Violenze e torture nel carcere minorile di Casal del Marmo, indagati 10 poliziotti penitenziari: tra loro un barese

Dieci agenti della polizia penitenziaria del carcere minorile di Casal del Marmo sono indagati dalla Procura di Roma per presunte violenze, torture e lesioni aggravate ai danni di dodici detenuti, in gran parte stranieri. Tra loro c’è anche un poliziotto barese di 52 anni, per il quale però non è contestato il reato di tortura.

Secondo le indagini, per mesi alcuni detenuti sarebbero stati picchiati e minacciati, talvolta in zone non coperte dalle telecamere. Gli abusi sarebbero stati documentati anche da relazioni interne.

Il gip ha disposto un incidente probatorio in cui le vittime dovranno raccontare i fatti a uno psicologo e riconoscere i presunti responsabili, per evitare che diventino irreperibili dopo la scarcerazione.

Bari, nel carcere minorile aggrediti cinque agenti in una settimana. La denuncia del sindacato: “È inaccettabile”

Cinque agenti della polizia penitenziaria in servizio nell’istituto penale minorile ‘Fornelli di Bari sono stati aggrediti nell’ultima settimana. Lo riferisce il sindacato Osapp. L’ultimo episodio è avvenuto nella serata di venerdì, quando «un detenuto extracomunitario con gravi problemi psichiatrici ha aggredito e mandato in ospedale altri due colleghi, che si aggiungono ai tre feriti dallo stesso soggetto nei giorni scorsi», si legge in una nota.

«È inaccettabile,» dichiara Pasquale Russo, referente per la giustizia minorile Osapp Puglia, «che un soggetto con accertate patologie psichiatriche sia ubicato in una cella inagibile e non sicura. Stiamo parlando di un ambiente che non garantisce né la sicurezza del detenuto né, tantomeno, quella del personale che deve operarvi».

L’istituto, spiega sempre il sindacato, è interessato da lavori di ristrutturazione «che rendono complessa la gestione dei flussi e della sorveglianza». «La Polizia penitenziaria non può e non deve sopperire alle carenze del sistema sanitario», incalza il segretario regionale Angelo Sciabica. «Gli Ipm – continua – non sono cliniche psichiatriche. Chiediamo l’intervento immediato del Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità affinché questi soggetti vengano trasferiti in strutture idonee».

«Se non verranno presi provvedimenti immediati,» concludono Russo e Sciabica, «saremo costretti a mettere in atto forme di protesta più incisive per tutelare l’incolumità fisica di chi lavora ogni giorno in un ambiente diventato una polveriera»

Bari, rivolta nel carcere minorile. Agenti picchiati con calci e pugni: un assolto e pene ridotte in Appello

La Corte d’Appello minorile di Bari ha assolto uno degli imputati e ridotto le pene per altri cinque coinvolti nei disordini avvenuti il 9 marzo 2025 nell’istituto penale minorile Fornelli di Bari. In primo grado i sei giovani, giudicati con rito abbreviato, erano stati condannati a pene comprese tra cinque anni e otto mesi e sei anni e sette mesi di reclusione per sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, tentata evasione e furto aggravato.

Nel processo di secondo grado, uno degli imputati è stato assolto da tutte le accuse «per non aver commesso il fatto». Un altro è stato assolto dai reati di rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, ma condannato a un anno di reclusione per tentata evasione e un ulteriore episodio di resistenza.

Per tre imputati la pena è stata ridotta a quattro anni e quattro mesi, mentre per un altro a tre anni e quattro mesi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Secondo la ricostruzione della procura, quella sera sette detenuti avrebbero tentato di evadere incendiando alcune lenzuola e danneggiando telefoni, telecamere, tablet, televisori e una ricetrasmittente. Durante la rivolta avrebbero aggredito due agenti della polizia penitenziaria con calci, pugni e morsi, sottraendo anche le chiavi dei cancelli.

Uno dei minorenni avrebbe inoltre cosparso di alcol il corpo di guardia e i pantaloni di un agente, minacciando di appiccare il fuoco. I due poliziotti sarebbero stati poi rinchiusi nel corpo di guardia e, nell’aggressione, rimasero feriti. Un altro imputato ha scelto di essere giudicato con rito ordinario.

Bari, scappa dall’istituto minorile e ruba in un supermercato: arrestato 16enne a Japigia

Un minore di 16 anni, destinatario di un provvedimento restrittivo con obbligo di permanenza in un istituto penale minorile, è stato rintracciato dalla Polizia Locale di Bari dopo essersi allontanato dalla struttura a cui era stato assegnato.

Il giovane era irreperibile da alcuni giorni e si è reso protagonista di un furto avvenuto sabato sera in un supermercato situato vicino alla stazione di Bari. Il 16enne è stato individuato nelle campagne di Japigia e rinchiuso nel carcere minorile di Bari.

Rivolta al carcere minorile di Bari, agenti picchiati con calci e pugni: condannati 6 detenuti minorenni

I sei minorenni, protagonisti dei disordini avvenuti nel carcere minorile Fornelli di Bari lo scorso 9 marzo, sono stati condannati a pene comprese tra i 5 anni e 8 mesi, e i 6 anni e 7 mesi di reclusione in abbreviato.

Il settimo minore coinvolto ha scelto invece il dibattimento. Le accuse, contestate in concorso, erano di sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, tentata evasione e furto aggravato: il reato di sequestro di persona (nei confronti di due agenti) è stato dichiarato improcedibile per mancanza di querela, il reato di furto è stato invece riqualificato in rapina.

I sette minorenni, d’età compresa tra i 16 e i 17 anni, furono trasferiti in altri istituti dopo quanto accaduto. Con loro in azione anche due detenuti maggiorenni. Secondo quanto ricostruito, quella sera per evadere dal carcere avrebbero incendiato le lenzuola, strappato fili dei telefoni, spaccato telecamere, tablet, tv e una ricetrasmittente.

Poi avrebbero insultato, minacciato e picchiato due agenti della penitenziaria con calci, pugni e morsi, prima di rubare le chiavi dei cancelli. Uno dei minorenni avrebbe poi sparso dell’alcol sul corpo di guardia e sui pantaloni di uno degli agenti, minacciando di dar loro fuoco. Gli agenti sarebbero stati anche rinchiusi nello stesso corpo di guardia.

Bari, tenta di evadere dal carcere minorile e ingoia due batterie dopo essere stato scoperto: 17enne nei guai

Un tentativo di evasione finito male nel carcere minorile di Bari. Protagonista un 17enne marocchino, recluso per reati contro il patrimonio, che da giorni aveva iniziato a scavare un foro all’interno della tapparella della finestra del bagno accanto alla sua cella che si affaccia all’esterno.

Il minorenne era riuscito a procurarsi dei pezzi di mobili dopo averli danneggiati.  Il suo piano però è stato stoppato sul più bello sabato da un blitz degli agenti penitenziari. Dopo essersi accorti del malfunzionamento della tapparella manomessa, è scattato subito l’allarme.

Il 17enne, individuato e spostato di cella, ha ingoiato due batterie di una radio ed è stato trasportato d’emergenza al Policlinico di Bari, dove è rimasto piantonato. Ha espulso dal corpo le due batterie, senza ricorrere ad interventi chirurgici, ed è tornato in carcere nella sua nuova cella.

La Procura del Tribunale di sorveglianza dei minorenni è stata informata dell’accaduto. Lo scorso giugno un 17enne, condannato per omicidio e soppressione del cadavere di Gennaro Ramondino, era riuscito ad evadere. Qualche giorno fa è stato catturato. La sua fuga è finita quando la Squadra Mobile di Salerno, in collaborazione con la Squadra Mobile di Napoli, ha arrestato Gaetano Lambiase, che ha ospitato il killer fuggitivo nella sua casa di Pontecagnano Faiano.

 

Bari, evade a giugno dal carcere minorile Fornelli: 17enne trovato nel Salernitano. Arrestato il fiancheggiatore

Si era rifugiato a Pontecagnano Faiano, nel Salernitano, il minorenne evaso lo scorso giugno dal carcere minorile di Bari, dove era recluso in quanto condannato per omicidio e soppressione del cadavere di Gennaro Ramondino, fatti avvenuti a Pianura nel settembre 2024.

La sua fuga è finita ieri quando la Squadra Mobile di Salerno, in collaborazione con la Squadra Mobile di Napoli, ha arrestato Gaetano Lambiase, che ha ospitato il killer fuggitivo nella sua casa di Pontecagnano Faiano.

Il 33enne salernitano, responsabile di favoreggiamento personale e detenzione di documenti di identificazione falsi, si trova ai domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.

Carcere minorile Bari, chiede turni agevoli per accudire la figlia. Mamma poliziotta penalizzata: “Una ritorsione”

Il SAPPE, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ha acceso i riflettori su una presunta azione vessatoria nei confronti di un’agente penitenziaria del carcere minorile di Bari, madre di una bimba di tre anni. La donna ha visto respingere la richiesta di essere assegnata ai turni mattutini per poter accudire la piccola dopo l’asilo.

“Una richiesta avanzata da una dipendente per ottenere turni compatibili con la cura della figlia piccola avrebbe dato avvio a un clima di presunta ritorsione – denuncia il Sappe -. La richiesta non solo non sarebbe stata accolta, ma avrebbe innescato una serie di assegnazioni penalizzanti, con turni pomeridiani e festivi reiterati nei mesi di giugno e luglio. I comportamenti posti in essere in questa vicenda colpiscono non solo la lavoratrice, ma soprattutto sua figlia. Una bambina di soli tre anni, ignorata dalle stesse istituzioni che dovrebbero tutelarla”.

Il sindacato, che ha inviato anche una comunicazione formale alla direzione del carcere, fa leva anche su diversi casi giudiziari che hanno riconosciuto come discriminatorio l’assegnazione di turnazioni incompatibili con le esigenze genitoriali. La situazione sarebbe peggiorata proprio dopo l’intervento del sindacato.

 

Bari, 17enne evaso dal carcere minorile Fornelli: ricerche in corso. Indaga la Procura fuga favorita da complici

Il caso del 17enne napoletano, evaso la notte tra domenica e lunedì dal carcere minorile Fornelli di Bari, è diventato di dominio nazionale. Le ricerche sono ancora in corso e si scava negli ambienti della criminalità organizzata, barese e napoletana.

Il minore si trovava in Puglia da dicembre 2024, dopo essere finito in cella con l’accusa di omicidio e tentato omicidio. Era in attesa di giudizio. Si valuta l’azione di eventuali complici che hanno favorito la fuga.

Secondo quanto ricostruito, il 17enne è scappato dopo aver creato un buco nel muro della sua cella che lo ha condotto nel cortile e poi da qui è fuggito utilizzando delle lenzuola arrotolate.

Una delle ipotesi al vaglio è che il 17enne sia stato poi prelevato all’esterno da qualcuno e portato in luogo sicuro, o a Bari o in Campania. Sul caso indaga la Procura minorile di Bari e si valuta anche la posizione dei due compagni di cella.