Bari, la Corte d’Appello nega l’estradizione di un imprenditore: “Rischio torture al ritorno in Cina”

La Corte d’Appello di Bari ha respinto la richiesta di estradizione avanzata dalla Repubblica Popolare Cinese nei confronti di Zhao YongYong, imprenditore cinese di 61 anni fermato lo scorso 8 aprile al porto di Bari dopo lo sbarco da un traghetto proveniente dalla Grecia, in esecuzione di un mandato di arresto internazionale.

L’uomo, difeso dall’avvocato Nicola Lerario, è ricercato in Cina per presunti reati legati alla gestione e al subaffitto di terreni. I giudici baresi hanno però ritenuto sussistente il rischio che, una volta consegnato alle autorità cinesi, possa essere sottoposto a trattamenti inumani o degradanti, richiamando anche la giurisprudenza della Cassazione e fonti internazionali che denunciano violazioni sistematiche dei diritti umani nel Paese. Il procedimento è stato seguito in aula anche da emissari del governo cinese.

Giallo in Cina, muore il pugliese Marcello Vinci. Il Console di Chongqing: “Impegnati con la Farnesina per fare chiarezza”

“Fin dal momento in cui questa triste vicenda è iniziata gli uffici della Farnesina si sono impegnati al massimo per ottenere chiarezza e per assicurare il rientro delle spoglie di Marcello Vinci In Italia. Continueremo nel nostro lavoro con tutta la dedizione che questo richiede”. È quanto si legge nella lettera inviata dal console generale d’Italia a Chongqing, Guido Bilancini, al primo cittadino di Fasano, Francesco Zaccaria, dopo la lettera inviata dallo stesso primo cittadino al Consolato e alla Farnesina nelle scorse ore per fare chiarezza attorno alla morte di Marcello Vinci, il 29enne di Fasano ritrovato senza vita il 6 marzo a Chengdu. Nella lettera il console fa sapere di aver parlato anche con la mamma del giovane, Angela Berni. “La ringrazio per la sua fiducia nelle istituzioni – continua Bilancini –. Tutti noi dobbiamo sostenere la famiglia Vinci in questo difficilissimo momento”.