Taranto, paziente psichiatrico si lancia dalle scale e muore dopo 13 ore d’attesa in ospedale: indagati due medici

Richiesta di rinvio a giudizio per due medici e due infermieri dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nell’ambito dell’inchiesta aperta sul suicidio di un paziente psichiatrico di 57 ani, avvenuta all’interno del nosocomio di Taranto l’11 gennaio scorso.

L’uomo, dopo 13 ore d’attesa in Pronto Soccorso, si tolse la vita lanciandosi da una rampa di scale. Le accuse sono di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario dopo una consulenza effettuata.

Il paziente, affetto da una schizofrenia paranoide, fu preso in consegna alle 18.55 del 10 gennaio con un codice di urgenza, “senza essere ricoverato nell’apposito reparto di psichiatria e senza fornirgli alcun tipo di assistenza e trattamento”, si legge nelle carte. Alle 7.57 dell’11 gennaio, decise di lanciarsi nel vuoto da un’altezza di 2 metri e mezzo morendo sul colpo. L’udienza preliminare è fissata per il 12 febbraio 2026.

Omicidio-suicidio a Calimera, figlio di 9 anni soffocato in casa: la madre trovata morta in mare

Un bambino di 8 anni, Elia Perrone, è stato trovato morto in casa nella tarda serata di ieri a Calimera, in provincia di Lecce. Si tratta del figlio della donna, Najoua Minniti, il cui cadavere era stato scoperto in mare nel pomeriggio a Torre dell’Orso a circa 20 chilometri da Calimera. A dare l’allarme è stato l’ex marito.

Il piccolo presenterebbe alcune ferite sul corpo. Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dai carabinieri. La donna, originaria della provincia di Reggio Calabria, aveva 35 anni e viveva insieme al figlio nell’appartamento in via Montinari a Calimera. Il cadavere del bambino è stato scoperto nella stanza da letto.

A quanto si apprende ieri mattina la 35enne non ha accompagnato il figlio a scuola. Tutte circostanze che sono state appurate dopo che il padre ha presentato denuncia ai carabinieri per la scomparsa dell’ex moglie e del figlio. Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe attraversato negli ultimi mesi momenti di forte fragilità emotiva tanto da minacciare più volte gesti estremi, precisando di volersi togliere la vita in mare e alludendo al fatto di voler portare con sé anche il piccolo.

Il corpo in acqua è stato trovato da un sub, impegnato in un’immersione. L’uomo ha contattato la capitaneria di porto di Otranto e sul posto è intervenuta una motovedetta che, con non poche difficoltà a causa delle condizioni meteo marine avverse, è riuscita a recuperare la salma. Contestualmente sono partite le ricerche del figlio di soli 9 anni fino al tragico epilogo. Stando alle prime testimonianze, intorno alle 12.30 di ieri la donna avrebbe discusso al telefono prima di allontanarsi in auto.

In via Montinari, intanto, si è recato anche il sindaco del comune di Calimera, Gianluca Tommasi. Una comunità sgomenta, quella del piccolo centro a pochi chilometri da Lecce per la doppia scoperta dei cadaveri di madre e figlio a poche ore di distanza.

Manfredonia sotto choc, musicista 38enne si toglie la vita in casa: indaga la Polizia

Indagini in corso a Manfredonia per la scomparsa di una musicista di 38 anni che si è tolta la vita la notte scorsa nella sua abitazione. La donna, originaria di Foiano Valfortore, in provincia di Benevento, era laureata al Conservatorio Umberto Giordano di Foggia. Era una flautista della New Generation Wind Orchestra e la sua morte ha sconvolto l’intera comunità.

“Era una musicista bravissima e molto preparata. Collaborava con la nostra orchestra da circa un anno e mezzo – dice il direttore Antonio Pio La Marca – e aveva mostrato subito grande abilità. È una notizia che ci ha sconvolto. Non c’erano segnali che facessero supporre un tale gesto. È un immenso dolore. L’ultima volta si era esibita il 30 agosto in occasione della festa patronale e l’avevo rivista nei primi giorni di ottobre quando ci siamo incontrati per preparare la programmazione per la nuova stagione musicale in programma dall’8 dicembre”.

La Polizia ha avviato le indagini e ha iniziato ad ascoltare le persone vicine alla 38enne che aveva un compagno, anche lui musicista.

Il boss Eugenio Palermiti tenta il suicidio, per la Dda di Bari è una messinscena. L’avvocato: “Sta male realmente”

Per la Dda di Bari quella di Eugenio Palermiti, il boss 71enne di Japigia che ha tentato il suicidio nel reparto protetto dell’ospedale Molinette di Torino, è stata una messainscena.

“Per anni è riuscito ad avere gli arresti domiciliari grazie a perizie compiacenti e continua a fare sempre i suoi trucchi per evitare il carcere”, la ricostruzione meno di un anno fa dei pm D’Agostino e Buquicchio riportata da La Repubblica.

Nei giorni scorsi Palermiti si è stretto attorno al collo una traversa da letto, consapevole che la stanza era videosorvegliata. Gli agenti della penitenziaria sono intervenuti prontamente per fermarlo. Anche in questo caso chi indaga nutre diversi dubbi. 

Eugenio Palermiti è stato condannato a 11 anni in abbreviato nel processo Codice Interno. Condannati nell’occasione anche il figlio Giovanni e il cognato Filippo Mineccia, mentre il nipote Eugenio Palermiti jr è in custodia cautelare nell’inchiesta sulla morte di Antonella Lopez, la giovane uccisa il 22 settembre 2024 nella discoteca Bahia di Molfetta.

“Il mio assistito realmente sta male e io sono in possesso di video e immagini tratte da videochiamate con i familiari dimostrativi della sua profonda sofferenza fisica e morale- le parole dell’avvocato Tiziana Areniello – Il giorno 4 ottobre Palermiti si è reso protagonista di un tentativo suicidario reale e sventato dall’immediato intervento degli agenti. Quando sono ritornata l’8 ottobre in istituto ho trovato il mio assistito in una camera senza lenzuola e né federe del cuscino, tutto testimoniato dalle telecamere di videosorveglianza nella sala colloquio in quanto aveva tentato l’impiccagione con una traversina che gli era stata fornita dal personale ospedaliero”.

Suicidio Paolillo, respinta la seconda richiesta d’archiviazione. Mamma Rosanna: “Voglio Giustizia”

Torniamo ad occuparci della storia del suicidio di Umberto Paolillo, l’ispettore capo della polizia penitenziaria che nel 2021 si è tolto la vita con la sua pistola di ordinanza.

Lo facciamo al fianco di mamma Rosanna che non si arrende finché non avrà giustizia e non emergerà tutta la verità. La battaglia continua con novità importanti, per la seconda volta il gip ha respinto la richiesta di archiviazione del pm e ha ordinato nuovi indagini sul caso.

Ora si aprono diversi scenari, nel video allegato la ricostruzione e tutti gli ultimi aggiornamenti.

La strage silenziosa, un’altra tragedia a Valenzano: uomo si lancia dal terrazzo e muore

Tragedia a Valenzano dove un uomo di 80 anni è deceduto dopo essersi buttato all’alba dal terrazzo nell’interno del cortile di uno stabile situato in via Ardillo. Sul posto è intervenuto il medico legale. Secondo le prime ricostruzioni la vittima abitava lì da poco.

Nella giornata di ieri un 30enne ingegnere barese ha deciso di porre fine alla sua vita lanciandosi dal settimo piano in via Abate Gimma. A Capurso invece un 40enne si è tolto la vita nei giorni della festa patronale.

Muore a 28 anni, Gravina piange la carabiniera Laura Grillo: era comandante della Forestale a Siena. Ipotesi suicidio

Gravina piange la 28enne Laura Grillo, maresciallo e comandante del Nucleo Forestale dell’Arma a Siena. La giovane è deceduta ieri, l’ipotesi è quella del suicidio. Sua mamma è morta due mesi fa prematuramente a causa di un male incurabile all’età di 50 anni.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha espresso profondo cordoglio per la tragica scomparsa. “Laura era una giovane carabiniera di grande valore, stimata per la sua professionalità, il senso del dovere e l’impegno quotidiano nella tutela del territorio e della legalità. La sua morte rappresenta una perdita dolorosa per tutta la comunità dell’Arma – le parole del segretario nazionale Vincenzo Incampo -. In attesa che le autorità competenti chiariscano le circostanze dell’accaduto, rinnoviamo l’impegno nel promuovere una maggiore attenzione al benessere psicologico del personale, affinché nessun collega si senta mai solo di fronte alle difficoltà”.

“Alla famiglia di Laura, ai suoi colleghi e a tutti coloro che le hanno voluto bene va il nostro pensiero più sincero e la massima vicinanza in questo momento di immenso dolore”, ha concluso Incampo.