Bari, la Corte d’Appello nega l’estradizione di un imprenditore: “Rischio torture al ritorno in Cina”

La Corte d’Appello di Bari ha respinto la richiesta di estradizione avanzata dalla Repubblica Popolare Cinese nei confronti di Zhao YongYong, imprenditore cinese di 61 anni fermato lo scorso 8 aprile al porto di Bari dopo lo sbarco da un traghetto proveniente dalla Grecia, in esecuzione di un mandato di arresto internazionale.

L’uomo, difeso dall’avvocato Nicola Lerario, è ricercato in Cina per presunti reati legati alla gestione e al subaffitto di terreni. I giudici baresi hanno però ritenuto sussistente il rischio che, una volta consegnato alle autorità cinesi, possa essere sottoposto a trattamenti inumani o degradanti, richiamando anche la giurisprudenza della Cassazione e fonti internazionali che denunciano violazioni sistematiche dei diritti umani nel Paese. Il procedimento è stato seguito in aula anche da emissari del governo cinese.

Violenze e torture nel carcere minorile di Casal del Marmo, indagati 10 poliziotti penitenziari: tra loro un barese

Dieci agenti della polizia penitenziaria del carcere minorile di Casal del Marmo sono indagati dalla Procura di Roma per presunte violenze, torture e lesioni aggravate ai danni di dodici detenuti, in gran parte stranieri. Tra loro c’è anche un poliziotto barese di 52 anni, per il quale però non è contestato il reato di tortura.

Secondo le indagini, per mesi alcuni detenuti sarebbero stati picchiati e minacciati, talvolta in zone non coperte dalle telecamere. Gli abusi sarebbero stati documentati anche da relazioni interne.

Il gip ha disposto un incidente probatorio in cui le vittime dovranno raccontare i fatti a uno psicologo e riconoscere i presunti responsabili, per evitare che diventino irreperibili dopo la scarcerazione.

Detenuto torturato nel carcere di Bari, SAPPE: “Deve essere giudicato anche lui stava scatenando una tragedia”

Il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria: “Sia chiaro chi ha sbagliato deve pagare, ma non meritano nessuna attenuante quei lavoratori che nel pieno della notte si sono trovati ad affrontare una situazione di grande pericolo che poteva provocare una strage, compresa la morte del detenuto stesso?”.

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