Droga e cellulare nel carcere di Taranto, 10 arresti: tra gli indagati anche un agente della Penitenziaria

Droga, telefoni cellulari e dispositivi elettronici introdotti nel carcere di Taranto con droni o attraverso una rete di parenti e conoscenti. È il quadro emerso da un’inchiesta della Procura di Taranto che ha portato all’esecuzione di 11 misure cautelari da parte della Polizia Penitenziaria, con il supporto della Polizia di Stato.

Il provvedimento riguarda cinque arresti in carcere, di cui due nei confronti di detenuti già ristretti per altra causa, cinque arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Tra gli indagati finiti ai domiciliari compare anche un agente della Polizia Penitenziaria, Domenico Matera, già arrestato nell’ottobre 2024 dopo il ritrovamento, nella sua auto parcheggiata all’interno del perimetro del penitenziario, di circa 900 grammi di hashish, 10 grammi di cocaina, telefoni cellulari e schede telefoniche.

In carcere Vincenzo Leone, Luigi Bello, Antonio Albano, Daniele Leone, Anna Pulpito. Ai domiciliari, oltre a Matera, Massimo Scardicchio, Marika Fanelli, Teresa Malizia, Adele Santamarina. Obbligo di firma per Nadia Surio.

Le indagini, avviate nel maggio 2024 dal Reparto di Polizia Penitenziaria e dalla Squadra Mobile, avrebbero ricostruito un presunto sistema di spaccio di hashish e cocaina gestito da tre detenuti del circuito di media sicurezza.

La droga sarebbe stata rivenduta all’interno dell’istituto a prezzi superiori rispetto a quelli del mercato esterno.
 Secondo gli investigatori, stupefacenti e cellulari arrivavano fino alle finestre delle celle tramite droni di grandi dimensioni oppure con la complicità di persone esterne. I pagamenti sarebbero avvenuti attraverso bonifici, ricariche di carte prepagate o perfino con pacchetti di sigarette poi rivenduti.

Suicidio Paolillo, respinta la seconda richiesta d’archiviazione. Mamma Rosanna: “Voglio Giustizia”

Torniamo ad occuparci della storia del suicidio di Umberto Paolillo, l’ispettore capo della polizia penitenziaria che nel 2021 si è tolto la vita con la sua pistola di ordinanza.

Lo facciamo al fianco di mamma Rosanna che non si arrende finché non avrà giustizia e non emergerà tutta la verità. La battaglia continua con novità importanti, per la seconda volta il gip ha respinto la richiesta di archiviazione del pm e ha ordinato nuovi indagini sul caso.

Ora si aprono diversi scenari, nel video allegato la ricostruzione e tutti gli ultimi aggiornamenti.

Bari, trovato cellulare in carcere: due agenti della Polizia Penitenziaria aggrediti da gruppo di detenuti

Momenti di tensione ieri nel carcere di Bari. La Polizia penitenziaria ha scoperto un cellulare nella disponibilità di un detenuto durante un controllo di routine nella terza sezione del reparto infermeria.

Il possessore del telefonino e due altri detenuti si sono scagliati contro un agente e un ispettore. A denunciare l’accaduto è il sindacato Osapp, Entrambi sono stati accompagnati in ospedale per le cure del caso.

Carcere di Bari, detenuto rifiuta cambio terapia e aggredisce agente: infermiere resta bloccato nella sezione

Un agente di polizia penitenziaria in servizio nella seconda sezione del carcere di Bari “è stato aggredito da un detenuto con problemi di natura psichiatrica”. È quanto rende noto l’Osapp, il sindacato di politica penitenziaria evidenziando che l’aggressione sarebbe avvenuta sabato scorso e sarebbe stata scatenata dal diniego del detenuto di accettare una terapia diversa dal solito. Nel trambusto, un infermiere sarebbe stato bloccato nella sezione, chiusa per motivi di sicurezza come avviene da protocollo in casi del genere.

“Sempre sabato nell’istituto di pena di Foggia sono stati trovati nei sacchi dei rifiuti, sei cellulari, 100 grammi di hashish e un coltello” ed è stato “intercettato un pacco contenente del whisky e 100 grammi di sostanze stupefacenti”, riferisce il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano che chiede al governo di “aprire un tavolo di confronto permanente per discutere di riforme, organici, equipaggiamenti e di sovraffollamento detentivo”.