Bari, aiuto dal fedelissimo dei Parisi. La Corte d’Appello ribalta tutto: confermato il licenziamento delle due vigilesse

La Corte d’Appello di Bari ribalta la decisione di primo grado e conferma il licenziamento delle due vigilesse della Polizia locale coinvolte nell’inchiesta “Codice interno”. I giudici hanno annullato il reintegro in servizio disposto in precedenza, ritenendo proporzionata la sanzione adottata dal Comune di Bari nei confronti di Rosalinda Biallo e Anna Losacco.

Alle due agenti veniva contestato di aver intrattenuto rapporti con Fabio Fiore, ritenuto vicino al clan Parisi di Japigia, e di aver chiesto il suo intervento in almeno un episodio per gestire le tensioni con automobilisti durante il servizio.

In primo grado il Tribunale aveva annullato il licenziamento, sostituendolo con una sospensione di due mesi e disponendo il pagamento degli stipendi arretrati, quantificati complessivamente in 113mila euro. La decisione era stata impugnata dal Comune e dalla Procura generale.

La vicenda risale al febbraio 2024, quando l’inchiesta antimafia “Codice interno” portò all’arresto di esponenti dei clan Parisi e Palermiti. In quell’occasione la Dda segnalò alla Polizia locale i comportamenti ritenuti incompatibili con il ruolo ricoperto dalle due agenti.

Con la nuova sentenza, l’impostazione del primo grado viene completamente ribaltata. Per le due vigilesse resta ora aperta la possibilità di ricorrere in Cassazione.

Striscione contro l’Anpi a Bari, assolti i tre militanti di Casapound: la Corte d’Appello conferma la sentenza

Si è concluso oggi, dinanzi alla Corte d’Appello di Bari, il procedimento penale a carico di tre giovani imputati, Giuseppe Alberga., Giacomo Pellegrini e Luigi Fresa, difesi dagli avvocati Mitolo Antonio e Milone Giampiero, per il reato di diffamazione aggravata dall’odio razziale, in relazione all’esposizione di uno striscione dai contenuti di natura politica.

“Anpi difende i titini? Negazionismo e quattrini”, la frase riportata sullo striscione e ritenuto diffamatorio dalla controparte. La Corte ha confermato integralmente la sentenza di assoluzione già pronunciata in primo grado, escludendo che il messaggio contestato abbia leso la reputazione dell’ANPI.

I giudici hanno ribadito l’applicazione del principio costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero, riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico italiano, ritenendo che l’espressione oggetto del procedimento rientrasse nei limiti del diritto di critica politica.

Con la decisione odierna viene dunque definitivamente esclusa la rilevanza penale della condotta contestata agli imputati. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro il termine di 90 giorni.

Cocaina dalla Colombia, Corte di Cassazione annulla tre condanne: il processo passa alla Corte d’Appello di Bari

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio, ad altra sezione della Corte d’Appello di Bari davanti alla quale sarà celebrato un processo, la condanna inflitta nei confronti di Lida Cestari, Luigi Cestari e Giuseppe Cicco, coinvolti, dall’inizio degli anni 2000 in un’inchiesta sul narcotraffico internazionale tra la Colombia e l’Europa.

I tre erano stati condannati in abbreviato, nel 2013, rispettivamente a 10, 8 e 16 anni di reclusione perché considerati all’interno di un’associazione “dedita al traffico internazionale di ingenti quantitativi di stupefacenti (cocaina) dalla Colombia e dal Venezuela”, grazie ai contatti con il cartello dei “Los Mellizos” di Bogotà, in Europa e in particolare verso l’Italia, con la conservazione in depositi di stoccaggio tra Andria, Viareggio, Ladispoli, e Ancona e la vendita a vari gruppi per lo spaccio.

Alle indagini ha preso parte anche la Fbi e furono sequestrate decine di migliaia di chili di droga, per centinaia di milioni. I fatti contestati risalgono tra il 1998  e il 2002. Dieci anni dopo la prima sentenza, nel 2023, la Corte d’Appello di Bari aveva ridotto le condanne a 6 anni per Lida Cestari, a 6 anni e 6 mesi per Luigi Cestari e a 10 anni e 8 mesi per Giuseppe Cicco. La terza sezione penale della Cassazione ha annullato questa sentenza, rimettendo gli atti a un’altra sezione della Corte d’Appello di Bari.

Troppe rinunce dei presidenti di seggio, intesa tra Comune di Bari e Corte d’Appello: è il primo caso in Italia

Il protocollo è finalizzato ad avviare una collaborazione tra il Comune di Bari e la Corte di Appello di Bari finalizzata alla definizione di una più efficace ed efficiente gestione delle attività connesse alla nomina dei presidenti dei seggi elettorali del territorio cittadino in occasione delle consultazioni elettorali e referendarie.

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