole dato all’emendamento alla Finanziaria depositato in favore dei soci della Popolare di Bari e del parere favorevole dato invece a un analogo emendamento formulato per consentire ulteriori ristori economici ai soci delle banche venete”.

I due presidenti si dicono “molto amareggiati” per quanto accaduto, “l’emendamento alla Finanziaria a firma dei senatori Paganella e Marti presentato a favore dei soci ex Bbp – dicono – ha ricevuto parere sfavorevole dal Mef ed è stato di fatto respinto”.

Si tratta, aggiungono, di una “inaccettabile disparità di trattamento tra risparmiatori italiani, che fa ancora più male perché dimentica i soci di una banca del Sud, che incolpevolmente hanno perso gran parte dei loro risparmi”. La richiesta al prefetto è stata, dunque, di “sapere il perché di questa inaccettabile difformità e di costituire un tavolo con tutti i parlamentari baresi”.

Ex Banca Popolare di Bari, azionisti in protesta: “Estromessi da assemblea interlocuzioni interrotte con noi”

Stamattina una delegazione di azionisti della ex Banca popolare di Bari, ora Banca del Mezzogiorno, ha protestato davanti alla sede dell’istituto di credito, nel centro del capoluogo pugliese.

Le associazioni AssoAzionisti Bpb e Comitato indipendente azionisti Bpb spiegano in una nota che “in grave violazione delle prerogative di circa 70mila soci, si è svolta oggi l’assemblea sociale di Banca del Mezzogiorno in modalità telematica, per l’approvazione del bilancio 2024”. Il motivo della protesta è, dunque, l’impossibilità della “presenza fisica in assemblea” da parte dei soci.

“Non solo la Banca del Mezzogiorno ha praticamente interrotto tutte le interlocuzioni con i soci – proseguono le associazioni – ma oggi continua a pregiudicare gli azionisti impedendo anche la partecipazione all’assemblea sociale, evidentemente timorosa e spaventata dalle legittime proteste che potrebbero registrarsi”.

Giuseppe Carrieri e Saverio Daddario, in rappresentanza delle due associazioni, si riservano “di valutare le opportune azioni legali per l’impugnazione della odierna delibera assembleare, in ragione delle gravi violazioni dei diritti dei soci consumatesi con lo svolgimento dell’assemblea a porte chiuse”, prendendo atto “del rifiuto a ricevere anche solo una delegazione degli azionisti, che con apposita richiesta scritta hanno chiesto di essere auditi”.

Crac Banca Popolare di Bari, incontro tra Leccese a azionisti truffati. Il sindaco: “Parlerò con il ministro Giorgetti”

“Siamo molto soddisfatti dell’assemblea odierna tenutasi nelle sale del Comune di Bari. Centinaia di soci hanno affollato la sala comunale e hanno seguito i vari interventi programmati per fare il punto sulla questione Banca Popolare di Bari. Molto applaudito e apprezzato intervento del Sindaco di Bari che ha comunicato che da oggi sarà al fianco dei soci della ex Popolare di Bari per portare a casa il ristoro che meritano”. Inizia così il comunicato congiunto di AssoAzionistiBPB e del Comitato Indipendente Soci BPB che si è tenuto nei giorni scorsi a Bari. Il primo cittadino ha annunciato che chiederà un incontro a ministro Giorgetti.

“Ugualmente apprezzati gli interventi dei parlamentari e consiglieri regionali intervenuti che hanno dato appuntamento a Roma ai delegati delle Associazioni dei Soci della Banca Popolare di Bari”, aggiungono le due associazioni.

“Da oggi per noi comincia un nuovo percorso nella nostra battaglia per risarcire i soci della BPB che incolpevolmente hanno perso tutti i loro risparmi – hanno dichiarato Saverio Daddario e Giuseppe Carrieri, presidenti delle Associazioni degli Azionisti BPB – Non ci sentiamo più soli e confidiamo che col supporto del sindaco Leccese e dei Parlamentari Baresi, potremmo risolvere una amara vicenda che si trascina ormai da troppi anni. Auspichiamo che quest’anno (dopo 6 anni) l’assemblea di approvazione del bilancio possa svolgersi in presenza, per manifestare anche agli attuali vertici di Banca del Mezzogiorno la necessità che il conflitto con i 70mila soci traditi si risolva definitivamente”.

Banca Popolare di Bari apre per la prima volta alle associazioni degli azionisti: “Spiraglio pacifico”

All’orizzonte, non più solo cause civili e processi penali ma una soluzione normativa, definitiva e pacificatoria. Buone speranze per gli azionisti della Banca Popolare di Bari, l’istituto assorbito, dopo il crac, dal gruppo bancario Mediocredito Centrale. All’orizzonte, infatti, oggi non ci sono più solo cause civili e processi penali, ma si affaccia una soluzione politica, definitiva e pacificatoria. Lo hanno annunciato stamane in conferenza stampa, AssoAzionistiBpB e Comitato indipendente azionisti BpB, dopo l’incontro con il Consiglio di Amministrazione dell’istituto bancario.

“Ieri – ha riferito Giuseppe Carrieri, presidente di AssoAzionistiBpB – Pasquale Casillo e Cristiano Carrus, presidente e AD di Banca Popolare di Bari, ci hanno mostrato per la prima volta un’apertura. Si sono detti disponibili ad affiancare le nostre associazioni nel percorso per la presentazione di un pacchetto normativo (di disegno di legge o emendamento), che consenta ai soci di ottenere un ristoro o risarcimento per i danni subiti. Parliamo di circa 70 mila azionisti che hanno investito i propri risparmi nella banca e li hanno, incolpevolmente, visti dissolversi nel nulla per la mala gestio di alcuni, su cui la Procura ipotizza anche profili penali”.

“Con i tecnici della Bpb – continua Carrieri – concorderemo i prossimi passi e nelle prossime settimane incontreremo le rappresentanze politiche e parlamentari pugliesi e baresi di tutti gli schieramenti. Ci auguriamo che questa sia la strada giusta e la volta buona per rimarginare una ferita economica e sociale profonda e ancora aperta. Come è accaduto ai risparmiatori di banche venete, che hanno vissuto incubi analoghi ma di recente sono stati ristorati, ora tocca ai parlamentari del Sud impegnarsi per i cittadini meridionali per restituire loro una buona parte delle somme investite”.

Gli fa eco Saverio D’Addario, che guida il Comitato indipendente azionisti BpB: “La questione ora è rimessa alla politica. Perché la BpB è ormai controllata dallo Stato. E lo Stato deve trattare allo stesso modo i cittadini e i risparmiatori danneggiati dalle banche, siano esse venete o pugliesi. Per fortuna la Bpb oggi non sembra più nemica né indifferente alle nostre richieste ma si è detta disposta ad accompagnarci in questo percorso. Ed è importante coinvolgere tutte le forze politiche, nell’interesse di tutti, risparmiatori, banca e territorio. Per tornare a guardare avanti, mentre oggi circa 3mila-4 mila cause legali stanno intasando i Tribunali”.

Crac Banca Popolare, rinnovo del CdA. Azionisti a Invitalia e MCC: “Non escludeteci incontro urgente entro il 5 giugno”

La nota di AssoAzionistiBPB e Comitato Indipendente Azionisti BP: “Ci auguriamo che la rinnovata governance di Invitalia e di MCC voglia acconsentire all’incontro e aprire una stagione di pacificazione e di leale rapporto con le migliaia di piccoli risparmiatori, incolpevolmente penalizzati pesantemente dal commissariamento della nostra Banca”.

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