Filippo Scavo ucciso in 11 secondi, era entrato nella discoteca per sfuggire ai killer: “Poteva essere una strage”

Undici secondi per uccidere Filippo Scavo all’interno del Divine Club di Bisceglie. È la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Bari sull’omicidio avvenuto all’alba del 19 aprile scorso, per il quale sono finiti in carcere Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Michele Morelli. I tre indagati sono accusati, a vario titolo, di omicidio aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di favorire il clan Capriati, oltre che di detenzione e porto illegale di armi.

Secondo gli investigatori, Capriati e Lagioia sarebbero entrati nel locale armati, mentre Morelli avrebbe avuto un ruolo di supporto. Le immagini delle telecamere mostrerebbero un primo tentativo fallito all’esterno della discoteca: Scavo sarebbe riuscito a rientrare nel locale cercando rifugio tra la folla, ma i tre lo avrebbero inseguito e colpito mortalmente pochi secondi dopo.

Secondo gli inquirenti, gli addetti alla sicurezza avrebbero ceduto alle pressioni del gruppo, consentendo l’accesso nonostante la presenza delle armi. «Poteva essere una strage», ha commentato la pm Bruna Manganelli. Per la Dda non si è trattato di una lite degenerata casualmente, ma dell’ennesimo capitolo della storica faida tra i clan Capriati e Strisciuglio.

L’omicidio sarebbe maturato come vendetta per la morte di Lello Capriati, assassinato a Torre a Mare il 1° aprile 2024. Per quell’agguato risultano indagati Luca Marinelli e Nunzio Losacco, ritenuti vicini agli Strisciuglio. Alla base dell’escalation ci sarebbe stata una serie di tensioni nate nella movida barese, culminate prima in una lite al pub Demetra tra Scavo e Christian Capriati e poi in una sparatoria a Carbonara compiuta dai figli di Lello Capriati.

Omicidio Scavo in discoteca, la pista della nuova faida tra i clan Strisciuglio e Capriati: cresce la paura a Bari

Un omicidio maturato in un clima di tensione mai sopita tra gruppi criminali rivali. È questa una delle piste seguite dagli investigatori per chiarire la morte di Filippo Scavo, 43enne di Carbonara, ucciso nella notte tra il 18 e il 19 aprile all’interno della discoteca Divine Club di Bisceglie.

Secondo le prime ricostruzioni, alla base del delitto ci sarebbe il contrasto tra il gruppo di Carbonara e quello di Bari Vecchia, legato alla famiglia Capriati. I rapporti tra le due fazioni erano già tesi da tempo: nel marzo 2024 si era sfiorata una sparatoria e, dopo l’uccisione di Lello Capriati nell’aprile dello stesso anno, la situazione non si era mai realmente calmata.

La notte dell’omicidio, una lite degenerata avrebbe portato all’agguato. Scavo, soprannominato “Uecchione”, è stato colpito al collo da un proiettile calibro 7,65, morendo sul colpo. Secondo quanto emerso, l’uomo aveva con sé una consistente somma di denaro ma non era armato. Anche i suoi interlocutori inizialmente non lo erano: almeno due persone sarebbero uscite dal locale per recuperare le armi da un’auto, riuscendo poi a rientrare indisturbate.

Proprio su questo aspetto si concentrano le indagini dei carabinieri, che stanno verificando eventuali falle nei sistemi di sicurezza. Nel locale, infatti, i metal detector installati dopo precedenti episodi di violenza non risultavano funzionanti, mentre le telecamere di sorveglianza sono ora al vaglio degli inquirenti.

L’episodio riaccende i riflettori su una prassi già emersa in altre inchieste: la presenza di armi nei locali notturni frequentati da giovani legati ai clan, spesso teatro di scontri dimostrativi per affermare il proprio potere. Dinamiche simili erano già state registrate in altri episodi recenti tra Bari e provincia. Gli investigatori non escludono dunque che l’omicidio di Scavo sia l’ultimo capitolo di una faida strisciante, alimentata da vecchi rancori e rivalità tra gruppi criminali del territorio.

Bisceglie, Scavo ucciso in discoteca: “Uecchione” in pista con migliaia di euro. Identificati i partecipanti alla lite

Emergono nuovi dettagli sulla morte di Filippo Scavo, 42enne pregiudicato barese soprannominato “Uecchione” e ritenuto vicino al clan Strisciuglio ucciso intorno alle 4 del mattino di domenica 19 aprile all’interno di una discoteca di Bisceglie.

+++ CHI ERA FILIPPO SCAVO +++

I carabinieri del Nucleo operativo di Trani hanno già identificato una decina di persone coinvolte nella rissa. All’interno del locale, oltre al killer che ha esploso quattro colpi, sarebbe stata presente almeno un’altra persona armata, come raccontato da un testimone. 

La discoteca è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi del reparto scientifico, che ha acquisito anche le immagini delle telecamere di sorveglianza. Scavo è giunto senza vita al pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie.

+++ IL RACCONTO DI UN TESTIMONE: “POTEVA ESSERE UNA STRAGE” +++

Nelle sue tasche è stata trovata una consistente somma di denaro di migliaia di euro, elemento che rafforza i sospetti degli inquirenti su un suo possibile coinvolgimento ancora attivo nel traffico di droga, nonostante avesse formalmente dichiarato di svolgere l’attività di muratore. L’uomo era tornato in libertà circa un anno fa dopo aver scontato due condanne.

+++ USATI METAL DETECTOR MANUALI, IL BUTTAFUORI: “NOI MINACCIATI DAL KILLER” +++

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, si concentrano sul contesto dello spaccio e sulle tensioni tra gruppi criminali per il controllo delle attività illecite sul territorio.