Tragedia a Melissano, 49enne trovata morta in casa: aperta inchiesta. Disposta l’autopsia

Tragedia a Melissano, nel Leccese, dove una donna di 49 anni è stata trovata morta in casa. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire alle cause del decesso.

A lanciare l’allarme è stato il proprietario dell’abitazione, conoscente della vittima, che ha richiesto l’intervento sul posto del 118. La donna, all’arrivo dei sanitari, era già morta.

La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza sull’accaduto. I militari hanno sequestrato cellulari e altro materiale presente in casa.

La salma si trova nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce e resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’autopsia stabilirà le cause della morte.

La “supposta” di Olivieri, Antonio in Aula: “Dall’amico finanziere nessuna notizia sull’inchiesta”

Antonio è stato ascoltato in Tribunale nell’inchiesta che vede coinvolto Antonio Cretì, il maresciallo della Finanza di Bari, sentito nell’ambito del processo in cui è accusato di rivelazione di segreto istruttorio in merito ad alcune perquisizioni disposte dalla Procura di Bari in una inchiesta sul calcio dilettantistico.

Secondo l’accusa Cretì contattò l’ex consigliere regionale Giacomo Oliveri, ai tempi del Quotidiano Italiano, per “spifferare” (termine riportato nell’articolo sul sito de La Gazzetta del Mezziogorno) allo stesso Antonio la notizia.

Il finanziere, durante l’udienza, ha raccontato di aver usato il giornale per far parlare gli indagati in un’indagine di usura. Quello che però manca nell’articolo pubblicato sul sito de La Gazzetta del Mezzogiorno, è la versione di Antonio che trovate nel video allegato.

L’operaio Claudio Salamida precipita e muore nell’ex Ilva: 17 indagati per omicidio colposo

Sono 17 gli indagati dalla Procura di Taranto per la morte di Claudio Salamida, operaio di 46 anni originario di Alberobello e residente a Putignano, deceduto lunedì scorso a seguito di un incidente sul lavoro all’interno dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia.

L’ipotesi di reato è omicidio colposo in concorso per presunte condotte di imprudenza, negligenza, imperizia e violazioni delle norme antinfortunistiche. Con decreto del pm Mariano Buccoliero è stato disposto un accertamento tecnico non ripetibile: l’esame autoptico, affidato alla medico legale Liliana Innamora to, con conferimento dell’incarico fissato per lunedì 19 gennaio in Procura e svolgimento presso l’ospedale Santissima Annunziata. Agli indagati è stato notificato l’avviso per la nomina di consulenti.

Nel registro degli indagati ci sono due figure apicali, un capo area, un capo reparto, diversi capi turno, responsabili e tecnici della manutenzione meccanica, capi squadra addetti alla manutenzione e un preposto di una ditta dell’indotto. Una platea che copre l’intera catena organizzativa dell’impianto e che sarà esaminata dagli inquirenti per verificare profili di responsabilità nella dinamica dell’incidente.

Salamida, dipendente di Acciaierie d’Italia, stava operando nell’area del convertitore 3 quando è precipitato dal quinto livello dell’acciaieria, compiendo un volo di circa sette metri. Secondo le prime ricostruzioni, era impegnato nella chiusura di una valvola di ossigeno su un camminamento dove erano state collocate pedane in legno, che si sarebbero aperte per cause da chiarire. Tra le persone offese figurano la moglie, il figlio minore, il fratello e i genitori.

Tra gli indagati ci sono il direttore generale di Acciaierie d’Italia Maurizio Saitta; il direttore dello stabilimento Benedetto Valli; e un responsabile dell’impresa appaltatrice Peyrani, una delle aziende intervenute per i lavori del convertitore 3 dell’acciaieria 2, rimasto fermo da settembre allo scorso 5 gennaio.

La svolta nelle indagini è arrivata al termine degli accertamenti svolti dallo Spesal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl. La Procura ha sequestrato l’area in cui è avvenuto l’incidente. L’acciaieria 2 continua intanto a funzionare utilizzando il convertirore 1.

Neonata muore al Policlinico di Bari, Procura apre inchiesta: indagati 8 medici e un’ostetrica

La Procura di Bari ha aperto un’indagine sulla morte di una neonata, deceduta a due giorni di vita il 4 dicembre scorso nel Policlinico di Bari. La pm Maria Christina de Tommasi ha iscritto nel registro degli indagati nove persone, otto medici di due diversi ospedali, quello dove la mamma è stata seguita alla fine della gravidanza e quello dove ha partorito, e una ostetrica.

L’ipotesi di reato è concorso in omicidio colposo. La piccola è nata il 2 dicembre ed è morta due giorni dopo per cause che toccherà alla magistratura accertare. Per farlo la pm ha disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche e l’autopsia, che sarà eseguita domani dal medico legale Eloisa Maselli e dal neonatologo Giuseppe Latorre del Miulli.

L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia dei genitori, assistiti dall’avvocato Cristina de Manno. Le responsabilità ipotizzate al momento riguardano i quattro ginecologi dell’ospedale San Paolo che avrebbero seguito la donna, una 39enne barese, dal 27 novembre al 1 dicembre.

Qui, dopo i primi tracciati e gli accertamenti clinici eseguiti sulla partoriente, la gravidanza sarebbe stata ritenuta a rischio e, per questo, la donna il 1 dicembre è stata trasferita al Policlinico, dove la 39enne ha partorito il giorno dopo e il 4 dicembre la neonata è morta. Le altre presunte responsabilità da accertare – stando agli avvisi di garanzia notificati dalla Procura – sono a carico del personale sanitario del Policlinico: due ginecologi, due anestesisti e una ostetrica, che hanno gestito la fase del parto.

L’operaio Claudio Salamida muore nell’ex Ilva, sequestro del convertitore 3: indagini su manutenzioni e pedane

La Procura della Repubblica di Taranto ha disposto il sequestro senza facoltà d’uso dell’area del convertitore 3 dell’acciaieria 2 dell’ex Ilva, teatro ieri dell’incidente costato la vita a Claudio Salamida, 47 anni, dipendente dell’azienda.

Il provvedimento riguarda le parti dell’impianto interessate dalla caduta dell’operaio, precipitato dal quinto piano al quarto rialzato. I magistrati hanno acquisito la documentazione sulle attività di manutenzione effettuate recentemente sul convertitore, oggetto di un lungo intervento iniziato a settembre e concluso il 5 gennaio.

L’impianto, tornato operativo dopo gli interventi di manutenzione, era stato nuovamente arrestato per ulteriori regolazioni. Durante la campagna manutentiva, la produzione dell’acciaieria 2 era proseguita attraverso il convertitore 1. Dai primi elementi emerge che ai lavori hanno preso parte diverse ditte esterne.

Non risultano al momento persone indagate, ma l’atto formale è atteso nelle prossime ore. La pm Filomena Di Tursi, che ieri ha effettuato un sopralluogo all’interno del siderurgico, sta ricostruendo l’esatta sequenza dei fatti, i compiti assegnati e le eventuali responsabilità. Sotto esame il piano di calpestio dal quale Salamida è precipitato: al posto del pavimento grigliato del quinto piano erano state posizionate pedane in legno, installate per consentire gli interventi di manutenzione.

Gli inquirenti dovranno chiarire chi abbia disposto la sostituzione, se le pedane dovessero già essere rimosse, se erano presenti protezioni adeguate e se vi sia stato un cedimento strutturale o uno spostamento accidentale. Da stabilire anche se l’operaio, che si trovava da solo mentre interveniva sulle valvole, sia scivolato o se la pressione esercitata abbia contribuito alla perdita di equilibrio. La Procura conferirà l’incarico per l’esame autoptico; la salma è all’obitorio dell’ospedale di Taranto. Il sequestro non interessa l’intera acciaieria 2, che continuerà a operare con il convertitore 1.

L’operaio Claudio Salamida muore nell’ex Ilva, terminato alle 7 lo sciopero: inchiesta della procura di Taranto

È terminato questa mattina alle 7 lo sciopero immediato dei dipendenti diretti e dell’appalto dell’ex Ilva in tutti i siti del gruppo proclamato dai sindacati dopo l’incidente sul lavoro di ieri, costato la vita a Claudio Salamida di 46 anni, originario di Alberobello e residente a Putignano (Bari).

L’operaio specializzato, che lascia la moglie e un figlio di 3 anni, è precipitato dal quinto piano alla parte rialzata del quarto dell’acciaieria 2 dello stabilimento di Taranto dopo un volto di circa di 7 metri.

L’uomo stava ripristinando una delle valvole che regolano l’immissione dell’ossigeno al convertitore 3 quando è precipitato nel vuoto.  Nella zona in cui si trovava solitamente c’è un pavimento grigliato ma, secondo la versione dei sindacati, erano state posizionate delle pedane in legno e metallo che poi si sono aperte per cause da accertare facendolo cadere nella parte sottostante.

Il paiolato sarebbe stato rimosso temporaneamente per consentire il passaggio di attrezzature per le operazioni di manutenzione. Il pubblico ministero Filomena Di Tursi ha aperto una inchiesta per accertare dinamica e responsabilità disponendo il sequestro probatorio del quinto e del quarto livello.

Taranto, paziente psichiatrico si lancia dalle scale e muore dopo 13 ore d’attesa in ospedale: indagati due medici

Richiesta di rinvio a giudizio per due medici e due infermieri dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nell’ambito dell’inchiesta aperta sul suicidio di un paziente psichiatrico di 57 ani, avvenuta all’interno del nosocomio di Taranto l’11 gennaio scorso.

L’uomo, dopo 13 ore d’attesa in Pronto Soccorso, si tolse la vita lanciandosi da una rampa di scale. Le accuse sono di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario dopo una consulenza effettuata.

Il paziente, affetto da una schizofrenia paranoide, fu preso in consegna alle 18.55 del 10 gennaio con un codice di urgenza, “senza essere ricoverato nell’apposito reparto di psichiatria e senza fornirgli alcun tipo di assistenza e trattamento”, si legge nelle carte. Alle 7.57 dell’11 gennaio, decise di lanciarsi nel vuoto da un’altezza di 2 metri e mezzo morendo sul colpo. L’udienza preliminare è fissata per il 12 febbraio 2026.

Schianto in moto nel Barese, morti i giovani Andrea Liddi e Davide Capuozzo: aperta inchiesta. Disposte le autopsie

Potrebbe essere la velocità eccessiva la causa dell’incidente stradale in cui ieri mattina, alla periferia di Bari, sono morti il 18enne Andrea Liddi e il 17enne Davide Capuozzo, il primo alla guida di una moto e il secondo travolto dalla due ruote mentre era a piedi a bordo strada, forse inginocchiato vicino ad un cespuglio in prossimità di una curva.

La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio stradale a carico di ignoti. Stando ad una prima ricostruzione fatta dagli agenti della Polizia locale di Bari, il 18enne – proprietario della moto – avrebbe perso il controllo del mezzo, forse a causa della elevata velocità, e avrebbe sbandato investendo il 17enne. A bordo della moto c’era anche un passeggero, rimasto ferito.

La pm che coordina l’indagine, Savina Toscani, questa mattina ha disposto l’autopsia sui corpi delle giovani vittime. Gli accertamenti medico legali sono stati affidati a Sara Sablone del Policlinico di Bari. Nelle prossime ore, inoltre, la Procura valuterà se disporre una consulenza tecnica per stabilire l’esatta dinamica.

Non è ancora chiaro il motivo per il quale i giovani si trovassero lì. L’incidente, infatti, si è verificato sulla complanare della Statale 100 all’altezza del nuovo Mercato agroalimentare, una strada chiusa al traffico che spesso – stando a recenti segnalazioni – viene utilizzata dai più giovani per prove di velocità. Dalle verifiche fatte finora non risulta che, in questo caso, i ragazzini si fossero dati appuntamento per una gara di velocità.

Ossa sparite dopo 61 anni: “Integrata la querela”. Aperta inchiesta sulla compravendita di loculi

Torniamo ad occuparci della sparizione delle ossa di Nicola Cazzorla, bimbo di 4 mesi morto 61 anni fa, nel cimitero di Modugno. Dopo il racconto della sorella Annamaria, sono emersi tanti dubbi attorno alla vicenda che ha colpito la nostra community.

Ci siamo recati anche nell’agenzia funebre, il cui papà titolare è stato per anni custode del cimitero di Modugno, a caccia di risposte, prima di tornare nel cimitero di Modugno al fianco di Annamaria e del suo legale per parlare delle incongruenze giudiziarie che rendono ancora più oscura la vicenda, anche se qualcuno si è avvicinato a noi interrompendo la registrazione del servizio.

Dopo aver parlato del caso con il vice sindaco di Modugno, l’assessore Giuseppe Montebruno, siamo tornati dall’avvocato di Annamaria per tutti gli aggiornamenti legali. È stata aperta un’inchiesta sulla compravendita di loculi. La querela sporta è stata integrata. Nel video allegato tutte le novità.

Attenzione, Perrone “replica” alle accuse sui social. Tatone: “Tutto falso ci ha truffato”

Non vuole rispondere alle nostre domande, chiama i Carabinieri per essere scortato all’uscita a causa della nostra presenza per poi “parlare” sui social. Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone e della nostra inchiesta. Per diritto di cronaca, vi riportiamo il messaggio pubblicato da Perrone in cui espone la sua controversa “versione dei fatti”.