La Dda di Bari ha chiuso l’indagine su un presunto traffico di droga e telefoni cellulari all’interno del carcere di Bari, nell’ambito di un’inchiesta su un sodalizio criminale con base a Conversano. Sono 25 le persone indagate, tra cui un infermiere della Asl di 39 anni.
Secondo l’accusa, l’operatore sanitario avrebbe sfruttato il proprio ruolo e i controlli meno stringenti riservati al personale per introdurre nel penitenziario droga e smartphone, nascosti all’interno di pacchetti di sigarette.
Per ogni consegna, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe ricevuto 500 euro. I telefoni avrebbero consentito ai detenuti ritenuti vicini alla criminalità organizzata di mantenere i contatti con l’esterno e, secondo l’accusa, continuare a gestire attività di spaccio anche dal carcere.
L’inchiesta della Procura barese ha ricostruito un sistema che avrebbe permesso di far arrivare con regolarità materiale illecito all’interno della struttura penitenziaria.









