Bari, nel carcere minorile aggrediti cinque agenti in una settimana. La denuncia del sindacato: “È inaccettabile”

Cinque agenti della polizia penitenziaria in servizio nell’istituto penale minorile ‘Fornelli di Bari sono stati aggrediti nell’ultima settimana. Lo riferisce il sindacato Osapp. L’ultimo episodio è avvenuto nella serata di venerdì, quando «un detenuto extracomunitario con gravi problemi psichiatrici ha aggredito e mandato in ospedale altri due colleghi, che si aggiungono ai tre feriti dallo stesso soggetto nei giorni scorsi», si legge in una nota.

«È inaccettabile,» dichiara Pasquale Russo, referente per la giustizia minorile Osapp Puglia, «che un soggetto con accertate patologie psichiatriche sia ubicato in una cella inagibile e non sicura. Stiamo parlando di un ambiente che non garantisce né la sicurezza del detenuto né, tantomeno, quella del personale che deve operarvi».

L’istituto, spiega sempre il sindacato, è interessato da lavori di ristrutturazione «che rendono complessa la gestione dei flussi e della sorveglianza». «La Polizia penitenziaria non può e non deve sopperire alle carenze del sistema sanitario», incalza il segretario regionale Angelo Sciabica. «Gli Ipm – continua – non sono cliniche psichiatriche. Chiediamo l’intervento immediato del Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità affinché questi soggetti vengano trasferiti in strutture idonee».

«Se non verranno presi provvedimenti immediati,» concludono Russo e Sciabica, «saremo costretti a mettere in atto forme di protesta più incisive per tutelare l’incolumità fisica di chi lavora ogni giorno in un ambiente diventato una polveriera»

Bari, droga in carcere per conto del clan Strisciuglio: condannati due agenti penitenziari a 7 anni – I NOMI

Il Tribunale di Bari ha condannato a 7 anni di reclusione Giuseppe Altamura, 58enne chiamato Cartellino Rosso, e Francesco De Noia, 59enne chiamato Franchin la guardia, agenti della polizia penitenziaria in servizio nel carcere barese. I due, come si legge negli atti, hanno introdotto nel carcere e spacciato hashish e marijuana su commissione dei reclusi appartenenti al clan Strisciuglio nel periodo tra il 2008 e il 2012. La sentenza arriva 10 anni dopo la chiusura delle indagini preliminari.

Entrambi sono stati riconosciuti colpevoli di aver introdotto in carcere e detenuto droga ai fini di spaccio “abusando dei poteri inerenti alla propria funzione in cambio di compensi in denaro o di favori di altra natura”. Altamura e De Noia sono stati condannati anche al pagamento di una multa di 90mila euro a testa. I due sono stati invece assolti dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa “perché il fatto non sussiste”, e con la stessa motivazione è stato assolto anche un altro agente imputato, l’ispettore Francesco Camero, accusato di favoreggiamento personale nei confronti di Altamura. Condannato a 4 anni e 6 mesi invece Vincenzo Zonno, figlio del boss Cosimo, per aver spacciato liberamente in carcere. Per lui anche una multa da 75mila euro.