Bari, rubati quadro elettrico e doghe dal cantiere di riqualificazione della spiaggetta di Provolina: “Sgomento”

Nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 agosto ignoti si sono introdotti nell’area del cantiere allestito per la riqualificazione della spiaggetta pubblica di Provolina, nell’ambito dei lavori in corso sul waterfront di San Cataldo: dal cantiere sono stati rubati il quadro elettrico e numerose doghe in legno, destinate a completare la pavimentazione del belvedere. A scoprire il furto sono stati questa mattina gli operai dell’impresa che sta portando a termine l’intervento.

“Sono sgomento e dispiaciuto, perché avevamo appena restituito alla fruizione pubblica e aperto ai bagnanti una parte della spiaggetta di Provolina – commenta l’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi -. Compatibilmente con il completamento delle ultime lavorazioni, infatti, d’intesa con l’impresa avevamo liberato dal cantiere la porzione della spiaggia già riqualificata, arretrando la recinzione così da delimitare esclusivamente le aree interessate dai lavori. Abbiamo scelto di farlo, per permettere a tanti di tornare a godere dei bagni a Provolina in vista del Ferragosto, in attesa di concludere nelle prossime settimane le operazioni, concentrate soprattutto sui servizi igienici.

Stamattina l’amara sorpresa. A poche ore dall’apertura, abbiamo trovato non solo rifiuti ovunque e alcune fornacelle abbandonate in mare, ma anche il quadro elettrico rubato. Dal cantiere sono state sottratte, inoltre, le doghe in legno con cui stiamo realizzando il bellissimo belvedere, che consentirà di godere di tramonti e albe a San Cataldo. È davvero inconcepibile vedere violato e deturpato in questo modo il primo tratto della nuova spiaggia, che stiamo completamente rinnovando, per renderla più bella, moderna, sicura e accessibile. Ringrazio il Municipio 3 e tutti quei cittadini che questa mattina, come noi, si sono indignati e che, sono certo, ci aiuteranno a mantenere la nuova spiaggia nelle condizioni che merita di avere”.

Quadro sparito dalla Banca Popolare di Bari e rivenduto: a processo l’ex autista di Jacobini

Un dipinto del pittore pugliese Onofrio Martinelli, “Abbazia di San Vito” del 1957, è al centro di un processo per ricettazione in corso al Tribunale di Bari.

Imputato è l’ex autista dell’allora presidente della Banca Popolare di Bari, Gianluca Jacobini, accusato di aver sottratto l’opera, del valore di circa 25mila euro, per poi rivenderla a un negozio dell’usato del centro cittadino per 1.700 euro.

Il quadro è stato scoperto casualmente in vetrina, accanto a un libro dedicato alla storia della banca, da un avvocato che ha avvisato i dirigenti dell’istituto. Dopo la denuncia presentata nel maggio 2024, la Polizia ha sequestrato l’opera e avviato le indagini.

Nel corso del processo, la difesa del 55enne ha chiesto l’assoluzione, sostenendo la nullità della denuncia perché presentata da una persona ritenuta priva di titolo. Il giudice si pronuncerà il prossimo 1 ottobre.

Bari, il quadro di San Nicola in mare. Una sola imbarcazione candidata: salta il sorteggio per la prima volta

Per la prima volta nella storia della tradizione nicolaiana, il sorteggio per l’assegnazione del motopeschereccio incaricato di trasportare in mare il quadro di San Nicola non si è svolto. A occuparsi della traversata sarà infatti il motopeschereccio Giovanni Paolo II, unica imbarcazione candidata.

La decisione è arrivata nel pomeriggio di martedì 28 aprile, durante la consueta cerimonia nella Basilica di San Nicola, presieduta dal priore padre Giovanni Distante. L’assenza di altre candidature ha reso superfluo il tradizionale sorteggio.

Come da programma, il quadro sarà imbarcato il 7 maggio da Baia San Giorgio, dando inizio in serata al corteo storico, mentre l’8 maggio sarà la volta della statua del santo.

La scarsa partecipazione riflette le difficoltà del settore della pesca: sempre meno motopescherecci familiari e costi di gestione in aumento, aggravati dal caro carburante. Un segnale preoccupante per una tradizione simbolo della città.