Crac Banca Popolare di Bari, incontro tra Leccese a azionisti truffati. Il sindaco: “Parlerò con il ministro Giorgetti”

“Siamo molto soddisfatti dell’assemblea odierna tenutasi nelle sale del Comune di Bari. Centinaia di soci hanno affollato la sala comunale e hanno seguito i vari interventi programmati per fare il punto sulla questione Banca Popolare di Bari. Molto applaudito e apprezzato intervento del Sindaco di Bari che ha comunicato che da oggi sarà al fianco dei soci della ex Popolare di Bari per portare a casa il ristoro che meritano”. Inizia così il comunicato congiunto di AssoAzionistiBPB e del Comitato Indipendente Soci BPB che si è tenuto nei giorni scorsi a Bari. Il primo cittadino ha annunciato che chiederà un incontro a ministro Giorgetti.

“Ugualmente apprezzati gli interventi dei parlamentari e consiglieri regionali intervenuti che hanno dato appuntamento a Roma ai delegati delle Associazioni dei Soci della Banca Popolare di Bari”, aggiungono le due associazioni.

“Da oggi per noi comincia un nuovo percorso nella nostra battaglia per risarcire i soci della BPB che incolpevolmente hanno perso tutti i loro risparmi – hanno dichiarato Saverio Daddario e Giuseppe Carrieri, presidenti delle Associazioni degli Azionisti BPB – Non ci sentiamo più soli e confidiamo che col supporto del sindaco Leccese e dei Parlamentari Baresi, potremmo risolvere una amara vicenda che si trascina ormai da troppi anni. Auspichiamo che quest’anno (dopo 6 anni) l’assemblea di approvazione del bilancio possa svolgersi in presenza, per manifestare anche agli attuali vertici di Banca del Mezzogiorno la necessità che il conflitto con i 70mila soci traditi si risolva definitivamente”.

Crac Banca Popolare di Bari, 7 ex dirigenti a giudizio: tra loro anche i Jacobini – TUTTI I NOMI

Il gup di Bari Giuseppe De Salvatore ha disposto il rinvio a giudizio per sette ex dirigenti della Banca Popolare di Bari (ora Banca del Mezzogiorno) imputati, a vario titolo, per false comunicazioni sociali, aggiotaggio bancario, ostacolo alla vigilanza e anche – per due – maltrattamenti e lesioni personali nei confronti dell’ex Chief Risk Officer Luca Sabetta.

A processo, che inizierà il prossimo 5 giugno davanti ai giudici della seconda sezione collegiale B del Tribunale, finiscono dunque Marco e Gianluca Jacobini (rispettivamente ex presidente del cda e vice direttore generale), l’ex direttore generale Vincenzo De Bustis Figarola, l’ex ad Giorgio Papa e gli ex dirigenti Elia Circelli, Gregorio Monachino e Nicola Loperfido.

Prosciolto invece l’ex presidente del collegio sindacale Roberto Pirola, per il quale la stessa Procura aveva chiesto il non luogo a procedere. Marco Jacobini e De Bustis sono i due top manager ai quali sono contestati anche lesioni e maltrattamenti.

Nel processo sono costituite centinaia di parti civili, soprattutto ex risparmiatori e azionisti dell’istituto. Ma tra queste ci sono la stessa Banca del Mezzogiorno (riconosciuta anche come responsabile civile), Bankitalia, Consob, Codacons e Comune di Bari. Gli episodi di falso sarebbero stati commessi tra il 2016 e il 2018, con i dirigenti che – secondo l’accusa – avrebbero sopravvalutato il patrimonio acquisito dalla fusione con Banca Tercas per “occultare le perdite” con “l’intenzione di ingannare i soci e il pubblico al fine di conseguire un ingiusto profitto”, come si legge nell’imputazione.

Ma non sarebbero stati nemmeno inseriti nel bilancio del 2016 accantonamenti da 42 milioni in modo da far apparire “un utile inesistente”, così come inesistente sarebbe stata la liquidità da 500 milioni indicata nel 2017. Tra il 2016 e il 2019 sarebbero poi state diffuse false informazioni per occultare operazioni che avrebbero minato la stabilità patrimoniale della banca. Da una parte di questa inchiesta è nato lo stralcio per il quale Marco e Gianluca Jacobini sono già a processo per falso in bilancio, ostacolo alla vigilanza e falsi prospetti sociali.

Crac Popolare di Bari, Jacobini in aula: “Ho perso 800 mila euro anche io vittima”

“Negli aumenti di capitale (della Banca popolare di Bari, ndr) ho investito tutta la liquidità che avevo, tra somme ereditate e altro, per circa 800mila euro. Non ho mai venduto le azioni prima che si svalutassero, anche durante e dopo l’aumento di capitale ho continuato a comprare. Avevo fiducia nella banca. Ora ho zero”.

Lo ha detto oggi, nell’aula ‘bunker’ di Bitonto (sede distaccata del tribunale di Bari), l’ex vice direttore generale della Banca popolare di Bari – oggi Banca del Mezzogiorno – Gianluca Jacobini, in un’udienza del processo in cui è imputato insieme al padre Marco, ex presidente del cda dell’istituto, per i reati (contestati a vario titolo) di falso in bilancio per gli anni 2016, 2017 e 2018 e ostacolo alla vigilanza della Consob e di Bankitalia.

Per Jacobini (difeso insieme al padre dagli avvocati Angelo Loizzi, Guido Carlo Alleva, Giorgio Perroni e Roberto Eustachio Sisto) si tratta del primo esame davanti al collegio giudicante presieduto da Marco Guida. Nell’udienza di oggi, Jacobini ha risposto alle domande dei suoi avvocati, parlando anche delle procedure che portarono all’acquisto, nel 2014, della banca abruzzese Tercas. Nella prossima udienza del 3 febbraio è previsto il controesame della Procura.

Banca Popolare di Bari, svolta per gli azionisti: “Finalmente non siamo più soli grazie al sindaco Leccese”

Si è svolto stamattina (31 Ottobre giornata mondiale del risparmio) al Comune di Bari, l’incontro tra le Associazioni dei 70mila soci della Banca Popolare di Bari e il Sindaco di Bari che ha consegnato la nota da lui trasmessa il 29 Ottobre al Ministro Giorgetti, con la quale si è chiesto un equo ristoro per i soci della BPB.

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Azioni illiquide, condannata l’ex Banca Popolare di Bari: dovrà risarcire due azioniste per oltre 170mila euro

L’ex Banca popolare di Bari, ora BdM, è stata condannata dal Tribunale di Bari a risarcire due risparmiatrici del Barese per oltre 170mila euro per le azioni illiquide vendute alle due. A renderlo noto l’avvocato Massimo Melpignano, responsabile nazionale Banca e finanza di Konsumer Italia che ha fornito assistenza alle due donne, madre e figlia.

Nella sentenza sono state evidenziate “le gravi responsabilità della banca” e i giudici hanno accolto la domanda di risoluzione degli ordini di acquisto “per grave inadempimento”. Il Tribunale di Bari ha sottolineato il “rischio connaturato alle azioni illiquide della Banca popolare di Bari” e le inadempienze dell’istituto di credito che avrebbe prospettato alle risparmiatrici “il rischio di perdita parziale, prossima alla metà, e non per intero” del capitale. Da qui “la conseguente valutazione d’inadeguatezza degli investimenti in relazione ai comprovati obiettivi” spiegati alle due.

“Viene scritta un’altra pagina favorevole ai risparmiatori nella dolorosa vicenda delle azioni illiquide, in particolare di quelle della ex Banca Popolare di Bari – dichiara Melpignano – Le centinaia di sentenza favorevoli ai diritti di risparmiatori non fanno onore alle banche, colpevoli di aver venduto le azioni illiquide emesse da esse stesse e inidonee alle esigenze dei consumatori”.

“Non ci fermiamo mai e non siamo accomodanti con nessuno, dichiara Premuti. Pronti al dialogo e al confronto, ma irremovibili sulla tutela dei consumatori”, conclude Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia.

“Vi faccio spaccare il c**o dal Quotidiano Italiano”: il ricatto di Olivieri alla Banca Popolare di Bari

Giacomo Olivieri avrebbe utilizzato il giornale “Il Quotidiano Italiano di Bari”, a lui riconducibile, per escogitare un’estorsione con l’obiettivo di non procedere all’atto di precetto e impedire il recupero del credito di oltre un milione di euro nei confronti della Fondazione Maria Rossi Olivieri che Popolare aveva ceduto a Cerved spa.

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Banca Popolare di Bari apre per la prima volta alle associazioni degli azionisti: “Spiraglio pacifico”

All’orizzonte, non più solo cause civili e processi penali ma una soluzione normativa, definitiva e pacificatoria. Buone speranze per gli azionisti della Banca Popolare di Bari, l’istituto assorbito, dopo il crac, dal gruppo bancario Mediocredito Centrale. All’orizzonte, infatti, oggi non ci sono più solo cause civili e processi penali, ma si affaccia una soluzione politica, definitiva e pacificatoria. Lo hanno annunciato stamane in conferenza stampa, AssoAzionistiBpB e Comitato indipendente azionisti BpB, dopo l’incontro con il Consiglio di Amministrazione dell’istituto bancario.

“Ieri – ha riferito Giuseppe Carrieri, presidente di AssoAzionistiBpB – Pasquale Casillo e Cristiano Carrus, presidente e AD di Banca Popolare di Bari, ci hanno mostrato per la prima volta un’apertura. Si sono detti disponibili ad affiancare le nostre associazioni nel percorso per la presentazione di un pacchetto normativo (di disegno di legge o emendamento), che consenta ai soci di ottenere un ristoro o risarcimento per i danni subiti. Parliamo di circa 70 mila azionisti che hanno investito i propri risparmi nella banca e li hanno, incolpevolmente, visti dissolversi nel nulla per la mala gestio di alcuni, su cui la Procura ipotizza anche profili penali”.

“Con i tecnici della Bpb – continua Carrieri – concorderemo i prossimi passi e nelle prossime settimane incontreremo le rappresentanze politiche e parlamentari pugliesi e baresi di tutti gli schieramenti. Ci auguriamo che questa sia la strada giusta e la volta buona per rimarginare una ferita economica e sociale profonda e ancora aperta. Come è accaduto ai risparmiatori di banche venete, che hanno vissuto incubi analoghi ma di recente sono stati ristorati, ora tocca ai parlamentari del Sud impegnarsi per i cittadini meridionali per restituire loro una buona parte delle somme investite”.

Gli fa eco Saverio D’Addario, che guida il Comitato indipendente azionisti BpB: “La questione ora è rimessa alla politica. Perché la BpB è ormai controllata dallo Stato. E lo Stato deve trattare allo stesso modo i cittadini e i risparmiatori danneggiati dalle banche, siano esse venete o pugliesi. Per fortuna la Bpb oggi non sembra più nemica né indifferente alle nostre richieste ma si è detta disposta ad accompagnarci in questo percorso. Ed è importante coinvolgere tutte le forze politiche, nell’interesse di tutti, risparmiatori, banca e territorio. Per tornare a guardare avanti, mentre oggi circa 3mila-4 mila cause legali stanno intasando i Tribunali”.

Crac Banca Popolare di Bari, chiesto il processo per 8 persone: tra loro anche Marco e Gianluca Jacobini – NOMI

Rispondono dei reati di falso in bilancio relativamente agli anni dal 2016 al 2018, ostacolo alla vigilanza di Consob e Bankitalia, aggiotaggio bancario a danno degli azionisti, oltre alle accuse di maltrattamenti, estorsione e lesioni personali ai danni di un ex manager dell’istituto

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